#Iosonociòchevedi – l’autenticità nel web è possibile?

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    Credit Jon Tyson, Unsplash
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    Jon Tyson, Unsplash
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    Credit Mar i Muhammad, Unsplash
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    Credit Hannah Gullixson, Unsplash
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    Credit Bruna Cervera, Unsplash

Amo spassionatamente il blogging, trovo addirittura che sia terapeutico, adoro girare per blog, leggere, commentare, ispirarmi. Trovo che una blogger debba essere la prima sostenitrice e alleata delle sue colleghe (perché questo siamo) e dei suoi colleghi. Solo chi ha la tua stessa passione può comprendere i sacrifici, la cura, la gavetta, le ore trascorse davanti allo schermo per alimentare quel fuoco mentre qualcuno, nel frattempo, ti prende per pazza.

E così, ficcanasando nel web sono finita a leggere un post che mi è piaciuto molto perché parla di una campagna passata (si è svolta nel 2017) ma sempre attuale e molto interessante. Ho scoperto questo progetto tramite il blog di Valentina (ti invito quindi a leggere anche il post che mi ha ispirata) e me ne sono innamorata perché collegato ad una serie di riflessioni che ho fatto negli ultimi mesi, e dalle quali sono scaturite scelte importanti.

Io sono ciò che vedi

Iosonociò che vedi è (stata) una campagna no profit che affronta il valore dell’autenticità. L’ashtag utilizzato era #iosonociòchevedi.

12 donne, appartenenti a diversi ambiti professionali, si sono raccontate durante un incontro, condividendo come la scelta dell’autenticità sia risultata vincente anche in ambito lavorativo e nel web. Scegliere l’autenticità è sempre una scelta vincente.

La campagna affermava:

Solo se la tua immagine è reale puoi essere autentico

Solo se il tuo messaggio è vero puoi generare relazioni costruttive

Solo se mostri davvero chi sei le persone si fidano e si affidano

Scegliere l’autenticità è una scelta coraggiosa, ti espone e rende vulnerabile a critiche e giudizi ma, per me, è l’unica scelta possibile. 

Credit Bruna Cervera, Unsplash

Al giorno d’oggi, grazie all’avvento di internet e dei social siamo tutti personaggi pubblici e viviamo sotto i riflettori. Tuttavia la realtà virtuale non deve diventare un universo parallelo, distaccato dalla nostra vita materiale, dove siamo la copia edulcorata di noi stessi.

Credit Mar i Muhammad, Unsplash

La realtà virtuale dovrebbe essere l’estensione della nostra vita materiale. È necessario che le due realtà si sintonizzino l’una con l’altra e che ci sia unione, non separazione. In linea di massima dovremmo essere, nel pubblico e nel privato le stesse persone. Per me, la differenza è che a casa posso girare in biancheria intima, o nuda, mentre fuori mi devo vestire. Nel web non cambio poi molto.

#iosonociòchevedi

O che posso stare stravaccata sul letto scomposta mentre fuori devo darmi un contegno per non traumatizzare la gente ma, dal punto di vista umano, sono sempre io. Quella che ride sguaiatamente e si commuove per le piccole cose, che si arrabbia per le ingiustizie, che ama bere una birra con le amiche del cuore ascoltando ottima musica e poi con loro va a meditazione o a fare shopping al mercato.

Quella che vorrebbe un mondo migliore ma sa che prima deve essere il cambiamento (come disse un grande influencer 🙂 )

Io sono ciò che vedi e le mie amiche intime possono confermartelo. E anche loro sono così, altrimenti non ci saremmo trovate.

Jon Tyson, Unsplash

Abbiamo una reponsabilità verso chi ci legge (a questo proposito potrebbe interessarti conoscere come è nato il World Blogger’s Day) fossero anche solo 10 persone. Possiamo scegliere di essere autentiche e creare relazioni sincere oppure indossare una maschera e relazionarci con altre maschere. Nel web come nella realtà.

La qualità delle relazioni è più importante della gallery di instagram e del filtro rosa. Sintonizzare l’immagine pubblica con la vita reale è fondamentale. 

E tu cosa ne pensi?

Credit Jon Tyson, Unsplash

Alla prossima puntata!

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Sara Chandana

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

10 Risposte

  1. Simona ha detto:

    Hai toccato un argomento molto forte e al tempo stesso molto delicato. Io credo che in linea di massima non si dovrebbe mai cercare di essere chi non si è . Restare fedeli a se stessi dovrebbe sia nella vita reale che sul mondo del web essere la prima regola. Eppure a volte io stessa mi accorgo di nascondere un pochino i momenti bui e poco piacevoli e dare più importanza alle cose belle della vita. Forse è anche un po’ il mio modo di essere nella vita, cerco sempre di concentrarmi sul bello e forse quindi proprio finzione non è. Bellissimo l’hashtag usato e l’iniziativa di queste donne, non ne sapevo nulla fino ad ora!

    • Sara ha detto:

      Certamente poi ci sono eventi, e periodi, che vanno a nostra discrezione e che magari non abbiamo voglia di condividere, ci sta. Ovviamente qui stiamo parlando di fratture profonde e non credo sia proprio il tuo caso.

  2. Silvia ha detto:

    Il blog dovrebbe essere lo specchio di chi lo scrive, eppure quante volte si incontrano blog (ma anche pagine social) dove tutto sembra artefatto? Quasi forzato? Credo sui social questo fenomeno si amplifichi a dismisura!

  3. Silvia Faenza ha detto:

    Credo che essere autentici sia essenziale, non dovrebbe mai essere forzato. Io ad esempio, amo dare consigli e creare guide, lo faccio già da prima della creazione del blog, infatti spesso ho organizzato viaggi ai miei amici e dato loro consigli. Per questo motivo ho scelto poi di dedicarmi alla scrittura di un blog di viaggi.

  4. Sabina Samogin ha detto:

    Bello questo post, argomento molto interessante e di grande attualità in questo mondo dove, attraverso i social, c’è la tendenza ad apparire quello che non si è pur “raccontando” ogni momento della giornata.

  5. Cla ha detto:

    Mi piace questa campagna. Io cerco di essere me stessa sui social, altrimenti sarebbe sfinente. Ovviamente ci sono delle cose riservate che magari non mostro.

  6. Giovy Malfiori ha detto:

    Per me l’autenticità è tutto, nella vita come sul web: io sono sempre poco “in posa” in tutte le cose che faccio e non riuscirei a fare diversamente.

  7. Un tema interessante e difficile. Da un lato capisco la necessità su certi mezzi, come per esempio Instagram, di rendere tutto più bello di come sia realmente. Dall’altro però preferisco vedere le cose come stanno: quante volte capita di vedere le foto di un albergo che sembra fighissimo, per poi ritrovarsi in un posto al di sotto delle aspettative? Sicuramente preferisco i blogger – e le persone della vita di tutti i giorni – che dicono le cose come stanno.

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