Il vero viaggio in solitaria è la vita
Quando qualcuno mi dice che ha deciso di partire in solitaria auguro buon viaggio e buona fortuna. Mi emoziono pure, immaginando i sacrifici che ci sono dietro una scelta del genere, tutto il lavoro dietro le quinte. Come è successo in questi giorni con due anime preziose, che non si conoscono tra loro e sono partite lontano.

Quando mi dicono, sotto forma di consiglio non richiesto, che dovrei farne uno anch’io la mia reazione dipende dall’interlocutore, o interlocutrice.
Se è l’amica che sento ogni giorno – l’unica autorizzata a darmi consigli anche se non richiesti – e conosce pure il suono dei miei sbadigli quando sono stanca, parliamo, ci confrontiamo e so perché me lo dice.

Sicuramente arriverà il mio momento di un lungo viaggio in solitaria. In fondo sono partita tante volte senza nemmeno conoscere i miei compagni di viaggio. Intanto sono fermamente convinta che il vero viaggio in solitaria sia la vita. Nasciamo soli, moriamo soli e, tra un estremo e l’altro, partecipiamo ad un film chiamato vita.
Alcune esistenze sono più difficili di quelle altrui. La mia, per esempio. Anche se dall’esterno sembro felice e spensierata, mi sono dovuta sudare ogni cosa. Forse è accaduto anche a te che leggi.
Affrontare situazioni particolarmente delicate e pesanti. Come la morte di mia mamma, quando ero nel pieno della giovinezza e mi sentivo che, da un momento all’altro, avrei spiccato il volo.
Determinate situazioni ti segnano, per sempre. E ti mettono davanti alla solitudine.
Da un giorno all’altro la mia vecchia vita è morta. Niente più punti di riferimento. Sono stata costretta a rinascere al nuovo, e non senza fatica. A reinventarmi in tutto.
Improvvisamente ero diventata sostituta mamma (anche se ritengo impossibile sostituire una mamma fino in fondo) per tre bambini, casalinga (questo include tante cose, tra cui essere donna delle pulizie e cuoca) e lavoravo anche in un bar per una cifra veramente esigua e con persone che mi umiliavano. A 21 anni vuoi anche provare a svagarti, quindi infiliamoci anche il divertimento in tutte le cose da fare.
Che periodo!
(Quando si dice fare il mazzo).
Crescendo ci sono voluti anni perché conoscessi un po’ di leggerezza. I viaggi sono stati uno strumento molto importante per conoscermi, toccare con mano il nuovo, espandere la mente. Riconoscere il flusso e affidarsi ad esso. Vedere oltre la routine, il conosciuto. E, in tutto questo, l’India mi ha fatto da mamma.
Il viaggio è uno strumento potente di conoscenza, più di quello che possiamo apprendere in mille libri o attraverso centinaia di tecniche di meditazione (che, comunque, pratico)
Non dico di non fare queste cose, anzi. Ma in viaggio ti metti alla prova, verifichi. E se stai leggendo questo post non è un caso. Probabilmente il Viaggio ti sta chiamando! Un piccolo e grande viaggio, parte di un viaggio in solitaria più ampio chiamato vita.
Viviamo la nostra vita e siamo felici
Il nostro unico e vero viaggio in solitaria è la vita. Possiamo legarci, per un periodo più o meno lungo, a compagni di cordata ma, in fondo, ognuno è solo. E questo non è triste, è meraviglioso! Se pensi che, per tutta la vita terrestre, avrai sempre accanto la persona che ti conosce di più al mondo, che sbircia in tutti i tuoi pensieri, sensazioni: te stessa/o.

Ogni esistenza è preziosa – ogni viaggio in solitaria è una ricchezza
Sono certa di avere, in qualche modo, scelto questa vita. Fin da piccola sapevo che avrei fatto delle cose, quelle scontate come una famiglia, più avanti con gli anni. Non scambierei mai il mio vissuto con quello di qualcun altro, e nemmeno tu dovresti desiderare farlo. Sono profondamente grata per tutto, soprattutto per le difficoltá, che sono state e sono, ancora, tante.
Gli ostacoli non sono veramente ostacoli
Li benedico perché mi fanno tenere i piedi per Terra. Perché mi hanno portata a crescere velocemente, prima del tempo. E resa forte, sensibile e resiliente. Mi hanno insegnato, e non senza sudare, ad accedere al canale creativo ed ingegnarmi sempre, a volte essere pioniera di percorsi in luoghi impervi.

