La cassettiera dei sogni: se hai dei cassetti pieni di sogni aprili! Lasciali volare!

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C’era una volta una ragazza che vestiva sempre di nero e ascoltava musica rock.

Aveva tanti sogni nel cassetto e si districava attraverso i fili di una vita impegnativa: lavorava 12-13 ore al giorno per cifre esigue perché i datori di lavoro volevano così, si prendeva cura di una grande casa, cucinava per sé e la sua famiglia e in tutto questo doveva anche trovare il tempo per prendersi cura di sè stessa. Abituata, fin da ragazza, a conquistarsi sempre tutto rimboccandosi le maniche, era cresciuta prima del tempo.

Credit Joshua Fuller

Nonostante l’indole dolce, era nervosa e non riusciva più a reggere quei ritmi troppo veloci, poco umani. Eppure le voci della società continuavano a dirle cose del tipo:

Cerca un lavoro fisso! Senza una laurea non vali nulla! Costruisciti una famiglia! Porta a casa uno stipendio! E nonostante lo stipendio che avrai non arriverai a fine mese!

E così via. Queste voci erano diventate troppe e lei iniziò a confonderle come sue nella testa mentre la voce interiore diventava sempre più flebile. L’ansia aumentava e in alcuni momenti si sentava strana, aveva le vertigini, le mancava l’aria. Solo dopo anni scoprì che questi momenti avevano un nome: attacchi di panico.

Faceva tanti colloqui, alla ricerca di quel famigerato posto fisso che non arrivava mai, nonostante l’impegno. Solo lavoretti svilenti che occupavano la maggior parte del tempo, con poco guadagno. Qualche parentesi di un lavoro più dignitoso ma i contratti duravano pochi mesi.

Eppure lei, da piccola voleva diventare una scrittrice, viaggiare, vedere il mondo, gioire delle bellezze della natura, dell’incontro con altri popoli! Sempre da piccola, a volte provava a meditare, chissà come mai era così attratta da questa cosa che ci chiamava meditazione. Dov’era finito tutto questo?

Cassetti. File e file di cassetti pieni zeppi di sogni. Ogni tanto ne apriva uno, seguendo l’invito della Voce Interiore. Ci sbirciava dentro e allora qualche sogno provava a saltare fuori, indomito. Il suo cuore batteva forte ma lei, in fretta, richiudeva il cassetto. Doveva andare a lavoro o cucinare o fare una lavatrice. Prima dei suoi sogni c’erano così tante cose da fare! Ci avrebbe pensato poi.

Uscire dalla zona di comfort

Credit Jared Rice

La routine era ormai sempre la stessa, le lamentele pure. Era sempre più nervosa. Non bastava più uscire nei locali per svagarsi, le sembrava tempo perso. Iniziò ad aprire i cassetti e, quando i sogni balzavano fuori, stava un po’ con loro che iniziarono a chiederle di essere liberati.

In quella cassettiera si sentivano imprigionati.

E così li ascoltò. Iniziò realizzando quelli che, alla sua mente, sembravano meno pretenziosi, più vicini. Rispose al bando per il Servizio Civile e superò le selezioni. Voleva a fare qualcosa nel sociale ma quell’esperienza le insegnò che per aiutare gli altri doveva prima aiutare se stessa altrimenti avrebbe solo amplificato il carico di dolore.

Poi, prese alcuni giorni di ferie, fece un biglietto e saltò su un treno.

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Era tempo di conoscere quel ragazzo affascinante conosciuto su MySpace, con il quale si sentiva da mesi per telefono e che la faceva sognare con la musica. Nei mesi successivi fece altri biglietti, prese altri treni, e andarono insieme ad un concerto. Poi lo seguì in una delle sue date, perché lui aveva una rock band. Si ritrovò, lontana da casa, in un albergo pieno di cantanti e musicisti, con i nani di biancaneve nel giardino. Le sembrava tutto così surreale e magico! E lui era così dolce.

Credit Herry Sucahya

 

Una notte, durante uno di quei viaggi, la portò in un luogo fatato, a vedere le luci della sua città dall’alto. Avvolti dal manto blu del cielo e dalla magia delle stelle, sognavano ad occhi aperti, giovani e uniti. Non sapevano che quel momento sarebbe rimasto impresso nei loro cuori per sempre e che, dopo qualche tempo, le loro strade si sarebbero divise, con grande dolore. Eppure, proprio quel dolore profondo la portò ad accettare l’invito di un’amica e varcare per la prima volta la soglia di un centro di meditazione gestito da una signora con il sorriso caloroso come un Sole in Terra.

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Ormai aveva perso lui, la sua vita era un disastro, cosa aveva da perdere?

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Quel giorno fece da spartiacque nella sua vita e segnò la fine di un capitolo e l’inizio di un altro. All’inizio era difficile meditare e lei era diffidente, poi piano piano iniziò ad avere fiducia e abbandonarsi a se stessa, alle nuove amicizie di meditazione, al Nuovo. Passavano i mesi, gli anni. Continuava ad aprire cassetti e man mano che saltavano fuori sogni cercava di realizzarli. Si rese conto di essere sempre meno arrabbiata e più sorridente e di riuscire a fare meglio le altre cose, anche se decise che alcune non andavano più bene per lei e altre si eliminarono da sole. Acquistò un cappottino rosso, e uno verde. I capi neri erano spariti dall’armadio.

