Delhi – il mio itinerario di 4 mesi in India

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    In aereo verso Mamma India
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    Con il nostro primo amico
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    Amrit sul risciò a motore
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Sara Chandana

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

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7 Risposte

  1. Clara Nubile ha detto:

    Casa è India, una casa sospesa ma dove il cuore è un fiore con le radici di piume. Si può risparmiare su tutto e fare tutti i viaggi di questo mondo. Che ce ne facciamo degli oggetti – soprattutto se inutili – quando possiamo avere la magia del viaggio? Io compro quasi esclusivamente vestiti usati o li eredito da ogni angolo del mondo. Mercatini e bazaar, ora faccio così. Seguo con piacere questo viaggio a due binari, o a due velocità. Salento e India.
    Ps. Io che in Italia vivo in un paesino fantasma di 50 anime, adoro Bombay. Ma Delhi è tosta… forse perché nn è mitigata dal mare. Ci sono stata anni e anni fa, e anche io soggiornai a Paharganji in una stanza tutta rosa senza finestre, un incubo. Ma la Jama Masjid mi strappò il cuore, così bella e densa di storie

    • Sara Chandana ha detto:

      Mi piace l’immagine della Casa India sospesa come un fiore con le radici di piume. Molto.
      Adoro i vestiti usati, ricordo che durante il liceo, andavo spesso con mia mamma al mercato dell’usato per acquistarli. Una mia amica blogger chiama gli oggetti di seconda mano:”Cosa già amate” e mi piace molto considerarli così.
      Altrimenti vado comunque al mercato, tra i baracchini con roba a pochi euro 🙂
      Forse è come dici tu, l’elemento acqua manca a Delhi. La prossima volta andrò a visitare la Jama Masjid.
      Sono felice di leggerti qui, Clara.

  2. Francesca ha detto:

    Cara Chandanina, ecco finalmente il tuo racconto.
    Be, questo primo giorno non mi sembra il massimo ma è sempre così. L’India sconvolge all’arrivo, anche se la si conosce. Io ho sempre fatto scalo in quella città che un tempo si chiamava Bombay e non credo che Delhi sia poi tanto diversa da questo punto di vista.
    Leggendoti risento gli odori e i rumori.
    Attendo con curiosità le altre “puntate”.
    Ti abbraccio
    Francesca

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao Francesca cara! L’arrivo a Delhi per me è sempre un trauma ma come sottofondo la gioia di essere in India è alla base. Nonostante il brusco impatto, il corpo che si deve adattare, il miscuglio di emozioni… Piano piano poi mi ambiento e gioisco di Mamma India. Mi manca moltissimo sai. A Bombay ci sono stata solo di passaggio ma prima o poi vorrò fare una conoscenza più approfondita. Un dolce abbraccio.

    • Sara Chandana ha detto:

      Franceschina non riesco a commentare sul tuo blog o meglio… scrivo il commento, lo invio e non lo pubblica.

  3. Esther ha detto:

    Ciao Sara inizio a leggerti da questo post e nelle settimane prossime leggerò tutto il tuo racconto/avventura in India. Per me questo paese è un Tabù . Forse perchè vivo a Napoli, ma le mie preferenze di viaggio rimangono i paesi nordici e la Francia. Mi piace andare dove regna ordine e pulizia. Amo il silenzio e non sopporterei la sporcizia così evidente. Però sono curiosa e il tuo racconto è scritto molto bene … à bientôt

    • Sara Chandana ha detto:

      Sai anche io sono un po’ così, amo la pulizia, l’ordine e non mi abituo mai una sporcizia. Ma l’India è intrisa di una magia atavica e non rinuncerei per nulla al mondo ad andarci. Negli anni poi apprendo sempre nuovi escamotage per stare al pulito nelle situazioni più assurde. Evviva la creatività.

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