Altre a tracciare sentieri dove non c’erano, seguendo solo la mia bussola.
Senza le difficoltá che ho vissuto non avrei sviluppato la sensibilitá estrema che mi porta a cogliere le sfumature, sentire le voci tra le righe, vedere i riflessi delle cose. Essere empatica. A stare al mio posto, accogliendo senza invadere, brillare senza desiderare di coprire. Permettendo alla mia luce di splendere. (Di tutto si può fare una virtú).
A trarre sempre il meglio da tutto, guardare in profonditá. Ma tutto questo è frutto di un processo molto molto profondo e che continua.
Essere troppo accogliente, accomodante e con le braccia aperte mi ha causato qualche problema. Mai mettere gli altri prima di noi stessi! (Poi perché metterli davanti? Per non affrontare le nostre responsabilità?).
Ora, questa “casa” ha le porte. Il viaggio in solitaria della vita é anche questo. Conoscere, sapere quando aprire la porta, quando chiuderla. Quando cogliere un segnale o riconoscere quando è la nostra mente a farci vedere un segnale solo perché ci fa comodo.
Auguro a tutti di compierlo superando le proprie paure, amando la propria unicitá e lasciandola emergere con coraggio, delicato come un fiore e raffinato come un un cristallo.

Di non gonfiarsi per coprire gli altri e, sotto sotto, perché si vuole nascondere quello che invece é un segreto prezioso. Nemmeno di farsi da parte e rinunciare a splendere per far sentire comodo qualcuno. Tanto così non lo aiutiamo a crescere. Equilibrio.
Per concludere
Che ci piaccia o no, siamo su questa Terra per intraprendere questo miracoloso viaggio in solitaria. Se poi impariamo a guardare oltre la forma troveremo un punto di contatto con il Tutto (e dico Tutto).
Nel frattempo giochiamo, viaggiamo attraverso il mondo materiale, affezioniamoci ai nostri compagni di viaggio, struggiamoci quando li dobbiamo salutare, o siamo sereni, cadiamo, rialziamoci, corriamo, rallentiamo, ridiamo, piangiamo, stiamo fermi.
Viviamo.
Hai mai intrapreso un viaggio in solitaria? Dove? O dove ti piacerebbe andare?
Con affetto
xxx
Sara Chandana
Alla prossima puntata con drinkfromlife!










