Cose da sapere su uomini e donne (e non solo) prima di andare in Marocco

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Prima del (bellissimo) viaggio in Marocco mi sono informata sulle tradizioni locali e credevo di sapere tutto il necessario. Eppure ci sono cose che ho scoperto lì, qualcuna duramente. Ho deciso di condividerle nella mini guida cose da sapere su uomini e donne (e non solo) prima di andare in Marocco soprattutto per chi intraprende un viaggio fai da te ed è, in un certo senso, più vulnerabile anche agli imprevisti.

Passeggiando a Marrakech

Marocco: quello che, forse, non sai

Il Marocco è una monarchia costituzionale. Il sovrano è Mohammed VI il cui viso appare in tutti i negozi e nelle banconote. Il sovrano ha investito moltissimo nella sicurezza del Paese, tanto che la polizia è praticamente ovunque. Non mancano, nel centro, tantissime telecamere. Per quanto mi riguarda, ero partita prevenuta nei confronti della polizia. Invece mi sono ricreduta. Più di una volta io e Luisa, la mia compagna di viaggio, abbiamo chiesto loro informazioni e sono sempre stati molto cordiali.

Uomini e donne a passeggio… o no

In Marocco uomini e donne non possono camminare insieme prima del matrimonio. I turisti possono più o meno fare ciò che vogliono, nel rispetto della cultura locale. In alcune località, come Essaouira, si respira un’ atmosfera più rilassata e permissiva.  A Marrakech centro é ben diverso.

Quel giorno incredibile…

Io e Luisa facciamo amicizia con un ragazzo marocchino, Moustapha (nome di fantasia). Lavora al bar in cui andiamo sempre nei giorni Marrakesch. Ha un animo buonissimo e un cuore d’oro tanto che adesso é diventato mio fratello marocchino. Lo invitiamo, ingenuamente, a fare una passeggiata durante la sua ora di pausa.

Palazzo El Bahia

Mentre ammiriamo l’entrata del Palazzo El Bahia, scattando foto, un uomo in motorino lo ferma. Dopo uno scambio di parole in arabo, lo ammanetta e se lo porta via. Il nostro amico, tra le lacrime, ci dice di correre alla stazione di polizia in piazza. Lo sta portando lí.

Quando arriviamo, trafelate, scopriamo che è stato trattenuto con l’accusa di essere una guida non autorizzata e che dovrà passare una notte in gattabuia. A nulla servono le nostre parole, quelle di un amico e del datore di lavoro, arrivato con la speranza di poter fare qualcosa.

La legge è stata violata e i poliziotti devono fare il loro dovere, una notte in cella non gliela leva nessuno. Scopriamo lì che sarebbe bastato un semplice permesso, rilasciato dalla stessa polizia, per poter girare insieme. Assurdo per la nostra visione delle cose ma lì le cose funzionano così. Non c’è tanto da replicare.

Lui, ingenuamente, e per non dirci di no, si è messo nei pasticci. Che tristezza. Ci chiudiamo presto in ostello, abbattute. Dividiamo la barretta di cioccolata che mi aveva dato mio padre per il viaggio. La mattina dopo il nostro amico viene, fortunatamente, rilasciato. Lo rivediamo  al bar in cui lavora, sorridente, pulito e profumato.

Ci racconta di aver passato la notte in una cella, seduto su una sedia. In preda alla paranoia gli chiedo se sia stato picchiato – con tutto quello che sente mia nonna in tv, non si sa mai! – e mi risponde che è rimasto semplicemente sveglio e seduto.

Con lui c’erano altri uomini, catturati per motivi  simili. Non ha voluto dire nulla alla mamma per non farla agitare e lí penso che tutto il mondo é paese. Il suo capo gli ha mandato cibarie e vivande di ogni tipo, che ha condiviso con gli altri. Tutto questo mi tocca il cuore. Ah questi mussulmani, sono una continua sorpresa. 🙂

Purtroppo in rete non ho trovato informazioni di questo tipo, prima della partenza. Non potevo immaginare tutto questo. Ancora una volta devo affermare che non si finisce mai di conoscere e che l’esperienza è la migliore scuola. Condividere, così come sto facendo, è anche un modo per preservare altri da esperienze sgradevoli.

