Deserto di Zagora o deserto di Merzouga?

Merzouga
Deserto di Merzouga, Erg Chebbi. Credit Thomas Vuillemin, Unsplash

 

Il deserto richiama da tempi immemori l’attenzione dell’immaginario collettivo. Viene spesso associato ad un luogo mistico, misterioso, fiabesco. Chi giunge in Marocco, spesso e volentieri, desidera unire la scoperta di una o più città imperiali, di spot fotografici anche, all’esperienza del mare di sabbia. Così viene definito il deserto dal popolo Amazigh. Attraverso la presente guida cercherò di supportarvi, nella scelta tra deserto di Zagora o deserto di Merzouga (con un piccolo bonus finale sul deserto di Agafay). 🙂

Errori da evitare

Prima di addentrarci nella scelta tra deserto di Zagora o deserto di Merzouga, consideriamo brevemente alcuni errori più generali da evitare, nell’organizzazione di un viaggio in Marocco.

Spesso i turisti fai da te si affidano ciecamente alle mappe online, che consultano con il fine di controllare distanze e tempo di viaggio, anche quando scelgono di appoggiarsi a professionisti del settore. Da un lato è comprensibile il desiderio di effettuare una supervisione sul proprio programma e controllare tali mappe. Ma è anche bene tenere presente che chi vive e lavora sul campo, ha sempre un bagaglio importante di vita, esperienza e professionalità al riguardo. E una vista acuta sul territorio.

Non è paragonabile l’esperienza di chi noleggia una macchina in un paese che non conosce, a quella che un autista professionista permette di vivere ai suoi passeggeri. Quest’ultimo permetterà loro di viaggiare in tempo utile ed in sicurezza, sia per se stessi che per la popolazione locale. Egli conosce il territorio, i limiti di velocità, le regole, i punti più delicati del percorso, le strade alternative, i punti panoramici lungo il tragitto, quelli migliori per sostare. Non c’è nulla di male a viaggiare in modo indipendente, può rivelarsi una bellissima esperienza. L’importante è non farlo con superficialità. E non avere la presunzione di saperne di più di chi in quel campo di lavora. 🙂

Noi viaggiatori indipendenti prendiamo, talvolta, sottogamba il fattore sicurezza. Affidandoci, in molti casi, un po’ troppo al fato e al buon cuore dei popoli ospitanti. Perché contare tanto sull’ospitalità di un popolo?

Fidati di Allah, ma lega il tuo cammello. Detto arabo

Ricordiamoci -lo dico sempre anche a me stessa- che è il viaggiatore consapevole ad impreziosire, al suo passaggio, il paese ospitante e non il contrario. Certamente, chi viaggia con amore e rispetto, tornerà a casa con un bagaglio interiore incredibilmente prezioso. E forse degli amici che durano più del tempo di un selfie o di uno scatto rubato, perché stabilirà delle relazioni disinteressate e che durano nel tempo.

Deserto di Zagora (per viaggi brevissimi)

Il deserto di Zagora dista a circa 7 ore di fuoristrada, guidato da autista professionista, da Marrakech. Il servizio mappa riporta meno di 6 ore per 350 chilometri. Tuttavia, il fattore orario dipende dal mezzo, dai posti di blocco (che sono numerosi), ovviamente dalle soste. Sempre meglio tenersi un po’ larghi con i tempi.

Infatti, una persona che non conosce il territorio, e non è preparata a tante ore di viaggio e a tenere la soglia dell’attenzione molto alta, impiegherà più tempo. La strada per giungere a Zagora, è la stessa che conduce a Merzouga, ma il viaggio termina qualche ora prima. Lasciandosi alla spalle Marrakech -la città ocra- si procede attraversando il passo Tizi n’Tishka e la maestosa catena montuosa dell’Alto Atlante (a chi soffre fortemente di mal d’auto, si consiglia di portare xamamina o simili perché il passaggio montano potrebbe risultare impegnativo).

Per raggiungere il deserto si attraversa e supera Zagora, deviando poi dalla strada principale e percorrendo una manciata di chilometri in macchina. Qui le dune sono dolci, basse. Non siate delusi dalle loro dimensioni, perché la luce del sole, che cambia nel corso delle ore, permeerà il paesaggio di una suggestione indimenticabile. Non scorderò mail il soffice mare di sabbia il cui colore variava dall’oro al rosa tenue, trasmutato dalla forza naturale del tramonto. Il bellissimo accampamento con confortevoli tende, i letti con i materassi comodi, come non avevo mai provato in vita mia, e le lenzuola immacolate.

L’esperienza nel deserto di Zagora è consigliata a chi ha pochi giorni di viaggio a disposizione.

Un piccolo appunto sul deserto “non turistico”

Poiché talvolta qualcuno lo chiede: da Zagora è anche possibile allungare il tragitto (e quindi anche il viaggio) e raggiungere Erg Chigaga, una distesa di dune lunga 40 km, dopo essere passati da un villaggio (preferisco non scrivere il nome). Si tratta di un luogo non turistico, ma riportato sulle guide. Personalmente non lo consiglio nei tour. Non credo che noi viaggiatori dobbiamo andare ovunque. Ci sono delle dimensioni che possiamo lasciare incontaminate, o quasi, immerse nella loro laica sacralità. Destinazioni in cui è meglio arrivino in pochi, con gentilezza.

Lo dico con cognizione di causa. Infatti, sono salentina. Nella mia terra, esistono destinazioni molto significative per noi autoctoni. Ho visto gli effetti dell’overtourism e, in alcuni, non ci torno più. O lo faccio raramente.

