In viaggio con Angelo Bonnot Calianno

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    Credit Angelo Bonnot Calianno
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Oggi vi presento Angelo Bonnot Calianno, scrittore e fotografo free lance: sono molto onorata di averlo intervistato per il blog. Vi lascio subito al suo messaggio.

Ciao Angelo, benvenuto su drinkfromlife!
Ti seguo da qualche mese, dietro suggerimento di un’altra viaggiatrice, intervistata a sua volta per drinkfromlife, e ti stimo molto per quello che fai. I tuoi sono davvero viaggi consapevoli e vorrei che ti conoscessero anche i lettori e le lettrici del blog.

Racconti qualcosa di te a chi ancora non ti conosce?

Ciao Sara, grazie a te di avermi invitato. Sono Angelo Bonnot Calianno, ho 40 anni. Sono pugliese di origine, ma dai 18 ai 30 ho vissuto un po’ ovunque: Londra, centro America, Africa, varie zone di Italia. Volevo conoscere il mondo, oggi è lo stesso, ho semplicemente cambiato “base” tornando nella mia città di origine, in campagna.

In autunno e inverno scrivo e fotografo come reporter Free Lance, di recente soprattutto da zone di guerra. In primavera ed estate lavoro come guida turistica in Puglia, sfruttando i miei studi e il fatto di parlare un’altra lingua.

Credit Angelo bonnot Calianno

I tuoi sono viaggi molto particolari: come scegli le tue mete?

Sono tanti i fattori che mi fanno scegliere la meta. Prima di tutto la mia curiosità, più non conosco un Paese, più non ne sento parlare, più è grande la voglia di andarci. In secondo luogo, devo basarmi sul mio lavoro, cerco quei luoghi dove la gente non ha voce, luoghi di conflitto poco coperti dai media.

Un altro fattore sono quelli che io chiamo “segni”. A volte mi capita di vedere libri, film, di conoscere gente di uno Stato di cui sapevo pochissimo prima, allora penso che sia arrivato il momento di andarci. Per alcuni posti,ovviamente, devo anche sentirmi pronto e sufficientemente preparato, come nei casi di Afghanistan e Chad.

Credit Angelo Bonnot Calianno

La prima volta che ci siamo sentiti ti trovavi in Chad. Ti va di raccontarci qualcosa di quei giorni?

Il Chad è stato un viaggio duro, prima di tutto perché non potevo prepararmi in alcun modo, non sapevo cosa avrei trovato, in occidente non si riuscivano a reperire notizie. Ero l’unico bianco che si spostava per strada, chi ci va, normalmente si muove con scorte diplomatiche ecc.

Come tanti Paesi africani è affascinantissimo, con una cultura tribale antica ed uno dei deserti più belli del
mondo. Tanta gente però muore ancora di fame, lì 80% della popolazione è malnutrita, nel Paese dilaga la corruzione e negli ultimi anni, gruppi terroristici come Boko Haram, hanno portato nuove ondate di violenza a questa povera gente.

Tutto quello che dici è molto toccante,a tratti insostenibile. Ti muovi, solitamente, attraverso zone molto delicate. Di solito come ti sposti durante i viaggi?

Io amo spostarmi con i mezzi locali, bus, automobili, principalmente via terra. Ho trovato gli aerei sempre un po’ asettici, adoro passare i confini, vedere come cambiano.

Credit Angelo Bonnot Calianno

Con quale tipo di persone entri a contatto?

Chiunque possa intervistare. Gente del luogo ovviamente, autorità civili e religiosi, chiunque abbia voglia di raccontarmi di sé e del suo Paese. A volte è capitato di parlare con gente affiliata al terrorismo o al crimine locale.

Sei molto coraggioso, guidato da un forte amore per la verità. E dove alloggi in viaggio, cosa mangi?

Cerco di dormire in guest house che usano i locali. Mi tento lontano dalle cosiddette “Golden Cage” usate dagli stranieri. Ultimamente, se ci riesco, affitto un appartamento, magari nella capitale di uno Stato e poi mi sposto nel resto del Paese usando piccole guest house.

Spesso mi faccio anche ospitare o uso il Couchsurfing. Mangio tutto quello che la cucina locale offre, soprattutto per strada.

Un paese che ti ha compito particolarmente?

Viaggio da tanto, non riesco a pensarne uno solo. Posso dirti che alcuni mi hanno rapito il cuore, sicuramente l’Iran, Il Messico e l’Afghanistan.

Ci racconti un momento di viaggio particolarmente significativo per te?

Il post-attentato a Kabul, in Afghanistan. Vicino alla casa che avevo preso in affitto, un terrorista suicida si fece esplodere con un’ambulanza. 3 miei amici rimasero uccisi in quell’attentato, io ed altri amici ci precipitammo sul luogo avendo davanti una scena che, normalmente, nessun essere umano dovrebbe vedere durante la sua vita.

Il contrasto tra un Paese così ospitale, dalla gente così di cuore, che vive costantemente con la precarietà che tutto può finire da un momento all’ altro, penso che mi abbia segnato per sempre.

… Hai ragione, sono scene che nessuno mai dovrebbe vivere.

Credit Angelo bonnot Calianno

Ci doneresti un insegnamento che hai ricevuto in viaggio e che ti porti dietro per la vita?

Ne ho ricevuti e ricevo tanto. Principalmente ti direi il rispetto del luogo che si visita, per la sua gente. Non importa se magari, culturalmente, riteniamo incomprensibili alcuni modi di fare, sono i loro e ci convivono da millenni.

L’altro è sicuramente la consapevolezza che, qualsiasi problema noi possiamo avere in occidente, è un problema inesistente nella maggior parte dei luoghi che ho visitato. Mi ha insegnato a prendere la vita con più forza e ritenermi fortunato, ogni mattina, per quello che ho.

Viaggiando mi sono resa conto che non tutti i passaporti sono uguali, così come ho potuto osservare, in svariate occasioni, che non tutti i cittadini vengono trattati nello stesso modo ai controlli. Hai notato anche tu qualcosa del genere?

Sì assolutamente, io viaggio continuamente in luoghi dove ci sono delle persone ben accette ed altre meno. La gente della maggior parte delle Nazioni dove sono stato, non può lasciare il proprio Paese perché “indesiderata” dagli Stati Occidentali, e quindi scappa. Io stesso, al momento, visto il
mio passaporto, non potrei entrare in Israele o Stati Uniti.

Sul tuo sito senza codice.com pubblichi notizie che reperisci personalmente, e senza intermediari, riguardo i luoghi che visiti. Viaggiando, nel mio piccolo, ho notato che non tutte le notizie arrivano in modo preciso in Italia. Alcune non arrivano affatto. Vuoi dirci qualcosa in merito?

Purtroppo, quella delle notizie è una faccenda molto complicata. Io penso che la “rivoluzione” parta da chi legge. Provo a spiegarmi, ti faccio l’esempio dei media Italiani, sia giornali che television; la maggior parte dei giornalisti non sono nel luogo dove accadono le cose.

Per parlare di Siria, Iraq, Iran, se ne stanno comodamente in un albergo a 5 stelle a Istanbul. Per non parlare di quei giornali (alcuni italiani molto conosciuti e venduti), che prendono le notizie dai giornali esteri, le traducono e le pubblicano.

Oggi abbiamo internet, una grande fonte di informazione, ma che si sta rivelando un guazzabuglio di notizie prese a caso. Se chi legge e compra un giornale lo fa sulla base consapevole, se chi trova una “fake news” la segnala, i giornali si adegueranno di conseguenza. Il lavoro del freelance oggi in Italia, che è l’unico ad essere davvero sul posto, è relegato ai margini dell’informazione.

Dove sei adesso e qual è la tua prossima meta?

Ora sono a Beirut, sto seguendo le proteste che stanno infiammando le piazze negli ultimi mesi. Tornerò in Italia dopo e successivamente, sto pianificando la Siria o l’Iraq, dipenderà da come si evolveranno le cose laggiù.

Se dovessi lasciare un messaggio alla community di drinkfromlife, ed al mondo, cosa diresti?

Di non fidarsi mai di quello che vi raccontano, andatelo a vedere con i vostri occhi. Lasciate a casa pregiudizi e stereotipi, rendetevi conto da soli di quella che può essere la verità e preparatevi a poter cambiare opinione sulle cose.

Angelo, grazie di cuore per il tuo contributo! Sei veramente degno del nome che hai. Ho letto e riletto quello che hai scritto e le tue parole hanno lasciato un segno nel profondo.

Grazie di cuore anche ad Annalisa per la connessione.

I contatti di Angelo:

Angelo “Bonnot” Calianno
Instagram: @angelobonnotcalianno
Facebook: senzacodice.com
Website: www.senzacodice.com

Alla prossima puntata con drinkfromlife e tanti viaggi consapevoli per tutti, fuori e dentro di noi.

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Sara Chandana



Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

9 Risposte

  1. anna ha detto:

    Pazzesche le coincidenze a volte 🙂 Angelo è un amico carissimo che viene dal mio paesino in Puglia, una persona che stimo profondamente, coraggioso non si ferma davvero a nulla. Fa anche delle foto meravigliose! Insomma, complimenti davvero per averlo intervistato.

  2. Annalisa ha detto:

    Il modo di Angelo di scrivere e raccontare, il suo punto di vista, le sue foto magnifiche sono per me fonte di ispirazione. Le mète dei suoi viaggi sono sempre particolari e ciò che le contraddistingue é la scarsa copertura mediatica oppure il successivo oblio come ad ad esempio per l’Afghanistan.
    Angelo fa categoria a sé: non è solo un viaggiatore, né solo uno scrittore o fotografo, Angelo è prima di tutto una persona speciale che ha una infinita passione per luoghi e persone con delle storie da raccontare

  3. Raffaella ha detto:

    Grazie di aver intervistato Angelo. Non lo conoscevo, ma ora che ho scoperto il suo sito continuerò a seguirlo: il lavoro di testimonianza che fa con i suoi viaggi e le sue foto è prezioso.

  4. Clara ha detto:

    Le foto, le parole, la bellezza ruvida di Angelo. Grazie Sara per averlo ospitato qui. È un grande dono che ci avete fatto.

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