La maledizione di Montezuma – piccoli grandi disagi in viaggio

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    Credit Jose Antonio Gallego Vazques, Unsplash
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Hai mai sentito parlare della maledizione di Montezuma, il sovrano atzeco? Si credeva che avesse lanciato una maledizione ai conquistadores spagnoli, colpiti da forte malattia. I poverini avevano spasmi addominali, stavano davvero male!

Nel mondo di chi viaggia la maledizione di Montezuma è la temutissima cacarella del viaggiatore, perdona il francesismo!

Quando la maledizione colpisce il viaggio è rovinato. A me è successo più di una volta in India, quindi ho deciso di condividere alcuni consigli per chi viaggia verso questo paese o, in genere, verso terre in cui le condizioni igienico sanitarie sono inferiori alle nostre.

Prima di partire: prevenzione

Se sei in procinto di partire per un lungo viaggio verso mete come India, Africa o Sud America ti suggerisco un ciclo di fermenti lattici per preparare lo stomaco.

Li acquisto nei negozi biologici ma si trovano anche in supermercato e in farmacia.

Per sicurezza metti in valigia un antidiarroico (come l’imodium), non si sa mai. Consideralo solo in casi estremi perché non risolve il problema ma lo blocca e l’intestino ne risente comunque. In India non mi è bastato, ma questa è la mia esperienza. Sono stata davvero male.

Una buona idea prima di partire, so che molte storceranno il naso qui, è quella di fare un clistere per una pulizia delle pareti intestinali.

Inoltre è indicato anche per chi soffre di stanchezza, irritazione e ha problemi di concentrazione. Se soffri di questi sintomi potresti averne bisogno, consulta il tuo medico per sicurezza.

A cosa prestare attenzione in viaggio

Un’ottima pratica è quella di lavarsi sempre le mani. Quando si fanno le ordinazioni al ristorante non scegliere cibi crudi, non ordinare carne e pesce se non si è sicuri del posto e nemmeno latte pastorizzato. No ai gelati artigianali. Al mercato è meglio acquistare solo frutta con la buccia, da sbucciare. Ottime le banane! Evitare acqua corrente, anche per lavarsi i denti. Comprare solo bottiglie sigillate, a meno che tu non abbia una borraccia filtrante.

Credit Aditya Chinchure, Unsplash

Non ordinare bevande con ghiaccio e succhi con acqua. Quando si ordinano bevande o frullati dire: no ice e no water. 🙂

Se il viaggio dura pochi giorni è meglio evitare lo street food… puoi mangiarlo si ma a tuo rischio e pericolo!

Se la maledizione di Montezuma colpisce in viaggio

Magari hai affrontato un lungo viaggio intercontinentale, fatto i conti con il jet lag ed ora si mette anche Montezuma! Che disgraziato!

Se hai la possibilità di contattare un medico locale ti consiglio di farlo. Nel frattempo sarebbe meglio riposare a lungo, digiunare, bere molta acqua per idratarsi.

Quando sono stata male per quasi un mese a Varanasi, durante il progetto di volontariato, ho tenuto a bada il problema digiunando, bevendo tè e con tanto zenzero e limone. E riposandomi.

Credit Domink Martin

Solo che anche gli altri volontari stavano male (vivevamo in stanze comunicanti) così quando mi sentivo un po’ meglio uscivo a comprare l’acqua da una vecchina che lavorava in una piccola bottega. Di quelle tipiche indiane, con tante cose dentro e qualche topolino che sgattaiola veloce.

La vecchina, che ormai conoscevo, si accorse subito che non stavo bene e mi regalò una sorta di pietrolina che prese dal fondo di un barattolo di vetro. La ingoiai davanti a lei, con l’acqua della bottiglia che avevo appena acquistato, e tornai nella mia lurida camera indiana (dopo quella volta mai più camere così).

Mi venne un febbrone assurdo ma ritornai come nuova grazie a quel rimedio ayurvedico. Questa fu la volta più dura ma è qualcosa che metto in conto ogni volta che vado in India, almeno per un giorno. Non ho avuto nulla solo durante il primo viaggio che durò un mese.

Successivamente ho scoperto, grazie alla mia amica C., l’esistenza del Sat Isabgol, un rimedio tradizionale indiano molto efficace ed economico. Te lo consiglio se viaggi in India!

Ti suggerisco anche di sbirciare il post (e ache i commenti delle lettrici) che ho scritto sul contenuto della mia valigetta di medicina naturale in viaggio: potrebbe stupirti!

In generale cerco sempre di curarmi con la medicina locale, mi piace conoscere i medici del posto che visito, se mi fermo a lungo, vedere come curano. A volte ci vado anche con una scusa, cosa che in Italia non farei mai!

La mia esperienza più interessante è, forse, quando sono andata dalla dottoressa del Dalai Lama a Dharamsala e mi ha prescritto una serie di pillole naturali, delle palline verdi che una donna della farmacia prendeva, una ad una, da barattoli misteriosi. Che ricordi. 🙂

Ne hai mai sofferto? Quali sono i tuoi rimedi contro la maledizione di Montezuma? Puoi integrare il post scrivendo nei commenti.

