Pushkar la città incantata – in Rajasthan

  • 16003159_1319954081358396_907899295017670957_n
  • 15965194_1220292204714715_2610240730565602806_n
  • 15940993_1221450024598933_1436692571309659361_n
  • 16143335_1229120567165212_2479535301318175875_n
  • 16142399_1229120907165178_6830143224723457402_n
  • 15977789_1229121580498444_7462717226348411367_n

Continuo a raccontarti il viaggio di 4 mesi in India iniziato a Delhi.

Seguendo Bellezza

Sognavo il Rajasthan da anni e me ne sono innamorata già guardando le prime immagini dal finestrino del bus. Io e Gio siamo arrivati a Pushkar una mattina all’alba dopo un lungo viaggio da Rishikesh. Abbiamo subito iniziato a vagare per la cittadina deserta con i nostri zaini in spalla, in cerca di un posto in cui dormire. La vista improvvisa del lago, dal balcone di un locale in cui ci siamo fermati per fare colazione, mi ha gettata in una sorta d’incantesimo.

Non potevo smettere di guardarlo, ammaliata da tanta bellezza. La natura è la mia unica ammaliatrice. Le acque calme del lago, i primi devoti del mattino sui ghat, le scalinate che scendono in quella sorta di liquido amniotico, magnifici uccelli che volavano felici nel cielo. Tutto questo apriva uno spazio di contemplazione nel mio cuore e di serenità. La bellezza del mondo arresta la mente e non rimane altro che un vuoto accogliente, vivo, prospero.

Pushkar

E proprio in questo viaggio ho seguito Bellezza, riprendendo questo filo ogni volta che sembrava perdersi. Così siamo finiti in una bellissima guesthouse non lontana dal centro ma fuori dal caos, circondata da un giardino lussureggiante con palme e pappagallini verdi che si rincorrevano svolazzando tra i rami. Il guardiano era un albero maestoso che tendeva i suoi rami intorno alla casa/guesthouse gestita da una famiglia indiana.

Mi sono chiesta come mai un luogo così bello fosse mezzo vuoto. Poi tempo dopo ho scoperto che tra i viaggiatori hippies, quelli che vanno a Pushkar da 40 anni, si dice che questo posto sia infestato dai fantasmi 🙂 Quello che ho trovato è solo tanta quiete, l’energia era pulita e se proprio c’erano dei fantasmi con me sono stati gentili.

La leggenda di Pushkar

Il Signore Brahma lottò, nei cieli, contro il demone Vajra Nabh e lo sconfisse. Brahma lottò contro l’avversario con l’aiuto di un fiore di loto e tre petali di questo fiore caddero per terra dando vita ai tre laghi di Pushkar. Ogni anno centinaia e centinaia di pellegrini giungo da diverse parti dell’India per bagnarsi nelle acque sacre e purificarsi. Sembra che i riti eseguiti durante la luna piena siano particolarmente propizi. A Pushkar, che è una città antichissima, è stato costruito l’unico tempio di Brahma nel mondo. Ci sono entrata da sola e in silenzio ho vagato rispettosa, ci ho messo pochi minuti perché è molto piccolo.

Il punto di ritrovo dei giramondo

Oltre a pellegrini il luogo è popolato da giramondo che arrivano da diverse parti per trascorrere qualche giorno e, nella maggior parte dei casi, qualche mese. Puoi notarli facilmente per strada, spesso avvolti in coperte beige o bianche a mo’ di mantello. Oppure appollaiati su sgabelli del Chai Shop in piazza dove sono impegnati a sorseggiare un tè speziato o un caffè con latte oppure a giocare a scacchi indossando espressioni serie e concentrate.

Qualche tempo fa potevi incontrare lì anche me, a spassarmela in compagnia di nuovi amici. A discutere circa i nostri problemi del momento: in quale locale pranzare oppure su quale fosse il giusto prezzo da pagare per quel vestito o quell’agenda tanto carina. A volte ci andavo da sola e finivo a chiacchierare sempre con qualcuno. Qui facevo colazione investendo pochi centesimi, con caffè e biscottini. Un trucco che mi ha insegnato Dino, un amico che a Pushkar ci va da anni. Con lui, io e Gio, abbiamo fatto il giro tra le stradine immaginando come poteva essere molti anni fa, seguendo i suoi racconti appassionati.

Musicisti del deserto

A Pushkar giungono anche tantissimi artigiani o commercianti per acquistare materiali da rivendere in Italia o per apprendere nuove arti con le mani. Mi ha colpito la diffusione del macramè, una tecnica non propriamente indiana ma sudamericana. Chissà chi sarà stato il primo viaggiatore a insegnarla. Nei negozi sono molto diffusi annunci con caratteri israeliani che qui arrivano a frotte dopo lunghi periodi di servizio militare obbligatorio. Spesso sono stata scambiata per una di loro, quando non mi credevano un’indiana occidentalizzata.

Antichi palazzi

Ho amato camminare con la testa all’insù guardando i palazzi antichi e mi sono rattristata vedendo che alcuni vengono demoliti senza ritegno per costruire moderni negozi. La follia della mente umana arriva a distruggere bellezza, le proprie radici per seguire ideali privi di cuore. Se si continua in questo modo la bellezza di Pushkar svanirà.

