Il lato oscuro del viaggio – esperienze reali

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    Un viaggiatore per eccellenza: il piccolo principe
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Sara

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

15 Risposte

  1. Roberto Forcina ha detto:

    Beh, leggere di viaggi con aneddoti vissuti in prima persona fa capire anche il suo senso di adattamento. E tu ne hai da vendere!!!

  2. Sara ha detto:

    Quante avventure che succedono in giro per il mondo! L’importante è avere sangue freddo, perchè sono tutte esperienze costruttive e che fanno crescere.
    A chi ha una vita “classica” casa-lavoro-casa certe cose non succedono… ma sai che noia però! 😉

  3. Noemi Bengala ha detto:

    Hai fatto bene a raccontare l’altro altro del viaggio. Io personalmente credo che ci siano modi molto diversi di viaggiare. C’è il vacanziero e il viaggiatore. E per me viaggiare vuol dire vivere il luogo dove vado, fino in fondo, gioie e dolori compresi.

    • Sara ha detto:

      Credo che siamo in sintonia sulla modalità di viaggio. Sai, ho trovato un compromesso tra le due parti: viaggiatrice con momenti di vacanza che inserisco all’interno del viaggio avventuroso. 🙂
      D’altra parte capisco pure chi ha diverse esigenze.

  4. Clara ha detto:

    Oh, le disavventure in India dalla caotica e aggressiva Delhi, soprattutto se la giri a piedi e non hai una rupia in quel momento, e ci sono 40 gradi e tutti ti si appiccicano addosso per fregarti, ma tu imperterrita lotti 😉 alla stazione dei treni di Chennai/Madras dove per ben 3 volte un simpaticone indiana mi ha dato dei pizzicotti sul culo – all’epoca avevo commesso l’errore di girare con un vestito, lungo, ma forse troppo trasparente per i canoni indiani; poi sono passata ai salwar kameez, ma era ancora il mio primo viaggio – e alla quarta volta, gli ho agguantato la mano molesta, e ho urlato come una pazza. Sono stata subito circondata dalla folla, e son comparsi due poliziotti. Io, il molestatore di fanciulle, e i due sbirri siamo finiti in un ufficio di sopra, con vista sui binari. I poliziotti volevano strappare il biglietto di ManoLunga e impedirgli così di tornare a casa, doveva fare anche lui un lungo viaggio, io mi sono limitata a dirgli, ora mi chiedi scusa, ma non come se fossi una qualunque, ma come se fossi tua mamma o tua sorella. Il tipo mi chiese scusa, e tutto si risolse. In India, non mi sono mai sentita in grave pericolo o difficoltà, ma ci sono stati episodi difficili o spiacevoli, e devo dire che la gente del luogo è sempre stata fantastica. Ricordo persino un odiato poliziotto di Bombay che una volta bloccò il traffico mastodontico per farmi attraversare e mi aiutò persino a trovare un risciò per portare un cane randagio urgentemente bisognoso di cure da un veterinario. O ripenso con amore al cerchio di donne indiane sconosciute che sempre a Bombay il mio primo anno di vita là in occasione di una festività religiosa e di grande caos per strada mi cinse per proteggermi da eventuali “fastidi”, e girammo per strada tutte insieme… e tanti altri viaggiatori in India hanno condiviso storie simili. L’India è un posto generoso e crudele, e forse a volte ci dimentichiamo quant’è grande fisicamente… anche con un risciò in Sud India, credo sempre a Chennai, ebbi una brutta esperienza, che si risolse con me che scesi dal risciò di sera – era buio – e prontamente presi un sasso e glielo tirai contro… al risciò, non al driver… penso che viaggiare affini anche la capacità di reagire, che solitamente a me manca, ma in India ho sempre i sensi allertati, ma non significa affatto essere tesi o altro, assolutamente. Solo che bisogna tenere gli occhi aperti.
    Apri l’occhi, no?
    In altri posti in Asia, come Laos, Thailandia e Indonesia mi sono sempre sentita a casa, super sicura, e non ho mai subito fregature, né tentativi di “accalappiamenti” vari come in India, ma in India sono degli artisti, anche quando vogliono benevolmente infinocchiarti. Quanti chai bevuti nei bazaar, con gente che voleva vendermi di tutto, ma in contesti sempre amichevoli.
    Devo però dire che non sono mai stata derubata di averi o portafogli o zaini e altro, non solo in India, ma in nessun posto in Asia: invece in Italia – e non a sud, ma a nord – sono stata derubata due volte!!! Una a Ravenna, una a Forlì, città abbastanza tranquille tra l’altro… ma capita, ovunque, e comunque.

