Guida poetica al Marocco

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    Ilustrazione di Albenamo per drinkfromlife
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    Fiori notturni a Marrakech

La mia guida al Marocco

Quando ho deciso di andare in Marocco è accaduto all’improvviso. Come un fiore notturno che sboccia, di cui il seme era stato piantato molto tempo prima, attraverso immagini, parole, racconti, intuizioni. E così, un giorno (apparentemente) qualsiasi, di un mese qualsiasi ho prenotato il mio biglietto, seguendo un richiamo.

Fiori notturni a Marrakech

Ho tradito la mia India per l’Africa, quella terra che sognavo dai primi anni di vita ma che dovevo conoscere al momento giusto. E così è stato e la porta del Marocco mi ha spalancato meraviglie. Questa guida al Marocco nasce grazie all’incanto. Una piccola porzione di pianeta Terra che racchiude una varietà paesaggistica straordinaria: dalle montagne antiche dell’Atlas, alle dune fiere e cangianti del Sahara, dalla Valle delle Rose a quella del miele, Paradise Valley. Gli alisei possono soffiare impertinenti sul’Atlantico, facendolo increspare con onde gigantesche, divertimento dei surfisti, e la calura di Marrakech in alcuni periodi può toglierti il fiato come un colpo di fulmine.

Terra di arabi, berberi e nomadi del deserto dove regna un intreccio affascinante di idiomi e tradizioni e il senso del bello è evidente nello sfarzo dei palazzi antichi come nei baracchini di spezie al suk. Questa è una terra di artisti artigiani riflettevo aggirandomi nelle medine intricate e pullulanti di vita, dove gli abitanti camminavano avvolti nella tradizionale djellaba e i negozietti vendevano borse intarsiate con maestria come sculture d’altri tempi, per turisti colonizzatori, intagrammers alla ricerca delle ultime tendenze, viaggiatori e viaggiatrici con gli occhi affamati di bellezza. E i murales che spuntavano all’improvviso, arte moderna che si mischiava all’antico.

Questa è anche terra di musicisti pensavo la notte aggirandomi in piazza a Marrakech, con le ronde che mi facevano pensare a quelle del Salento, ma queste erano più organizzate con gli sgabellini in plastica e guai se non davi un’offerta con i dirham di carta. Eppure, quando cantavano tutti insieme, in quella lingua per me incomprensibile, più di una volta mi hanno spalancato il cuore e la commozione emergeva per tanta enfasi.

Le ronde marocchine e le ronde salentine perché tutto il mondo è paese e tutti i Sud si assomigliano, in qualche modo e poi l’abbraccio del Mediterraneo è alleato e complice.

E pensavo che il Marocco è terra di musicisti anche quando mi aggiravo nei pressi del porto di Essaouira, la ben disegnata, e il suono e la voce degli artisti di strada mi scuotevano per bellezza e intensità e perché erano bravi davvero, con le voci precise da far pensare di ritrovarsi in uno studio di registrazione ma era vita spontanea e bellissima.

E quando viaggiavo, nel bus, piangevo e non sapevo perché ma qualcosa quella Terra mi ha smosso ed è così quando decidi di viaggiare per esplorare e non come turista predatore. I luoghi – alcuni più di altri – si avvinghiano all’anima e ti attraversano, puliscono e scuotono e poi capita di rinascere.

Nelle orecchie, sembra ancora di sentire il canto ipnotico del muezzin e sulla lingua il sapore del tè alla menta sempre troppo dolce ma la piccola cerimonia con cui viene servito mi fa sentire una bambina davanti ad un gioco di prestigio eseguito con classe. E il Salam Aleikum giornaliero e Inshallah, sempre. Una fede incrollabile.

E così ho deciso, per una serie di motivi, di dedicare attenzione ed energie al Marocco perché merita davvero e forse era proprio lui che appariva nelle visioni di polveri colorate, palme alte e magie e io lo scambiavo per l’India ma è stato un errore di quelli bellissimi – e necessari – che non dimenticherò mai. E l’India non sarà mai abbandonata.

