Un caffè per l’anima: I Viaggi della Cafetera

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    Credit Vincenzo Rusciano
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La cafetera è il simbolo della ribellione ai modelli di vita standard che vengono accettati senza un perché e che generano esseri infelici, è il simbolo di coloro che scelgono di vivere più che di lasciarsi vivere ed è la paladina della calma in un mondo dove le cose vanno troppo di fretta per poter essere apprezzate #cafeteraglobal

In Nepal

Era un mattino d’ottobre, un paio di settimane fa. Avevo impacchettato il mio inseparabile zaino viola. Nel giro di un’ora avrei lasciato l’hotel a Marrakech per tornare alla volta di Essaouira, città poetica di vento e gabbiani, dove trovo ispirazione per scrivere.

L’ultima volta che lasciai la città il mio cuore era sgualcito. A distanza di mesi ci stavo per tornare, radiosa di felicità.

E radioso era quel mattino che illuminava Piazza Jemaa El Fna di una luce quasi mistica. Scelsi, a sentimento, un piccolo cafe senza pretese, uno di quei luoghi che mi attirano sempre quando sono in viaggio.

Ho una sorta di radar: sono caratteristici, quasi da combattimento, ma dignitosi e puliti. Mi siedo ed ordino un caffè e pain au chocolat. In Marocco sanno fare molto bene il caffè e per una caffeinomane come me questa è una manna dal cielo.

Guardo la piazza, osservo le persone, mi ascolto. Come mi sento, sono felice di partire verso Essaouira? Si, si, si.

Sbircio le mail sul cellulare e mi strappa un sorriso una in particolare: Buongiorno dalla Cafetera 🙂

Oggi ti racconto I Viaggi della Cafetera e di Vincenzo Rusciano, autore del libro.

Vincenzo: la sua bio

… Ed ho avuto la fortuna e il coraggio di fare quello che volevo fare #cafeteraglobal

Vincenzo Rusciano nasce a Napoli, ma è cittadino del mondo. E non solo perché ha viaggiato in più di 60 paesi e lavorato in 7, ma perché lui crede fermamente in una missione: lasciare un mondo migliore di quello che ha trovato.

Il suo curriculum vitae è impressionante: parla 5 lingue, ha un MBA e non si fatto mancare nemmeno un discorso ai celebri TEDx. La sua cafetera è finita, addirittura, in un quiz Rai, durante il programma l’Eredità: quando viaggia, un signore di Napoli, ama fotografare la sua cafetera: vero o falso?

È istruttore di diving e musicista, ma anche creatore di due startups ed ha lavorato in multinazionali di prestigio. A questo punto è chiaro che abbiamo davanti una persona multipotenziale!

Ma la cosa che più mi ha colpita è la sua semplicità, unita alla capacità di arrivare al cuore e alla pancia. E questa è umanità, ce l’hai o non ce l’hai. E puoi affinarla sperimentando, e mettendoti in gioco, nella scuola aperta del mondo.

Nel deserto

Il libro di Vincenzo racchiude la sua visione e da esso traspare grande sensibilità. Ci permette di vedere il mondo attraverso i suoi occhi. Quelli di un viaggiatore vero, che ha attraversato e amato, il globo e guardato altri esseri umani negli occhi.

In Marocco

I viaggi della Cafetera: una storia al presente con sbalzi temporali

Mettiti comodo, apri l’anima e lascia che il mondo scorra dentro di te #cafeteraglobal

Questo è un libro non libro. Da un lato una sorta di scrigno antico e prezioso contenente sentimenti e storie, dall’altro un vero e proprio strumento interattivo.

Non mi ero mai trovata davanti ad un libro simile. Permette d’interagire con le geografie e l’anima del mondo attraverso il cuore, ma anche la tecnologia.

Non svelo altro, è tutto da leggere e vedere.

Perché il caffè?

La risposta è nel libro stesso:

A Napoli quando si accoglie una persona a casa, la prima cosa che si fa è offrirgli il caffè, è la forma di condivisione di un qualcosa di personale come le tazzine a cui si appoggia la bocca per bere, oltre alla caffeina che entra in circolo con la sua energia e favorisce la socialità #cafeteraglobal

La Cafetera a Napoli

Mi sono ritrovata totalmente immersa nella lettura, con una tazzina di caffè accanto, mentre una serie di emozioni si facevano strada dentro la pancia, il cuore, l’anima.

Anche in Salento il caffè è una forma d’accoglienza, è un connettore. Sarà per questo che ad alcune persone non piace, perché non amano svelarsi? Mi chiedo. Chissà.

Il viaggio

2004, Canada. Vincenzo ha 24 anni e lavora in una multinazionale ma si fa spazio in lui l’idea di acquistare un Round the World, il biglietto aereo che permette di fare il giro del mondo. Con il RTW si decolla, volando poi verso Est, e si atterra a Londra, con tappe intermedie.

É curioso come alcune persone trovino la felicità in questa struttura così standard mentre altri sentono la necessità di fare cose che non si sarebbero mai aspettati di poter fare prima #cafeteraglobal

Vincenzo parte, apre un blog e, nel giro di poco tempo, finisce su Repubblica e La Stampa.

Utilizzare il successo per qualcosa di buono

Tanto successo fa piacere, ma Vincenzo sente che la condivisione è importante.

Allora come oggi volevo fare qualcosa di significativo, seppur piccolo per qualcuno che da troppo tempo stava soffrendo ed erano i rifugiati Siriani. Erano anni che leggevo della guerra civile in Siria e tutto questo stava accadendo nell’indifferenza generale. E così mi organizzai per “fare qualcosa” #cafeteraglobal

Organizza una campagna di crowfunding abbracciando la causa dei rifugiati della Siria in Grecia, utilizzando la celebrità della Cafetera in viaggio. Il ricavato va ad una ONG.

La guerra, la fuga dal proprio paese e tutte le sofferenze sono circostanze molto serie, c’è poco da scherzarci su, tuttavia, volevo riuscire a trasmettere un messaggio molto semplice nella sua bellezza, un messaggio in controtendenza alle ostilità nei confronti dei rifugiati che stavano arrivando da varie parti d’Europa #cafeteraglobal

Man mano che leggo il libro di Vincenzo mi sento sempre più coinvolta, queste sono tematiche che mi scuotono e, sapete, non vorrei fosse il contrario.

La Cafetera a Machu Picchu

Non vorrei mai avere il cuore anestetizzato e non sentire perché ad ascoltare il dolore altrui, così come la gioia, puoi capire come vivere, muoverti nel mondo, come dare il tuo piccolo grande contributo.

Vincenzo racconta, nel libro, di una forte presa di consapevolezza e della sua esperienza nel campo di volontariato. Non mancano aneddoti vari di viaggio.

Viaggia tantissimo, e non per collezionare timbri, incontrando se stesso e il mondo. Ha messo piede a Budapest, Cernobyl. Ha fatto la Transiberiana. È stato nel deserto del Gobi ma anche in Nepal e India, Thailandia, Americhe e in posti che io ancora non vedo nemmeno con il binocolo.

La Cafetera a Stonehenge

Vincenzo, ne I Viaggi della Cafetera, scrive di questi luoghi con una poesia disarmante, ed una chiarezza interiore non comune. Dire che il suo libro è arrivato al momento giusto nella mia vita è poco.

Anche per questo sono qui a condividere su drinkfromlife, perché la bellezza deve essere sostenuta, come la generosità. Vorrei allegare altri stralci dal libro (che trovi anche in formato kindle) I Viaggi della Cafetera, scriverne ancora, ma è anche giusto fermarsi e lasciare a te il piacere di aprirlo, immergendoti nella sua lettura, scoprire.

Per approfondire puoi navigare sul blog La cafetera global e leggere le esperienze dei rifugiati. O, ancora, curiosare su facebook.

È anche un modo per dire loro: non siete dimenticati, vi vedo.

