Taj Mahal ad Agra: cosa devi sapere

Taj Mahal, Agra

 

Visitare il Taj Mahal era un mio sogno quasi impossibile. Un desiderio che ho cullato per molti anni. Ricordo che una volta pensai: “Se un giorno riuscirò a vedere il Taj Mahal questo vorrà dire che potrò realizzare nella mia vita tutto ciò che desidero”. E poi ci sono andata, finalmente.

Non mi sono emozionata come avrei creduto ma ero consapevole di trovarmi di fronte ad un’opera di architettura ingegnosa che emana estrema bellezza. Di seguito tutto quello che devi sapere se decidi di visitare il Taj Mahal.


Il mio Taj Mahal

Ho dovuto aspettare il secondo viaggio in India per realizzare il sogno di vedere dal vivo il Taj Mahal, una delle sette meraviglie del mondo. Quello fu un viaggio di 4 mesi che mi vide arrivare a Delhi e da lì andare a Varanasi per prendere parte a un progetto di volontariato. Da Varanasi scappai direzione Goa per rinchiudermi un mese in un ashram immerso nella giungla.

Uscita dall’ashram salutai la meditazione e andai a vivere sulla spiaggia di Arambol, facendo mercatini in riva al mare, mangiando frutta tropicale e chiedendomi ogni giorno cosa diavolo ci facessi lì. Poi un bel giorno, il mio viaggio di 4 mesi stava per scadere, presi un treno da Goa ad Agra, in Uttar Pradesh. Volevo vedere il Taj Mahal! Prima di prendere l’aereo da Delhi, quindi, decisi di fare tappa ad Agra.

Scrivo al singolare perché mi viene più facile ma non ero sola. Viaggiavo insieme a Giovanni, il mio ragazzo. Colui che è venuto con me ben tre volte in India (e ogni volta non si spiega come mai abbia fatto questa pazzia).

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Agra

Mi avevano detto che Agra non ha molto da offrire. Per questo motivo i ristoratori degli hotel darebbero cibo avariato ai turisti in modo che si ammalino e rimangano più di una notte nelle loro strutture. Verità o leggenda metropolitana? Non ci metterei la mano sul fuoco. Noi siamo stati bene. Abbiamo dormito solo una notte in un alberghetto con vista sul mitico Taj Mahal, opera magnificente di architettura musulmana.

A me Agra, per un giorno e una notte, è piaciuta. Mi sono rilassata a camminare per le viuzze caotiche del centro. Uscivo dall’hotel e mi trovavo nel piccolo bazar dove i venditori indiani quasi tiravano addosso le miniature del Taj Mahal per poche rupie. Ricordo un bambino che era anche un venditore bravissimo e riuscì a venderci un bel gruzzolo di souvenirs.

Stavo quasi per barattare in un negozietto (quelle minuscole botteghe indiane con le pareti annerite, dove in europa non metteresti mai piede ma in India sanno di poesia e antico) la mia guida dell’India del Sud con un volume in inglese di Autobiografia di uno Yogi quando Giovanni mi ha bloccata in calcio d’angolo. “Te lo presto io!”.

La camera minuscola ma dignitosa con bagno esterno ci ha offerto riparo per una notte. Ricordo che appena arrivati, al mattino, siamo andati in terrazza – sul rooftop dicono in India – a fare colazione a base di frutta e yogurt guardando quello che viene considerato un monumento all’amore eterno dalle nostre comode sedie.

Quanti ne ho visti di quei rooftop, quanti ne ho amati! Mi sono riposata, stravaccata sui materassini dove si stendono centinaia e centinaia di esseri umani di passaggio nell’immenso calderone India. Ho mangiato cibo speziato, cibo italiano che sapeva d’indiano, cibo israeliano. Ho bevuto un chai dopo l’altro benedicendomi per la scelta di aver viaggiato in India.

Monumento all’amore eterno

L’imperatore moghul Shah Jahan aveva numerose mogli ma amava profondamente solo Mumtaz Mahal che morì dando alla luce il loro quattordicesimo figlio. Era straziato Shah Jahan, non si dava pace, non accettava la perdita. Decise allora di commissionare, a circa 6 mesi di distanza dalla morte dell’amata, un enorme mausoleo in marmo bianco di Makrana.