Al momento, è solo in stand by perché il modo di viaggiare adatto a me, è lento a volte lentissimo e so che lei, la grande Mamma India, mi guarda attraverso gli occhi scuri di un corvo che gracchia o le statuine di Ganesh e i bastoncini d’incenso alla rosa, o al sandalo, che bruciano diffondendosi nell’aria. E ancora ci sono baracchini di chai ad aspettarmi, e stradine polverose, mucche magre e bambini dagli occhi grandi e pieni di stupore.

(Poi magari il mese prossimo mi sveglio e faccio un biglietto per l’India, perché io sono imprevedibile anche a me stessa ed è così quando vivi seguendo la tua voce interiore e non le circostanze, non quello che si deve fare per convenienza o convenevoli o trasmettere immagini edulcorate).

 

Se ti incuriosisce, o ami il Marocco:

 

Illustrazione di Albenamo in esclusiva per drinkfromlife. Lo trovi su instagram.

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

38 Risposte

  1. Clara Nubile ha detto:

    Pura poesia questo post, cara Sara, tu che segui il canto del cuore, e anche quello del Tuo cuore più nascosto. L’India è il nostro paesaggio di sfondo, così pensavo di ieri, è stata la madre che poi ci ha mandato altrove…
    Che belle le descrizioni dei posti che hai visitato in Marocco.
    E quando un posto di fa piangere di gioia ne è valso il senso del viaggio!

    • Sara ha detto:

      L’India è stata una Madre meravigliosa, sensibile, accogliente, delicata ma anche spietata quando era necessario. Come Kali. Sarà sempre, per noi, un paesaggio di sfondo e, forse, proprio perché è così radicata in noi non abbiamo più la necessità di tornare spasmodicamente.
      Presente ogni giorno, quando arriverà il momento del ritorno sarà commovente da levare il fiato. Lo so.

  2. Sarii ha detto:

    Bellissimo articolo mamma mia, l’India mi ha sempre affascinato per tutto, si vede proprio il tuo amore verso di lei, per come ne parli e per come la senti.

  3. Stefy ha detto:

    sono imprevedibile anche a me stessa 😀 come ti capisco!
    il Marocco è stupendo, è un luogo che “mi chiama” da anni, ma l’India… l’India è uno di quei posti dove avrei paura ad andare non per il luogo in sè, ma perchè non so se poi tornerei indietro

  4. Già ha detto:

    Sei una scrittrice fantastica. I post sono utili ma anche belli da leggere

  5. Ti capisco quando dici che poi magari ti svegli e fai il biglietto per l’India, io sono cosi’. In ogni caso, il Marocco e’ un sogno non realizzato, dovevo andarci per la mia prima laurea ma poi decisi di pagarmi la scuola di lingue prima di emigrare. 🙂 Presto, spero…

    • Sara ha detto:

      Credo sia anche importante lasciarsi un margine di dubbio perché la vita è ricca di sorprese e non sappiamo mai cosa può muovere la nostra prossima scelta.
      Anche se non sei ancora andata in Marocco comunque hai investito per fare qualcosa che ti piace quindi direi che va più che bene, no? Il Marocco è sempre lì che ti aspetta.

  6. Annalisa ha detto:

    Questo tuo articolo si che è pura poesia. Mi ha fatto viaggiare tra le dune e dormire in tende berbere, dal mio divano di pelle arancione. Un intrigante ed avvvolgente modo di scrivere il tuo.

  7. cla ha detto:

    Inizialmente non ho capito il senso di guida poetica, poi mano a mano che avanzavo nel tuo racconto ho capito, molto bello!

  8. Dai tuoi racconti si percepisce sempre un grandissimo amore per tutti i luoghi che visiti. Ogni volta riesci ad emozionare con la tua storia e la tua purezza. Grazie come sempre, Sara. Un abbraccio,

  9. anna di ha detto:

    Pura poesia, avevo letto il titolo e mi aveva attirato subito e non mi hai delusa, anzi. Spesso ci si confonde fra cosa ci attira e cosa ci fa star bene, a volte sono entrambi. Ecco, credo che questi posti ti facciano davvero star bene… e se è così, prendi il biglietto e vai, segui il tuo cuore

  10. anna ha detto:

    ho letto diverse guide sul Marocco, tutte interessanti…… è la prima guida poetica invece che mi capita sott’occhio e l’ho trovata davvero molto interessante e ben fatta….

