Kutch Adventures India – fare turismo sostenibile in Gujarat

Il tocco delle mani umane, tocca i cuori umani

Kutch Adventures

Come ho scoperto Kutch Adventures

Un’amica inglese, Isabelle, conosciuta in India, mi disse: “Devi assolutamente conoscere la storia di Kutch Adventures e raccontarla sul tuo blog!”

Mi avvicinai così al progetto con estrema delicatezza, volevo conoscere, e contattai  su internet Kuldip, il fondatore che in questi mesi è sempre stato gentile e disponibile a dare informazioni.

L’inizio

Ho scoperto, grazie a Isabelle (l’importanza del passaparola e della condivisione!) e Kutch Adventures, una storia forte, delicata, che racconta di estremo coraggio e bellezza. Tutto iniziò a Bhuj, Gujarat, dopo un forte terremoto 7.9 nella scala di Richter. Era il 2001, pochi furono i sopravvissuti, tra cui il diciottenne Kuldip Gadhvi. Kuldip è cresciuto vicino alle comunità di Kutch, che ama profondamente. Tale popolazione mantiene, nonostante l’avanzamento dell’era moderna, le sue tradizioni speciali e continua a condurre uno stile di vita unico nel suo genere, che le caratterizza.

Kuldip, dopo aver studiato in UK, e sviluppato le sue ali, ha deciso di tornare nella sua terra per affondare le sue radici e apportare il suo contributo per il bene comune. Seguendo la sua visione, ha fondato così Kutch Adventures che ha vinto un premio mondiale di turismo responsabile in Uk, a Londra – World Responsible Tourism Award for Best in Engaging People and Culture at World Travel Market – e il premio Indywood di eccellenza per quanto riguarda le iniziative che promuovono il turismo ecologico.

In ogni modo, premi preziosi sono soprattutto i feedback di tutti coloro che visitano il progetto e ne sono entusiasti. In rete le testimonianze di viaggiatori entusiasti da Kutch Adventures sono all’ordine del giorno e il progetto è anche menzionato da realtà notevoli come, per esempio, Lonely Planet.

Kutch

È il distretto più occidentale dell’India, conosciuto per l’artigianato – da menzionare l’alleanza degli artigiani – creato dalla gente del posto e i tessuti pregiati. Qui vivono alcune delle più colorate comunità autoctone, che meritano un occhio di riguardo. Come figli dell’era tecnologica e futuristica, abbiamo il dovere di proteggere chi onora e porta avanti le tradizioni ancestrali, e i mestieri antichi, della Terra.

Rann di Kutch – una palude salata nel deserto

Siamo in India. Rann – dall’hindi che significa palude salata –  di Kutch è una zona paludosa dell’India, nel deserto del Thar, in Gujarat. 30.000 chilometridi estensione tra il Golfo di Kutch e la foce de l fiume Indo, in Pakistan. D’estate, le forti piogge monsoniche, trasformano il deserto di acqua salata mutandone l’aspetto. Il luogo diventa casa di fenicotteri rosa, liberi e felici, nulla a che vedere con quelli che hanno le ali pinzate in altri posti! A questo proposito potrebbe interessarti il post che parla di animali nel turismo

La missione di Kutch Adventures

Kutck Adventures è un tour operator di turismo sostenibile. Kuldip ha scelto fortemente di sostenere le piccole attività locali nel villaggi che rischierebbero di scomparire, schiacciate da realtà più consistenti. Con il suo progetto, accoglie e guida le genti e i turisti consapevoli provenienti da tutto il mondo che vogliano conoscere questa porzione di terra, avvicinarsi alle tradizioni locali e sostenere la comunità.

Un ‘esperienza con Kutch Adventures significa entrare nel cuore puro dell’India, entrare a contatto con la gente comune, gli artigiani, in zone rurali e pacifiche, immerse nella natura.

