Moda ecobio e capi vintage: vestirsi facendo bene all’ambiente (come ci sono arrivata)

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    Credit Cam Morin, Unsplash
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    Credit Alice Pasqual, Unsplash

Ciao (Eco) Life Drinker, come stai?

Qui nella tiny house di drinkfromlife va tutto bene, anzi benissimo! È una casetta a due piani, c’è solo l’essenziale. Si trova in un piccolo giardino verde e dalla finestra della camera da letto, che invece si affaccia su una strada poco trafficata, vedo un altro giardino e tanti uccelli svolazzare. Hanno i nidi in un palazzo che sembra abbandonato. Anche nel centro urbano riesco a tenere la mia connessione con la natura.

Se segui il blog sai già quanto ci tengo all’ambiente. Ogni giorno penso a cosa posso fare per la Terra perché sento che questo fa parte della mia missione. Il mio maestro dice che l’ecologia deve essere prima interiore, così indago su me stessa. Vedo cosa migliorare, cattive abitudini da cambiare o anche un atteggiamento che non va; mi osservo molto e per questo mi piace trascorrere molte ore della giornata in solitudine a riflettere, creare, meditare. Semplicemente stare. E poi confrontarmi con gli altri, nella realtà materiale come in quella virtuale.

Ti parlo un po’ di me, per conoscerci meglio

Nel corso degli ultimi 12 anni – sono stati pazzeschi e soprattutto sono volati – ho cambiato tante cose nella mia vita (oltre a quasi tre fidanzati – non è un vanto avrei preferito un uomo per sempre – ilquartoperorasembraunsantoincrociamoledita!). Sono diventata vegetariana, ho sperimentato l’alimentazione vegana e crudista, anche attraverso corsi e laboratori, sostituito diversi oggetti usa e getta con altri che posso lavare (vedi cotton fioc con un bastoncino in bambù oppure dischetti lavabili per il trucco e la coppetta al posto degli assorbenti eccetera eccetera), sperimentato prodotti zero waste, rivisto la mia modalità di viaggio, ho imparato a leggere gli inci e quando non so ad affidarmi al biodizionario, abbandonato i prodotti chimici per votarmi all’ecobio.

Mi sono anche data all’agricoltura sinergica per rendermi conto che non ho voglia di zappare, prima però ho coltivato patate e pomodori in terrazza con tanta soddisfazione. Sono diventata artigiana (puoi vedere alcune mie creazioni sulla pagina fb Atitlan, a breve ci saranno delle novità) dopo il primo viaggio in India, ho tenuto cerchi di donne, insegnato tecniche per avvicinarsi alla meditazione. Sapessi che forti processi interiori ho dovuto attraversare per arrivare a fare quello che mi piace! Per non parlare delle critiche ricevute da chi la sa sempre più lunga degli altri. 

Insomma, ho fatto tutto il contrario di quello che tutti si aspettavano da me. Cosa è cambiato? Adesso tutti (la famiglia e le persone più strette) si aspettano di tutto perché sono totalmente pazza, intuitiva e imprevedibile e non mi vergogno più ad ammetterlo (una volta una maestra risvegliata sputtanò in un satsang tutti i miei strambi doni. Se avesse parlato dei miei difetti sarebbe stato meno scioccante e non mi sarei vergognata in quel modo!).

Non mi sono fatta mancare nulla! O quasi. E adesso? Cerco un equilibrio tra ciò che ero prima, quella in evoluzione negli ultimi 12 anni e che però non mi risuona più, perché ho acquisito nuove consapevolezze, e quella che sono ora. Credo di essere sulla strada giusta, la mia. 

Credit Micaela Parente, Unsplash

Moda ecobio e capi vintage

Sono lontana dall’essere la perfetta ecologista come Leo (Di Caprio) che salva le foreste ma provo a fare del mio meglio per rispettare questo pianeta che è casa, nel mio piccolo e con le mie risorse. Sbaglio come chiunque perché non posso conoscere tutto. Durante il mio percorso di ecologia interiore ed esteriore, ad un punto, ho portato maggiore consapevolezza anche all’abbigliamento. Da adolescente, mossa anche dalla rabbia di quell’età, ero concentrata sul rifiuto delle aziende da boicottare perché sfruttano i lavoratori, delle multinazionali che affamano determinati paesi del mondo.

