Viaggiare in India con i bambini: si può?

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    Viaggiare in India con i bambini: si può?
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Amo viaggiare in India, la considero una mia seconda, immensa, enorme, casa. Se c’è una domanda che spesso mi viene rivolta da amici, conoscenti o anche lettori e lettrici di drinkfromlife è…

Si può viaggiare in India con i bambini?

Prima di rispondere ti avviso che non ho figli ma che, per diversi motivi, mi sono ritrovata a prendermi cura per lunghi periodi di quelli degli altri, i miei fratelli in primis (quando erano piccini). So cosa voglia dire seguire i ritmi dei piccoli, essere flessibili, mettere loro al primo posto. So cosa sia il patema d’animo in alcune situazioni, essere sempre all’erta. Loro diventano una sorta di tua estensione e hanno la priorità su tutto.

Poi sicuramente, da genitori, scatteranno altre dinamiche e tutto sarà ancora più amplificato ma…

Ci sono tante famiglie che viaggiano in India con i loro figli piccoli

Li ho visti. Ci sono stata a contatto. Ci ho parlato. E non mi riferisco prettamente a neo-fricchettoni stranieri che camminano scalzi sulle cacche di mucca perché fa tanto senso di libertà mentre io faccio a slalom tra di esse per non sporcarmi più di tanto (nonostante sia una zingarella anche io).

Fin dal primo viaggio in India mi colpirono le tante famiglie occidentali che viaggiavano con i pargoli al seguito in quel labirinto puzzolente – ma anche profumato se vogliamo – e meraviglioso che è Mamma India. Bambini con occhi enormi, ingranditi dallo stupore di quel che vedevano. Con sorrisi enormi. Bambini occidentali liberi.

L’india è meglio di un parco giochi o di uno zoo

Non ho nulla contro il parco giochi ma non amo lo zoo. Un bambino, o una bambina, che viaggia in India con genitori responsabili, e sottolineo responsabili, ha la possibilità di fare una profonda immersione in una cultura diversa e prendere tutto il meglio dal luogo che visita. Senza contare che i bimbi hanno molto più spirito di adattamento di noi.

In India un bambino può vedere animali liberi come mucche placide e scimmie curiose, trovarsi a contatto con gente di tutti i tipi, e di tutto il mondo, divertirsi come se fosse in un enorme parco giochi con i bambini e le bambine del posto in cui soggiorna o che viaggiano con i loro genitori.

Ho visto scene bellissime di bambini e bambine biondissimi giocare con bambini indiani, scene che aprono il cuore.

E i genitori? Beh, sicuramente per andare in India con i pargoli la devi amare (fattore decisivo ma non determinante) e non essere una persona apprensiva, che si agita. E magari scegliere anche la zona adatta, dove ci sono più comodità per loro (niente panico, sto preparando un post sui luoghi in cui andare in India con i bambini). Oltre che fare tante volte Ommmmmm.

Anni fa, andai a Goa con Gio per un lungo periodo, conoscemmo un uomo palestinese, il nostro vicino di capanna. Trascorrevamo molto tempo con lui, Gio più di me. Allora era single e si godeva la stagione in spiaggia. Dopo 3 anni lo abbiamo rivisto un paio di mesi fa, sempre a Goa. Come se non si fosse mai spostato da Arambol.

Ma…

Esperienze dirette

Non viveva più in una capanna sulla spiaggia, si era spostato in una zona più tranquilla, anche se sempre immerso tra le verdi palme. Ci portò in questa sua casa, bella e allegramente disordinata perché piena di giocattoli, presentandoci subito la sua compagna, una donna russa, e il loro bellissimo bambino! Per noi fu una grandissima sorpresa, non ci aspettavamo questa novità.

Rishikesh: una meta tranquilla per viaggiare con i bambini

In quell’occasione parlai con la donna, molto aperta e simpatica, chiedendole appositamente informazioni per un’amica italiana che vorrebbe tornare in India ma questa volta con la sua piccola figlia. Lei, che è un assistente sociale (quindi non di certo irresponsabile per il ruolo che ricopre), mi fece notare che in quella zona c’erano un ospedale, diversi kindergarten  (tradotto significa giardino d’infanzia ma in India l’ho trovato scritto proprio in tedesco), baby sitter, piccolo supermercati, farmacie.

