Cosa fare a Barcellona in 24 ore – la mia visita lenta con colpo di scena notturno

Barcelona It was the first time that we met Barcelona. How can I forget the moment that you stepped into the room. You took my breath away Condividi il Tweet

Cantava il mitico Freddy Mercury con la sua voce stratosferica.

Barcellona ha rubato il cuore anche a me che ci sono stata poche ore. Mi trovavo sulla via di ritorno in Italia dopo un periodo di totale immersione nella natura della Catalogna. Nonostante sia contraria alle visite veloci ho trovato il mio modo di viaggiare lenta anche in questo caso. Ci sono occasioni che vanno colte al volo, così come ho fatto con Istanbul e Doha

Semplicemente rinuncio alla pretesa di vedere tutto il possibile facendo un tour de force, scelgo una zona della città in questione e mi godo quella con lentezza. Mi dico che è meglio avere un assaggio come si deve invece di stressarmi trottando da una parte all’altra e poi non ricordare nulla.

Solo poche ore a Barcellona e me ne sono innamorata. Voglio tornarci, magari in dolce compagnia. Cosa fare a Barcellona in 24 ore? Te lo racconto subito.


Sono arrivata in bus da Sanillés, a circa un’ora e mezza, dopo essermi svegliata all’alba. Era ancora buio. Quando l’autobus è arrivato al capolinea ho salutato quelli che erano stati i miei compagni d’avventura per 10 giorni. Non ero sola, c’era M., un altro italiano del gruppo.

Casa Batlò all’improvviso dai finestrini del bus

Che fare? Senza sfatare gli stereotipi sugli italiani – ci sono condizionamenti piacevoli da tenersi – siamo andati al bar vicino a fare colazione con caffè e cornetto, prima di rilassarci al parco. 🙂

Parco della Ciutadella

A passi lenti mi sono trascinata nel parco, il polmone verde della città.

In origine, la zona era una fortezza militare fatta costruire da Filippo V. Successivamente, complice la Revolución de Septiembre del 1868, fu ceduta alla borghesia dal generale Prim, il quale ordinò di farne un parco aperto al pubblico. Una statua nel parco lo immortala.

Camminavo per il parco come se mi stessi muovendo all’interno di un sogno. Seguivo M. che era già stato lì. Abbiamo costeggiato il Castillo de los tres Dragones – Il Castello dei 3 Dragoni-  che ospita il museo di zoologia dal 1820. Gli animali imbalsamati non mi interessano ma la costruzione, dall’esterno, ha esercitato su di me un certo fascino.

Chiacchierando, siamo arrivati al laghetto. Gli alberi, le anatre e le barchette che scivolavano sull’acqua sembravano impregnati di serenità. Il sole contribuiva a rendere la visita ancora più piacevole. Dopo una breve sosta, ci siamo spinti fino alla Cascata Monumentale.

In seguito ho scoperto che Gaudì, da giovane, aveva contribuito al progetto dell’architetto Josep Fontseré. Allora ero solo piacevolmente stupita da quell’opera d’arte, dai cavalli dorati in cima e i draghi che facevano, ai miei occhi, da custodi allo spazio.

Ho assistito a scene deliziose: un gruppo di pittori che la ritraevano dal vivo, uno sciame di biciclette in tour nel parco, una classe di tai-chi. Mi chiedo dove siano finite le foto di quei momenti. Salendo le scale a sinistra della cascata, ho visto artigiani vendere opere con le proprie mani, avvertendo un moto di simpatia nei loro confronti.

Ricordo anche di aver costeggiato un enorme Mammut mentre il cielo blu sovrastava le nostre teste. Uscendo, ci siamo diretti verso l’Arc de Triomf e lì abbiamo fatto i salti di gioia.

Ad attenderci c’era una grande festa, nel viale antistante l’Arco. Si trattava di un evento, organizzato dal consiglio municipale d’immigrazione, che coinvolgeva i popoli del mondo. Abbiamo curiosato tra le bancarelle e mi sentivo allegra e piena di vita. Io che non amo le grandi città ho subito avvertito che, a Barcellona, mi sarei anche potuta trasferire per un periodo! E lo penso ancora. Chissà.

Allo stand del Perù con un Ojo de Dios in mano

La Sagrada Familia

Dopo una puntatina in ostello per riposare, lavarci e congiungerci al gruppo italiano (che si trovava, come noi, in Spagna per un training) sono uscita con nuovi compagni di avventura, alla volta della Sagrada Familia. La sua vista mi ha stecchita, io l’ho amata subito! Non potevo togliere gli occhi di dosso dall’opera mai conclusa di Gaudì. La gettonatissima basilica sembra un fantastico castello di sabbia costruito da mani di giganti, intarsiato da preziosi particolari.

La Sagrada Familia non ha bisogno di presentazioni

Guardavo l’opera avvolta da un’aura creativa e pensavo:” Tutto questo era un sogno nella mente di Qualcuno. Un sogno, sognato, immaginato e realizzato. Come sarebbe il mondo se ciascuno di noi realizzasse i propri sogni invece di chiuderli nei cassetti?“.

Io e un pezzettino della Sagrada Familia

Forse non lo sai ma è possibile acquistare su internet i biglietti ad accesso veloce per vivere un’esperienza indimenticabile e senza stress. 

