Visita alla Moschea Hassan II di Casablanca: tutto quello che devi sapere
La Moschea Hassan II di Casablanca è una tappa imperdibile: ho avuto la fortuna di visitarla con una guida ufficiale marocchina parlante italiano.
Casablanca non è decisamente una città turistica. Con oltre 5 milioni di abitanti e industrie importanti, viene piuttosto considerata la capitale commerciale e finanziaria del Marocco. Nonostante questa nomea custodisce un importante centro spirituale, rappresentato dalla Moschea di Hassan II, che si protende poeticamente sull’Oceano Atlantico.

Aperta nel 1993, con il contributo del popolo marocchino -che venne tassato appositamente- e la partecipazione di 6000 artigiani, è l’unica moschea, attiva, in Marocco accessibile anche ai non musulmani. Durante un soggiorno precedente ero riuscita a vederla solo dall’esterno, nel mese di Ramadan (il mio primo anno di digiuno intermittente spirituale) ma questa volta mi sono organizzata un modo da potervi accedere tramite una visita guidata. Essendo arrivata in netto anticipo, grazie al passaggio di un amico local, dopo aver pagato il mio biglietto (140 dirham, circa 14 euro) ho prima visitato il museo al quale si accede direttamente dalla biglietteria.
Museo della Moschea Hassan II
Il piccolo museo della moschea è un prezioso spazio culturale, progettato per dare contesto alla costruzione e alla sua realizzazione. Qui è possibile vedere:
- Campioni di materiali utilizzati per costruire la moschea e dettagli artigianali di eccellenza marocchina.
- Elementi dell’arte tradizionale marocchina (ceramiche, ornamenti, calligrafia).
- Progetti, modelli, contenuti multimediali che raccontano la realizzazione dell’edificio e l’impatto culturale dell’opera.
Non è possibile accedere al museo indipendentemente dalla visita alla moschea Hassan II. In fondo al museo è presente un negozio in cui vengono venduti articoli artigianali, a prezzi molto più alti di quelli che trovereste nel souk.
Visita guidata alla moschea
Dopo la visita al museo, e una sosta alla toilette, sono tornata in biglietteria ad attendere insieme a viaggiatori provenienti da tutto il mondo su una bella panca di legno, molto particolare. Man mano che arrivano le guide accompagnano piccoli gruppi misti fino all’ingresso, attraversando l’ampio spazio antistante. All’entrata veniamo invitati a levare le scarpe e deporle in sacchetti di stoffa che vengono distribuiti dal personale e poi riciclati per gli altri visitatori. Per questo motivo, consiglio di portare il vostro sacchetto. Le donne non musulmane non devono indossare l’hijab perché si entra in orari lontani da quelli di preghiera. Tuttavia è richiesto un codice di abbigliamento rispettoso e modesto sia per gli uomini che per le donne, esattamente come nelle chiese in Italia (anche se nel Belpaese non sempre viene rispettato).
Una volta all’interno sono presenti dei cartelli sui quali sono indicate le varie lingue disponibili. Basterà aspettare sotto il proprio (es. italiano) qualche minuto, in modo che si formi un gruppetto e arrivi la guida parlante la vostra lingua.
La Moschea Hassan II
Si tratta della terza moschea più grande al mondo dopo quelle di Mecca e Medina, infatti può accogliere circa 25.000 praticanti. La posizione sul mare della Moschea Hassan II richiama una sura del Corano:
Ed Egli è Colui che ha creato i cieli e la terra in sei giorni, mentre il Suo Trono era sull’acqua, per mettervi alla prova: chi di voi è il migliore nelle opere.
Sura Hud 11:7
Il minareto
Progettata dall’architetto francese Michel Pinseau che ha introdotto all’interno anche elementi architettonici riconducibili al cristianesimo e all’ebraismo, con l’intento di diffondere un messaggio di pace e tolleranza religiosa, vanta un minareto di ben 210 metri. Il minareto è stato decorato con zellij, le tipiche piastrelle marocchine colorate e intarsi di marmo. Sul suo apice sono state montate tre sfere dorate, che pesano ben 3700 chili. Sono segni di verticalità e possono rappresentare:
- Terra.
- Cielo.
- Divino
Ma anche:
- Islam, la pratica.
- Iman, la fede.
- Ihsan, agire come se Dio ti vedesse.
Oppure:
- Dunya, il mondo terreno.
- Barzakh, il modo intermedio.
- Akhira, l’aldilà.
Sulla guglia formata dalle sfere è anche presente un laser puntato verso la Mecca.
La spianata
La spianata può ospitare 105.000 fedeli, in particolare durante il Ramadan, il mese sacro per l’Islam. Cercate le foto, sono impressionanti.