C’era tutto quello di cui un bambino potesse avere bisogno (e anche un genitore). Il sorriso del bambino, la sua serenità, sono state le risposte migliori. Poco dopo arrivò a casa un loro amico (un ragazzo russo) con il suo piccolo bambino nella fascia. Nel giro di qualche minuto i due bambini viaggiatori provavano a interagire tra loro. Mi sentii molto sollevata, potevo rassicurare la mia amica in Italia.

Vedendo loro, e altri amici, che viaggiano dall’Italia all’India con i figli, lo farei anch’io

Ma sei pazza? Starà pensando qualcuno. Forse si, forse no. Eppure o farei, eccome. La felicità che ho visto negli occhi dei bambini viaggiatori in India è impagabile. L’India è sicuramente un paese pieno di contraddizioni ma è anche uno scrigno di tesori e sorprese piacevoli. C’è la povertà ma c’è anche il benessere. Come una medaglia con due facce, presenta aspetti diversi. Come un caleidoscopio colorato ti offre diverse sfumature e colori inimmaginabili.

In conclusione, viaggiare in India con i bambini: si o no?

Non c’è una risposta assoluta alla domanda: “Si può viaggiare in India con i bambini?”.  La risposta è soggettiva. Non c’entra nemmeno tanto l’amore verso l’India. Dipende se tu genitore, prima di tutto, sei di base una persona equilibrata, ma non solo. Se sai adattarti ed essere moooolto flessibile. Se sai gestire in modo egregio il patema d’animo.

Se senti che potrebbe essere un’esperienza importante per te e la tua famiglia. Se è qualcosa che mette d’accordo testa e cuore e … tutti i membri della squadra. E se, passandoti una mano sul cuore, senti che i tuoi figli starebbero bene o no. Vicino Dharamsala, dove vive il Dalai Lama, ho incontrato dei genitori occidentali con una bambina su una carrozzina. Non dico che sia semplice ma non è impossibile. Dipende dalle energie che si hanno e anche dalle proprie risorse.

Se hai delle reticenze, delle paure troppo grandi, lascia stare e magari…

Prenota un volo verso le Canarie! 🙂

In ogni modo, qualsiasi scelta farai, andrà bene. E nessuno potrà giudicarti.

E tu hai dei figli con cui hai viaggiato o viaggi? Li porteresti in India? Hai avuto in passato la possibilità di viaggiare in india con i bambini? Facci sapere. 🙂

Namaste!

Sara Chandana

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Sara

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

28 Risposte

  1. Sofia ha detto:

    Mi piace l’idea che l’India sia meglio di un parco giochi e di uno zoo. Viaggiare è anche adattamento e i bambini sono quelli che si fanno meno problemi e si adattano meglio di tutti noi 🙂

  2. Raffaella ha detto:

    Che bella questa tua riflessione! Nonostante tu non abbia figli, si percepisce la sensibilità e l’attenzione che ci hai messo nello scrivere questo articolo. Quello che dici è verissimo, a volte siamo noi genitori (anche se io non lo sono ancora) a farci tanti problemi, mentre i bambini si adattano con una facilità disarmante. Anch’io quando viaggio amo osservare e confrontarmi con chi viaggia con figli al seguito perché trovo che ci sia davvero tanto da imparare.

  3. Dani ha detto:

    E’ vero che i bambini si adattano molto meglio dei genitori alle situazioni. Ho un figlio di 9 anni che viaggia per il mondo con noi fin da piccolissimo e non ha mai avuto problemi. Non sono mai stata in India, un po’ mi incuriosisce e un po’ mi spaventa, lo ammetto… ma credo che non avrei problemi ad andarci con lui, soprattutto in alcune zone dove i servizi sono maggiori.

    • Stefania ha detto:

      Anche io come Dani ho un figlio viaggiatore ma l’India è una terra che mi affascina ma ancora non mi ispira.
      Quello che conta è comunque la serenità con cui i genitori affrontano il viaggio: se lo sono loro, anche il bambino lo sarà.

  4. Simona ha detto:

    Io non ho figli ancora ma la tua riflessione è bellissima. Credo che viaggiare con i propri figli si può, basta solo un po’ di organizzazione in più. A volte noi ci facciamo tanti problemi quando invece per i bambini viene tutto più facile. Il loro senso della scoperta aumenta sempre più quando viaggiano, proprio come accade ai grandi. Non vedo perché proprio un pese meraviglioso come l’india non possa essere meta di viaggio con i bimbi. Credo che possa fargli solo del bene!

