Alla scoperta del Monastero Tibetano la Grotta del Sole

 

Sono venuta a conoscenza del Monastero Tibetano la Grotta del Sole grazie a Niki, una tenace donna italiana dal cuore d’oro che, durante la pandemia, si è trasferita in Asia per stare vicina ai bambini ospitati al suo interno e che aiuta giornalmente. Mi sono subito appassionata alla vita nel monastero, alle storie, alla figura di Niki che porta avanti un inestimabile lavoro di diffusione, insieme alla rete di contatti che sta creando, per sostenere questa realtà. Ho avvertito l’importanza di far conoscere questa piccola e preziosa comunità sulle pagine di drinkfromlife, in modo che arrivi a quante più anime possibile. Conosco bene la sensibilità dei lettori di questo blog, sono certa che vi appassionerete a questo piccolo e pacifico mondo che segue valori universali di amorevole gentilezza.

Niky con i bambini

Niki con i bambini

Il Monastero Tibetano la Grotta del Sole si trova in Nepal, al confine con il Tibet, ed è un luogo di pace in cui si studia e pratica il Buddismo tibetano. In Upper Mustang, regione del Nepal, c’è l’antico monastero che si chiama Nyphug Gompa. Nella città di Pokhara è ubicata la scuola monastica. La presenza in Mustang è molto importante perché la vita dei suoi abitanti, i Mustangi, è profondamente intrecciata con il buddismo. Inoltre è fondamentale per preservare la cultura del popolo, la sua identità.

Tante gocce formano l’Oceano. Si dice così, vero?

Forse vi starete chiedendo per quale motivo la scuola monastica non è in Mustang: questo a causa delle rigide temperature che qui arrivano anche a – 25C, senza possibilità di riscaldamento perché non esistono termosifoni ed altri sistemi. Non ci sono alberi, quindi non è possibile ricavarne della legna. Come combustibile c’è solo lo sterco degli animali. La situazione è quindi delicata. Per i bambini che sono stati affidati al monastero sarebbe troppo difficoltoso stare in Mustang, un sacrificio enorme. E già ne fanno tantissimi!

A Pokhara, infatti, vengono accolti 55 bambini provenienti da famiglie locali in difficoltà. Nonostante le limitate risorse del monastero, uno dei più poveri in Nepal, i monaci, con tantissimo impegno e sacrifici, sono riusciti a creare e mantenere un ambiente accogliente e di grande amore e supporto. Infatti, ai bambini vengono forniti, gratuitamente, beni di prima necessità come pasti, un letto, vestiti e cura. Possono lavarsi completamente solo una volta a settimana perché fa freddo e la doccia è all’esterno. Hanno solo due paia di vestiti, tra cui l’uniforme scolastica. Nei dormitori sono almeno una decina per camerata. Le camere sono buie, fredde e umide. Non c’è spazio ed alcuni letti a castello bloccano le finestre, quindi non è possibile aprirle.

I bambini ospitati vivono e studiano secondo i principi amorevoli della gentilezza, in una grande e sorridente famiglia. Solo una volta adulti sceglieranno se prendere i voti o meno. Tutti si danno da fare, la vita scorre lenta e traboccante di grazia, nonostante gli ostacoli. Per esempio non è raro vedere l’abate senior Khenpo Samten Gyatso riparare i vestiti dei bambini con la sua mitica macchina da cucire a pedali! Nel monastero c’è tanta poesia.

Mezzi utilizzati e pasti

Al momento il monastero dispone di due mezzi: uno scooter molto vecchio ed un trattore. Il trattore viene utilizzato in Mustang (dove il clima sarebbe troppo rigido per i bambini) monastero, nella scuola monastica è di grande aiuto per i vari lavori. Al cambio di stagione, infatti, viene portato a Pokhara, carico di bagagli dei monaci e di cibo come patate e orzo (in Mustang il cibo è più economico e la sua qualità più alta) per dare sostegno all’alimentazione che, al momento è abbastanza povera. Infatti i pasti dei bambini consistono in riso e patate, lenticchie e verdure. La povertà dell’alimentazione, basata soprattutto su carboidrati, genera ovviamente carenze alimentari e problemi di salute. Niki cerca di fare quello che può e anche di più per dare il suo sostegno, comprando anche le vitamine ai bambini.

Il problema dell’aeroporto vicino al Monastero Tibetano la Grotta del Sole

Purtroppo la pace del monastero è stata minacciata dalla costruzione dell’aeroporto internazionale di Pokhara che nasce a soli 50 metri dalla scuola. Immaginate il rumore, l’inquinamento e le vibrazioni. Un vero incubo e non di certo l’ambiente adatto per accogliere dei bambini, in un momento estremamente delicato delle loro vite. C’è bisogno di agire il prima possibile, ma serve l’aiuto di tutti.

Il primo monastero tibetano verde e sostenibile

Diventa necessario spostare il monastero in campagna, alle pendici dell’Himalaya, il Tetto del Mondo, in modo da creare un ambiente ideale sia per i bambini che vengono accolti qui che per i monaci che se ne prendono cura. E per coltivare un orto che soddisfi i fabbisogni di tutti e, magari, un frutteto. Sarebbe utile anche inserire dei pannelli solari, in modo tale che i bambini possano avere acqua calda. Sarebbe il primo monastero tibetano verde, sostenibile.

In Nepal la terra ha prezzi eccessivamente salati. Inoltre i costi delle costruzioni dipendono da quando sarà ripido il terreno che verrà scelto e da eventuali lavori extra, come la costruzione di una strada di accesso. Sarà necessario creare edifici con una capienza adatta ad accogliere dignitosamente almeno 80 persone ed i servizi consoni come dormitori, cucina, sala da pranzo, bagni, infermeria, ufficio e sala riunioni, ripostigli (uno per il cibo ed uno per le lenzuola). Ci saranno i monaci, i bambini ed i loro insegnanti. Per far fronte a tutto questo si prevede un budget di almeno 270.000

Ci sarà bisogno dell’aiuto di quante più persone possibili, da tutto il mondo, sensibili a questa tematica. Anche un piccolo contributo potrà fare la differenza, perché sarà unito agli altri.

Il valore del denaro cambia molto da paese a paese. Uno stipendio equivalente a 1000 € in certi paesi è principesco, in altri permette appena di sopravvivere.
Un sistema semplice per capire quanto “vale” il denaro in un paese è valutare quanto costa che so, un kg di riso. O un pasto basico cucinato in casa. Un regalo di Natale da 1€ non è disprezzabile 🙂 perché in Nepal paga due pasti per un bambino. Niki

Chiunque desideri far parte di questa incredibile avventura, può farlo, contribuendo alla creazione del primo monastero tibetano completamente sostenibile, autosufficiente e rispettoso dell’ambiente. Per questo motivo vi lascio i contatti diretti. 🙂

Contatti e link

Solo il comitato direttivo del monastero ha accesso ai fondi, in modo tale che possano gestirli direttamente.

Conclusioni

La pace inizia da noi, se desideriamo un mondo migliore iniziamo a crearlo piantando semi di bellezza e amore, aiutando nel nostro piccolo. Non è importante quanto, esternamente, possiamo sembrare diversi, nel profondo apparteniamo alla stessa Umanità. Grazie a Niki a tutti i monaci per piantare semini di solidarietà, nonostante le difficoltà e gli ostacoli. Non siete soli!

Grazie a Niki anche per la gentile concessione delle fotografie.

Alla prossima puntata con drinkfromlife,

Sara

Sara

Anima vagabonda, amo aggirarmi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o deserti sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore. Mi trovi anche sul progetto Sahara View Tours.

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