  11. Carmen ha detto:

    Appena ho letto Marocco non ho avuto dubbi su quale articolo volessi leggere prima di tutto! Una terra che sto puntando da tempo…grazie per le tue parole a riguardo…mi saranno utili…

  12. Flavia ha detto:

    Onestamente preferisco la tua versione “poetica” del Marocco, è bello leggere la tua esperienza, quello che hai provato. Questo mi convince davvero a visitare un luogo.

  13. Massimo ha detto:

    Poesia allo stato puro. Emani passione del tuo viaggio da ogni singola parola del tuo racconto. Grazie del tuo articolo.

  14. Rita Amico ha detto:

    Un racconto affascinante: hai raccontato il Marocco con parole romantiche e ammalianti. Non ci sono mai stata, ma da “figlia del Mediterraneo” so già che ne sarei conquistata.

  15. Mi piace un sacco il tuo modo di raccontare. Io non sono mai stata in Marocco ma mi hanno detto che è un paese davvero meraviglioso. Se potessi esplorerei tutto il mondo!

  16. Il Marocco è senza dubbio una delle mete che vorrei visitare quest’anno e dopo aver letto il tuo articolo sono più convinto. è stato bello leggere la tua esperienza sotto questa forma, bel post. – Paolo

  17. Chiara ha detto:

    L’ india è stupenda devi assolutamente andarci. Il marocco sarà una delle mie prossime mete.

  18. ANTONELLA MAIOCCHI ha detto:

    Bello e poetico il tuo post che trasmette tutta la magia intrigante del Marocco, dai profumi del suk ai musicisti di strada, al sapore del thé veramente troppo dolce ma infinitamente buono. Splendida illustrazione

  19. Giada Capotondi ha detto:

    A parte che l’illustrazione iniziale e’ stupenda, ma io ho gli occhi a cuoricino solo a sentire parlare di Marocco (o di India, se e’ per questo). Non ci sono mai stata ma mi affascina terribilmente (fin da prima che diventasse cosi’ di moda, lo giuro!!) e sogno di visitarlo in lentezza, proprio come hai fatto tu. Per ora il lavoro chiama e non posso, ma ho letto parecchi dei tuoi consigli, anche in articoli precedenti,e ne faro’ tesoro!

  20. Annalisa ha detto:

    Sembra di leggere un libro di Karen Blixen per quanto riesci a coinvolgere… complimenti bell’articolo!

  21. Marianna ha detto:

    Veramente un articolo bellissimo! Mi hai fatto venire voglia di tornare in Marocco! Pura magia

  22. Deborah Lumachi ha detto:

    Il Marocco mi ha sempre affascinato, quando ci penso , mi viene in mente le spezie e il cibo particolare, ma anche il posto è un incanto, ci devo tornare presto, mi hai fatto venire voglia di partire.

  23. amo l’Africa da sempre, ma purtroppo manco da un po’ di anni. Ho in programma un itinerario molto simile al tuo ed h ogià fermato qualche hotel

  24. Sara Bontempi ha detto:

    Hai davvero scelto il titolo perfetto per questo articolo.
    A leggerlo si sento tutta la poesia e la magia che questi luoghi ti hanno lasciato!
    Ci andrò presto anch’io a visitare il Marocco, e quando ci andrò penserò a te!

  25. Marika ha detto:

    Il tuo titolo mi aveva già rapito prima ancora di legger l’articolo! Il Marocco era una delle mie scelte per i futuri viaggi…. grazie per la condivisione!

  26. leggo sempre con piacere quello che scrivi, trovo moltissima poesia Nel tuo modo di raccontare i viaggi, e Essendo la mia partenza per il Marocco sempre più imminente, non posso fare a meno che continuare a seguirti con costanza!

  27. Cristina ha detto:

    Penso che il suono del Muezzin ti rimanga dentro per sempre, forse la diversità di cultura e la diversità di relazione si spezzano proprio su queste cose.
    Sulla quotidianità di ogni giorno.
    Bellissimo racconto

  28. Sheila ha detto:

    Non sono mai stata in Marocco finora ma le tue parole arrivano dritte al cuore

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