Detox digitale in viaggio: disconnettersi per riconnettersi:

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    Credit Damiano Baschiera, Unsplash

Quando ero bambina, e guardavo film come Ritorno al Futuro, ero estremamente impressionata dalla tecnologia mostrata sullo schermo, relativa a tempi futuristici. Dentro di me ero sicura che, in un modo o nell’altro, da adulta avrei visto qualcosa che si sarebbe avvicinata a quella realtà. E così, crescendo, mi sono divertita ad osservare la tecnologia, vedere la sua evoluzione, utilizzarla nel raggio delle mie possibilità.

Al giorno d’oggi la tecnologia è uno strumento potente alla portata di tutti e questo, naturalmente, ha i suoi pro e i suoi contro. Grazie alla tecnologia possiamo fare tutto: lo smartphone è uno strumento che ci permette di compiere azioni diverse: leggere, scrivere, contattare le persone care e altre sconosciute dall’altra parte del mondo. Prenotare un volo o un hotel comodamente dal divano di casa (consiglio sempre momondo) controllare quanti passi compiamo al giorno, che tempo farà nelle prossime ore, prenotare il dentista, pagare la bolletta.

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Lo smartphone, a mio avviso, è una sorta di microchip con tutte le informazioni possibili e immaginabili a portata di mano. Tutto è diventato più comodo, la vita sembra essersi semplificata. Tuttavia, ogni giorno, chi utilizza internet, partecipa a più di 2.000 interazioni digitali. Siamo super bombardati di milioni e milioni d’informazioni e non ci concediamo il tempo per digerirle, e anche di verificarle, perché siamo già passate a quelle successive. Stiamo diventando dei robot.

In quest’ottica è fondamentale concedersi dei periodi di detox digitale, a casa come in vacanza.

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Detox digitale: di cosa si tratta

Il detox digitale è un periodo di disconnessione dalla tecnologia. Si tratta di una vera e propria disintossicazione che permette di tornare a se stessi, ascoltarsi e ridurre stress e ansia causati dall’eccessivo utilizzo di apparati tecnologici come smartphone e computer. In questo modo è possibile avere maggiore tempo per vivere i rapporti umani di persona, stare a contatto con la natura, fare altre cose come leggere un libro di carta, scrivere su un taccuino, fare lavori manuali eccetera eccetera.

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Disconnettersi per ritrovarsi

Diventa quindi fondamentale disconnettersi per ritrovarsi e ci sono diverse modalità nel farlo. Di solito, una volta all’anno, mi concedo un periodo di disconnessione per centrarmi su me stessa e conoscermi meglio senza influenze esterne. È accaduto quando sono stata più di un mese in un ashram in India, immerso e isolato nella giungla lussureggiante di Goa, a meditare e l’unico momento per stare al telefono era la sera prima di dormire. Man mano che passavano i giorni la voglia di guardare il cellulare svaniva perché ero totalmente immersa nel qui ed ora e il richiamo della natura era più forte.

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Non c’è bisogno di andare in un ashram in India per disconnettersi dalla tecnologia e ritrovarsi, in Italia e nel mondo  ci sono diversi ritiri di meditazione vipassana ad offerta libera, dove i cellulare vengono consegnati all’inizio del ritiro e restituiti alla fine. Dopotutto non crolla il mondo se ci assentiamo per qualche giorno.

Un’altra volta mi sono disconnessa dalla tecnologia durante il Rainbow Gathering Europeo in Friuli Venezia Giulia, a Tramonti di Sopra. In quell’occasione, la mia permanenza durò una decina di giorni, non mi sono mai connessa perché eravamo in alta montagna e la rete non prendeva. Sapevo che alcuni  partecipanti, camminando a lungo, avevano trovato dei punti in cui il cellulare prendeva ma non avevo voglia di fare una sfacchinata solo per leggere le notifiche di facebook e salutare la gente a casa.

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Prima di partire avevo avvisato famiglia e amici di cosa stavo andando a fare e che non sarei stata reperibile per qualche giorno. Durante i Rainbow, che sono dei raduni un natura, ne ho parlato in un post, è vietato l’utilizzo dei telefoni e a me stava più che bene. Vengono scelti in punti isolati anche per questo. Per ritrovare noi stessi in natura, in una tribù di persone che condivide ideali simili, che ricarica e rigenera e poi porta nella società quella carica energizzante.

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Un’altra bellissima, e intensa esperienza, è stata in Spagna. Grazie un’associazione di Lecce sono partita per un progetto europeo che prevedeva la totale immersione nella natura. Eravamo in un parco protetto a Sanilles, in Catalogna. I partecipanti provenivano da diversi paesi europei e tutto il giorno eravamo impegnati in attività all’aria aperta, che ci permettevano di lavorare su noi stessi, individualmente e in gruppo. Ci eravamo dati la regola di tenere il telefono in modalità aerea, giusto per guardare l’orario.