Come fare la dichiarazione per passeggiare con un cittadino marocchino

É l’ultimo giorno di viaggio. Io, la mia amica e Moustapha  vogliamo fare una passeggiata insieme, in santa pace. Andiamo, separatamente, dalla polizia marocchina per farci rilasciare il permesso. Lui per fatti suoi e noi due donne insieme.

Il primo ufficio in cui ci rechiamo si trova ad una ventina abbondante di minuti a piedi dalla piazza. È un po’ nascosto, dentro una specie di corte. Ha la bandiera del Marocco esposta fuori e una dichiarazione appesa al muro.

Tajin

Così siamo sicure di trovarci in un vero ufficio. Un funzionario cortese ci chiede i passaporti, annota i dati, ce li restituisce. Rilascia una dichiarazione scritta in arabo, sulla quale riconosciamo solo i nostri nomi. Il nostro amico paga 20 diram, l’equivalente di 2 euro. Ringraziamo, salutiamo e usciamo.

Dobbiamo comunque andare alla stazione di polizia (scoprirò poi che ci sono tre tipi di polizia) per regolarizzare questa dichiarazione. Prendiamo un taxi. Quando arriviamo un amico di Moustapha, Gabriel, ci aspetta fuori.

Ci vuole dare una mano. È lo stesso uomo con cui avevo scambiato qualche parola al locale, la sera prima. Lui dal suo tavolino e io dal mio. Lavora lì, anche se deve ancora iniziare il suo turno. Tutti e 4 entriamo nell’ufficio, dove ci sono dei poliziotti in divisa che ufficializzano la dichiarazione, senza fare una piega.

Ci chiedono di firmare. Io e la mia amica, in preda ad una paranoia totale, ci guardiamo perché non sappiamo che fare. Dico a Gabriel, che fa un po’ da intermediario con l’inglese (in Marocco si parla soprattutto arabo, berbero e francese) che è tutto scritto in arabo e vorrei sapere cosa sto firmando.

Non mi piacerebbe ritrovarmi a dichiarare chissà cosa. La mia compagna di viaggio, nel frattempo, mi sussurra velocemente nell’orecchio parole che risuonano come: “È una trappola e ci stiamo sposando con i nostri nuovi amici!”. Guardo la scena e, in effetti, siamo 2 uomini marocchini e 2 donne europee e, di fronte a noi, questi ufficiali seri della polizia che ci scrutano dietro le loro divise. Potrebbe essere un matrimonio a tutti gli effetti!

Visto che, come si dice in Salento, non mi tengo un cicero in bocca (un cece), timidamente lo dico a Gabriel. Ovviamente scoppia a ridere! Ci tranquillizza, spiegandoci pazientemente cosa c’è scritto sul foglio. Va a finire che usciamo, tutti e 4, ridendo dalla porta. I seriosi ufficiali si sono, forse, inteneriti dinanzi le nostre paranoie da occidentali influenzate dai mass media e non ci hanno fatto firmare. Il certificato è stato comunque ufficializzato.

Gabriel ci saluta cortesemente, deve lavorare. Noi 3 usciamo per una passeggiata nella medina, e poi nella kasbah, felici e contenti! Durante la passeggiata, Mustapha, viene fermato un paio di volte da un poliziotto turistico in borghese,  in motorino. Sempre lo stesso. Fortunatamente ha il permesso per stare con noi e lo esibisce orgoglioso.

Passeggiate notturne

Marrakech centro (non conosco le altre zone) è sicura. Ci sono diversi poliziotti in giro, di cui molti in borghese. Per le strade non mancano le telecamere e i marocchini ci tengono a ribadire che non succede nulla, che noi turiste siamo al sicuro. Per quanto riguarda la mia esperienza è stato così. Di solito rientravamo in hotel verso le 20.00 ma siamo state in piazza anche fino a mezzanotte, un paio di volte, sentendoci tranquille. La regola iniziale era: allo scoccare del tramonto si fila dritte in camera. Dopo aver visto un po’ la situazione, è poi diventata: appena le donne in giro iniziano a scomparire, torniamo in hotel (che si trovava a due passi).

