L’ India nel dna – arrivo in Kerala

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    Piantagioni di tè a Munnar, Kerala.
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    Fiori nel Kerala.
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    Tramonto indiano in lontananza. Kerala.
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    Tramonto a Kochi, Kerala.
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    Dal fruttivendolo. Kerala.

Abbiamo l’India nel dna

Scrivevo oggi dal Kerala a una cara amica in seguito a un nostro scambio di messaggi. Entrambe in Asia ma in luoghi diversi. Lei per un motivo e io per un altro anche se poi i motivi sono più di uno.

Sono in India da poco più di una settimana e nel frattempo sono accadute cosí tante cose che mi sembra passata una vita da quando ho lasciato il Salento e i suoi ulivi monumentali, le pale di fichi d’India, la mia casetta che si affaccia su un piccolo giardino che già sogno di riempire di fiori al mio rientro.

Piantagioni di tè a Munnar, Kerala.

Oggi ho comprato dei semini di fiori del Kerala e proverò a piantarli lì. Io e Gio abbiamo affittato un motorino, ieri e oggi, da una famiglia scorbutica, probabilmente inasprita dalla sua routine e dalla vita dura, che ha un piccolo baracchino di chai sul bordo della strada asfaltata, a pochi passi dalla nostra camera.

Fiori nel Kerala.

Il nido di questi giorni ha le pareti verde fluo e una tendina color pesca dai drappi rossi. Sul muro accanto al mio lato del letto un quadro con dei cavalli e dietro di loro un tramonto arancione.

Tramonto indiano in lontananza. Kerala.

Siamo a Munnar, nel Kerala, il cuore verde dell’India. O come dicono qui con fierezza:”God’s own country”. E mentre scorazzavamo in motorino tra le labirintiche piantagioni di tè ero felice e avevo la sensazione di trovarmi davvero in Paradiso.

Tramonto a Kochi, Kerala

Quante gradazioni di verde esistono? Mi chiedevo mentre guardavo una varietà prima inimmaginabile di piante intorno a me intrecciarsi in armonia e fiori variopinti punteggiare con delicatezza la verde tavolozza.

Di tanto in tanto vedevamo uomini e donne lavorare nelle piantagioni di tè, alcuni ridendo e scherzando, per poi incontrarli qualche ora dopo con grandi buste a rete piene delle foglie raccolte che a loro volta venivano caricati su camion colorati.

Abbiamo incontrato scimmie affamate per strada, avvistato uccelli dispiegare con eleganza le loro ali morbide e forti, visto una piccola signora forzuta camminare trasportando dei pali di legno lunghissimi. E tante altre cose. Scene indescrivibili e che sarebbe stato un peccato persino fotografare.

E le farfalle, quante!

Ci siamo fermati in un baracchino sprofondato tra le piantagioni di tè dove una donnina sorridente ci ha passato cibo e chai da una piccola finestra che sbocciava come un fiore da un muro turchese.

Abbiamo visto le cascate e giocato con loro. Tempo per rilassarsi, meditare, immergersi nel verde che più verde non si può.

Dal fruttivendolo. Kerala.

Nei giorni precedenti siamo stati a Kochi, precisamente a Fort Kochi, dove ci sono le uniche reti da pesca cinesi fuori dalla Cina. Lì abbiamo stretto amicizia con Peter, autista di tuc tuc, che ci ha portato in giro. Ma a Kochi c’è tanto altro, non solo reti.

C’è pura vita, che si dischiude quasi nel sottobosco del suo mondo. Colori, profumi, sorrisi. Un flusso indiano più gentile e delicato, almeno per me. A Kochi ho trovato poesia ma anche forza e quest’ultima era degli alberi maestosi dai tronchi solidi e le chiome fluenti e generose di ombra.

Ho realizzato il sogno di vedere le backwaters, una fitta rete di canali costeggiati dalla giungla e impreziositi da piccoli e genuini villaggi dove il tempo sembra essersi fermato, e noi eravamo come dei fantasmi addormentati dalla pelle bianca, a bordo di imbarcazioni costruite con fibre naturali e prive di motore.

8 giorni di India e domani, se tutto andrà bene, ci sposteremo ancora. Inaspettatamente ci stiamo muovendo più di quello che avrei immaginato ma con i tempi lunghi e rilassati, rispettando i ritmi nei nostri corpi e dandoci il tempo di assimilare.

L’esperienza Indiana necessita di spazio per metabolizzare, ascoltare, ascoltarsi. Vedere, vedersi.

Un saluto profumato da questa terra che mi ha rubato il cuore, chissà quante vite fa.

 

 

 

Sara Chandana

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

14 Risposte

  1. Mikey ha detto:

    Tanta tanta e dico ancora TANTA invidia…L’India è uno dei posti in cui vorrei andare e stare almeno un mese, girarlo zaino in spalla e fotografare e documentare tutto!!!! Prima o poi lo faró!

  2. Giulia M. ha detto:

    Si sente proprio che stai vivendo l’esperienza in modo davvero sentito e personale, spero che il tuo viaggio continui così!

  3. alessia ha detto:

    Viaggiare in ogni luogo è oro per la nostra mente e la nostra anima. Sono stata a nuova delhi e ricordo molte cose belle ma anche molte altre che mi hanno toccato il cuore. Brava hai fatto bene ad andare la.

  4. Giulia ha detto:

    L’India è un paese meraviglioso che non ho mai visto ma che sicuramente è tra i posti che vorrei visitare.
    Grazie di questo post.

  5. Nicoletta ha detto:

    Che bella l’India che ci stai raccontando. Ogni volta che ti leggo il desiderio di scoprire l’India, che nel mio caso non è mai stato molto acceso, diventa più forte. Brava!

  6. maryd ha detto:

    Ciao! Sono rimasta incantata dal tuo racconto, dalle gradazioni di verde, dai colori e dalle meraviglie dell’India.
    Maryd

  7. Stefania D ha detto:

    Bellissima esperienza che ti ha catapultata in una realtà completamente nuova e che percepisco ti sta piacendo molto perchè la stai assaporando poco a poco.

  8. Rocio ha detto:

    Il tuo racconto mi è piaciuto molto, sembrava di essere presente insieme a te in questa avventura!

  9. Maurizio ha detto:

    Il tuo racconto fa lievitare la mia voglia di visitare questo splendido Paese. Ti faccio i miei complimenti per l’articolo e tanti auguri per la tua avventura!

  10. sabrina barbante ha detto:

    Amo la “tua” India, cioè il modo in cui tu la racconti. è un luogo di riflessioni e percezioni fisiche che diventano racconti e filosofia di vita!

  11. Monica ha detto:

    Bellissimo racconto, grazie alle tue parole riesco quasi a percepire lo spirito di questo meraviglioso Paese, in cui purtroppo non sono ancora riuscita ad andare. Spero un giorno di avere la fortuna anche io di visitare l’India, credo sia una di quelle mete che ti restano per sempre dentro.

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