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Lo utilizzavamo la sera, a fine attività. Anche questo detox digitale mi ha tolto moltissimo in quanto negatività e stress e restituito tantissimo a livello interiore e umano. Durante il viaggio in Marocco, sulla scia Rainbow, io e i miei compagni di viaggio siamo scesi in una bellissima valle, Paradise Valley, vivendo per alcuni giorni in natura. Dormivamo in una capanna, lavavo me stessa e i vestiti con l’acqua del fiume, mangiavo tanta frutta e bevevo acqua dalla fonte. Dato che non c’era elettricità ho utilizzato pochissimo il telefono.

Nella valle ci sono diversi ristorantini spartani, gestiti da locals, per i turisti che di giorno vanno velocemente a vederla ma la sera vanno tutti via, si svuota e c’è la pace assoluta che dura fino al mattino. Il ragazzo che gestiva il ristorantino annesso la nostra capanna, poiché c’eravamo noi, rimaneva anche lui a dormire in valle. Ci sono state notti i cui eravamo solo 4 persone in valle, senza cellulari funzionanti, e questo ha favorito una connessione profonda alla natura. Solo il penultimo giorno sono risalita dalla valle per caricare lo smartphone in un ristorantino che aveva i pannelli solari ma questo mi ha permesso di conoscere il proprietario, una persona squisita e generosa.

Quando sperimenti la vita senza telefono ti rendi conto che è anche molto meglio, non ti manca perché puoi calarti totalmente nel momento presente. Da allora, quando sono in viaggio, mi concedo sempre delle giornate per fotografare e pubblicare sui social e altre di detox digitale. Immergermi totalmente nel viaggio è un lusso al quale non so rinunciare. Decido di non fare fotografie, di non controllare whatsapp o messenger. Vivo e basta.

Detox digitale quotidiano

Il detox digitale è ormai qualcosa che fa parte della mia giornata. Mi sono imposta di sconnettermi dalla tecnologia almeno un’ora al giorno. Non è tanto, lo so, ma questa è la regola di base e spesso e volentieri le ore diventano due o tre o quattro. Sono una lettrice accanita e passo metà della mia giornata a farlo, quando ho tempo. Su internet posso leggere qualsiasi cosa ma mi sono imposta di dedicare del tempo, ogni giorno, per leggere un libro di carta, immergermi nel profumo delle pagine, sentirle al tatto, lasciare spazio alla fantasia immaginando epoche e scenari raccontati nelle storie.

Altrimenti la tecnologia rischia di rubarci i sensi.

Quando esco a fare la mia passeggiata meditativa utilizzo il cellulare solo per ascoltare musica e, se guardo un film al computer, disconnetto i social e metto il telefono in modalità aerea. Voglio immergermi nel film e non staccare ogni tot di tempo per rispondere a qualche messaggio. È importante la disciplina, aiuta a trovare il giusto equilibrio e prendere il meglio da ogni cosa, in questo senso dalla tecnologia e dalla disconnessione.

Hai mai fatto delle giornate, o dei periodi, di detox digitale? Cosa ne pensi?

Alla prossima!

xxx

Sara Chandana

Blog post in collaborazione con momondo 

 

 

 

 

 

 

 

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

29 Risposte

  1. Samanta ha detto:

    Il tema “detox digitale” è un argomento estremamente interessante. Da un lato, infatti, c’è l’evidente necessità di riconnetterci a noi stessi mentre dall’altro, inevitabile, c’è la difficoltà nel farlo e, spesso, il rifiuto nei confronti di questa pratica. Io stessa, a volte, fatico a disconnettermi e ho paura di perdermi qualcosa, la cosiddetta FOMO. Ci sto lavorando ma, lo confesso, a volte mi chiedo se non sia il caso di iscrivermi ad un ritiro, come se si trattasse di una soluzione in estremis… magari prima o poi mi butto e lo faccio, chi lo sa? Quelli che hai elencato sembrano proprio degni di nota 🙂

    • Sara ha detto:

      Credo che, ormai, siamo tutti affetti da FOMO, purtroppo. L’importante è esserne consapevoli e poi imporsi, ogni tanto, di lasciare il telefono a casa o tenerlo in modalità aerea. Si tratta di invertire queste nuove abitutudini che abbiamo assunto e ricavarci dei momenti solo per noi. Ce lo meritiamo. 🙂

  2. Simona ha detto:

    Un’ora al giorno potra’ forse sembrare poco all’inizio, ma per noi che con il cellulare, I social e la rete ci lavoriamo e’ invece tanto. Purtroppo oggigiorno si lavora e si vive sempre piu’ a contatto con la tecnologia ma ritagliarsi dei momenti quotidiani, anche se piccoli, e’ sicuramente un modo per fare bene a noi stessi! ps. uno di questi raduni prima o poi vorrei provarlo per davvero sai!