Non ho cambiato idea – perché l’essere senziente va rispettato – ma crescendo ho cambiato atteggiamento e ho portato attenzione anche ad altro. Tra le varie cose, mi sono resa conto di non sopportare più addosso determinate stoffe, lavorate chissà come e in quali condizioni disumane. Sentivo la pelle soffrire, non respirare, per non parlare di quel paio di jeans cinesi finiti nell’indifferenziata perché puzzavano di petrolio dopo 200 lavaggi.

Credit Matteo Benegiamo

Si dice che chi cerca trova. Non ti dico la gioia quando ho scoperto delle magliette fighissime con stampe di animali, realizzate da diversi artisti, in tessuto ecobio (fibra naturale senza OGM, vuol dire che necessitano anche di meno acqua per il lavaggio). Me ne sono completamente innamorata (ho condiviso anche un post su instagram, sul canale @drinkfromlife e nelle Stories) perché rispettano l’ambiente, il cotone bio è favoloso e fresco e diffondono messaggi di consapevolezza che sono in sintonia con la mia filosofia di vita. (Sai cosa vuol dire questo? Che puoi far passare bei messaggi qualsiasi lavoro tu faccia).

Credit Matteo Benegiamo

Il messaggio del brand

Chi sono io? Questa è la domanda che i mistici si sono posti dalle notte dei tempi.

Noi terrestri, gente comune, immersi nella giungla urbana e assorbiti dai doveri, dimentichiamo la nostra vera natura, quella selvaggia, pura, libera, impalpabile. Quella che non si fa incatenare, libera dagli schemi, dai compromessi. Lì, in quello spazio primitivo, risiede il nostro potere autentico, che dobbiamo liberare insieme al nostro alleato più grande: lo spirito guida che ciascuno di noi ha, il daimon (se ti piacciono i film fantasy ne avrai sentito parlare).

Fidarsi del proprio daimon significa ritornare integri, ridiventare Manymal. Perché quasi nessuno ce lo dice ma l’altra metà della mela va cercata in noi stessi, non altrove. Solo integri, al pieno delle nostre potenzialità potremo contattare i nostri talenti, permettere loro di emergere, condividerli con gli altri e completare la nostra missione terrestre (immagina due persone complete che si uniscono: una forza della natura!).

Ogni t-shirt racchiude il messaggio di una presa di coscienza, richiamando indietro, a noi stessi, alla fatidica domanda iniziale. Questa è la moda che mi piace, che non tende ad omologare (infatti le magliette sono a tiratura limitata e gli artisti si alternano) ma a diversificare. Che rispetta l’ambiente, è etica.

E prima, cosa c’era nel mio armadio? (E c’è ancora, a dire il vero)

Sono sempre stata molto/troppo ribelle (la mina vagante del liceo classico) e cresciuta fuori dagli schemi, in un ambiente molto particolare (nonostante i tentativi dei carissimi nonni paterni di rimettermi in riga 😀 ). I miei giovanissimi genitori sono sempre stati molti attenti ma non avevano la disponibilità e la voglia di darmi la pappa pronta. Me la sono sempre dovuta cavare sulle mie forze e questo mi ha permesso di attingere a una fonte inesauribile di creatività. Un esempio? Andavo con la mamma nei mercatini vintage e creavo il mio stile o mi tuffavo a capofitto nel suo armadio, o in quello della nonna e recuperavo sempre qualcosa di adatto a me, che loro mi cedevano felicemente.

Credit Alice Pasqual, Unsplash

Oppure c’era la cugina di secondo grado più grande di 10 anni, bellissima, che ad ogni stagione rinnovava il guardaroba hippie chic. E mandava bustoni a casa, ogni volta era una festa! Poi all’epoca ero magra quasi come un chiodo, non curvy (si dice così adesso, vero?) come adesso e mi andava proprio tutto (mi sono stancata però di essere sempre a dieta, lo devo ammettere!).