Marrakech

Non finisce qui – non puoi fare amicizia con un poliziotto marocchino

Tornando all’aneddoto di prima… La sera, con la mia compagna di viaggio, ci ritroviamo al locale in lui lavora Moustapha. Ordiniamo un tipico tè alla menta marocchino. Improvvisamente arriva Gabriel, il gentile poliziotto, per bere il suo caffè dopo una giornata di lavoro. Chiacchieramo, é simpatico! Dopo un po’ dobbiamo andare via per via degli ultimi acquisti.

Moustapha viene con noi, così sfruttiamo il permesso giornaliero fino alla fine. Mi rivolgo a Gabriel, volto amico, e gli dico, ingenuamente e come se fossi in Salento nella mia comitiva di amici:” Noi andiamo qui vicino a comprare delle cose. Tu che fai, vieni? Hai bisogno anche tu di un permesso o forse no perché sei un poliziotto?”. Per tutto il viaggio non ho dato confidenza a uomini ma con lui mi sento tranquilla, sembra affidabile, ci ha aiutate ed è amico di Moustapha.

Mi guarda, serio, e dice:” Non posso, a noi poliziotti è totalmente vietato passeggiare con voi. Non potrei nemmeno con un permesso”. Mi sento molto dispiaciuta e anche stupida. Non ci avevo proprio pensato. Mi sembra una gran bella persona, che peccato!

Passeggiando per Marrakech

Altre cose da sapere su uomini e donne e in generale

Abbiamo già detto che è necessario un permesso rilasciato dalla polizia per passeggiare con un amico marocchino. Che succede se ti innamori di uno di loro? O se sei una donna occidentale che semplicemente esce a fare un giro con la sua amica, per i fatti propri? Bene, devi sapere che:

  • Gli uomini e le donne marocchine non possono fare sesso prima dei 18 anni, per legge. Pena la galera.
  • E nemmeno prima del matrimonio.
  • Non è possibile affittare una camera in hotel se tu sei europeo e la tua partner, o il tuo partner, è marocchina/o. Alla reception verrà chiesto il certificato di matrimonio. Il mio hotel ad Essaouira lo precisava pure su Booking.
  • I marocchini sposati devono sempre avere, insieme ai documenti d’identità, il certificato di matrimonio.
  • Se sei una donna e vai in giro eccessivamente truccata, e scoperta, probabilmente verrai scambiata per una prostituta.
  • Ti conviene girare coprendo ogni parte del tuo corpo come ho fatto io, per non dare troppo nell’occhio. È un modo per proteggerti dagli occhi indiscreti ma anche una forma di rispetto verso la cultura locale, che tu ne condivida o no i valori. Per le sfilate di moda c’è sempre la passerella. 🙂 A questo proposito potrebbe interessarti il post come vestirsi in Marocco – i consigli della gente del posto a chi viaggia
  • Se sei una donna e fumi pubblicamente, probabilmente verrai vista come una poco di buono (e qualche vecchietta di farà una iettatura!). In Marocco questo è inaccettabile. Evita e, se proprio non resisti, fuma in città, locali frequentati da turisti.
  • Tutti, in città, ti vorranno proporre o vendere qualcosa, è praticamente impossibile soddisfare le loro richieste. Nemmeno ad avere l’argent di Paperon de Paperoni, quindi mettiti l’animo in pace, passa avanti e non sentirti in colpa!
  • Se chiedi, per strada, informazioni a qualcuno aspettati che dopo vorrà una mancia per il servizio.
  • Se chiedi, per strada, a qualcuno di suggerirti un hotel sappi che potresti ritrovarti – e senza rendertene nemmeno conto – a seguirlo per i vicoli labirintici della medina. Per poi finire in qualche strana struttura senza nome che potrebbe anche essere una sorta di bordello! Meglio vedere su internet!
  • Non andare in solitudine nella medina, il gps non prende e potresti perderti ma se chiedi di farti accompagnare da un local contratta prima.

La mia esperienza in Marocco è stata encomiabile e indimenticabile. Però è sempre bene informarsi a fondo per evitare imprevisti. C’è qualcosa che conosci e che non ho menzionato nell’articolo? Scrivilo nei commenti. 🙂

Salam Aleikum!

 

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

20 Risposte

  1. Valentina ha detto:

    Certe regole non le sapevo, e non le ho mai lette. Volevo andare in Marocco, precisamente a Marrakesh, ma mi preoccupa un po’ la cosa, io viaggio da sola, e non voglio fare la suora di clausura la sera. Però ho sentito alcune amiche che ci sono state, non si coprivano di sicuro,
    e la sera rientravano tardi come qui.