    • Sara ha detto:

      È vero, per noi è più difficile. Eppure sono spazi necessari per rigenerarsi. Secondo me alcune di queste esperienze potrebbero interessarti davvero. 🙂

  3. Sara ha detto:

    Noi che ormai siamo sempre con il telefono in mano, pc accesi ecc può sembrare una cosa da poco o anche una cosa stupida ed invece cerve tanto. Ho avuto periodi in cui sono riuscita ( per scelta personale ) a disconnettermi totalmente per qualche giorno da tutto e riassaporare alcune cose che ormai si danno per scontate.

  4. Valentina ha detto:

    Brava, tu ci riesci e fai bene. Io non ci riesco proprio, in più sopratutto all’estero, e non cercherei mai, sopratutto in alcuni paesi, dormire in luoghi isolati dove non prende il cell. Le due ragazze che sono state sgozzate in Marocco sono storia recente. Mi spiace, ma ho visto che la prudenza non è mai troppa. Anche a Milano. Quando guardo un film non guardo i messaggi, però disconnettermi totalmente non solo non lo farei, ma non mi piacerebbe nemmeno, come non mi piace l’isolamento e il silenzio.

    • Sara ha detto:

      Ciao Valentina, eh si anche in Italia succedono queste cose. Poi ho seguito quella storia, è molto complicata e chissà cosa c’è sotto. Non mi lascio spaventare dalla trappola della paura che molti mass media innescano perché ci vorrebbero spaventati e bloccati a casa. Per quanto riguarda il viaggio in Marocco, siamo sempre stati prudenti e responsabili, eravamo al sicuro e con una persona del posto che conosce bene la zona, la notte ci chiudevamo a chiave in capanna. Anche perché eravamo tutte persone grandi che hanno viaggiato. 😉
      Mi spiace quando sento che qualcuno rifugge il contatto da se stesso/a e il silenzio. Per me sono momenti d’oro. Ti auguro di non avere paura. <3

  5. M.Claudia ha detto:

    Onestamente non ho mai fatto un intera giornata di completo detox digitale, cioè 24H senta computer o assimili o solamente un sguardo veloce ai messaggi. Ma a volte passo intere domeniche senza accendere il pc, metto su un dico e mi leggo un libro e guardo il telefono solo se mi arriva un messaggio o una telefonata

  6. Julia ha detto:

    Io concordo proprio ci vorrebbero dei periodi detox. Anche fino ad un paio di anni fa che il Roming in Europa funzionava a pagamento era un buon momento per connettersi

  7. Silvia Faenza ha detto:

    Io penso che ogni tanto sia necessario disintossicarsi da internet, dai social network, e da tutto il mondo online che ci fa perdere il contatto con l’umanità. Amo prendermi ore in viaggio, con il cellulare lasciato in camera, lascio anche la macchina fotografica, mi metto semplicemente a camminare e cerco di capire le abitudini e la vita che fanno le persone che mi circondano.

  8. Sabina Samogin ha detto:

    Complimenti per l’articolo Sara. Tu dici che non è necessario andare in un ashram in India per disconnettersi, in realtà io stavo pensando che è l’unico modo per farlo o che comunque è un buon motivo per farlo. In realtà dobbiamo proprio pensare di fare il detox digitale, mi imporrò anche io l’ora al giorno senza tecnologia, in realtà sto ben più di un’ora al giorno lontano dai social ma poi cedo al computer se cerco informazioni o altro. Devo evitare pure quello !

  9. Mike ha detto:

    Sarebbe fantastico poter staccare la spina per auliche settimana, ma come si può se è il nostro lavoro? Personalmente ho provato e sono riuscito a stare lontano dalla tecnologia per solo 3 giorni, senza andare lontano in Italia a Rocca Calascio.

    • Sara ha detto:

      Ciao Mike, non credo che un’ora al giorno di detox possa influire sul lavoro, sai? 🙂
      E in vacanza ci si organizza, dopotutto è vacanza.
      Non si può solo lavorare nella vita, abbiamo bisogno di ricaricarci. 🙂

  10. Raffi ha detto:

    Il mio detox è sempre stato involontario, magari a causa della mancanza di rete che rendeva inutile lo smartphone o il computer. All’inizio vivevo una vera e propria forma di crisi di astinenza, poi, man mano che passavano le ore e i giorni sono stati giorni indimenticabili.