E poi, crescendo, ho iniziato a viaggiare e comprare abiti durante i viaggi, realizzati dalla gente del posto con quelle stoffe colorate e fresche che amo tanto d’estate. Oppure a swappare con le amiche, scambiando ciò che non usavamo più. Ridare nuova vita agli oggetti fa parte della mia filosofia creativa e ambientale. ♥

Credit Cam Morin, Unsplash

Conclusioni

Ti ho raccontato, in parte, la mia filosofia di vita che non è perfetta ma rispecchia ciò a cui tendo: una vita sana, armoniosa, dove ambiente, persone e animali vengono rispettati, e si rispettano. Mi piacerebbe conoscere la tua filosofia – non solo per quanto riguarda moda ecobio e capi vintage – e magari imparare qualcosa di nuovo o semplicemente ampliare lo sguardo perché se segui il blog lo sai: amo le differenze. ♥

Alla prossima puntata!

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Sara Chandana

Questo post contiene link di affiliazione. La maglietta che indosso nella foto è di Manymal, per gli ambassadors. Per vedere quelle super fighe e trendy con gli animali ti invito a navigare sul loro sito

Grazie a Matteo Benegiamo che riesce sempre a cogliere l’autenticità nella sua fotografia e non è da tutti.

 

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

18 Risposte

  1. Noemi ha detto:

    Io ormai da anni sono votata alla cosmesi naturale ed ecobio. Non sono ancora del tutto vegetariana ma praticamente non mangio quasi mai carne rossa perchè non riesco nemmeno a digerirla. Non sono ancora brava come te ma ci sto provando. prima o poi ci arrivo 😉

  2. Sara ha detto:

    Io piano piano sto cercando di acquistare solo prodotti ecobio e naturali ma devo dire che cambiare tutto in una volta non è semplice. A piccoli passi spero di cambiare in meglio.

  3. Silvia Faenza ha detto:

    Non sono brava come te nel rispetto dell’ambiente, ma nel mio piccolo cerco sempre di usare meno prodotti imballati con plastica, uso cosmetici realizzati con prodotti naturali e packeging biodegradabili, per i capi d’abbigliamento però non avevo mai pensato all’ecobio, quindi sono felice di aver scoperto questa linea.

  4. Alessandra ha detto:

    È lodevole il fatto che ti sforzi di vivere più in armonia possibile con l’ambiente. Io seguo su YouTube e Instagram Carotilla… Anche lei è molto sensibile a questo argomenti e in più ha ideato una linea di abbigliamento in armonia con la sua filosofia di vita.

  5. Salvare il mondo come Leo di Caprio non è semplice per noi comuni mortali, ma anche io come te credo che comunque qualcosa possiamo farlo tutti. Per esempio io uso da un paio di anni cosmetici naturali e non compro più da grandi brand di abbigliamento che notoriamente sfruttano il lavoro di donne e bambini. Per esempio per l’estate mi rivolgo a un negozio online che produce solo capi di abbigliamento di lino: l’idea è quella di prevenire lo spreco, per cui per esempio se vuoi un paio di pantaloni non sono già disponibili, ma vengono confezionati solo dopo aver fatto l’ordine.
    Ho dato un’occhiata al sito delle tshirt e ne ho viste alcune che mi piacciono molto. Ti chiedo un consiglio: prendi i modelli da donna o quelli da uomo? Perché io con le tshirt da donne asciutte asciutte mi sento fasciata come un salame e tendo a preferire i modelli da uomo, leggermente più “over”. Grazie 🙂

  6. Raffi ha detto:

    Sono sempre ammirata e incuriosita quando leggo storie come la tua, percorsi di consapevolezza così definiti. Io so che non riuscirei, ma ascolto, leggo, mi informo e spesso scopro che la realtà non è come ce la vogliono far credere. E quando posso cerco di agire condividendo quello che ho scoperto e che so. Questo è il mio modo di cambiare il mondo. Forse non è “attivo” come il tuo, ma forse sono solo all’inizio del percorso….