Il viaggio può insegnare tanto. A conoscere noi stessi e gli altri esseri umani nel mondo. Apprendere la geografia e la storia, toccare con mano il fenomeno delle migrazioni. Magari scoprire che sempre siamo stati nomadi e tutti insieme formiamo l’Umanità.

Conoscevi I Viaggi della Cafetera?

Alla prossima puntata con drinkfromlife e grazie Vincenzo, di cuore.

xxx

Sara Chandana

Leggi anche Il Lotus Temple in India: qui l’integrazione è di casa

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

34 Risposte

  1. Raffaella ha detto:

    Questi sono gli approcci che amo. Non conoscevo questo viaggiatore e adesso sono diventata una sua follower. Cercherò di contribuire a sostenere i suoi viaggi e i suoi progetti perchè lo merita davvero. Non posso che ringraziarti di averlo segnalato e di avermelo fatto conoscere. Grazie davvero.

  2. Valentina ha detto:

    Ma che storia meravigliosa che mi hai fatto scoprire! Non avevo mai sentito parlare di questo viaggiatore e della sua cafetera, ma mi ha già conquistato! Per le sue idee, per il suo modo di approcciarsi alla vita e al viaggio… Wow! Grazie per averne parlato!

  3. Sono davvero molto curiosa di leggere questo libro così introspettivo ma al contempo empatico e coinvolgente. Le poche frasi che hai citato mi hanno davvero rapita. E hai fatto bene a fermarti. Il piacere della scoperta vale anche per i libri, non solo per le destinazioni che scegliamo.

  4. Julia ha detto:

    Mi hai incuriosito un sacco con questo libro, anch’io devo dire che spesso offro un caffè ai miei ospiti, Sia che siano amici o anche persone che conosco da poco e sono da me e svolgere magari un semplice lavoro. Non sono di Napoli ma di Milano Ed è carino scoprire come questa sia una tradizione locale

  5. Monica ha detto:

    Mi hai aperto un mondo facendomi conoscere questo viaggiatore! Andrò sicuramente a visionare il suo blog

  6. viaggiapiccoli ha detto:

    ah ah…gia amo la cafetera…e ovviamente la mia foto preferita è quella con il Golgo di Napoli sullo sfondo

  7. Giovy Malfiori ha detto:

    Lo metto in lista tra i libri da comprare. Mia madre, quando passava dei periodi in Africa, era sempre provvista di una caffettiera così.

  8. Claudia e Mattia ha detto:

    Non conoscevo questo libro, ma mi hai davvero incuriosita. Lo metterò nella lista dei libri da acquistare. Grazie per la dritta

  9. Francesco ha detto:

    Bellissimo, non conoscevo assolutamente lui, né tanto meno questa affascinante storia. Grazie per il tuo contribuito, gli hai fatto guadagnare una copia venduta in più e un follower. Tanta stima per quest’uomo, una storia che riempie l’animo.

  10. Giada Capotondi ha detto:

    Ammetto che no, non conoscevo I viaggi della cafetera, ma la tua spiegazione e il tuo articolo mi hanno davvero incuriosita e lo inseriro’ certamente nella lista dei libri da leggere su Goodreads. E sicuramente curiosero’ sul blog e la pagina Facebook di Vincenzo!

  11. Sabrina ha detto:

    È sempre affascinante leggere i racconti di chi il mondo l’ha girato in controtendenza, non seguendo le masse ma seguendo il cuore. Raccolgo il tuo spunto e mi segno questo libro nella lista delle prossime letture, grazie di cuore!

  12. Annalisa ha detto:

    All’inizio, confesso, non avevo capito chi scrivesse, poi mi sono appassionata, ora vado a comprare il libro….grazie!!!

  13. M.Claudia ha detto:

    Non ho mai letto un libro che parla di viaggi, ma ho trovato questo molto affascinante. Grazie per avermelo presentato

  14. Isabella ha detto:

    Amo leggere, ma generalmente non mi fermo mai sui libri che parlano di viaggi. Questo mi sembra molto interessante, grazie per avermelo fatto conoscere

  15. Andrea Lo Manio ha detto:

    Avessi fatto la metà delle sue cose veramente un curriculum di tutto rispetto, così vedono cosa siamo capaci di fare noi del sud, non solo gente che non vuol far nulla anzi. Il problema al sud è la corruzione dilagante ma di gente di buona volontà ce ne sono tanti

    • Sara Chandana ha detto:

      Magari, nel tuo piccolo, ne hai fatte tante altre. 🙂
      La corruzione, c’è ovunque. Purtroppo. In alcuni posti più velata ed in altri meno. Ma questo è un altro discorso e non voglio spostarmi dal post.

  16. Gaia Luce ha detto:

    Che storia poetica e concreta al tempo stesso!
    È stato molto interessante leggere la storia di Vincenzo e del suo Viaggio di Vita, ancora di più per il modo coinvolgente in cui tu l’hai saputa raccontare. Approfondirò sicuramente.

    Per quel che riguarda il caffè… Io amo quello fatto con la caffettiera!! ❤️

    • Sara Chandana ha detto:

      Hai colto l’essenziale, è una storia poetica e concreta.
      Un uomo che, pur inseguendo i propri sogni, ha i piedi per terra.
      Il caffè con la caffettiera, anche per me, è il più buono. E caffè sia, di quelli buoni.
      E poi le cialde inquinano.

  17. Nicoletta ha detto:

    Che bella questa storia di Vincenzo, un libro che sicuramente vorrei leggere, dalla sua visione c’è molto da imparare. è bellissima l’idea anche della caffettiera fotografata ovunque, proprio perché la caffettiera di solito rappresenta l’inizio della giornata, e mi dà l’idea che ogni luogo che visitiamo per la prima volta posso essere un nuovo inizio per noi!

  18. Veronica ha detto:

    Credo che il caffé visto come connessione tra le persone, sia una cosa tutta del Sud. Anche in Sicilia quando vai a casa delle persone, ti si offre subito una tazzina di quel liquido nero e amaro.
    Trovo molto interessante e soprattutto stimolante a livello spirituale e mentale, la storia di Vincenzo che non conoscevo prima e che voglio leggere assolutamente. Grazie per aver condiviso le sue parole.

  19. Silvia Faenza ha detto:

    Non conoscevo la sua storia, ma devo dire che ammiro molto Vincenzo e leggero il suo libro. Mi piace scoprire queste personalità piene di estro, vita e capacità che portano nel mondo una parte di loro.

  20. Valentina ha detto:

    Non conoscevo questi viaggi ne’ il suo blog e devo dire che è un grande personaggio. Non amo leggere libri di viaggi ma per questo farò eccezione.

  21. Simona ha detto:

    Bellissima la sua storia così come l’idea della caffettiera. PEr un napoletano in effetti racchiude un significato davvero importante che traspare nettamente dalle sue parole durante la vostra bella chiacchierata. Una nuova stupenda scoperta!

    • Sara Chandana ha detto:

      Ad una donna con una sensibilità come la tua potrebbe piacere molto questo libro! Anche per noi salentini il caffè è molto importante. E che non ci levino il caffè Quarta, ce lo portiamo in capo al mondo.

  22. gaia ha detto:

    Non conoscevo questo viaggiatore, ma non è la prima volta che nel tuo blog trovo una certa ricchezza, per questo non mi stupisco di leggere una storia cosi bella! Anche per me il caffè ha un certo significato, ma anche il the alla menta…E credo anche per te.
    Grazie Sara <3

  23. Anna ha detto:

    lo voglio leggere questo libro, leggendo il tuo articolo mi è venuto in mente il periodo in cui frequentavo un ragazzo di Roma (io sono di Genova) . Al ritorno in treno avevo conosciuto dei ragazzi napoletani che lavoravano presso un’azienda della mia città. Durante il tragitto avevano tirato fuori la loro “cafetera” e mi avevano offerto un caffè . Mi avevano spiegato tutta l’arte del vero caffè Napoletano

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