Perché il blog è terapeutico (i miei motivi)

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    Credit Andrew Neel, Unsplash
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    Credit Nicole Honeywill, Unsplash

Ho perso il conto da quanti anni ho un blog, ne sono passati veramente tanti. L’unica differenza è che prima i miei blog erano una sorta di diari online che facevo conoscere a pochissimi intimi nella mia cerchia. Poi, piano piano, mi sono fatta coraggio e ho deciso di uscire allo scoperto perché amo le sfide. È condividendo che ci smascheriamo, che possiamo imparare cose nuove, imparare dai nostri errori, metterci in gioco. Finché facciamo le cose solo per noi, nei nostri piccoli antri protetti, siamo un po’ in una botte di ferro. Poi, come tutto, dipende dall’argomento in questione.

Credit Corinne Kutz, Unsplash

Per quanto riguarda il blogging, condividendo mi sono esposta alle prime critiche e alcune, per la loro cattiveria, mi avevano fatto talmente male che avevo deciso di sospendere. Ma la voglia di scrivere e raccontare era troppa e i social non mi bastavano, io sono nata per scrivere su un foglio bianco. Che sia di carta o si tratti di una casa virtuale poco importa. Il mio blog Le Due Lune andava abbastanza bene e, grazie ad esso, sono nate le prime collaborazioni. Ma crescendo si cambia e la mia evoluzione mi ha portata anche a dare vita a questo blog, la mia creazione/creatura di cui sono la mamma. Giusto per rimanere in tema, perché oggi è la festa della mamma. 🙂

Ho iniziato a studiare seriamente ed impegnarmi come non mai. Sono arrivate critiche costruttive e ben vengano. E collaborazioni importanti che per me sono come fiori di semini che ho piantato, anni fa. Stranamente, qualcuno molto vicino mi ha criticata aspramente. Non capiva il vero scopo del blog, lo vedeva come una perdita di tempo, un mondo virtuale privo di senso che mi rubava tempo. Ma dietro questo mondo virtuale ci sono persone in carne ed ossa e per me è sempre stato un’estensione di me stessa ma anche un ponte enorme verso altri mondi materiali.

Credit Matteo Benegiamo. Urbino.

Il blog è terapeutico

Per non parlare dell‘effetto terapeutico che il blogging ha sempre avuto su di me, e qui qualche collega mi capirà. Per me sono 4 le cose più importanti alle quali non posso rinunciare nell’arco della giornata, quelle che mi nutrono l’anima, una volta soddisfatti i bisogni primari: trascorrere del tempo da sola (e intendo ore) e leggere tantissimo (leggo qualsiasi cosa) scrivere e stare a contatto con la natura. Se non soddisfo questi bisogni mi sento nervosa, irritabile e insofferente. Sono sempre stata così e non intendo rinunciare al mio nutrimento.

Il blog è terapeutico, una sorta di meditazione che mi porta esattamente nel  momento presente. Adoro il ticchettio delle dita sulla tastiera, che ha sostituito la vecchia  e cara macchina da scrivere. Immergermi in una dimensione sempre fresca e nuova. Lasciare che le parole arrivino chissà da dove e scorrano attraverso di me, come se sospese nel cielo entrassero dalla testa. Permettere alle parole di uscire dalle mie mani, quasi vederle correre sulla tastiera e, da lì, apparire sullo schermo. Dimmi se questa non è pura magia!

Come quando una band suona sul palco, mi chiedo sempre da dove arrivi quella musica e non smetto di stupirmi, di emozionarmi per quella sorta di manifestazione che si dispiega davanti ai miei occhi. Come se oltre questo mondo materiale ci fosse altro e noi lo manifestiamo nel migliore dei modi che conosciamo ed il bello è che può essere sempre meglio. Credo che, senza il blog, sarei tesa e nervosa perché per me è davvero un nutrimento. Dove metterei quell’energia non lo so. Io sono nata con la penna in mano, è questo il dono che la vita ha scelto per me. E non smetterà di essere tale se, un giorno, dovessi chiudere il blog e affidarmi di nuovo esclusivamente ad un taccuino di carta.