  5. anna ha detto:

    Anche io non ho figli ma ogni tanto, quando viaggio, guardo le famiglie con bambini piccoli e mi chiedo se io avessi figli, li avrei portati con me? Logicamente la risposta è si, ma ho osservato anche che in giro per il mondo io vedo più famiglie del nord europa o spagnole, che italiane. Nel senso, che è molto nel dna italiano aver paura che il figlio si ammali, prenda qualcosa o non si trovi bene. Invece è proprio con i bambini che anche noi possiamo guardare il paese in modo diverso, attraverso i loro occhi curiosi. Quindi, si, si può e si deve viaggiare con i bambini.

    • Sara Chandana ha detto:

      Ottima osservazione, ho notato la stessa cosa. Anche per questo ho scritto il post e mi piace sostenere chi viaggia, responsabilmente, con i propri figli. Trovo sia giunto il tempo di superare questa immagine di Mamme Chiocce italiane, non me ne vogliano, i tempi sono maturi.

  6. Cristiana ha detto:

    Al di là del fatto che l’India non è nei miei sogni più immediati la cosa di cui avrei più paura è la precarietà del sistema sanitario…

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao Cristiana, non so in base a quali informazioni tu dica questo. In India ci sono medici tra più bravi del mondo. La medicina ayurvedica, rinomata e apprezzata, è nata lì.
      Ci sono delle ottime cliniche, ospedali, dottori. 🙂
      Anzi io preferisco andare dai medici indiani per il loro approccio olistico e ogni volta mi son trovata benissimo. Mi dispiace che si dicano queste cose sinceramente.

  7. Federica ha detto:

    Nemmeno io ho figli e la mia è una scelta molto ferma quindi il mio parere potrà sembrare estremo ma io un figlio piccolo non lo porterei nemmeno alle Canarie! Indipendentemente dal rischio sanitario quando viaggio vedo tanti di quei bambini piangenti che si annoiano da morire a vedere cose per me e per i loro genitori sono stupende ma per un bambino semplicemente non hanno senso. Quando sono stata a Córdoba ricordo un bambino sulle spalle del padre che urlava come un matto perché voleva andarsene dalla Mezquita! Il padre imbarazzatissimo, il bambino infelice e noi infastiditi dalle urla. Secondo me c’e un tempo per tutto, anche per viaggiare.

    • Sara Chandana ha detto:

      Io sono cresciuta sempre in viaggio, fin da quando ero in fasce i genitori mi portavano ovunque con loro e in giro per l’Italia. Ho visto mia zia crescere così i miei cugini, portandoli anche all’estero e mi accorgo che abbiamo un’apertura mentale diversa da amici e conoscenti che non sono cresciuti così. I bambini che viaggiano, sottolineo sempre con genitori responsabili (non so se ci hai fatto caso) sono privilegiati, possono vedere il mondo e incontrare altre culture, giocare con bambini stranieri, vivere i primi anni di vita fuori da una campana di vetro. Non si può pretendere che non facciano mai dei capricci, ho visto adulti farne molti di più. 🙂
      Ti assicuro che ho visto bambini tristi e arrabbiati in casa loro con genitori iper protettivi, in giro per il mondo ho visto bambini felici e liberi. Poi chiaramente non si può fare di tutta l’erba un fascio ma questa è la mia esperienza diretta. Grazie per aver espresso la tua opinione. 🙂

  8. Noemi Bengala ha detto:

    Sai, io che ho viaggiato a lungo con mia figlia, anche da sole per il mondo, credo che siamo più noi adulti a farci le pippe di loro. I bambini sono liberi e spesso più responsabili di quanto non si creda

  9. Clara Nubile ha detto:

    Io non ho figli, ma se li avessi avuti in India li avrei portati, eccome. In viaggio, ho invece conosciuto delle madri anzianotte che viaggiavano da sole per la prima volta in Asia per trovare le figlie stabilitasi su qualche isoletta della Thailandia. L’ho trovato molto affascinante, anche questo fenomeno al contrario. Anche io ho conosciuto tanti genitori in viaggio con bambini piccoli in India, ci vuole solo flessibilità e adattamento. Confermo che i medici, ayurvedici e non, “chimici” o naturalisti, sono bravissimi e accorti. L’India poi ha un forte spirito materno.