    • Sara ha detto:

      Sai Raffi poi credo che ciascuno trovi il suo modo, quello che si cuce addosso, su misura, e che permette di esprimersi al meglio. 🙂
      Magari il tuo è semplicemente un altro. Un abbraccio.

  7. Andrea Lo Manio ha detto:

    Che bello il tuo spirito molto affascinante e simile al mio, io ho fatto scelte diverse ma simli. Svuotando l’armadio ho regalato tanto ad amici e scambiato con qualche indumento che non usano più, ho messo anche annunci tipo subito.it o bakeca.it e ti diro’ Non è facile ma a volte ho trovato delle ottime, occasioni.

  8. Cla ha detto:

    Sono ancora molto lontana da una vita ecosostenibile. Piano piano ci arriverò! Cerco spesso prodotti ecobio e capi in materiali naturali.

  9. Annalisa ha detto:

    Anche io ormai da anni uso solo cosmetici naturali e prodotti bio e biodegradabili. Solo cibo biologico certificato, saponi naturali non schiumogeni etc. Ho provato anche diventare vegetariana. Ma ahimè, sai perché non sono riuscita? Soffro di gravi carenze, soprattutto sono molto anemica. E quindi invece di dare soldi alle case farmaceutiche ( non uso medicine di nessun tipo e mi curo con la kinesiologia) ho preferito lasciare la carne nel mio menù. Poca, e mai derivante da allevamenti intensivi. Può sembrare un discorso strano il mio. Ma purtroppo siamo nati carnivori, e nel mio caso riesco ad assimilare molto dalle proteine animali. E soprattutto in gravidanza, non potevo provare mia figlia di elementi essenziali per il corretto sviluppo del feto.

    • Sara ha detto:

      Ciao Annalisa, che bel percorso e grazie per averlo condiviso. Non so se siamo nati carnivori o erbivori (tendo per la seconda ma nella vita lascio sempre un margine di dubbio anche per via di quello che sto per scrivere) ma quando c’è di mezzo la salute meglio non rischiare se hai avuto questi problemi, sempre ascoltarsi. Secondo me alcune persone non sono portate ad essere vegetariane, hanno bisogno della carne. Sarò impopolare tra i miei amici vegani ma la penso così.

  10. Gia ha detto:

    Sinceramente nell’abbigliamento non sono troppo attenta all’ecobio e questa è una pecca a cui voglio piano piano ovviare

  11. MARTINA BRESSAN ha detto:

    Molto bello questo articolo, e complimenti per questo tuo spirito. Io cerco nel mio piccolo di fare qualcosa come acquistare detersivi e prodotti per la casa che ecologi, e naturali, e detersivi alla spina.
    Guardo con molto piacere questo sito internet, e magari ci scappa anche l’acquisto, perchè sono dei valori molto vicini ai miei.

  12. Simona ha detto:

    Cara Sara, con te scopro sempre cose che non credevo esistessero! Le magliette ecobio sono una vera rivelazione e non che da te non mi aspettassi sorprese del genere da te ma resto sempre un po’ sorpresa. Io ho sempre avuto un debole per il vintage ma devo dire che riesco molto più facilmente all’estero che in Italia. Un po’ perché forse non sono preparata sul dove cercare e un po’ perché forse nei miei dintorni non c’è molto questa mentalità. Per il resto anche io uso la coppetta e ne sono felicissima! Piccoli passi che spero un domani mi porteranno ad essere il più naturale possibile!

    • Sara ha detto:

      Ah che cosa carina hai detto. A me piace scovare cose strane, o particolari, ma mi viene naturale.
      Hai ragione, il vintage in Italia non offre più tanto. Ricordo che anni fa trovavo capi molto originali nei mercatini e tornavo a casa, con la mamma, carica di buste. Adesso devo proprio selezionare. In Germania avevo trovato delle belle cose però e pure in India.

  13. anna ha detto:

    la moda ecobio sta avendo successo, anche per qunto riguarda le scarpe e deo dire che a me la cosa non dispiace affatto

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