Il Taj Mahal è paragonato a una lacrima bianca, un inno all’amore eterno. Sembra che l’architetto sia stato un certo Ustad Ahmad Lahauri.

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Taj Mahal? Blood Mahal!

Esclamò un pomeriggio Brajesh, il fondatore della scuola di yoga che frequentavo insieme a Giovanni  a Rishikesh, nel nord dell’India. Ne avevo sentito parlare ma fu strano, in quel momento, che il mio maestro indiano – innamorato della sua patria – ci parlasse di un monumento nazionale in quel modo. Per costruire il mausoleo sono stati impiegati 20.000 lavoratori e tantissimi elefanti per trasportare i materiali.

Nei giardini del Taj Mahal

Il commissionario dell’opera, si dice, fece tagliare le mani a tutti coloro che avevano contribuito alla sua costruzione per evitare che il mausoleo venisse replicato. Questo farebbe del Taj Mahal un monumento costruito con lacrime e sangue, facendogli perdere quella patina poetica che ha assunto nel corso degli anni. Abbastanza splatter, vero?

Ma non finisce qui…

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Shah Jahan si ammalò 9 anni prima della sua morte. I suoi figli iniziarono a lottare in modo spietato per la successione. Due di loro si chiamavano Dara – per cui parteggiava il padre – e Aurangzeb. Dara fu ucciso da Aurangzeb che rinchiuse il padre in una residenza che si affacciava sul Taj Mahal. Shah Jahan non mise più piede nel mausoleo. Beautiful in confronto è una storiella per bambini!

Lo sapevi che?

  • Il Taj Mahal è stato progettato in modo tale che. nel caso di un esplosione, tutto cada a terra fuori dalla tomba. Geniale!
  • La macchine non possono avvicinarsi. Devono tenere almeno 500 metri di distanza perché l’inquinamento sta apportando seri danni al mausoleo. Ecco perché il nostro rickshaw driver ci lasciò vicino a un baretto infestato dalle mosche… dove ci sedemmo per gustare un buon chai bollente.
  • Il logo di drinkfromlife si ispira ad una foto che mi è stata scattata proprio su quel riskshaw a motore, a pochi metri dal Taj Mahal!
  • Sulle pareti del Taj Mahal spiccano frasi musulmane, trascritte dal Corano. La trascrizione è avvenuta sotto la supervisione del capo calligrafo Abd-al-Haqq. Alla base della cupola interna compare: “Scritto dall’essere insignificante Amanat Khan Shirazi” il suo nome d’arte. Troppa umiltà?
  • Durante la seconda guerra mondiale il Taj Mahal è stato ricoperto da architetti in modo che i bombardieri dall’alto lo scambiassero per una pila di bambù. Amo la creatività che emerge in India!
  • Era previsto un secondo mausoleo sul fiume Yamuna per Shah Jahan, nero. Esso sarebbe stato speculare al Taj Mahal.
  • Esiste un baby Taj Mahal ad Agra. Si tratta di un altro mausoleo. È considerato una sorta di scrigno prezioso. Ho amato visitarlo e passeggiare per i vialetti dei giardini esterni, ripararmi sotto gli alberi dalla calura indiana, osservare i turisti locali.

Informazioni utili

Dormire e mangiare: in questo caso ho seguito i consigli della Lonely Planet che non sbaglia mai un colpo. Sinceramente non ricordo più i nomi delle strutture. 🙂

Costo d’ingresso al Taj Mahal:  il costo d’ingresso aggiornato al mese di luglio 2018 è di 1000 rupie per i turisti occidentali. Circa 12,55 euro secondo la valuta del momento. Quando andai io il costo dell’ingresso era 750 rupie, circa 4 anni fa. Prima di accedere all’area si devono superare i controlli con il metal detector.

Se non vuoi pagare tanto puoi andare nei giardini attigui e vederlo da fuori. Il mio suggerimento però è di pagare il biglietto ed entrare. Cose del genere capitano una volta nella vita!

Namaste, Salam Aleikum, Ciao!

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Foto di Dina Tulckewska.