Parc Güell

Uno dei simboli più stravaganti, e preziosi,  di Barcellona è il grande parco progettato da Gaudì. Eredita il nome dal suo committente che ricevette l’ispirazione durante un viaggio nel Regno Unito. Ah quante ispirazioni i viaggi! I due amici non potevano immaginare che il parco sarebbe diventato un bene tutelato dall’Unesco.

Gaudì sceglie di creare rispettando le forme naturali. In questo senso, la mano dell’uomo non violenta la natura ma la compenetra e le forme dolci e ondulate elle sue architetture ne sono la testimonianza. Inoltre egli trasforma la Muntanya Pelada, la collina del Monte Carmelo che ospita il parco, in un luogo ricco di vegetazione, un ecosistema in grado di accogliere anche gli animali.

Amo l’arte a servizio dell’ambiente naturale.

Un panorama alternativo da Parc Guell

Siamo arrivati sulla grande croce che si trova in cima al parco giusto in tempo per ammirare il tramonto che incendiava Barcellona, godendo lo spettacolo della città dall’alto. Un artista di strada suonava dei pezzi rock e le sue note si levavano nell’aria, lievi. Tanta gente intorno, preveniente da tutto il mondo.

Tempo di tapas

Verso sera ci siamo ricongiunti al resto del gruppo per un apericena. (Detesto questa parola ma rende l’idea). Un amico di M., che vive a Barcellona, ci ha portati in uno dei tanti localini tipici a mangiare le mitiche tapas! Ricordo una carrellata di tapas, molte anche vegetariane, a solo 1,50 il pezzo.

Colpo di scena notturno

Dopo cena eravamo in 4 amici al bar… anzi in piazza, a chiacchierare allegri in penombra, con 2 lattine di birra San Miguel. Vicino a noi altre comitive facevano lo stesso. Improvvisamente si è materializzata dal nulla una donna, con la classica scusa dell’accendino.

Era un agente di polizia, in borghese. Ci ha spiegato che è vietato bere alcolici per strada e ha compilato, severa, una multa. Poco dopo, camminavamo amareggiati nella notte spagnola, quando un ragazzo italiano ci ha fermati per strada, molto trafelato.

Dopo una storia fantascientifica, appellandosi alla solidarietà tra connazionali, ci ha chiesto i soldi per il biglietto del bus. Noi lo abbiamo aiutato, tra mille dubbi. C’era qualcosa che non ci convinceva. A quel punto abbiamo deciso di chiuderci in ostello. Ne avevamo abbastanza! La mattinata seguente ci avrebbe attesi il volo per l’Italia. Arrivederci Barcellona cara, tornerò.

Dove dormire a Barcellona

Ho dormito presso l’ostello ROOM018BCN super pulito e ultra moderno. Pagando nientepopodimenochè 14.90 (al momento costa 12.90 euro) in dormitorio misto (ogni letto ha una presa per il cellulare) con colazione super abbondante inclusa e wifi. I bagni hanno anche gli asciugacapelli in dotazione.

Indirizzo: Carrer de La Pobla de Lillet 18, Barcellona

Mail: info@room018barcelonahostel.com

Alla prossima avventura!

xxx

Sara

 

 

 

 

 

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine, nei porti o nei borghi a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

10 Risposte

  1. Veronica ha detto:

    Avete visto un sacco di cose in poco tempo. Ho letto con grande curiosità anche per conoscere il colpo di scena notturno!

  2. Francesca Maria ha detto:

    sono stata diverso tempo fa e la mia esperienza all’arrivo non è stata delle più felici .. non te la sto nemmeno a raccontare .. però è una città bella e che merita sicuramente una seconda visita =)

  3. Sabina Samogin ha detto:

    Ti dico solo che ancora prima di finire il tuo articolo ho cercato i voli per Barcellona, complimenti per l’articolo mi ha conquistata, di nuovo!!

  4. Raffi ha detto:

    amo molto Barcellona e devo dire che leggere questo pot con l’ideale colonna sonora di sottofondo cantata da Freddy Mercury mi è piaciuto molto. Tra l’altro le cose che hai visto sono quelle che amo di più…

  5. Greta ha detto:

    io a Barcellona non ci sono mai stata , questa per m è una guida molto interessante….. ti ringrazio per le info utili

  6. Pass for Two ha detto:

    Un ottimo metodo per ottimizzare i tempi ma allo stesso tempo non rendere la visita banale cercando di fare tutto e niente, bravissima 🙂

  7. Michele ha detto:

    Ho visitato Barcellona a maggio, mi è piaciuta moltissimo, in particolare la Sagrada Famiglia e Parc Guell.

  8. Eugenia ha detto:

    Bellissima la tua guida| Io adoro Barcellona, ci sono stata 2 volte e vorrei ritornaci ancora! E non solo perché sono una fan di FC Barcellona ma perché amo lo spirito di questa città meravigliosa, i capolavori di Gaudì e paella!

  9. Rita Amico ha detto:

    Barcellona è una delle mie mete preferite, sorprese a parte comunque…

  10. Julia ha detto:

    L’ho visitata abbastanza bene fermandomi quattro giorni interi Anche se ci sarebbe ancora molto da scoprire. Concordo con te che anche se si ha un solo giorno a disposizione vale sempre la pena!

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