Animali nel turismo: diverse sfaccettature del turismo selvaggio

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    Animalisti genovesi
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    Credit Jack Antal
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    Credit Matthew Cabret
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    Vincent Van Zalinge
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    Archie Fantom
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    Ioic Furhoff
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    Fabrizio Frigeni
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    Alexia Ellesse
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    Jeremy Bishop
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    Credit Maria Mayobre
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    Chris Rhoads

Sara

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

14 Risposte

  1. Paola ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con te. Più di una volta nei miei vari viaggi in Asia ho rifiutato la passeggiata sugli elefanti o di visitare templi con tigri & c. perché non sicura che fossero effettivamente centri di recupero.
    In compenso nel Borneo malese avevo fatto un’escursione nella giungla a un centro che si occupava di monitorare le scimmie dell’area ed era stato molto istruttivo. La maggior parte della gita erano spiegazioni su come non dare da mangiare agli animali o mangiare lasciando immondizie nella giungla. L’attrazione era una piattaforma sopraelevata ben distante dai turisti dove le guardie forestali lasciavano del cibo uguale a quello che le scimmie potevano trovare nella foresta. Le scimmie potevano presentarsi come non presentarsi. Alla fine non le abbiamo viste, ma abbiamo imparato molto su di loro!

  2. Anna ha detto:

    Mamma mia, la conclusione sulle citazioni dei circensi è davvero terribile, quanto male riescono a fare a dei poveri animali per il nostro mero divertimento. Condivido in pieno il tuo invito a essere turisti consapevoli.

    • Sara ha detto:

      L’ho aggiunta proprio oggi perché l’ho letta e mi sembrava fosse adatta al post. Certo, è tostarella ma ci sono cose che vanno dette. Bello sapere di altri viaggiatori consapevoli. <3

  3. Silvia ha detto:

    Concordo pienamente e qualche errore in passato l’ho fatto anch’io… dal ciuchino di Santorini preso a frustate ed io a litigare col tipo (dove nessuno capiva l’altro) alla passeggiata sull’elefante in Thailandia… il mio amore per gli animali non può cadere in un capriccio occidentale 🙂

    • Sara ha detto:

      A volte per inconsapevolezza facciamo cose assurde, l’importante è rendersene conto. 😀
      Un passeggiata su un elefante, anni fa, poteva sembrare anche a me una bella esperienza. Per fortuna mi sono ravveduta. 😀

  4. Sabrina Balugani ha detto:

    Ammetto che sto imparando in questi anni a saper viaggiare bene senza commettere l’errore di cadere in trappole turistiche dove ci sono animali che vengono maltrattati o usati per fotografie assurde. Ho imparato dopo che ho conosciuto Mary una ragazza valdostana che insieme al marito ha accolto nella sua casa animali feriti che in natura avranno difficoltà a tornare e che con calma mi ha spiegato cosa fare e cosa non fare quando si è in viaggio.

  5. Sara ha detto:

    Il tuo articolo fa riflettere tantissimo, a volte anche noi finanziamo persone che li maltrattano senza saperlo. Purtroppo dobbiamo stare sempre più attente!

    • Sara ha detto:

      Eh si, molte cose possono sfuggire. Purtroppo non possiamo sapere tutto ma imparare dagli errori (nostri e degli altri) si e informarci. 🙂

  6. Alessandra ha detto:

    Molto interessante il tuo articolo. Mi hanno fatto rabbrividire le interviste ai circensi. L’unico appunto che farei è che diversi zoo in realtà tutelano le specie in estinzione e hanno programmi di reinserimento in natura. Non catturano animali in libertà x farli ammirare ai visitatori.

  7. Lucy ha detto:

    Grazie per aver ricordato le pratiche che è bene evitare. Certe storie, come quella dei fenicotteri, sono agghiaccianti. Anch’io ho sempre cercato di evitare situazioni in cui gli animali sono mercificati e maltrattati (e gli animali sono tra i miei principali elementi di interesse quando viaggio, vado sempre a cercarmeli in the wild). Motivo per cui ho il sogno di andare su un cammello ma finora sono andata solo su un cammello finto che funzionava a gettone 😀
    Però, devo ammetterlo, la mia bella foto con il koala l’ho fatta (il mio sogno supremo), ma solo perché quel centro era tutto dedicato alla loro cura, e ogni esemplare, abituato al contatto umano, veniva fatto comunque “lavorare” per una manciata di minuti al giorno e non tutti i giorni. E i soldi pagati a parte per la foto servivano al centro stesso per acquistare nuove attrezzature. Nonostante queste rassicurazioni continuo sotto sotto a pensare che la pratica non debba proprio esistere. In quel caso non ho resistito. Ma di solito evito tutte queste situazioni e vorrei che ci fosse molta più consapevolezza al riguardo.

  8. Sara Grillenzoni ha detto:

    un bellissimo articolo che da da pensare! grazie! tutto sembra magnifico ma spesso non è cosi

  9. Arianna ha detto:

    Il tuo articolo è fantastico. Fa davvero riflettere molto e mette in evidenza situazioni in cui ognuno di noi rischia di trovarsi in viaggio e magari rischia di sottovalutare la situazione, come tu stessa racconti. Nel mio piccolo sento spesso la gente che si lamenta quando chiudono le spiagge per la deposizione delle uova di caretta caretta, o di ragazzi che la notte si appostano per vederle durante la deposizione, dando notevole fastidio. l’amore per gli animali va dimostrato, sempre, e soprattutto dando l’esempio.

  10. gianluca ha detto:

    sono d’accordo con te, non si ha più rispetto per quello che la natura ci dà e per le altre forme di vita. Le citazioni dei circensi sono raccapriccianti!

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