Elemosina in viaggio: cosa si cela dietro e cosa è meglio fare?

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Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

12 Risposte

  1. Giovy Malfiori ha detto:

    Io spesso offro del cibo o lascio l’elemosina solitamente ai musicisti di strada, soprattutto se faccio loro delle foto o registro la loro musica col cellulare. Mi sembra doveroso.

  2. Annalisa ha detto:

    Articolo molto interessante, è una domanda che mi sono posta sempre anche io se l’elemosina libera più le nostre coscienze o aiuta loro….

  3. Raffi ha detto:

    Ogni volta che leggo i tuoi post mi trovo a riflettere su temi davvero forti ed emozionanti. Il rischio è di dire e scrivere delle cose banali. Mi si stringe il cuore quando a chiedere i soldi sono i bambini, in qualsiasi parte del mondo mi trovi. A volte mi chiedo se non sia il caso di toglierli dalla strada e portarli in una struttura che dia loro una prospettiva di vita migliore. Sono combattuta perchè questo spesso vuol dire toglierli ai genitori, allontanarli dalle loro famiglie. Ma davvero, un bambino non dovrebbe fare quella vita. Nessuno dovrebbe. Ma i bambini men che meno.

    • Sara Chandana ha detto:

      Grazie per la tua profonda sensibilità, il mondo ha bisogno di persone così. Capisco quello che dici riguardo i bambini. Mi ero affezionata moltissimo ad una bambina in India, la chiamavo: “Bella bambina” e lei aveva imparato a dirlo in italiano. Poi ho saputo che era stata strappata dalla famiglia – integrata nel progetto – e messa in istituto. Non so cosa sia meglio, sono situazioni così delicate. Si rischia di sbagliare ad ogni mossa.

  4. Valentina ha detto:

    Grazie Sara per questo post, ammetto che non avevo mai letto nulla di simile e ho trovato il tema che hai trattato, seppur triste, interessante. Non sono mai stata in India, ma ho visitato vari Paesi in cui c’erano parecchi mendicanti … che tristezza! Ai bambini spesso non so resistere e cedo dando loro qualche monetina… davanti agli adulti, invece, soprattutto quando diventano insistenti, tiro dritto! Una volta, fuori da un supermercato, mi avverava fermata un mendicante. Non avendo monete, gli ho offerto qualche frutto e un panino con il prosciutto (appena comprati). Mi ha detto schifato che il mio cibo non lo voleva, che a lui occorrevano dei soldi, anche solo pochi euro… me ne sono andata subito lasciandolo a bocca asciutta!!

    Spesso mi rattristo, soprattutto perché rifletto sulla loro vita molto misera e credo proprio che nessuno debba vivere in simili condizioni 🙁

    • Sara Chandana ha detto:

      Grazie a te Valentina, per aver condiviso la tua esperienza. Che peccato quel signore non abbia accettato il tuo dono in cibo.
      Di solito capita che i ragazzi fuori dai supermercati qui nella mia città accettino il cibo. In altri casi è stato, però, rifiutato. Una volta ero, addirittura in un negozio biologico, dove vendono anche prodotti da forno molto buoni (focacce ecc) ed il ragazzo non ha voluto nulla perché preferiva i soldi. Lui però mi aveva chiesto denaro per comprare da mangiare!

  5. MARTINA BRESSAN ha detto:

    Una riflessione assolutamente doverosa, e molto importante. Spesso non ci pensiamo, e non riflettiamo sul fatto che quei bambini sono lì a chiedere elemosina perchè obbligati dalle famiglie.
    Quando ero in Cambogia, ad Angkor Wat mi ricordo che c’erano molti cartelli con scritto di non dare soldi ai bambini e di non comprare gli oggetti, i souvenir, che i bambini vendevano ai turisti perchè così facendo non si aiutano i bambini, anzi. Così facendo si tengono i bambini lontani dalle scuole, lontani dall’istruzione, e senza istruzione è difficile trovare un lavoro che garantisca una vita dignitosa. la proposta che tu fai di insegnare loro un lavoro è certamente qualcosa di molto bello, e utile.

    • Sara Chandana ha detto:

      Molto interessante quello che racconti riguardo i cartelli! Testimonianze come la tua sono molto importanti. Certo, i bambini devono stare bene, essere nutriti, andare a scuola. Quando ho fatto volontariato a Varanasi, in India, i bambini imparavano anche a leggere e scrivere. Mentre a Dharamsala insegnavamo ai bambini per gioco, alle mamme con l’idea che potesse essere un lavoro.

  6. LaZiaRo ha detto:

    Sfondi una porta aperta! Sono tornata da poco l’africa, un dramma! Sono sempre più convinta che dare soldi sia addirittura dannoso, perché a quelli che chiedono l’elemosina davvero per necessità (quindi non sfruttati da altri) si abituano a questo stile di vita. Un po’ il classico “se gli dai del pesce oggi, domani ne chiedono altro,ma se gli insegni a pescare….”. E questo vale anche a casa nostra, mica solo in viaggio!!

    • Sara Chandana ha detto:

      La penso così. Anche perché tutti abbiamo il potenziale per creare una vita migliore. Ho visto farlo da quelli che India chiamano Intoccabili, quindi. Ho visto anche persone avere delle possibilità, offerte da altri, e tornare ad elemosinare. La faccenda è complessa.
      Sta a noi, tuttavia, valutare situazione per situazione.

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