Con il nostro contributo, attraverso il turismo responsabile e sostenibile, possiamo preservare queste comunità preziose custodi di tradizioni antiche. Gli scambi sono sempre circolari, il turista consapevole che si avvicina al progetto, avrà la possibilità di conoscere un’India fuori dai classici itinerari del turismo di massa, autentica e genuina. Gli amici di Kutch assicurano che non mancheranno le esperienze divertenti. 🙂

Non importa dove sei nato, qual’è la tua educazione, classe, casta, religione, colore della pelle e qualsiasi cosa sia etichettata. Nel profondo noi siamo uno.

Dalla pagina facebook di Kutch Adventures

Puoi visitare il sito Kutch Adventures India e i social collegati al progetto, facebook @Kutch.Adventures e Instagram kutch_adventures_india

Praticare il turismo responsabile e sostenibile è un nostro dovere, ma anche un piacere e una gioia, per la salvaguardia della Terra e di tutti gli esseri viventi che la popolano. Alla prossima!

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Sara

Tutte le foto in questo articolo sono di Kutch Adventures e Kuldip 

 

 

 

 

 

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

17 Risposte

  1. Annalisa ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con te per quanto riguarda il turismo responsabile, in ogni luogo del mondo. Questo progetto desta davvero curiosità, oltre ad essere uno dei pochi a nonnsfruttre le comunità locali a scopi turistici. Vado a fare uno sguardo al sito

  2. Cla ha detto:

    Una bella storia direi che la tua amica ha fatto bene a fartela conoscere e a convincerti a raccontarla

  3. Silvia ha detto:

    Non conoscevo questo progetto. E’ davvero molto interessante, è necessario sostenere il turismo responsabile a mio parere. Complimenti e grazie per avermi fatto conoscere questo tour operator

  4. Julia ha detto:

    Anch’io concordo in merito al turismo sostenibile. L’India è tra i miei sogni sono contenta di averla scoperta un altro po’ così

  5. Raffi ha detto:

    Mi piace la storia di questo giovane che va a studiare in UK e poi torna nel suo Paese d’origine con un progetto interessante votato all’economia sostenibile del suo popolo e al turismo responsabile. E’ davvero un esempio..

    • Sara ha detto:

      Kutch è una persona davvero in gamba, mi ricorda tanti salentini che tornano dopo lunghi espatri e portano innovazione e buona energia. 🙂

  6. Lemurinviaggio ha detto:

    Una storia che molti dovrebbero seguire come esempio. Questo è amore per il proprio paese, questo è aiutare le piccole realtà, e per il viaggiatore un’esperienza autentica. Grazie per avercene parlato. Mi sono annotata il nome del tour operator, non si sa mai nella vita.

  7. Giada Capotondi ha detto:

    Una iniziativa bellissima. Quando viaggio cerco sempre di affidarmi a strutture che sostengono la popolazione locale e questa storia rispecchia proprio quello che cerco. Kutch mi sembra una persona davvero in gamba…sogno da anni di andare in India, mi salvo il tuo articolo, so che mi sara’ utile!

  8. Cristina ha detto:

    Un progetto meritevole di essere conosciuto da tutti. Anch’io appoggio il turismo sostenibile. Bella la tua esperienza di viaggio e foto meravigliose

  9. Silvia ha detto:

    Credo che il rischio del turismo di massa dei nostri tempi sua quello di perdere la vera essenza dei luoghi oggetto di visita. Per fortuna esistono realtà più sostenibili come questa!

    • Sara ha detto:

      È proprio per questo che mi batto contro il turismo di massa, per sostenere il nostro bellissimo pianeta. Si, per fortuna esistono queste realtà e meritano di essere sostenute.

  10. Kuldip Gadhvi ha detto:

    Dear Sara and Everyone,
    Thank you so much for allowing me an opportunity to share my story and hopefully I’ll be able to show some of you around my region, and my people when you’re in India.
    Love and Peace,
    Kuldip Gadhvi

    • Sara ha detto:

      Oh Kuldip it’s nice to read you also here. Thank you for your support to the planet. We need more Kuldip in the world. 🙂 Love and peace to you.

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