Questo bel post mi ha dato ispirazione… 🙂
P.S.: La parte sugli ostacoli mi ha fatto ricordare del muro di mattoni della “last lecture” di Randy Pausch. Se non la conosci, cercala su YouTube: è una delle cose più belle che abbia mai visto in vita mia! ❤❤
Grazie, ho appena terinato di guardarla. Ho iniziato la giornata così ❤
I tuoi sbadigli. Post stupendo, sincero come te e ricco di spunti.
amica ❤
Molti spunti interessanti!! Davvero un bel post! A volte non ci rendiamo conto, ma ogni giorno è un viaggio in solitaria
sono partita in solitaria in un momento difficile della mia vita. Sono tornata con risorse in più e conoscendomi meglio. Da lì ho iniziato a farlo ogni tanto, come strumento di “terapia” e per autorigenerarmi. Condivido quello che scrivi al punto che, dal momento che sono Counselor e mi occupo di crescita personale, mi occupo proprio di percorsi di “travel coaching”, cioè di percorsi per chi vuole utilizzare il viaggio in solitaria come strumento potente di crescita personale
Bellissime parole, che non posso non condividere. Il vero viaggio in solitaria è la vita, soprattutto per chi come me, e come te, nella vita si è dovuto fare il mazzo, e ha dovuto imparare a contare solo sulle proprie forze. Il viaggio ( in giro per il mondo) ne è la sublimazione.
Ho fatto un unico viaggio completamente sola, senza conoscere nessuno prima. Sono stata in Namibia, in un periodo particolare della mia vita. Mi ha fatto capire che potevo farcela anche da sola: sì, il viaggio è terapeutico secondo me. Un abbraccio
Ho viaggiato da sola per lavoro e già mi sembrava un’impresa titanica… No, non fa per me. Forse un giorno sarò pronta, ma ora ho troppo bisogno di sapere che posso condividere esperienze e sentimenti con chi mi sta accanto.
Mi piace molto il fatto che tu abbia paragonato la parte centrale della vita ad un film e penso che sia molto bello essere attori protagonisti di questo film facendo quello che ci sentiamo e che possa essere un viaggio (inteso come vita) da soli o in compagnia
Molto toccante questo post, fa riflettere! Non ho mai affrontato un viaggio in solitario, sinceramente non sono sicura che ci riuscirei..però boh..mai dire mai
La penso esattamente come te! Il viaggio per me è una riconnessione con tanti pezzi di me stessa che nn riesco ad esprimere nella mia vita reale.
È un peccato perché siamo troppo spesso legati a convenzioni e sacrifici inutili per portare avanti la nostra esistenza quando basterebbe vivere più semplicemente.
Hai scritto un post davvero meraviglioso…sincero e sofferto, si nota subito che le tue parole provengono da un’esperienza diretta. Sei stata coraggiosa ad affrontare tante difficoltà, non so se io sarei riuscita a reagire con la stessa forza. Riguardo al viaggio in solitaria non so…non credo riuscirei a partire completamente da sola, senza nemmeno mio marito con cui condivido tutto. Un giorno, magari, chissà. Non so perché ma la destinazione che mi viene in mente per un viaggio in solitaria è il Giappone…in particolare Okinawa.
Il viaggio in solitaria a volte può essere anche una chiamata “alle armi”. Quando hai perso tutto, persino te stessa e la voglia di vita, allora arriva il viaggio che la cambia, la ricrea e rimodella e ci riporta alla scoperta di noi stessi. Io ho affrontato il mio viaggio in solitaria quando ho lasciato l’Italia e lo rifarei mille volte.
Ciao, un po’ forse ti capisco. Dico questo perchè anch’io ho avuto una storia simile alla tua, ma ognuno ha le proprie vicissitudini ed è brutto fare paragoni. Ma anche io ero ancora giovane giovane quando mi sono trovata a dover stare dietro a due sorelle più piccole di me.
Per me è stata l’esperienza di vita e lavoro all’estero la vera maestra. La prima volta che sentivo di dovermi occupare prima di me, di dover affrontare le difficoltà per sopravvivere.
Io ho fatto viaggi sia in solitaria sia in compagnia. E ti dico, per me, non c’è una regola definitiva. E’ soggettivo e dipende da noi, dal nostro carattere, e dal bagaglio che ci portiamo dietro.
Ti conosco da un po’ di tempo ormai ma non conoscevo bene la tua storia. Ti ringrazio innanzitutto per esserti messa completamente a nudo parlando delle tue emozioni e delle tue esperienze di vita. Il viaggio tocca ogni persona in modo diverso e sicuramente ha avuto e ancora ha un grande valore nella tua. A modo suo ha cambiato anche la mia di vita e credo che indipendentemente dal fatto che si viaggi in solitaria o in compagnia, l’importante sia andare, vedere e aprirsi al mondo. Ogni viaggio è diverso, ogni volta la scelta del modo di viaggiare può essere diversa e non definita. La bellezza del viaggio è proprio quella di andare oltre le convenzioni e gli schemi e di essere semplicemente in sintonia con un determinato momento della nostra vita. Ti abbraccio forte forte Sara e spero di rivederti presto! <3
Carissima Simona, sono perfettamente d’accordo con te per quanto riguarda il viaggio. Poi, il post è nato in seguito a diverse riflessioni scaturite in me, riguardo opinioni e sensazioni, che ho raccolto.
Si collega anche ai miei viaggi consapevoli, o spirituali, al percorso di ricerca della verità a cui ho dato il focus della mia esistenza ;). Volevo sottolineare che la vita è il più grande viaggio spirituale in solitaria.
Ti abbraccio anch’io, lontane ma vicine <3
Veramente un’analisi bella profonda e che non lascia indifferenti. Siamo soli e non è così male…parto da lì!