  11. Noemi ha detto:

    Io devo dire che da tempo ho disattivato tutte le notifiche perchè ormai erano diventate un delirio. E ogni tanto mi concedo proprio uno stop di qualche giorno, anche se è davvero complicato, però cerco di non cedere.

  12. Annalisa ha detto:

    Io e la tecnologia siano proprio agli antipodi. Uso aggeggi quanto basta per scrivere sul blog e nulla più. Poi leggo, leggo, leggo tanto e tanti libri di tante varietà. Dal giallo al romanzo, dal fantasy al’horror. Rimango disconnessa molto tempo, ascoltando solo le fusa del gatto. E sto bene

  13. MARTINA BRESSAN ha detto:

    Bellissimo articolo, con bellissime riflessioni. Ho fatto un viaggio in Cina, dove per diversi motivi, ho avuto problemi di connessione e collegamento. All’inizio ero molto innervosita dal non potermi sempre connettere, poi ho imparato un po’ a lasciare andare e a staccare. Il mio non è stato proprio un periodo di detox, ma sentivo che ero nella strada giusta per staccare un po’.. penso che dovrò prendermi del tempo per farlo!

    • Sara ha detto:

      So che in Cina ci sono molte restrizioni riguardo l’utilizzo di internet. Non avendo deciso di fare un detox posso immaginare che ti sia innervosita. Diciamo che hai fatto un detox forzato. 🙂 Bello che ti sia adattata poi, sono questi gli imprevisti dei viaggio che ci permettono di evolvere.

  14. Monica ha detto:

    Il Digital Detox è un argomento che mi sta molto a cuore. Fino a pochi anni fa ero una che si scordava il telefono anche per un giorno intero, senza preoccuparmi di messaggi e notifiche. Poi ho iniziato a lavorare nel on line e la mia vita è cambiata, ritrovandomi ad essere sempre connessa. Ma vivere perennemente con il cellulare in mano ci fa perdere troppa vita e penso sia anche estremamente stressante. Per questo ogni tanto mi impongo ore o giornate di digital detox, in questo modo riesco a ricaricarmi e a ritrovare anche la giusta concentrazione sul lavoro.

  15. sabrina barbante ha detto:

    Non sai quanto “I can relate”. soprattutto da quando gestisco anche profili social e piattaforme web di altre realtà, il mio detox digitale avviene almeno una o due volte a settimana… il punto è che stando attaccati al web sembra di non finire mai, di aver sempre qualcosa da fare… questo non fa bene.

  16. anna di ha detto:

    Il Detog digitale un argomento molto attuale e devo dirti che l’ho anche riscoperto. Quando ho vissuto in Sudafrica e giravo per l’Africa senza cellulare o telefono non ci facevo caso. Oggi, invece, sembra una cosa strana, quando vado al nord del WA e non prende la linea. Le prime ore mi sento persa ma poi tutto diventa più facile . Io sono per il digital detox, secondo me oggi siamo troppo schiavi della tecnologia.

  17. Giovy Malfiori ha detto:

    Io adoro disconnettermi quando mi è concesso: ovvero quando non viaggio per lavoro. Fa proprio parte di me e della mia capacità di volermi bene.

  18. anna ha detto:

    ho letto con molto interesse il tuo articolo e lo condivido in pieno……. io solitament cerco di staccare almeno la sera dallo smartphone e dal pc…… in estate poi andando in montagna, in un Parco, non c’è connessione e li per forza inizia la mia vacanza detox

  19. Cla ha detto:

    E’ sempre difficile per me fare digital detox. Sono fissata con i social, ma vorrei imparare a staccarmene un po’.

  20. thessss ha detto:

    E’ al giorno d’oggi in un argomento interessante! siamo sempre di piu sollecitati ad usare le tecnologie, una vacanza senza nessuno accessorio tecnologico” può essere solo un bene per l’anima ed il corpo! sopratutto a gente come me che deve per forza.

  21. Andrea Lomanio ha detto:

    La tecnologia deve esserw un servizio in piu non dobbiamo diventare schiavi della tecnologia, chi ci lavora sa molto bene come puo veramente esurire la nostra creatività

  22. Silvia ha detto:

    Hai proprio ragione, ogni tanto serve disconnettersi da tutta questa tecnologia, e tornare ad essere soli con se stessi, senza la frenesia del telefonino e delle notifiche.

  23. In estate cerco sempre di trascorrere due o tre giorni in una borgata di montagna non lontana da casa mia: fino a un paio di anni fa non prendeva nessuna rete telefonica, ma anche ora che Vodafone è arrivata, quando sono lì non uso il cellulare, un po’ per abitudine e un po’ perché è uno dei pochi posti dove riesco a riposarmi davvero.

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