Da Alloo baba

Potrei scrivere un libro su Pushkar, è un gioiello nel deserto, popolato da gente stravagante, gitani, musicisti, imbroglioni. Se c’è un luogo in cui desidero tornare è questo, c’è così tanto da fare e dintorni da esplorare. Un giorno siamo andati a trovare, invitati da Dino e i suoi amici, un Baba che mangia solo patate da tanti anni. Lo chiamano Aaloo Baba dove aaloo sta per patata. Abbiamo trascorso una giornata intera nel suo ashram tutto bianco. Un simpatico indiano amico di Dino, Prasottam, ha cucinato per noi con amore e dedizione una pietanza molto speciale. Si tratta del tipico piatto rajasthano, Dhal Bhati Churna.

Aaloo Baba

Ti dico solo che è stato cucinato sulla cacca di mucca ed era buonissimo!

Il combustibile cacca 🙂

Città vegana?

Pushkar è apparentemente il sogno di un vegano perché qui in teoria è vietato introdurre carne, uova, alcol e droghe. Purtroppo però mi sono resa conto che è molto facile trovare tutto questo sottobanco e che anche nei locali le omelette con le uova sono sul menu. Di solito sono indicate con nomi stravaganti come Omelette Fantasia o giù di lì. Non so per quanto riguarda la carne, perché non ne mangio e non m’interessa. In ogni modo evitate di mangiare uova e carne in India… Non è molto igienico.

Ho notato anche agende di pelle in vendita e così borse e borselli. Quindi sono giunta alla conclusione che questa città sia vegana solo sulla carta. Ho incontrato turisti in astinenza che mi chiedevano dove trovare una bistecca e la cosa mi ha alquanto divertita. Avrei tanto da raccontarti su Pushkar. Quando ero lì ho anche scritto un post in diretta, si chiama A Pushkar mi sento dolcemente a casa .

Sono stata qui la prima volta nel deserto ma sconsiglio il tour perché si tratta solo di una trovata commerciale per turisti. Nel deserto vero ci sono stata a Jaisalmer, ma questa è un’altra storia…

Alla prossima puntata 🙂

Se vuoi ricevere altri aggiornamenti in tempo reale e scoprire altre chicche, puoi seguire drinkfromlife sulla pagina social drinkfromlife o su instagram.

Se ti piace il blog commenta, in questo modo mi sproni a continuare 🙂

Vuoi scrivermi per un consiglio o una collaborazione? Allora contattami qui drinkfromlife@gmail.com

 

 

 

Sara Chandana

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

7 Risposte

  1. Clara Nubile ha detto:

    Che bello questo post. Dovresti farne un libro di questo tuo viaggio. Pushkar mi piacque proprio per la natura, ci sono stata nel 1999. Ma fu Jaisalmer a rapirmi il cuore. Dovevamo fermarci 2 giorni e ci restammo invece 10 giorni. Che ricordi magici. Mi donò la scrittura il Rajasthan, gliene sarò sempre grata. A Jaisalmer non ci sono più tornata, forse per non rompere l’incanto (l’incantesimo). A Udaipur ci torno regolarmente col guruji di Riccardo, e pur essendo una città interessante, non ha la stessa magia di Jaisalmer, la regina. Anche i villaggi del Rajasthan mi piacquero molto. A Jhun-jhunu incontrai all’epoca un sadhu occidentale che aveva mollato tutto e vagava con dei musici indiani. Negli occhi suoi vidi la quiete e il verde infinito. Da brivido.
    Gli incontri in India sono così vibranti e presenti, ci si rende conto di essere un’unica meravigliosa entità.

    • Sara Chandana ha detto:

      Oh che bella cosa mi dici Clara. Ci stavo pensando proprio mentre scrivevo questo post. Mi sono sentita connessa con te sai e ho sentito che più che un blog di viaggi e informazioni vorrei che trasmettesse emozioni in viaggio attraverso le parole. A Jaisalmer ci arriverò presto con il racconto, anche a me ha rapito il cuore, più di Pushkar ( chissà com’era diversa e più vera nel 1999, come ci ha raccontato Dino) ma non anticipo nulla. Jaisalmer mi/ci ha fatto dei doni incredibili che mai avrei creduto. Mi ha insegnato cos’è la generosità.
      Che belli i tuoi racconti, starei ore ad ascoltarli. Si, l’India è magica per tanti aspetti e per farci rendere conto di ciò che siamo veramente se glielo permettiamo. Ti abbraccio.

  2. Clara Nubile ha detto:

    E i fantasmi… io ci credo. Attendo il prossimo post. Mi piace troppo leggerti

  3. Valeria ha detto:

    Bellissimo questo resoconto!
    Pushkar sembra davvero una città interessante!

  1. 17 giugno 2017

    […] Lasciamo Pushkar insieme a una combriccola di nuovi amici, incontri nati e scanditi da tè e caffè al chai shop nella piccola piazza […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *