Inseguendo le ombre dei colibrì – le avventure di Paolo e Lindsay in giro per il mondo su una simil-Vespa

  • 9_Foto_Celebrativa_10000km_Kazakistan
    Kazakistan
  • 6_PanamaCity
    Paolo e Lindsay a Panama City
  • 12_Altro_campeggiog
    Campeggio in Tagikistan con sfondo afgano
  • 13_Sulla_mitica_strada_del_Pamir_Tagikistan
    Strada del Pamir Tagikistan
  • 7_Jebel_Shams_Oman
    Jebel Shams, Oman

Mi affascinano da sempre le storie delle persone e mi piace ancora di più ascoltare e condividere le esistenze di chi ha seguito il proprio intuito e il proprio cuore per realizzare i suoi desideri. Oggi ti presento Paolo e Lindsay, due viaggiatori straordinari che girano il mondo on the road. Da Pordenone all’Australia, passando per l’India – e tanti altri posti – non si sono fatti mancare nulla.


Ciao! Benvenuti su drinkfromlife!

Chi siete, volete dirci qualcosa di voi e soprattutto: siete felici?

Buongiorno a tutti, siamo Paolo e Lindsay una coppia italo-canadese che da quel lontano Febbraio del 2011 in Laos, luogo del nostro incontro, non ha smesso di essere felice.

La vostra storia mi ha incuriosita, avete intrapreso 3 viaggi in su una simil -Vespa in giro per il mondo. Com’è nata l’idea di muovervi così?

È nata dopo una quantità impressionante di treni, autobus, passaggi di sconosciuti in diversi angoli del globo. Il desiderio di muoversi con maggiore indipendenza c’è sempre stato, dopo un tentativo fallimentare in sella ad una bicicletta, sono arrivati i periodi di noleggio prolungato di motociclette di fabbricazione cinese nel sud-est asiatico. Il passaggio al nostro amato scooter simil-Vespa, è stato quasi inevitabile.

Paolo e Lindsay a Panama City

Dove avete viaggiato?

Il primo viaggio ha preso il via a Budoia in provincia di Pordenone il 15 Settembre 2012 e si è concluso a Melbourne nel Novembre 2013, 14 mesi e 40.500km. La lista dei paesi è lunga: Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Nepal, Thailandia, Malesia, Singapore, Indonesia, Timor-Est e Australia.

Il secondo viaggio tra Settembre 2014 e Maggio 2015, ha avuto come partenza e arrivo la città di Vancouver (Canada) dove io e Lindsay viviamo. In otto mesi e 23.000 chilometri abbiamo attraversato Messico ed il Centro America raggiungendo Panama. Da lì siamo risaliti battendo strade non percorse durante la discesa.  Le nazioni: gli Stati Uniti attraversati in maniera molto frettolosa, Messico, Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Honduras, Belize.

Il terzo ed ultimo della serie è partito nel Dicembre 2016 da Dubai e dopo tredici mesi si è concluso a Budoia. Dopo gli Emirati Arabi, la magia dell’Oman. Un inconveniente burocratico ci ha costretti a saltare l’amato Iran ed iniziare il nostro peregrinare in Centro Asia giungendo in aereo a Bishkek in Kirghizistan.

Da lì abbiamo girovagato per le repubbliche centroasiatiche (Kirghizistan, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan) varcando confini a ripetizione e realizzando quello che era un sogno che avevo (Paolo) fin da ragazzino. Dopo aver attraversato il Mar Caspio a bordo di un traghetto, siamo sbarcati in Azerbaigian e da lì abbiamo proseguito verso Occidente; Georgia, Turchia e Grecia.

Lo sbarco a Brindisi e la risalita della nostra splendida penisola hanno, ancora oggi, qualche cosa di magico.

Qual è il primo ricordo intenso di viaggio che vi salta in mente?

Credo che questa domanda abbia una risposta variabile a seconda del momento. Le esperienze di viaggio creano un archivio immenso di immagini, emozioni e ricordi. Quando arriva una domanda come la tua, un elemento a caso viene pescato.

Direi le conversazioni con gli ex membri delle gang a San Salvador (alcune di esse riportate nel libro) ed un cielo stellato nel deserto omanita lungo la via per Salalah.  Se ci si sofferma troppo (come sto facendo io in questo preciso istante), sembra quasi che tutti i fotogrammi raccolti nei giorni di viaggio facciano a gara per impressionarti ancora una volta.

Drinkfromlife e l’India hanno una connessione particolare: com’è stato per voi attraversare questo paese?

Con l’India, come senz’altro sapete voi amanti del subcontinente, si raggiungono livelli di intensità inarrivabili. Entrammo passando il mitico valico di confine Wagha-Attari tra Pakistan ed India. Quello che seguì, fu un trionfo lungo 12.000 chilometri fatto di colori, odori, profumi, incazzature, divinità, modernità, architettura, sapori.

Raggiungemmo Kanyakumari scendendo lungo la costa occidentale e risalimmo lungo quella orientale fino a Calcutta. Varanasi, quasi alla fine della nostra cavalcata indiana, rimane il luogo che più si è impresso nella memoria. La varietà culturale indiana genera nel viaggiatore una forma di dipendenza dalla quale è molto difficile staccarsi.

Un universo del quale chi si innamora (e non tutti ci cascano, anzi abbiamo incontrato gente che odiava tutto ciò che era indiano), non può che venire attratto come fosse una calamita e sa che prima o poi vi farà ritorno.

E adesso passiamo al punto forte! Inseguendo le Ombre dei Colibrì è il libro nato durante uno dei vostri viaggi. Cosa ci potete dire al riguardo?

Era da qualche tempo che ronzava per la testa l’idea di mettere un po’ d’ordine a taccuini pieni di informazioni raccolte durante i vari viaggi. Unirli ai ritagli di giornale spiegazzati, agli articoli online salvati sul computer, ai resoconti di conversazioni con giornalisti o esperti oppure con la gente comune che i paesi attraversati li vive quotidianamente.

Rientrati dal Centro America quella che era una semplice idea è diventata realtà. Per motivi di spazio si è preferito raccontare dell’esperienza in Messico, Guatemala e El Salvador. L’interesse per la storia, l’architettura, i problemi attuali, e la passione per il contatto umano, vera benzina che alimenta la mente dei viaggiatori, hanno trovato casa tra le pagine del libro.

Qualche curiosità riguardo il processo creativo sviluppatosi intorno al vostro libro?

Una gioia pazzesca. L’emozione di rivivere il viaggio per una seconda volta, attraverso una rilettura profonda ed attenta di tutto il materiale e l’analisi delle migliaia di fotografie, è valsa tutta la fatica che l’esercizio della scrittura notoriamente comporta.

Vi confesso che sogno da tempo di andare in Messico e Guatemala, avete un aneddoto da raccontare riguardo il viaggio attraverso queste terre?

Il calore del popolo messicano non lascia scampo e la cultura indigena guatemalteca affascina ed è in grado di sbigottire anche il viaggiatore con molta esperienza. Tutto questo tesoro culturale si incastra in paesaggi da favola, costituiti di monti, vulcani, laghi e foreste con una spruzzata di architettura coloniale ed un panorama culinario di prim’ordine soprattutto in Messico.

C’è chi pensa che viaggiare sia una roba da ricchi… Come sostenete i vostri viaggi?

Io sono programmatore web e Lindsay è infermiera quindi eliminiamo subito il concetto di ricchezza. Più che una “roba da ricchi”, direi che è una cosa che richiede una certa pianificazione e parecchi sacrifici durante i periodi in cui non si viaggia. Noi viviamo una vita molto ma molto semplice quando non siamo in movimento, risparmiando il più possibile.

Pochissime uscite, nessun mezzo auto o moto da mantenere,  e attività gratuite come lunghe camminate e tour in bicicletta. Durante il viaggio, l’ospitalità della gente (una cosa che non smette di stupire ed emozionare) e tante tante notti in tenda, consentono di abbattere i costi dell’alloggio che costituiscono buona parte del budget.

Campeggio in Tagikistan con sfondo afgano

Viaggiando mi sono resa conto che il mondo non è solo il posto pericoloso che traspare dai notiziari e dai tg… cosa ne pensate?

Tralasciando, come è ovvio, le località martoriate da conflitti (su tutti Yemen e Siria) direi che le possibili situazioni di pericolo possono essere evitate dai viaggiatori con un minimo di buonsenso. Situazioni di pericolo comuni a molte nazioni che proprio per questo non dovrebbero scoraggiare nessuno dal mettersi in viaggio. Altra cosa è la situazione per chi in certi posti ci vive e non è solo di passaggio.

Strada del Pamir Tagikistan

Stiamo per salutarci, volete lasciare un messaggio per i lettori e le lettrici di drinkfromlife?

La prima è di continuare a seguire il blog e le tue avventure e la seconda è quella di continuare a viaggiare, per un giorno o per un anno intero, non importa. Quel che conta è costringere il nostro cervello a stupirsi (nel bene e nel male) davanti ad una nuova cultura, un nuovo paesaggio, una nuova lingua.

In Kazakistan abbiamo incontrato un viaggiatore inglese di 83 anni, intento a praticare il suo russo e ancora in grado di impressionarsi davanti all’architettura sovietica nonostante decenni di viaggi in ogni angolo del globo. Brioso e curioso. Seguiamo tutti il suo esempio.

Jebel Shams, Oman

Grazie ragazzi, è sempre piacevole e interessante scoprire nuove storie! Buon tempo e buon viaggio!

Se hai letto l’intervista e desideri acquistare il libro Inseguendo le Ombre dei Colibrì puoi trovarlo su Amazon e approfittare dello sconto di questi giorni 🙂

Potrebbe anche interessarti Itinerario on the Road in Puglia

 

 

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

29 Risposte

  1. Anna Di ha detto:

    E’ stato bello leggere questa intervista, due ragazzi normali che amano viaggiare, forse come tanti di noi, ma che affrontano il viaggio con il desiderio di stupirsi. Questo è ciò che ho colto dalle tue parole. Girare con quella Vespa poi, deve essere una cosa meravigliosa. Invidio la loro temerarietà, da amante delle due ruote!

    • Sara Chandana ha detto:

      Le chiamo interviste a persone normali che fanno cose straordinarie. 🙂
      Hai colto perfettamente. 🙂
      E poi c’è il messaggio agli altri: di osare, realizzare i propri sogni del cuore perché con impegno e determinazione si possono realizzare.

  2. Giulia ha detto:

    Bellissima intervista, ci fa vedere il mondo con altri occhi. Li invidio molto per il coraggio…

  3. Nicoletta ha detto:

    Bellissimo leggere quest’intervista. Di chi viaggia in questo modo (e a lungo) ammiro sinceramente la capacità di essenzializzarsi e fare a meno dei comfort. Bravi!

  4. sheila ha detto:

    molto bella questa intervista grazie davvero per queste belle emozioni

  5. Che fortuna aver letto il tuo articolo, mi sono appassionato e l’ho letto con molto interesse. Il fatto che sia sotto la forma di intervista lo rende ancora più simpatico.
    Evviva i viaggi!! – Paolo

  6. Sara ha detto:

    Bellissima intervista, l’ho letta molto volentieri. Vi ammiro tantissimo per la vostra voglia di osare sempre, cosa che ha me manca molto.

  7. Sabina Samogin ha detto:

    Complimenti per l’intervista Sara. Sono meravigliata dalle avventure di Paolo e Lindsay in giro per il mondo, anche perché Budoia è qui vicino, in Friuli, io vivo in Veneto, è sapere che dei mie quasi-conterranei affrontano questi viaggi fantastici è bellissimo, con lo spirito mi sento quasi partecipe.

  8. ViaggiPossibili ha detto:

    Carina questa intervista! Per molti versi è vero che il viaggio apre gli occhi sull’esagerazione dei pericoli che pensiamo ci aspettino dietro l’angolo… forse per una donna sola questo discorso vale meno. Ma in generale sono d’accordo!

  9. Stefania ha detto:

    bella intervista! viaggiare in questo modo sarà più scomodo ma le esperienze che si vivono non sono paragonabili a chi fa viaggi “normali”

  10. Gia ha detto:

    Mi muovo spesso con lo scooter in città e non solo in estate ma quando vado in vacanza voglio la comodità…non fa per me.

  11. sabrina barbante ha detto:

    Queste due persone mi insegnano, oltre alla bellezza dei loro viaggi, un messaggio speciale: quando incontri qualcuno che appoggia e condivide un tuo pezzo di follia, potrebbe essere il tuo compagno vi vita e di viaggio per sempre, quindi inseguilo in tutti i modi.

  12. Francesca Maria ha detto:

    Davvero molto avventuroso .. Non è il mio genere di viaggio preferito ma questi due ragazzi sono da considerare davvero un mito =)

  13. Cristiana ha detto:

    Che bella intervista, l’ ho proprio letta volentieri. Anche il libro mi incuriosisce.

  14. Raffi ha detto:

    Che meraviglia questo post. COnoscere la vita dei blogger mi affascina molto. Spesso leggo i loro post, ma traspare poco della loro vita e di quello che fanno prima di viaggiare o al ritorno dai loro viaggi. Ora sono curiosa di leggere il libro.

  15. Silvia ha detto:

    Un’intervista molto interessante, io non ho mai viaggiato in moto, e invidio molto il viaggio intrapreso da queste sue persone, molto avventuroso e coraggioso!

  16. Martina Bressan ha detto:

    bellissimo questo articolo intervista. Che avventure quelle di Paolo e Linsday. Mi sono meravigliata quando ho letto delle loro avventure in America: otto mesi tra Messico ed il Centro America raggiungendo Panama, e anche quello in Medio Oriente tra Emirati Arabi e Oman. Davvero belle avventure molto bravi!

  17. Manuela ha detto:

    Ma che bell’intervista e che belli voi…continuate così a farci sognare sulla vostra due ruote!

  18. Un’intervista molto interessante. Ci vuole molto coraggio a mettersi in gioco così, per girare il mondo senza limitazioni derivanti da insicurezza per il domani o paure. Ci vuole molta fortuna a poterli fare in due animati dallo stesso spirito.

    • Sara ha detto:

      Vero, fortuna e coraggio sono un connubio vincente. Ma sento che il coraggio solitamente è premiato e che ognuno un po’ si crea la propria fortuna.

  19. Dani ha detto:

    Che intervista interessante, un modo di viaggiare davvero originale e fuori dagli schemi, un’avventura continua

    • Sara ha detto:

      Viaggiano davvero oltre gli schemi. Anche se questa modalità di viaggiare non è per tutti i piacciono perché insegnano a perseverare nei sogni e realizzarli.

  20. Gia ha detto:

    Deve essere un’esperienza davvero divertente e unica. Forse anche un po’ scomoda per certi versi ma penso che ne valga la pena

    • Sara ha detto:

      Sicuramente è necessario lasciarsi alle spalle tutte le comodità. Esperienze del genere richiedono minimaismo ma la ricompensa poi è molto alta, immagino. 😀

  21. Bella intervista e che vita avventurosa questi ragazzi! Però, davvero, se si vuole veramente viaggiare il fattore economico può essere secondario e ci sono tanti modi di viaggiare.

    • Sara ha detto:

      Si, molti pensano che viaggiare sia roba da ricchi. Non è così! Io stessa rinuncio alla vita mondana per viaggiare e, una volta partita, lavoro pure mentre sono fuori. I soldi sono davvero secondari, poi c’è chi si lamenta e non vuol fare nemmeno il minimo sforzo. 😀

  22. Simona ha detto:

    Tu sai quanto amo le interviste. Permettono di scoprire sempre nuove persone appassionate del viaggio. Loro poi lo fanno in Vespa questo viaggio incredibile e lo rendono ancora più unico!

    • Sara ha detto:

      Le interviste sono, infatti, un pretesto per far raccontare agli altri le loro storie. Sono felice di aver ripreso tra le mani questo vecchio progetto dei Realizzatori di Sogni, perché tutti abbiamo un percorso degno di essere raccontato. E la storia di Paolo e Lindsay è davvero incredibile!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!