 

Sara Chandana

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

39 Risposte

  1. Elisa ha detto:

    Oddio ma che meravigliaaaaa! Anche io vorrei un sacco vederlo, lo dico da anni! E vedere che sei riuscita a realizzare il tuo sogno, non può non farmi sperare di poter fare altrettanto!! 🙂 Mi piace molto l’articolo perchè davvero scorrevole 😀

  2. anna di ha detto:

    che meraviglia il Taj mahal ma ancora di più questo articolo, ricco di informazioni che non conoscevo. leggerti è stato come aprire un libro, ho scoperto cose nuove ed è stato come essere li con te! hai fatto un viaggio invidiabile 🙂

  3. Rocio ha detto:

    Il mio sogno fotografarlo!! Prima o poi accadrà!! No non sapevo dell’esistenza di una versione baby! Utile informazione!!

  4. Claudia ha detto:

    Ma quante notizie che no sapevo sul Taj Mahal! Voglio andare presto anche io….

  5. Ilona ha detto:

    E’ stato davvero un piacere leggerti! Non sapevo della storia splatter… però mi chiedo… davvero stai indossando dei calzini giallini con delle infradito? O e un illusione ottica….

  6. Elena ha detto:

    Più che il Taj Mahal è appassionante la tua storia! Come ti mantenevi là, ci hai lavorato? Tornare 3 volte in un paese significa esserne proprio innamorati…

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao Elena! Veramente ci sono stata 4 volte e sto programmando la numero 5! Ma conosco amici che ci vanno da 20 anni! Io lavoro d’estate e a Natale e metto da parte i soldi per i viaggi. Vivo molto sobriamente, dovendo scegliere non spendo soldi in beni materiali come vestiti e cellulari ultima moda. Preferisco investirli nei viaggi. E poi quando in viaggio ho la possibilità di svolgere qualche lavoretto lo faccio con piacere. 😉

  7. Valentina ha detto:

    Anche io voglio vedere e immortalare il Taj Mahal! Bellissimo questo tuo racconto, mi ha fatto volare con la mente in questo luogo magico!

  8. Crackita ha detto:

    L’India è una meta che continuo a posticipare perché viaggio da sola. Credi potrebbe essere adatto per una donna sola?

  9. sheila ha detto:

    che meraviglia Agra mi piacerebbe tantissimo andarci un giorno, un’esperienza davvero unica complimenti davvero

  10. irene ha detto:

    L’ho solo studiato sui libri di architettura…ma il mio sogno sarebbe quello di visitarlo personalmente! Gran bel viaggio, complimenti!

  11. Sara ha detto:

    Complimenti per l’articolo! Molto carino, spiritoso, utile e racconti di tante curiosità che non conoscevo proprio sul Taj Mahal.
    Spero di poterci andare tra non molto…

  12. So abbastanza su Agra perchè ho un amico indiano che me ne ha parlato e mi ha mostrato le foto. Non ci sono ancora stato ma vorrei davvero visitare il Taj, è qualcosa di fenomenale!

  13. FRANCESCA MARIA ha detto:

    Un viaggio bellissimo complimenti, sarebbe davvero un sogno poterci andare. Molto intrigante anche il racconto della sua storia e della famiglia dell’imperatore.. Davvero pazzesca =)

  14. Federica ha detto:

    L india deve essere meravigliosa e sicuramente una delle mete da dover visitare almeno una volta nella vita..tu hai battuto ip record con 4 volte hahah…complimenti

  15. Raffi ha detto:

    Che bello questo post. Anche se l’India non è tra le mete che metto al primo posto, tutte le cose che ho letto nel tuo post mi hanno intrigato. A partire dagli albergatori che fanno ammalare i clienti per costringerli a soggiornare in un luogo che altrimenti sarebbe solo di passaggio, fino al mausoleo dell’amore eterno e al monumento travestito da pila di bambù per proteggerlo dai bombardamenti. Grazie, grazie, grazie!

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao Raffi, ci tengo a precisare che non so se effettivamente gli albergatori facciano ammalare i clienti, potrebbe essere una leggenda metropolitana. Per quanto riguarda la pila di bambù è vero, ci sono diverse foto in rete! Che geni!