La sala di preghiera
La guida, purtroppo ho scordato il nome, ci ha accompagnato con grande professionalità alla scoperta di questa imponente costruzione super tecnologica. La moschea è dotata di pavimento riscaldato e tetto apribile per i periodi più caldi. Abbiamo assistito alla manutenzione di alcuni lampadari, che visti a terra. da vicino, sono enormi. Per poi visitare la sala della preghiera, immensa con i suoi 20.000 mq, e finemente decorata. Tutti i materiali utilizzati per la costruzione della moschea sono marocchini, come il granito rosa di Agadir e il legno di cedro del Medio Atlante, fatta eccezione per i lampadari di Murano.
Gli uomini pregano al piano terra, mentre le donne al piano di sopra. Qui sono anche situate anche le gelosie, grate che permettono alle donne di guardare giù senza essere viste, presenti in tantissime chiese cattoliche, anche se non vengono più utilizzate. La guida ha spiegato che la preghiera separata è una forma di rispetto, anche se per la donna il luogo ideale di preghiera è la casa. La preghiera islamica prevede dei movimenti del corpo e prostrazioni che potrebbero attirare l’attenzione maschile; per questo si tutela la concentrazione spirituale. Anche nel matrimonio, l’uomo prega leggermente davanti alla moglie. Si tratta di un momento sacro, di connessione e comunione con Dio, e non sono ammesse distrazioni.
Diversamente da quanto raccontato nei mass media occidentali, e al di là delle distorsioni operate da alcuni regimi, nell’Islam la figura della donna è centrale e molto rispettata. La nostra guida ci ha tenuto molto a trasmettere questo messaggio che conoscevo già, ma è sempre un piacere ascoltare e molto interessante vedere le reazioni altrui, dinanzi al capovolgimento dei punti di vista stereotipati occidentali.
Sala delle abluzioni
Siamo poi stati invitati a rimettere le scarpe, in prossimità di una porta che conduce al piano di sotto, e abbiamo consegnato le bustine di tela che le contenevano. Ci siamo spostati nel seminterrrato, dove è situata la sala delle abluzioni, scendendo da una scala. Abbiamo visto una enorme porta che si solleva (potete vederla nelle foto) e, successivamente, siamo scesi a vedere le fontane a forma di fiore di loto, come simbolo di purezza.
La guida ci ha infine invitati a metterci in fila, con gli occhi chiusi, e ha recitato una sura del Corano: è stato molto emozionante. Alcuni visitatori hanno affermato di aver percepito un forte rilascio di stress. La visita si è conclusa così, ma io ho preferito tornare un altro po’ nella sala, dopo essere passata dalla toilette della moschea, e poi nella spianata a metabolizzare quei momenti speciali e le informazioni ricevute.
Quando mi sono decisa ad andare via, ho preso un taxi per recarmi da Morocco Mall il più grande centro commerciale di tutta l’Africa. Dovevo perdere un po’ di tempo per aspettare il mio amico che, nel frattempo, era andato a trovare la sua famiglia. La giornata era fredda e piovosa e lui mi aveva consigliato di andare lì. Non amo i centri commerciali, ma in viaggio, talvolta, è interessante visitare anche quelli, se c’è tempo.
Ho pagato, contrattando, 50 dirham, circa 5 euro. Il taxi precedente me ne aveva proposto 100! In ogni modo, potete chiedere di accendere il tassametro.
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Consigli
- Porta la tua borraccia piena d’acqua, non ci sono negozi nei paraggi per comprarla.
- Dopo la visita puoi passeggiare sulla Corniche, il lungomare, e ammirare la moschea che si staglia sull’Oceano Atlantico.
- I biglietti si acquistano solo in loco.
- Puoi consultare gli orari sul sito ufficiale
- Puoi prendere un taxi all’uscita, ma ti consiglio di andare un po’ più avanti per risparmiare sulla tratta. Meglio fermare i taxi in movimento piuttosto che quelli già in sosta, consiglio del mio amico local.
- L’abbigliamento modesto (spalle, braccia, gambe e ombelico coperto) è obbligatorio sia per gli uomini che per le donne. In caso contrario, l’accesso alla moschea non è consentito.
Conclusioni
Per me è sempre emozionante tornare qui. I momenti più intensi sono quelli in cui il canto del muezzin si leva nel cielo, facendo vibrare anche l’aria. La prossima volta mi piacerebbe fermarmi a pregare.
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Alla prossima puntata con DrinkFromLife,
Sara




























