Il Salento è una promessa – Abbazia di San Mauro

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    Muretti a secco, un tempo circondavano il monastero
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    Qui forse c'era l'orto dei monaci
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Si dice che ciascuno di noi sceglie il luogo in cui incarnarsi… se così fosse non potevo desiderare altra terra. I luoghi in cui viviamo dovrebbero rispecchiarci e andare a pennello come vestiti cuciti su misura. Il Salento continua a farmi innamorare con la sua bellezza aspra, poetica, primitiva. Il Salento é una promessa da mantenere. Da adolescente quasi lo maledicevo perché mi appariva come una terra incolta, dove la bellezza non veniva curata.

E forse allora era vero, erano gli anni dei tossici – le vittime di quei tempi – camminavo per strada e trovavo siringhe sul marciapiede. La mafia imperversava ed era come vivere in un film, di quelli brutti, per le scene che si potevano vedere oppure udire per strada. Molti giovani sono andati via, anche molte famiglie, per cominciare una vita più dignitosa, da tanti punti di vista.

Alcuni sono rimasti, resistenti.

E poi in tanti sono tornati, dopo anni o mesi di studi, lavoro, esperienze in città italiane o all’estero. E cosa succede quando i figli e le figlie della terra partono per poi rimettere, dopo tempo, piede nel luogo che li ha visti nascere? In molti casi condividono quello che hanno ricevuto altrove, portano innovazione, aria nuova, fresca. Il Salento sta crescendo e non è solo quello del turismo selvaggio di agosto, della pizzica, della frisella. Ci sono tante altre sfumature nel suo retrobottega. Piccole realtà che stanno germogliando, alcune timide, altre crescono robuste.

È soprattutto questo che desidero raccontarti. Continuo con il parallelismo Salento, India, Ricerca di Sé, così come ho fatto per tanti anni sul vecchio blog. Magari ingioiellato da qualche piccolo scorcio su altri mondi, il che non guasta. Perché è questo che conosco, vivo e amo. Oggi voglio farti conoscere brevemente l’Abbazia di San Mauro che si trova su una piccola collina.

Dal mio vecchio blog Le Due Lune, riguardo l’Abbazia:

La natura ci donava ad ogni passo profumi e visioni.
Da un lato il paesaggio con il mare e una delle tante torri di avvistamento che sono sulla costa.
(Sono note le incursioni passate di Turchi e Saraceni), dall’altro le rocce antiche e silenziose.
Arrivati in cima (non c’è molta strada a piedi), dopo aver curiosato nelle grotte accanto alla chiesetta, abbiamo incontrato un uomo con un bellissimo dalmata, anche lui arrivato in quel momento, ma da sopra.

Ci ha raccontato del monastero che si trovava alle spalle dell’Abbazia mostrandoci i ruderi e dov’era situato l’orto dei monaci basiliani. Ci ha parlato di San Mauro e del suo corpo che fu nascosto proprio in quelle grotte dov’eravamo qualche istante prima!
Ci siamo ritrovati, tutti e tre, a pensare al nostro territorio, alle popolazioni che sono state qui.

(qui alcune informazioni sull’Abbazia)


Messapi, Bizantini,Turchi. Come dice una canzone radicati alli Messapi culli Greci e Bizantini...
Quanti popoli sono passati di qua, nel nostro sangue c’è un miscuglio di origini.
E forse è per questo che dicono che noi salentini siamo aperti e ospitali, dopo secoli passati a difenderci dagli attacchi esterni forse ci siamo arresi e allargato le braccia.
Oppure semplicemente sono nati dei figli da genitori provenienti da paesi diversi… non lo so… ma la mia fantasia era già al galoppo!
Ce ne stavamo tutti e tre a parlare come vecchi amici, un paesaggio mozzafiato davanti a noi e vedevo i monaci nell’orto, il monastero pullulante di vita, ma anche guerra e sangue e miseria.
Resta il fatto che quel posto ha un’energia speciale e ci tornerò per meditare e tessere i mandala.

Muretti a secco, un tempo circondavano il monastero

Qui, forse, c’era l’orto dei monaci

Feci questa passeggiata sulla collina di San Mauro insieme a vecchio compagno di viaggio e lassù incontrammo un uomo che ci raccontò qualcosa del posto. Di solito costeggio la zona quando vado al mare, nei pressi di Gallipoli, ma non scendo mai. I ricordi di quel giorno sono ancora vivi dentro di me perché ho imparato ad amare e scoprire un pezzettino in più del mio territorio.

Mangiare vegetariano

Se ti capita di andarci, lì vicino c’è anche il Bike Cafè, ospitato in una vecchia colonia estiva. Si tratta di un bar che vuole diffondere il messaggio di mobilità sostenibile e promuove quindi l’utilizzo della bicicletta. Spesso qui sono organizzati eventi molto interessanti, come lezioni di tango, e si può ascoltare della buona musica assaporando buon cibo vegetariano, senza pesticidi, proveniente da aziende locali, seguendo i principi della dieta mediterranea.

Per esempio a maggio sono stati serviti aperitivi con verdure e frutta fresca 🙂 Sono sempre felice di fare passaparola per luoghi come questo, da buona vegetariana, amante di tutto ciò che segue principi di sostenibilità.

Potrebbe interessarti il post precedente sul Salento, Ostuni la Bianca

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Sara Chandana

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

2 Risposte

  1. clara ha detto:

    Il Salento ti nutre, anche a distanza. Sangue vivo, a volte per me l’India è un Sud amplificato al massimo. Belli questi post, e le foto molto molto

    • Sara Chandana ha detto:

      Salento = nutrimento 🙂
      Vero, l’India a volte è così. Sai che ieri, al ritorno dal mare, ho visto in una pinetina il camper di amici e mi sono fermata. Erano seduti a cantare e mangiare frutta fresca. Con loro c’era un indiano del Rajasthan 🙂 Non ci potevo credere, è stata una bella sorpresa.

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