Il Salento è una promessa – Abbazia di San Mauro

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    Muretti a secco, un tempo circondavano il monastero
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    Qui forse c'era l'orto dei monaci
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Sara

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

4 Risposte

  1. clara ha detto:

    Il Salento ti nutre, anche a distanza. Sangue vivo, a volte per me l’India è un Sud amplificato al massimo. Belli questi post, e le foto molto molto

    • Sara Chandana ha detto:

      Salento = nutrimento 🙂
      Vero, l’India a volte è così. Sai che ieri, al ritorno dal mare, ho visto in una pinetina il camper di amici e mi sono fermata. Erano seduti a cantare e mangiare frutta fresca. Con loro c’era un indiano del Rajasthan 🙂 Non ci potevo credere, è stata una bella sorpresa.

  2. Sara Alessandrini ha detto:

    Ho letto questo post incuriosita dal titolo.
    Le prime righe mi hanno fatto molto riflettere …non pensavo che fosse stato così il salento..
    Noi “turisti” lo viviamo come un posto bellissimo di mare e divertimento senza riflettere su quello che è stato prima e sul fatto che a volte al sud la vita è più complicata di quello che immaginiamo!

    • Sara ha detto:

      Ciao Sara, nel passato del Salento ci sono stati anni molto difficili. Mi viene in mente un libro che si chiama: “Salento Rock, andati via prima di salutare” in cui si racconta anche il lato oscuro di questa terra. Il romanzo è ambientato a Galatina, la mia città. In realtà ce l’ho sulla scrivania e lo devo ancora leggere perché ho un po’ paura di rivivere quei brutti ricordi.
      Ma il Sud è anche una fenice che risorge dalle proprie ceneri e splende e non cambierei la mia terra madre con nessun’altra.

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