A casa di una famiglia marocchina in un luogo sperduto del Marocco

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Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

16 Risposte

  1. Noemi ha detto:

    Come dire, è sempre un piacere leggerti. Mi sono emozionata alla lettura di tutto il racconto. Ho immaginato le tue emozioni, i tuoi dubbi, li avrei avuti anch’io! E che brividi la frase del tuo amico. Questa tua relazione potrebbe aiutarmi a comprendere meglio il mondo islamico. Io intanto ti auguro che sia solamente una splendida storia d’amore.

    • Sara Chandana ha detto:

      Grazie di cuore Noemi, ho dovuto superare la mia timidezza per scrivere questo post. Di tendenza sono gelosa della mia privacy, ma ho sentito che da questa giornata potevano nascere spunti di riflessione interessanti. Inizio a comprendere il mondo islamico meglio anch’io. Ovviamente è ricco di sfaccettature, ma trovo grande cuore e apertura tra i musulmani puri, quelli che lo sono nel cuore. Anche in India avevo avuto bellissime esperienze con loro. Grazie per l’augurio, speriamo. Intando mi godo il percorso. Un abbraccio.

  2. Sara ha detto:

    Saretta, che racconto splendido!!
    Non ho mai vissuto esperienze simili ma ho prenotato, giusto ieri, un viaggio breve in Armenia e vorrei riuscire a conoscere qualcuno del posto, così da condividere impressioni, racconti, cose di questo tipo insomma. Un abbraccio grande ❤️

  3. Sara ha detto:

    E mi accodo al commento di Noemi. Anche io subisco, volente o nolente, i pregiudizi che riguardano il mondo islamico, e questo tuo racconto mi ha decisamente spiazzato. È bello potersi ricredere!

    • Sara Chandana ha detto:

      Siamo inzuppati nei condizionamenti dalla testa ai piedi, purtroppo. Dopo tanti anni di meditazione e tanto viaggiare e destrutturare mi sono stupita dei miei stessi pensieri. Per fortuna vado oltre la mia testa. Poi i fanatismi ci sono in tutti i settori, ma non dovremmo utilizzare episodi (messi in atto da gente fuori di testa) per etichettare intere popolazioni. Ti abbraccio forte forte.

  4. Maria Grazia Vinci ha detto:

    Il tuo racconto, la tua esperienza, sono così profondi. È proprio vero che sono i rapporti umani a rendere un viaggio indimenticabile, perché segnano le persone nella loro interiorità e nel loro approccio verso l’altro. Ecco, tutto questo emerge dalle tue parole. Personalmente ho avuto la fortuna di trascorrere una sera ed una mattina in uno sperduto villaggio del Myanmar, che ad oggi rimane una delle esperienze più intense vissute in viaggio. Avrei solo voluto restare di più.

  5. Monica ha detto:

    È stato emozionante leggere il tuo racconto, ho provato a immaginarmi nella tua stessa situazione e avrei avuto sicuramente un sacco di pregiudizi sbagliati sulle abitudini di questo popolo. Purtroppo siamo condizionati dalla nostra cultura ma quando sono in viaggio mi rendo sempre conto di quante idee siano sbagliate. Mi piace avere l’occasione di entrare in contatto con persone di culture diverse e ogni volta è una piacevolissima sorpresa,

  6. Anna ha detto:

    questa deve essere stata una bellissima esperienza…. penso che sia il massimo per chi ama viaggiare….. in questo modo si entra nella vita reale del paese che si visita

  7. Francesco ha detto:

    Trascorsi una giornata analoga (alla lontana) anche io, pranzando a casa di Marocchini, ma qua in Italia. È affascinante il modo di fare diverso dal nostro e pregiudizi alle volte sbagliati (dipende sempre dalla famiglia). Anche noi ci sedemmo per terra con la tavola imbandita come una grande famiglia, e poi arrivò il momento di prendere la carne dal centro con le mani.carne buonissima e cucina speziata che adoro. Certo il mangiare con le mani tutti dallo stesso piatto non mi ha entusiasmato, ma quello è un problema mio di igiene anche con i miei parenti.

    • Sara Chandana ha detto:

      Il bello di queste esperienze è che si possono vivere anche in Italia, aprendosi ai mondi altrui come hai fatto tu. Noi però non eravamo a terra (ho mangiato a terra tante volte nelle case indiane), ma ad un tavolo tutti insieme. I musulmani sono molto puliti, sono fissata con l’igiene ma non mi ha dato fastidio come in altre occasioni simili. Grazie per aver condiviso la tua esperienza. 🙂

  8. Silvia ha detto:

    Credo che queste siano le uniche vere esperienze che ti permettono di assaporare il vero sale delle terre e dei popoli che si visitano… Grazie per averla condivisa con noi!

  9. Claudia ha detto:

    Hai proprio ragione, c’è un po’ di Salento in Marocco, soprattutto quando lasci i percorsi turistici. Quando sono stata nella zona di Volubilis piena di ulivi sembrava veramente di essere in Salento, uno dei luoghi che ho amato di più in Puglia (ci sono andata per molti anni per le vacanze estive).

  10. Bellissimo racconto, è come se ci avessi aperto una finestra, in un mondo che, troppo spesso giudichiamo solo in base a stereotipi, che ci arrivano dai mass media tradizionali. Complimenti! Goditi la tua nuova famiglia.

  11. Augusta ha detto:

    A me questo racconto ricorda una giornata passata in casa di nuovi amici nel western sahara. Giornata surreale e molto bella/ impegnativa

  12. Erica ha detto:

    Un racconto davvero emozionante, mi è sembrato di trovarmi in un angolo della stanza e di osservare tutte le scene svolgermi davanti ai miei occhi. Dal canto mio, ho cenato con una famiglia turca e con un paio di famiglie in Sri Lanka, esperienze bellissime ma diverse in parte dalla tua, nessun pericolo di suocera all’orizzonte….

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