Alla prossima puntata!

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Sara Chandana

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

12 Risposte

  1. Annalisa ha detto:

    La maledizione mi coglie solo ad altitudini elevate! Soffro terribilmente il mal d’aria, e mi porta anche la cacarella del viaggiatore. Per fortuna mai avuto contaminazioni da cibi, né da acqua, es in viaggio sono sempre molto attenta. Io porto sempre normix con me, che a differenza dell’imodium, non blocca ma disinfetta anche. Ci mette forse qualche ora in più ma funziona!

  2. Sara Chandana ha detto:

    Ciao Annalisa, non avevo pensato che la maledizione potesse colpire solo in alta quota! Interessant questo normix, lo cerco subito. Non si sa mai. 😉

  3. Blery&Ily ha detto:

    Sono stata colta dalla maledizione di Montezuma una sola volta, ero a Cervia in Italia. Probabilmente era dovuto a qualcosa che avessi mangiato o alla troppa stanchezza ma ho fatto un weekend di M.
    Da allora viaggio sempre con l’imodium in valigia.

  4. silvia terracciano ha detto:

    stare male quado si è in viaggio è la cosa più brutta che vi possa essere, io porto con me sempre dei rimedi naturali essendo oltre che blogger anche Naturopata, inoltre ho scoperto dei rimedi omeopatici per trattare i problemi intestinali che su di me funzionano alla grande. Insomma sono un erboristeria viaggiante

    • Sara Chandana ha detto:

      I rimedi omeopatici a Varanasi su di me non funzionarono ma quella è una città molto forte anche dal punto di vista energetico, c’era anche una purificazione emozionale profonda in atto.

  5. Veronica ha detto:

    Fino ad oggi ne sono stata immune, forse solo prima di un viaggio mi sale l’ansia e quindi devo andare in bagno un po’ piú spesso ma mai a questi livelli. Il mio ragazzo invece ne è stato colpito in Puglia. Eravamo sul treno da Bari ad Alberobello e ricordo che ha passato il viaggio più stando seduto sulla toilette che accanto a me! Anche lui non ha mangiato almeno per le prime ore dopo e ha continuato a bere acqua. Anche perché lui proprio odia prendere medicine.

    • Sara Chandana ha detto:

      Incredibile, si pensa alla maledizione di Montezuma come a qualcosa collegata ai viaggi nei paesi esotici e, invece, capita anche in Italia. Per fortuna il tuo ragazzo ha dovuto patire per un percorso breve ma chissà che scocciatura!

  6. Monica ha detto:

    Devo dire che nonostante a volte in viaggio ci siamo comportati come disgraziati ,non abbiamo avuto molti effetti collaterali .
    L’unico problema c’è stato dopo un’ escursione nel deserto del Sahara dalla quale Montezuma non c’è proprio risparmiato.

    • Sara Chandana ha detto:

      Wow meglio così! So di molte persone che mangiano per strada e stanno bene, io posso farlo solo dopo un primo periodo di adattamento ma non i primi giorni di transizione. Ovviamente in Europa è diverso, in linea di massima.
      Quindi Montezuma ha colpito sopo il Sahara, che disgraziato!

  7. Valentina Vale ha detto:

    Per fortuna e incrocio le dita non mi è successo. Però anche a me il farmacista mi ha detto di prendere i fermenti lattici prima di partire e continuare in viaggio (c’è un marchio nuovo buonissimo) e come te sto molto attenta. Niente street food, gelati, creme, maionese, pesce crudo. Niente ghiaccio e scusa ma anche gli alberghi, in certi paesi devono essere almeno sui 3 stelle se non vuoi animali vari in camera. Conosco la medicina ayurvedica, ma quando stai male vuoi che ti passi in fretta. E la medicina naturale è lenta. Sopratutto se non stai via un mese ma 10 giorni. Poi preferisco prendere le bottiglie d’acqua e il cibo al supermercato. Sarà meno esotico ma lo trovo più sicuro. Scelgo anche ristoranti con cucina internazionale, pazienza se non provo il loro cibo, ma è difficile star male con una bistecca. Ah dimenticavo prendo integratori con magnesio, potassio e contro la stanchezza, infatti riesco a fare escursioni di giorno e tirar tardi la notte. Altrimenti non ce la farei.

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao Valentina, grazie per i tuoi suggerimenti preziosi ma ci sono dei punti in cui non mi ritrovo per niente.
      Per quanto riguarda i tre stelle non è vero, sono stata anche in casa di famiglie indiane ed erano modeste ma molto pulite e non ho mai, mai, in tanti anni di India trovato animali in camera. Così il mio alberghetto in Marocco. Chiaramente quando si sceglie una struttura si controlla prima, mai andrei in posti sudici. Per quanto riguarda la cucina internazionale dipende pure dal ristorante perché in India, per esempio, la carne non la consiglio a nessuno. Ho visto i macellai. Riguardo i medicinali, nel post specifico che a me è passato tutto con la medicina ayurvedica, ho sfebbrato in una notte e il giorno dopo stavo bene. 😀 Dopo giorni e giorni di cure allopatiche che non hanno funzionato. 😀

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