Le caprette sugli alberi di Essaouira

Le caprette sugli alberi di Essaouira

Le caprette sugli alberi di Essaouira. Alcune immagini iconiche del Marocco rappresentano simpatiche caprette che si arrampicano sugli alberi di argan (pianta autoctona) ti è mai capitato di vederle in fotografia o dal vivo?

Sulla strada che si snoda da Marrakech verso Essaouira, e viceversa, ci sono alcuni punti precisi (anche nella zona di Agadir) in cui è possibile avvistare le bianche amiche a 4 zampe. Ricordo ancora la prima volta in cui le vidi dal vivo: a quei tempo viaggiavo in bus e l’autista rallentò appositamente per farcele vedere. Pochi istanti fugaci, ma giusto in tempo per catturare con lo sguardo sia le caprette che i turisti in posa a scattare selfies con l’albero traboccante di caprette, come se fossero loro i frutti, come sfondo delle loro foto souvenirs o da instagrammare. Poiché mi è capitato spesso di percorrere quel tratto di strada, ho rivisto altre volte la stessa identica scena, nel corso degli anni. Ma ti confesso di non essere mai scesa dal veicolo per scattare foto del genere da postare sul mio canale instagram.

La verità riguardo le caprette sugli alberi di Essaouira

Perché queste caprette sono sempre sugli alberi di argan, ma… non scendono mai? Sono talmente ghiotte di argan, e al tempo stesso molto agili e resistenti, da arrampicarsi sugli alberi per gustarne i frutti e restare sospese per ore. Certo, è un po’ strano trovarle sempre negli stessi punti. La cruda verità è che si tratta di un fenomeno recente, risalente al 2000. A causa della siccità gli agricoltori della zona (ma anche del mondo a causa dei cambiamenti climatici) hanno riscontrato non pochi problemi di sopravvivenza per via dei raccolti scarsi. Di fronte ad un terra non più lussureggiante come in passato, si sono dovuti ingegnare per guadagnare qualche dhiram, in modo da portare il pane in tavola, per la famiglia. Così, alcuni di loro, tra Essaouira e Agadir, hanno avuto l’idea di attirare le caprette sugli alberi. Come? Attraendole con i frutti di argan tra le mani, spingendole con un bastone per salire ed anche per non farle scendere, quando cercano di farlo.

Creatività che nasce da necessità?

Per creare movimento, attrazione turistica, sono anche state costruite anche delle piccole piattaforme. Lo scopo è quello di trattenere gli animali sugli alberi ore ed ore, anche sotto il sole, senza acqua. Durante la pandemia, non essendoci più turisti, le caprette sono sparite. Chi passava dallo stesso tratto non le ha più viste, me compresa. Ma con la riapertura delle frontiere al turismo, sono riapparse magicamente le caprette volanti. Ovviamente tutto questo ha una risonanza perché c’è stato chi, nel mondo, ha notato tutto questo. Muovendo accuse che parlano di addestramento per fare spettacolo. Per non parlare delle accuse relative allo sfruttamento animale. Qualità innate delle caprette, come agilità e resistenza fisica, sono state utilizzate come un’arma a doppio taglio: per farle salire sugli alberi di argan e montare un piccolo circo giornaliero. Tutto questo avviene per soddisfare la curiosità di turisti in cerca di fotografie impressionanti e di esperienze mordi e fuggi.

Capre volanti: una questione spinosa

Se da un lato, noi amanti del turismo sostenibile e dei viaggi responsabili, possiamo scandalizzarci per via di questo piccolo teatrino (e da amante degli animali e vegetariana mi dispiace moltissimo) dall’altro non possiamo ignorare che dietro l’immagine surreale delle capre volanti, creata per attrarre i turisti, si nasconda uno stato di necessità. Sarebbe fin troppo semplice puntare il dito sulle persone che impiegano le capre sugli alberi di argan, dai nostri divani comodi. Noi occidentali lo sappiamo fare molto bene, puntare il dito, ma questo non ci rende migliori. Le situazioni, anche quando non ci piacciono, meritano di essere comprese, analizzate. In generale sarebbe sempre opportuno rivolgerci delle domande. In questo caso riguardo la motivazione che spinge una persona a fare salire le capre sugli alberi, per creare attrazione turistica. Esiste anche l’altra faccia della medaglia: perché ai turisti piace tutto questo, cosa cercano? Se da un lato c’è offerta, dall’altro, in qualche modo, c’è una richiesta. E chi chiede ha la sua responsabilità.

Risorse

Nell’articolo The Real History behind Morocco’s tree climbing goats, la vera storia dietro le caprette che si arrampicano sugli alberi in Marocco, Erika Hobart del National Geographic ha intervistato JB che svolge questo lavoro con le caprette, in Marocco, insieme al figlio. Il signore in questione afferma che questa attività permette di acquistare cibo non solo per la sua famiglia, ma per le stesse capre. Se prima potevano pascolare tranquillamente nel campi, a causa della siccità degli ultimi anni non è più possibile. Si è innescato così un meccanismo delicato, e complicato, che ai nostri occhi “occidentali” può sembrare non etico, dal lato di chi ignora tutto quello che c’è dietro le caprette sugli alberi di Essaouira.

Conclusioni

Il mondo non ha bisogno di giudizi e polemiche, ma di ascolto, osservazione accurata, soluzioni e azioni gentili. La semplice vista delle caprette sugli alberi di argan può insegnarci a non prendere per oro colato quello che vediamo, ma anche a non giudicare e puntare il dito contro quando la realtà si presenta senza veli, edulcorazioni. Hai mai visto le caprette sugli alberi di Essaouira, che effetto ti hanno fatto?

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Alla prossima puntata con drinkfromlife!

Sara

Sara

Anima vagabonda, amo aggirarmi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o deserti sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore. Mi trovi anche sul progetto Sahara View Tours.

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