  16. Sabina Samogin ha detto:

    Tutta l’India è una destinazione che ho a cuore ma non ho ancora affrontato, intanto leggo attentamente i tuoi di viaggi in India e i tuoi suggerimenti…

  17. Sara ha detto:

    Che bellissima avventura, per tornarci così tante volte sicuramente è per noi che non ci siamo mai stati un posto magico! Ti invidio per esserci stata così tante volte, io prima o poi ci andrò, me lo sono promessa.

  18. Gabriella ha detto:

    Ebbene si… anche io voglio vedere e immortalare il Taj Mahal… tutto stà ad organizzare il viaggio!! Ho apprezzato molto il tuo articolo, complimenti

  19. Veronica ha detto:

    Mi piacerebbe un sacco vivere la magia di questo monumento maestoso! Mi ha sempre affascinato la sua storia così romantica, una poesia!

  20. Federica ha detto:

    E’ anche uno dei miei sogni!
    Non conoscevo tutte le curiosità che hai scritto e non avevo idea del lato sanguinoso legato a questo luogo incantevole..
    Chissà se riuscirò mai a vederlo 🙂

  21. Visitare il taj mahal è tra i miei sogni. Un po’ ho sognato anche leggendoti

  22. L’amore porta sempre cose belle, anche se a volte pagate ad un caro prezzo.

  23. Stefania ha detto:

    è straordinario, prima o poi anch’io andrò a vederlo! è da tanto che ci penso, l’India mi ha sempre attirata molto fin da bambina

  24. Faenza Silvia ha detto:

    Che bell’articolo. Ogni volta che leggo qualcosa sull’India, penso a Jules Verne e al giro del mondo in 80 giorni, quel libro mi ha conquistata sin da quando ero bambina, volevo essere anche io come Phileas Fogg. XD Grazie per il tuo articolo, spero che un giorno mi possa essere utile.

  25. Cristiana ha detto:

    Sapevo che era stato costruito come monumento funebre per una donna molto amata. Ma come tutte le megalomanie anche il Taj Mahal doveva nascondere qualche brutta storia…e tu lo confermi

  26. sabrina barbante ha detto:

    Mi soffermo sulla dolcezza del monumento all’amore eterno… sintomatico di quanto la persona più potente sia miserabile senza la persona amata (e di quanto, per quanto possiamo essere femminazze epiche, 14 parti portano a fare una brutta fine)

  27. Manuela ha detto:

    Oddio che bello,piacerebbe anche me un sacco fotografarlo pensa che foto stupende riesci a fare….sì è un mio piccolo sogno anche questo e tu sei stupenda che sei riuscita a realizzare i tuoi!

  28. Clara Nubile ha detto:

    Come sempre, un articolo (molto più di un post), ben equilibrato, con gli ingredienti ben dosati (come le spezie indiane, quando cucinano le donne rajasthane), unendo aneddoti e storie di viaggio tue a informazioni utili. Io lo vidi quasi vent’anni fa il Taj Mahal in una giornata di pioggia e nuvole. Mi colpì perché non mi aspettavo tanta bellezza. (Avevo qualche pregiudizio negativo).

    • Sara Chandana ha detto:

      Grazie Clara, davvero. Le donne rajasthane hanno una tale maestria nel dosare le spezie! Sono onorata di questo accostamento. Mi piace raccontare i luoghi che vivo così, come diari emozionali nei quali aggiungo un pizzico di informazioni utili e aneddoti.
      È bello rompere i pregiudizi e ammetterlo è indice di consapevolezza e saggezza.

  29. sandra ha detto:

    tutte le volte che approdo tra le tue pagine l’India mi bussa nel cuore.. Io ho visto il Taj Mahal e ne sono rimasta estasiata, non l’avrei mai detto perché ho imparato a farmi aspettative. C’era una folla oceanica, ma ho sentito il silenzio e la pace, ho camminato sul marmo bianco, incantata.
    Spero di tornare in India, ci ho già provato due volte ma non è andata..

    • Sara Chandana ha detto:

      L’India è una maga che ti chiama quando decide lei. Conosco bene questa sensazione perché dopo il primo viaggio ho dovuto patire un po’ prima di tornarci. Ma ci tornerai, al momento giusto. Ne sono sicura.

  30. Benedetta ha detto:

    Che bello il tuo post!Compresi i dettagli sanguinolenti… Viene voglia di partire subito e scoprire un paese che deve essere splendido. ..

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