Una Kufiya Hirbawi per supportare la vita
Una Kufiya Hirbawi non è solo uno scialle, ma uno strumento per supportare la vita, sostenendo il popolo Palestinese dall’agghiacciante genocidio in atto.
Nel mondo, la kufiya, è un capo molto venduto. Si tratta di un simbolo umano molto importante che, a causa delle tendenze del momento e della superficialità, è stato distorto da case di moda e commercianti interessati solo alle vendite. Molte persone non sanno neanche cosa indossano, credono sia un accessorio trendy.
Diversi stilisti e commercianti, infatti, hanno avviato una produzione industriale di scialli palestinesi in Asia, per avere spese minori e, quindi, introiti maggiori. Tuttavia, in questo modo, hanno affamato la popolazione originariamente impiegata nella lavorazione artigianale. Le poche fabbriche palestinesi rimaste sono state costrette a chiudere!
La Kufiya orginale è Hirbawi: l’unica manifattura palestinese rimasta in vita.
La kufiya, è un simbolo molto potente, strettamente connesso al popolo palestinese. È come un talismano che ci connette a loro per inviare benedizioni. Possiamo acquistarlo e indossarlo per manifestare pacificamente la nostra solidarietà a chi vive sotto assedio, in una gabbia a cielo aperto. A causa di interessi materiali che non possono nemmeno lontanamente paragonabili al valore immenso di una sola vita umana. Ricordiamoci che la posta in gioco è troppo alta: vite di bambini e bambine, donne, uomini. È l’Umanità intera che ci rimette.

Credit madeinpalestine.de
Ricordo quando frequentavo il liceo classico, o forse erano ancora i tempi del ginnasio, la mamma mi comprò la kefiah, al mercato del giovedì della mia città. Credo di avergliela chiesta io, ma lei mi aveva supportata e questo non lo dimenticherò mai, specialmente perchè ha lasciato il corpo da ormai tanti anni. Il tempo è passato, ma dentro di me c’è ancora quella ragazza che difende la vita e desidera la pace.
Quello che sta accadendo, ai danni del popolo palestinese, riguarda tutti noi, è una questione di vita e, soprattutto, di morte. Dovremmo tutti schierarci dalla parte della vita.

Credit madeinpalestine.de
Hirbawi: la storia
Hirbawi, a Hebran, West Bank, è l’ultima fabbrica tessile della Palestina.
Yasser Hirbawi ha aperto la sua fabbrica nel 1961, successivamente assunse 25 lavoratori che lavoravano su 15 macchine che producevano annualmente 150.000 keffiyehes. Nel 1993, con la firma dell’Accordo di Oslo e l’adozione della politca del libero mercato la fabbrica accusò un grande colpo. La Cina iniziò a produrre imitazioni delle keffiyehs che venivano vendute a prezzi molto bassi.
Intanto l’economia palestinese crollava, per non parlare della politica ancora attuale che impedisce di far uscire ed entrare merce in Palestina, ormai una vera prigione un campo di concentramento a cielo aperto. Così la produzione autentica della kufiya stava quasi scomparendo, ma i giornali iniziarono a scriverne, ci fu un incremento di consapevolezza da parte delle persone che cominciarono a richiedere il manufatto artigianale e originale.
Nacque una importante collaborazione con MADEinPALESTINE.de che lanciò il negozio online kufiya.org. Nella fabbrica lavorano con determinazione e dignità tre fratelli: Jouda, Abdelazim e Ezzat Al Hirbawi da Al- Khalil. Sono anche i proprietari e tramandano il mestiere del padre, che hanno appreso da lui.
Acquistando una kufiya direttamente da Hirbawi (e quindi non quelle imitazioni alla moda, super costose, di noti stilisti, non sostenete l’appropriazione culturale e il materialismo, vi prego) abbiamo la possibilità di sostenere questa piccola e ultima fabbrica palestinese e preservare un simbolo tradizionale e nazionale, intriso di significato.
È toccante leggere sull’etichetta:
Made with love in Palestine, fatto con amore in Palestina
Dove c’è odio, violenza, aggressione, la gente comune risponde con l’amore e il sorriso. Una lezione per il mondo.

Credit levar Travel, Unsplash
Si tratta non solo di uno scialle, ma un pezzo di storia e cultura palestinese. Un supporto ad esseri umani come te, perché possano vivere con dignità, attraverso il loro artigianato. E sentire anche il supporto del mondo, sapere che non sono soli. Pensiamo a quanto sono piccoli i nostri problemi quotidiani dinanzi alle difficoltà, i sacrifici e lo stato d’animo di chi vive incessantemente sotto assedio.
Dove acquistare
Invito a fare un giro sul sito ufficiale kufiya.org ed esplorarlo, guardare il cortometraggio sulla storia della manifattura e tutte le kaffiyehs in vetrina perché oltre a quelle tradizionali, che sono bellissime, ce ne sono di moderne e colorate e le descrizioni sono molto significative e toccanti. Ciascuna ha il suo nome: c’è Shami Khufiya, prevalentemente utilizzata in Siria e altri Paesi Arabi. Oppure Lavender con le tonalità lavanda e della terra. Qui sotto Mar Saba:

C’è lo scialle Tabariya, nome di un’antica città a nord della storica Palestina e ricorda il lago blu di Tiberiade, i pesci e la gente fiera del luogo, uomini e donne dediti alla pesca. Amal, che significa speranza, ed è il nome della cliente che ha suggerito la combinazione di colori. Non voglio raccontarvele tutte, andate a scoprirle voi, lasciatevi cullare dai colori e dai messaggi profondi che racchiudono.
Navigando in questo sito si viaggia attraverso un pezzo prezioso della storia umana, è come uno di quei viaggi potenti, che ti fanno scattare dei campanellini, ti toccano, ti smuovono qualcosa – di estremamente profondo e umano – che non focalizzi bene, sul momento.
Kufiya.org supporta la preservazione della Kufiya come un prodotto nazionale Palestinese con l’aspirazione Palestinese per la liberazione e l’auto determinazione.
Chi vive nei paesi UE può acquistare dal sito tedesco, di cui ho scritto su, che supporta il progetto: madeinpalestine.de
Conclusioni
Aggiornamento 10 dicembre 2023: a causa della situazione, gravissima, attuale la produzione ha subito dei rallentamenti, tuttavia è possibile pre-ordinare una kufiya. Visitate il sito e le pagine social, non facciamoli sentire soli!
Devo ammettere che non sono riuscita ad acquistare la mia Kufiya perchè, al momento, quelle che preferisco sono tutte esaurite, ma avrò la pazienza di attendere. E poi sono felice che siano esaurite, questo significa che ci sono supporto, sensibilità, gentilezza. Nonostante tutto.
Che possiamo sempre essere dalla parte dei più fragili e proteggerli con l’amore. Che possiamo essere pace, perché la pace inizia da noi e con noi.
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Alla prossima puntata con drinkfromlife,
Stay Human…
Sara Chandana