E poi permette di amplificare la creatività, sviluppare maggiore attenzione verso i particolari, aguzzare le orecchie per ascoltare storie e la vista per Vedere. Non è tempo rubato, è tempo ben speso.

Ispirazioni: Rachel di Hippie in Heels

C’è un motivo preciso per cui oggi ho deciso di scrivere questo post. Di solito, nel weekend, dedico un articolo a un argomento che nutre, qualcosa che ruoti attorno la meditazione, amica fidata e sincera da qualche anno a questa parte. Il blog è una mia meditazione ma, purtroppo, è un evento triste che mi ha portata questa sera davanti la tastiera. Oggi piove, stanotte ho dormito a casa di mia nonna come ogni sabato, e questo significa non dormire mai profondamente, essere vigile perché potrebbe avere bisogno di qualcosa.

Mi sentivo stanca e spossata oggi, sarà anche questo tempo grigio, i monsoni salentini, li chiamo tra me e me.

Scorrendo la bacheca di facebook, mentre riposavo nella mia camera, dal cellulare ho letto che una delle persone per me più ispiranti nel mondo del blogging, una blogger americana, ha lasciato il corpo. Rachel di Hippie in Heels, aveva lasciato una carriera in America per vivere 6 anni in India (era specializzata su Goa) e viaggiare. Ha visitato, negli ultimi anni, ben 40 paesi condividendo consigli e avventure e parte del suo amore con Ben. Recentemente si era trasferita in Messico. Una nomade digitale a tutti gli effetti. Il suo esempio, unito a quello di altre persone, mi è stato di grande aiuto in questi anni. Pensavo che se ce l’avevano fatta loro, nel mio piccolo, potevo dare vita anch’io ad un mio piccolo progetto.

Spesso, quando avevo la tentazione di mollare (per via di quelle cattiverie di cui accennavo su) pensavo a lei ed altri che hanno avuto tanta determinazione nel manifestare il loro sogno. Non la seguivo più come prima ma la tenevo presente.

Credit Nicole Honeywill, Unsplash

Dopo lo sgomento e il dispiacere, che ancora non mi hanno lasciata a dir la verità, ho pensato che lei è andata vivendo la vita che desiderava. E chissà quanti sforzi ha fatto, dietro le quinte, che non conosciamo. Ha conosciuto questo bellissimo pianeta e ha condiviso tanto. Non so che tipo di persona fosse, sembrava solare e determinata. Ed era troppo giovane per lasciare questa Terra. Quando se ne va qualcuno, per me, è sempre una sorta di avviso. Come quando mia madre Daniela, anni fa, ha lasciato il corpo.

Da allora ho vissuto ogni singolo giorno intensamente, con la consapevolezza che poteva – potrebbe – essere l’ultimo. E, in giornate come questa, il messaggio giunge ancora più amplificato. È di non rimandare quello che fa danzare il mio cuore e nutre la mia anima, che la vita è un soffio e va vissuta. Non mettere da parte le vere passioni, quelle che fanno cantare il cuore, non smettere di nutrirle. Non importa quanto agli occhi della gente possano sembrare folli. Non importa se i risultati tardano ad arrivare. A volte dobbiamo nutrire i nostri semi solo per il piacere di farlo. 

ON AIR Sufi Meditation Music – Allaho Akbar, Ya Rahimo Ya Rahman

AUGURI MAMMA

… Cosa fa danzare la tua anima?

xxx

Sara Chandana

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Grazie 🙂

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

19 Risposte

  1. Raffi ha detto:

    Un messaggio davvero ispirante. Ti ringrazio di averlo condiviso. Ne avevo proprio bisogno. Volevo dirtelo.

  2. Annalisa ha detto:

    Anche a me hanno detto le stesse cose. Il blog è una perdita di tempo, puoi farlo solo perché non lavori. Perché una mamma non lavora??? Faccio comunque fatica a ritagliarmi un ora per dare spazio ai miei pensieri e trasformarlo in parole! Ed è vero, il blog è terapeutico, quasi un confidente, un amico che ti aspetta pazientemente per scambiare due chiacchiere.