    • Sara Chandana ha detto:

      Vero, l’India è una grande mamma. L’ho sempre vista così. Porterei i miei figli a occhi chiusi. Penso alle mamme di cui scrivi, chissà che avventura! Cosa non fanno per amore delle figlie 🙂 Quando sono in India penso sempre che mi sarebbe piaciuto viaggiare con mia madre, se fosse ancora viva. Per realizzare un po’ il suo sogno di andarci ho portato una sua foto da giovane, con me piccolina in bicicletta. Mi piace pensare che, ovunque sia, l’energia dell’India le arrivi.

  10. Alessia ha detto:

    Molto bella la tua riflessione ma io da mamma avrei paure ad affrontare un viaggio IN India. Sicuramente é un limite mio ma il mondo é tanto grande, in India si può andare più avanti, quando lui sarà cresciuto

  11. Raffi ha detto:

    Anche io come Alessia non avrei portato mio figlio in India. Ma per un motivo diverso. Avrei aspettato che diventasse più grande, per godersi il viaggio e poterne cogliere l’eccezionalità. L’India non è una meta banale e probabilmente neanche un viaggio replicabile più volte.

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao Raffi, non ho capito se sei stata in India o no. Come viaggio replicabile dipende… io ci torno ogni anno. 🙂
      Quindi posso dire di conoscerla abbastanza rispetto a chi non è mai stato e poco rispetto ad amici che ci vanno da 40 anni, alcuni dei quali hanno viaggiato in India con figli al seguito. Credo che ci siano molti stereotipi e schemi da rompere su questo paese enorme ma sono anche molto rispettosa del sentire altrui. Posso assicurarvi che se i genitori sono sereni i bambini il viaggio se lo godono alla grande. È una fortuna poter vedere mucche libere per strada ed elefanti a casa loro, scimmie che passeggiano per strada con noi. 😀 Molto meglio che andare allo zoo prigione o al triste circo.

  12. stamping the world ha detto:

    non ho figli, quindi non sono un’esperta in fatto di viaggi con bambini, ma credo che si possa andare quasi dovunque con i piccoli. hanno molti meno pregiudizi e preconcetti di noi adulti e sanno trovare il bello anche nelle piccole cose.

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao, anche secondo me. Il mio ragazzo da piccolino è andato in Africa con i suoi genitori su una missione di volontariato – un luogo non semplicissimo quindi – e ricorda alcuni momenti in modo molto vivido e con serenità. I giochi con i bambini africani, il dono del capo tribù, sono momenti che rimarranno per sempre impressi nel suo cuore.

  13. Giulia ha detto:

    Non ho figli, quindi non so come potrei reagire in questo campo, ma sono contenta che molte persone non si facciano problemi. È vero che spesso i bambini si adattano molto più facilmente di noi adulti 🙂

  14. Io ho due figli e l’india mi ha sempre affascinato, ho letto con interesse ma ancora è una meta che preferisco tenere da parte per viaggi futuri

  15. Mi è piaciuto molto il tuo articolo perchè a parte il discorso in particolare dell’India hai espresso un concetto per me fondamentale: quando si viaggi con i bambini la prima cosa è la serenità dei genitori e il resto vien da se’. Io viaggio molto con i miei bambini e sono una persona tendenzialmente tranquilla, sull’india sono un po’ combattuta ma perchè fondamentalmente non sono sicura io di volerla visitare anche se so che è una terra che ha da offrire tantissimo, molto più di tanti altri paesi. Posso dirti però che ultimamente ho letto il libro “India formato famiglia” (che parla appunto di una famiglia in visita in India) e mi ha fatto molto riflettere!

  16. Erica ha detto:

    Un bellissimo racconto! Noi non abbiamo figli ma al momento ci rendiamo conto di non essere pronti per un viaggio in India. Non sapremmo dirti il motivo particolare, ma tanto è. Detto ciò il tuo post è l’ennesima testimonianza che i bimbi hanno uno spirito di adattamento unico!

  17. Elisa ha detto:

    Ho letto con interesse perché prima o poi vorrei portare i miei bimbi in India…Penso sarà un percorso graduale per allenare noi è far crescere un pelino loro…Il più piccolo ha solo un anno ora…Finora è stato “solo” in Europa, perché si inizia dalle cose semplici ma..voglia e tempo non ci mancano!

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