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Arrivarono nuove esperienze, nuovi concerti, nuove amicizie, nuovi amori, storie importanti. Passarono gli anni, i cassetti si svuotavano e smise di riempirne di nuovi, a parte uno. Perché i sogni andavano realizzati appena possibile e un cassetto solo era più facile da gestire. Myspace cambiò e, nel frattempo, inventarono Facebook. Ritrovò amicizie d’infanzia e, dopo diverso tempo, quel ragazzo che tanto aveva amato. I due instaurarono una bella amicizia, che durò negli anni.

Lei amava viaggiare, esplorare, non solo l’Italia. In quegli anni era stata in diversi posti. E poi, un giorno, Realizzò il Sogno dei Sogni, un Re Sogno: l’India, una casa del cuore. E, al ritorno dal lungo viaggio, uscì fuori la sua vena artistica. Scoprì pure che sua mamma (non c’era più da tanti anni) sognava di visitare quella terra incredibile fin da ragazza. Forse per quello, una volta, le aveva regalato un piccolo arazzo con un elefantino, che tiene ancora in camera da letto, sulla finestra.

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Una sera, durante un festival al quale partecipava come volontaria, incontrò un Hippie Vagabondo. Parlarono tanto, molte cose in comune. Si rividero presto e lei stravolse la sua vita per questo amore inaspettato e dirompente. Lui aveva la chitarra sempre in spalla e insieme realizzarono tanti di quei sogni!  Viaggiarono tanto e la loro meta preferita era l’India che esplorarono in lungo e in largo, da Nord a Sud. Vissero in luoghi diversi: in Austria, in Germania, in Salento, in una comune. Seguirono per un po’, in giro per l’Italia, un maestro spirituale. Erano inseparabili eppure, a volte, nel corso degli anni, si separavano per giorni o mesi seguendo la loro Bussola Interiore, con tutti i pro e i contro che ne derivavano. Il loro amore fluiva, come la vita.

Credit John O Nolan

Durante una di queste parentesi di separazione molto lunga, il ragazzo di MySpace la chiamò. Voleva vederla in Salento. Affermava con decisione che quello era il momento esatto nelle loro vite in cui doveva accadere e insisteva su questo punto. Nonostante mille titubanze lei, alla fine, accettò. Non si vedevano da anni ma si volevano un bene pazzesco. Quando lui scese dal bus, una sera, il loro abbraccio improvviso annullò i Dieci Inverni in cui non si erano mai più visti (c’è da dire che, durante i suoi viaggi, lei spesso aveva avuto la sensazione di intravederlo tra la folla, persino in India).

Credit Annie Spratt

Anche lui, nel frattempo, aveva realizzato dei sogni e stava per concretizzarne altri. Per la gioia di ritrovarsi passarono ore ed ore a parlare e raccontarsi, per giorni, come sfondo diversi scenari del Salento. Parlavano fino a notte fonda, finché gli occhi si chiudevano da soli. Anche allora non sapevano che, a breve, le loro strade si sarebbero divise ancora. Invece di rivedersi come avevano deciso, nel tentativo di realizzare uno dei suoi sogni più grandi, lui dedicò ad esso tutte le sue energie, non nutrì quel legame e scomparve nel Nulla. Succede. Lei soffrì, a lungo. In quel periodo iniziarono ad andare storte tante cose, le si allagò pure la casa.

Era come se la vita, ancora una volta, le stesse dicendo di tornare a sé stessa e non contare su nulla di esteriore. Era tempo di ascoltarsi.

Credit Alif Ngoylung

Eppure quell’incontro le aveva insegnato tanto su se stessa, ricordandole com’era dieci anni prima e portandola a ricontattare parti di se stessa che aveva seppellito, ingiustamente, sotto chili e chili di polvere.

Credit Everton Vila

Inaspettatamente, quando le cose sembravano andare di male in peggio, ricomparve il Vagabondo Hippie, ricordandole piano piano altre cose importanti a cui lei teneva, e che aveva messo da parte.

La prese per mano, portandola davanti al comodino con l’unico cassetto che lei aveva tenuto in quegli anni, ricordandole di aprirlo perché i Sogni stavano ammuffendo. Lei sorrise, si tolse la vestaglietta grigia con le nuvole bianche, andò al  mercatino dell’usato e comprò un bel poncho rosso. La metamorfosi continuava.

Credit Vero Photoart

Il Vagabondo Hippie, in quei mesi di lontananza, aveva vissuto tante esperienze che lo avevano toccato profondamente e portato a far uscire il Meglio del Meglio di se stesso, per come era allora. Aveva viaggiato ma ad un certo punto aveva sentito di tornare. forse per sistemare delle cose nella sua vita, prima di ripartire ancora. Ma allora non sapeva ancora che sarebbe ripartito per realizzare il Sogno dei Sogni, il Re dei Sogni: un lungo viaggio in Sud America. Come tornerà non ci è dato sapere.

Credit Yeeter Conlan

Si abbracciarono, lei gli augurò Buona Fortuna, e si salutarono sorridendo.

E lei? Acquistò un biglietto aereo, per visitare una terra che sognava da bambina. Prima di partire decise di mettere a posto altre cose nella sua vita, sistemare il suo nido, realizzare piccole cose. Perché, per volare, è necessario affondare ancora di più le amate Radici, in modo che il ritorno sia dolce.

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Dieci Inverni probabilmente prese il largo su una grande nave, salpando mari sconosciuti, per realizzare i sogni che sognava. Con la macchina fotografica al posto della chitarra, magari non per sempre. Lei gli mandava benedizioni e aveva la sensazione che non fosse mai andato a trovarla in Salento, e che tutto accadde in un sogno.

Credit Ishan

Storie umane si intrecciano, di Realizzatori di Sogni. Seguire il proprio Anelito è fondamentale, con coraggio e una dose di follia. Amare ma non permettere alle relazioni, a niente, di ostacolare il proprio Cammino lungo la realizzazione dei sogni, della propria missione personale, perché chi deve restare ci sarà e chi vorrà andare, andrà.

Credit Andrea Reiman

Ci sono cose da fare insieme, altre da soli anche se soli non siamo mai e sul cammino ci sono tanti alleati ad aspettarci, per percorrere un pezzo di strada insieme. Fluire con la Vita che siamo.

Se hai dei sogni nel cassetto liberali! Lasciali volare!

Libera chi sei. Tu puoi vivere la vita che desideri, come questi personaggi strambi di un Gioco chiamato Vita. Inizia a piccoli passi, se hai paura. Oppure per superarla salta direttamente! Un detto zen afferma che

Quanto salti la rete appare

E allora salta! È importante realizzare i sogni, liberarli dai cassetti, vivere quello che il tuo cuore anela fortemente. Sogni dopo sogni arrivi sempre più a te, alla tua vera essenza, finché tutti i sogni cadono e resti solo Tu.

Credit Jakob Owens

Hai un sogno da realizzare? Quale?

Ne hai realizzato uno che vuoi condividere?

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Sara Chandana

 

 

 

 

 

Sara

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

16 Risposte

  1. Clara ha detto:

    Che fiaba, e che vita! Grazie dell’intima condivisione.

  2. Nicoletta ha detto:

    Che bella storia.. sembra quasi una storia vera… dimmi che lo è!

  3. Ho letto il tuo racconto tutto d’un fiato. Mi sono commossa pensando ai miei sogni nel cassetto da troppo tempo e di cui quasi non mi ricordo più. Maria Domenica

  4. Cath ha detto:

    Che bella storia, emozionante! Chissà se anche noi riusciremo a realizzare i nostri sogni

  5. stella fabbrini ha detto:

    La meditazione ed il contatto con se sessi è fondamentale per realizzare il propri sogni. Se non sai chi sei e cosa vuoi è difficle andare da qualche parte.

  6. Sara ha detto:

    Io piano piano sto realizzando un mio piccolo desiderio che spero di portare avanti per molto tempo.

  7. Sabina Samogin ha detto:

    Bellissimo racconto, che sia la storia della tua vita o un racconto di fantasia non importa, ma è bellissimo!

  8. Raffi ha detto:

    Ho un sogno che vorrei realizzare: terminare il mio libro di racconti e pubblicarlo. Manca poco. C’è quasi tutto, ma devo solo concludere un racconto e trovare un editore…
    Avrei bisogno che un realizzatore di sogni si trovasse sul mio cammino e facesse un pezzo di strada insieme a me, per darmi la forza e il coraggio…

  9. Francesca Maria ha detto:

    Io di sogni nel cassetto ne ho tanti ..
    Non so se riuscirò a realizzarli ma penso sia un modo per essere sempre “operativi” e “positivi” averne .=)

  10. Veronica S. ha detto:

    Quante emozioni che ho provato; grazie per le tue parole e il tuo racconto (o la tua storia), credo che mi rimarrà non solo nella testa ma anche nel cuore.
    Il mio sogno da bambina era quello di vivere a Londra, ci sono riuscita anni dopo ma non era come me lo aspettavo… A volte la realtà è come uno schiaffo in faccia. Questo pero mi ha portato a conoscere la persona con cui condivido le mie avventure, amici meravigliosi, mi ha fatta crescere e mi ha fatto conoscere una cultura differente. E vivo ancora in UK con altri ogni nel cassetto a cui pian piano lavoro.

  11. Valentina ha detto:

    Anch’io di sogni da realizzare ne ho tanti, alcuni ci ho provato e non ci sono riuscita, altri ci provo, ma non basta crederci, provarci, o mettere energie. Serve anche la botta di…fortuna, per realizzarli. Speriamo di volare, anche non fino alle stelle, anche più basso, ma di farlo.

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