 

Zagora

Zagora. Credit Marvin Meyer, Unsplash

Deserto di Merzouga – Erg Chebbi (per viaggi brevi ma non troppo)

La strada che conduce al deserto di Merzouga è altamente scenografica. Essa attraversa la catena montuosa nell’Alto Atlante e paesaggi cangianti. Il servizio online maps riporta una durata dalle 8 alle 10 ore per percorrere 600 chilometri da Marrakech. Considerate i fattori precedenti e diluite i tempi.

Qui le dune sono alte e spettacolari, sfiorano i 150 metri!

Talvolta è stato banalmente etichettato come deserto turistico. In effetti, una parte sembrerebbe dominata da corse in 4×4, moto, gite in quad e ritiri di yoga occidentalizzato. Ma se si va oltre le prime impressioni, questo luogo ruberà il cuore. Il suggerimento è quello di fermarsi almeno due, tre notti. Soprattutto in bassa stagione (ma anche in alta stagione il suo magnetismo vi colpirà, non temete!) accompagnati da professionisti locali. A quel punto, dedicandogli il giusto tempo, il deserto di Merzouga offrirà un sapore genuino e magico.

La prima volta mi sono fermata qui 5 notti, ospite di una meravigliosa famiglia del deserto (anche quando siamo ospiti ricordiamoci, prima di tornare a casa nostra, di offrire -anche insistendo- un contributo perché non è dignitoso sfruttare il buon cuore e il senso di ospitalità in nome di un viaggio low cost, mi raccomando). Poi ci sono tornata ancora e ancora…

Per la lunghezza del tragitto, e anche per godere pienamente il tutto, è consigliabile visitare l’Erg Chebbi nell’arco di un viaggio in Marocco di almeno una settimana.

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Deserto di Merzouga. Credit Megan Schultz, Unsplash

Deserto roccioso di Agafay (per chi predilige la toccata e fuga in Marocco)

A pochi chilometri da Marrakech è situato il deserto roccioso di Agafay. Esso presenta un paesaggio surreale, capace di donare ai visitatori l’impressione di trovarsi su un altro pianeta. Viene oramai considerato il deserto turistico per eccellenza. Un tempo qui era possibile rigenerarsi dalla confusione colorata di Marrakech e godere la quiete della natura e il silenzio notturno. Per me è stata una bellissima esperienza raggiungerlo e sostarci durante la pandemia. In accampamento eravamo solo in tre: la sottoscritta, un giovane marocchino ed una donna russa. Non scorderò mai i momenti vissuti insieme: la cena intorno al fuoco, la musica della playlist di Soufyane, le nostre risate, familiari e fragorose, come se ci conoscessimo da sempre. Il momento in cui ci siamo allontanati dal fuoco per ammirare, al buio, la luna piena che ci appariva come una benedizione. Negli ultimi anni, a causa dell’impennata del turismo di massa, è cambiato molto. Gli accampamenti si sono triplicati ed è diventato un luogo di svago, con piscine, corse di quad e spettacoli con il fuoco.

Il deserto roccioso di Agafay è l’ideale per chi ha in programma di trascorrere pochi giorni a Marrakech, come un weekend lungo in Marocco. Si può vivere anche solo l’esperienza del tramonto e di una cena o fare glamping.

Agafay

Deserto di Agafay. Credit Kostas Fotiadis, Unsplash

Zagora, Merzouga o Agafay?

Il deserto di Zagora, per via della distanza, è indicato per chi ha a disposizione meno di 5 giorni in Marocco. Va bene un pernotto, arrivando da Marrakech. Il deserto di Merzouga, molto più scenografico, è consigliato a chi ha almeno una settimana a disposizione. La strada da Marrakech è lunga, considerate circa 12 ore di viaggio per raggiungerlo: l’ideale è fermarsi almeno due notti. Mentre il deserto roccioso di Agafay, ormai decisamente troppo turistico, rappresenta un’esperienza da vivere per chi si ferma solo un weekend, ideale per una cena al tramonto o un pernottamento. Detto questo, siete liberi di fare quello che preferite. Come scegliere Merzouga se avete meno di una settimana a disposizione, ed un solo pernotto. Ma il viaggio risulterà molto stressante. Adesso avete le informazioni: decidete voi.

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Conclusioni

Su questo blog non si ama edulcorare le mete. Inoltre, è molto importante che tutti monitoriamo costantemente il nostro modo di viaggiare e di entrare in confidenza con i luoghi che visitiamo. Non c’è niente di male nel vivere anche esperienze turistiche, (il turismo responsabile è un ottimo modo di viaggiare) quello che conta è vivere e muoversi con consapevolezza e porsi da esseri umani gentili nei confronti dei paesi visitati e delle loro popolazioni (non solo in Marocco) informandosi prima di partire, mantenendo comunque uno spazio per accogliere nuove conoscenze e amici. Solitamente, per vivere esperienze non turistiche ci si ferma nei luoghi più a lungo, dedicando del tempo di vita al viaggio, alle persone. Infatti, non è sostenibile prendere un aereo e andare in un altro continente per due giorni, pretendendo di vivere esperienze local.

I miei contatti:

hello@drinkfromlife.it      Ig @sarainmoroccoland

Per i tour in Marocco: saharaviewtours@gmail.com

Buon viaggio! 🙂

Sara

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Sara

Anima vagabonda, amo aggirarmi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o deserti sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore. Mi trovi anche sul progetto Sahara View Tours.

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