    Anch’io non amo molto le foto eccessivamente patinate che vedo ogni tanto in rete, soprattutto quando riguardano l’India che un po’ conosco: quando giravo per Delhi ero sempre sporca, sudata e vestita malaccio, mah! Ma ognuno filtra la realtà come vuole, e il viaggio è anche una grande illusione.

    Scusami se ho invaso il tuo spazio, cara amica mia, ma mi hai stuzzicato… dovremmo fare una serata io e te di racconti e aneddoti indiani 🙂

    E condivido la scelta di essere una viaggiatrice con qualche piacevole momento di assoluta vacanza!

    Bello il tuo post, se non si era capito che mi era piaciuto.
    ps. non rileggo quindi forse ci sarà qualche refuso

    • Sara ha detto:

      Clara, che avventure! E mi piace tantissimo leggerti, sei così autentica. Ne hai tante da raccontare, non vedo l’ora di condividere davanti un caffè o un chai o un bicchiere di vino rosso. 🙂

  5. Le disavventure fanno parte di ogni viaggio ma, col senno di poi, i viaggi più sfigati sono quelli che noi ricordiamo con più piacere.

  6. sheila ha detto:

    nel 2003 ho fatto il cammino di santiago. all’epoca non c’era lo smartphone o la connessione internet eravamo ancora pellegrini genuini. non ti dico le difficoltà che abbiamo avuto essendo partiti a febbraio. tra neve improvvisa diluvi universali vento folle abbiamo percorso tutto il cammino in un mese deperendo come non so cosa visto proprio le fatiche fatte. abbiamo anche incontrato a logrono un vecchio che si spacciava per hospitaliero e che voleva derubarci e chissà cosa ancora per cui si. ci sono sempre lati oscuri nei viaggi. in tutti i viaggi.

    • Sara ha detto:

      Caspita, Sheila! Che avventura! So che il cammino non è semplice e sicuramente, anni fa, era ancora più tosto. La tecnologia ci ha semplificato tantissimo la vita. Grazie per questa tua condivisione, mi piace leggere lati belli e forti dei viaggi.

  7. Simona ha detto:

    Povera Sara quante te ne sono successe! c’è da dire però che questo significa allo stesso tempo che hai viaggiato tanto e hai vissuto appieno. La vita, così come il viaggio, è fatta di belle e brutte esperienze che in un modo o nell’altro ci insegnano sempre qualcosa!

  8. Nicoletta ha detto:

    BRAVA!!! Posso farti un applauso? Tutti quelli che dicono che amano viaggiare ma non sono mai andati al di là del solito villaggio non hanno idea del fatto che il Viaggio sia in realtà anche FATICA, sudore, impegno, e molto molto spirito d’adattamento. Nel mio articolo (posso linkarlo? https://www.viaggiatoripercaso.com/un-viaggio-fai-da-te-10-consigli-pratici/ ) concludo dicendo che se vuoi organizzare un viaggio fai da te, soprattutto, devi essere sempre pronto ad affrontare gli imprevisti. Non te li sto ad elencare, ma ogni viaggio me ne ha portato almeno uno, eppure tutti questi imprevisti sono quelli che racconto più volentieri al ritorno, di solito ridendoci sopra, e quelli che hanno reso il mio bagaglio di viaggiatrice più ricco e… leggero, perchè ora sono sempre più pronta ad affrontarli!

  9. Lost Wanderer ha detto:

    Hai proprio ragione, nessuno racconta mai delle sue brutte esperienze online, un po’ perché non “fa figo”, un po’ perché si tende sempre ad edulcorare le esperienze quando si raccontano, omettendo che il brutto sta in agguato.
    Ammiro il tuo coraggio e la tua voglia di non abbatterti davanti alle prime difficoltà e al tuo istinto di sopravvivenza!

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