La Madrasa di Ben Youssef مدرسة ابن يوسف

Madrasa di Ben Youssef, credit Milad Alizadeh

Durante una visita a Marrakech non può mancare la Madrasa di Ben Youssef (in arabo si scrive مدرسة ابن يوسف) che eredita il nome dall’emiro regnante dal 1106 al 1142. La scuola è stata fondata dal Sultano Abd Allah al-Ghalib mentre i lavori durarono dal 1564 al 1565. Rimase aperta fino al 1960, per poi riaprire come sito storico nel 1982. L’iscrizione sulla porta recita, nelle prime righe:

I was built for science and prayers by the Prince of the Faithful, the descendant of the seal of prophets, Abdellah, the most glorious of the Caliphs.

Desideravo andarci da anni, ma per la mia esperienza, l’ho trovata chiusa per restauro. Inoltre è scattata la pandemia. Tuttavia, durante l’ultimo viaggio a Marrakech non ho perso l’occasione, perché ha riaperto i battenti. La Madrasa di Ben Youssef è una scuola coranica, la più grande del Marocco. Presenta un’architettura molto raffinata, stile arabo – andaluso e si estende su un’area quadrilaterale di 1680 metri quadri.

Entrando dal portone della madrasa, incastonata nella medina di Marrakech, si attraversa un corridoio che presenta, sulla destra un portone. Varcandolo si raggiunge il centro della madrasa, rappresentato da un ampio cortile e una vasca dedicata, al tempo, alle abluzioni. I materiali utilizzati nella costruzione sono 4: zellige (o zellij), legno, malta e marmo di Carrara.

Inoltre, le decorazioni, a stucco, che impreziosiscono le pareti sono a dir poco impressionanti per la maestria della lavorazione. Esse seguono i canoni dell’arte islamica che non prevede forme antropomorfe o zoomorfe, ma delicati arabeschi con motivi floreali, temi geometrici e simboli. Preziosa anche la fascia inferiore di zellij, i tipici mosaici marocchini, in ceramica, presenti anche in alcune camere. I colori dei mosaici sono morbidi, con una predominanza di blu, verde, marrone chiaro, nero e bianco.

Nel cortile si affaccia anche la Sala di Preghiera, composta da ben tre navate, mentre spostandosi di qualche passo è possibile visitare, disposte su due piani, le 132 celle vuote, che un tempo ospitavano gli studenti provenienti da altre zone del Marocco. La Madrasa di Ben Youssef poteva ospitare fino a 900 studenti coranici ed era una delle più grandi e importanti scuole del Maghreb. Si poteva paragonare ad una città universitaria in miniatura, dove gli studenti vivevano, dormivano, studiavano e cercavano di soddisfare la loro sete spirituale.

Madrasa di Ben Youssef: informazioni

La Madrasa si trova nella medina, l’ideale sarebbe andarci con una guida ufficiale, per cogliere pienamente l’esperienza (eventualmente noi possiamo trovarla per voi). Se in autonomia, non chiedete informazioni per strada, e non fatevi agganciare, rischiate di incappare in trappole per turisti (tutto il mondo è paese, anche in questo). Potete, eventualmente, rivolgervi alla polizia che incontrerete lungo il percorso (io faccio sempre così) e, gentilmente, vi aiuterà. Ho pagato il biglietto d’ingresso, nel maggio 2022, 20 dirhams, circa 2 euro a persona. Nei mesi caldi consiglio di andarci la mattina presto, all’orario di apertura, le 8.30, per vederla con calma.

Una chicca

Infine, se visitate la Madrasa di Ben Youssef, a pochi passi, vicino al Museo di Marrakech, non perdete la vista della Qoubba Almoravide. Si tratta di una cupola, ultimo esempio architettonico della dinastia Almoravide a Marrakech e questo la rende ancora più preziosa e rara.

Alla prossima puntata con drinkfromlife!

Sara

Sara

Anima vagabonda, amo aggirarmi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o deserti sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore. Mi trovi anche sul progetto Sahara View Tours.

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