    • Sara ha detto:

      Capisco. Giudicano perché non conoscono questo mondo. L’importante è che non ti lasci scalfire da questi giudizi e continui a nutrire la tua passione. Forza! Tocca a noi. 🙂

  3. Martina Monti ha detto:

    Veramente belle le tue parole e mi ci ritrovo tantissimo! Anche io ho avuto delle critiche, ma alla fine la vita è nostra ed è una sola quindi… fai quello che ti rende felice!

  4. Francesca Giannoni ha detto:

    Sono nuova sul web e ho un piccolo blog da due mesi. Mi piace quando scrivi che il blog è terapeutico perchè ci regala del tempo da dedicare solo a noi. La penso come te. Il mio blog è il mio rifugio, il mio mondo dove scrivo e cerco di esprimere le mie emozioni. E anche io non riesco a rinunciare al mio nutrimento per l’anima. grazie

  5. anna di ha detto:

    Molto bello questo articolo, si sente che lo hai scritto con tutta la tua passione. Anche io come te se non leggo, scrivo e sto a contatto con la natura non sto bene, e canto sempre, quindi ti capiso perfettamente. E poi, se a te il blog piace e ti fa star bene, fregatene di chi dice che è un “passatempo per privilegiati”, prima o poi lo capirà che questo blog alla fine sei tu, ed è pieno di passione e vita. Complimenti Sara.

  6. Cristina Giordano ha detto:

    Non conoscevo la blogger di cui parli ma condivido in tutto il tuo pensiero. Senza il blog e le condivisioni con gli altri e la consapevolezza che qualcuno legge i tuoi consigli mi sarei sentita persa. Anch’io stesso tuo iter, malignità a iosa ma me ne sono fatta una ragione e continuo a essere qui

    • Sara ha detto:

      Mi sembra di capire che noi bloggers siamo abbastanza bersagliate. Probabilmente perché uscendo allo scoperto diventiamo vulnerabili ai giudizi. Queste persone però sono solo invidiose, a volte mi chiedo se non abbiano un sogno del cassetto che non hanno il coraggio di aprire e realizzare.

  7. Veronica ha detto:

    A volte fa bene ricordare che non dobbiamo lasciar passare la vita senza fare quello che ci piace. Mi spiace moltissimo per Rachel, non la conoscevo ma perdere la vita da giovani e con tanto ancora da dare, fa male.
    Concordo con il tuo pensiero che il blogging spesso diventa terapia, valvola di sfogo per rilassare la mente e focalizzare tutte le energie negative su qualcosa che invece amiamo terribilmente.

  8. Valentina ha detto:

    La mia motivazione è diversa, molto differente dalla tua. Le critiche le avrai sempre perché per le persone questo non è un lavoro. E sbagliano, lo è per chi lo fa seriamente,

  9. Noemi Bengala ha detto:

    Come mi ha emozionato leggere “ha lasciato il corpo” anzichè il più categorico “è morta”. Io non conoscevo Rachel, e ovviamente nemmeno la tua mamma, ma come hai detto giustamente tu, hanno lasciato solo il corpo. Il resto, la loro ispirazione, il loro spirito è ancora qui, in te che porti avanti i loro messaggi.

    • Sara ha detto:

      Ciao Noemi, si preferisco questa modalità, la ritengo più rispettosa e rispecchia il mio modo di sentire.
      Ti ringrazio per la sensibilità che hai, traspare sempre quando scrivi. Un abbraccio. <3

  10. Sara Bontempi ha detto:

    E’ proprio vero che il blog è terapeutico, in più anch’io ho imparato tanto gestendo due blog, ho sempre scritto,ho sempre avuto un block notes, un quadernino e ora pc, tablet e i phone… Qualunque cosa è perfetta per scrivere!
    Ormai non potrei più vivere senza i miei blog!

  11. Giulia ha detto:

    Anche io da quando ho iniziato a fare blogging e video su youtube ho avuto tanti benefici, non parlo solo delle soddisfazioni di lavorare con grandi brand, ma parlo proprio di benefici per quanto riguarda il mio carattere!

  12. Giovy Malfiori ha detto:

    Per me scrivere è la migliore catarsi da scegliere. Non riuscire a stare senza. Mai.

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