    • Sara ha detto:

      Coprirsi è una forma di rispetto e di protezione da sguardi indiscreti. Probabilmente loro si sentivano tranquille. Io mi sento infastidita quando mi guardano o commentano il mio corpo. 🙂
      C’è da dire che a Marrakech ho visto molte ragazze vestite in modo succinto ma ho anche sentito i commenti delle persone. Per quanto riguarda la sera noi eravamo in piazza ma so che la parte moderna è diversa. 🙂

  2. Lucy the Wombat ha detto:

    Ho letto con molto interesse! Non sapevo niente di questa cosa, mi sembra una follia dal punto di vista di italiana 🙁 Povero il vostro amico!!

  3. Faenza Silvia ha detto:

    Un articolo davvero super interessante, non sapevo tutte queste cose sugli uomini e le donne in Marocco. Ho tanti amici marocchini ma molti non mi hanno mai raccontato queste specifiche cose, ma la prossima volta che li incontro gli chiederò maggiori informazioni 🙂 Grazie per le curiosità!

  4. kika ha detto:

    Davvero molto interessante conoscere queste informazioni. Grazie didi <3 Io ho viaggiato con il mio compagno in Marocco e ovviamente mi sono ritrovata in situazioni differenti rispetto a viaggiare sola o tra donne. E alcune informazioni che hai dato "non le ho viste"

  5. Raffi ha detto:

    In Marocco ti mettono in galera una notte, ma in Italia se porti in giro degli amici e racconti loro cosa si trova nella tua città potresti essere multato per professione abusiva della guida turistica.
    Comunque questo post è davvero molto interessante e particolare.

  6. Sabina Samogin ha detto:

    Articolo molto utile e interessante, purtroppo in alcuni luoghi più che in altri bisogna davvero documentarsi bene prima di visitarli, perché non solo le usanze ma anche le leggi, vedi episodio di Moustapha, sono veramente distanti dal nostro modo di vivere.

    • Sara ha detto:

      Purtroppo, come ho scritto anche nell’articolo, pur documentandoci prima non avevamo trovato alcun articolo che si riferisse a tutto questo. A volte la buona volontà non basta.

  7. Julia ha detto:

    Sono stata in Marocco, tantissimi anni fa e con un viaggio organizzato. Mi sfuggiva decisamente questa notizia del permesso di girare con le turiste! Mi sembra incredibile

  8. Dani ha detto:

    Conoscevo la necessità di essere sposati e mostrare il certificato di matrimonio per soggiornare in hotel, ma non sapevo che c’erano regole così strette per passeggiare con i turisti.

  9. Anna ha detto:

    sinceramente non ci posso credere che uomini e donne possano tranquillamente passeggiare insieme….. Dispiace per la vostra storia con il ragazzo che ha passato la notte in carcere……..

  10. Make up addicted ha detto:

    Il viaggio è anche un accrescimento culturale, quindi le tue informazioni sono davvero molto utili

  11. Lifest.99 ha detto:

    Ma povero il nostro amico che si è fatto una notte in gattabuia per voi. Certo che voi non lo sapeste ci sta, che non lo sapesse lui (o che pensasse di farla franca?) si resta quanto meno perplessi.
    Anch’io quando sono stata in Nord Africa (a Tunisi nello specifico) ho preferito andare in giro ben coperta, non perché pensassi che mi avrebbero pubblicamente lapidata, ma perché mi pareva giusto rispettare la cultura locale, ho cercato di essere una buona ospite.

  12. Armando Provenzale ha detto:

    Buono a sapersi, a volte si va in questi bei paesi del maghreb africano e tanti hanno rogne perchè non sanno regole di comportamento. Vanno rispettate tradizioni, usi e costumi del paese ospitante, è buono avere queste informazioni, anni fa dei miei amici si sono fatti 3 mesi di carcere in Tunisia per aver chiesto il numero di una ragazza col velo.

    • Sara ha detto:

      Salve Armando, sono stupefatta dalla storia dei suoi amici ma ci credo. È importante informarsi e anche condividere informazioni tra noi, perché non tutto è scritto su internet.

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