Passioni | I viaggi spirituali di drinkfromlife: un mix tra meditazione, natura e avventura

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    Credit Jared Rice, Unsplash
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Il risveglio spirituale è la cosa più essenziale della vita dell’uomo, è l’unico scopo dell’esistenza.

Khalil Gibran

Se non hai letto Gibran è arrivato il momento di farlo. 🙂

È successo che momondo ha chiesto ai suoi ambassadors di raccontare ciò che li appassiona dei viaggi.

Domanda interessante!

Dei viaggi mi appassionano la vita pulsante che vedo dipanarsi nel mondo, il cammino di ricerca interiore che sembra intensificarsi con nuove consapevolezze, la possibilità di esplorare me stessa attraverso i viaggi spirituali, consapevoli. Scrivere di questi viaggi, condividere.

C’è chi vive per realizzare una carriera, chi una famiglia, chi per materializzare un sogno, chi per vincere quel premio, o quel bando, o tutte queste cose messe insieme e non c’è nulla di male.

Eppure, sotto sotto, qual è lo scopo della tua vita? Te lo sei mai chiesto?

Fin da bambina, e sicuramente prima di conoscere televisivamente Gigi Marzullo 🙂 , mi sono posta le classiche domande: Cosa ci faccio qui? Da dove vengo? Cosa c’è dopo la morte?

Le amiche d’infanzia sognavano l’abito da sposa, la laurea, la bella casa, io di esplorare il mondo e farne esperienza per conoscere me stessa. Giuro.

Ad oggi è proprio questo che amo dei viaggi: esplorare per conoscere.

Credit Sergey Pesterev, Unsplash

Crescendo, l’anelito di ricerca non si è affievolito, anzi! Solo per un periodo – anche abbastanza lungo – ho cercato di condurre una vita da copione: lavoro in ufficio, sognando un contatto a tempo indeterminato che, nonostante tanto impegno non arrivava mai, fidanzato storico. Cura del corpo, shopping al sabato, cene fuori. Romantici weekend fuori porta.

Eppure, in sottofondo, qualcosa strideva. Tanto. Niente mi appassionava, mi incendiava.

Come l’incontro con la meditazione mi ha aperto le porte verso ciò che mi appassiona

Una storia importantissima era finita, mi iscrissi – senza convinzione – ad un corso di tecniche di meditazione. Vivevo un periodo orribile della mia vita. Era l’ultima chance, tanto non avevo nulla da perdere.

La meditazione, giorno dopo giorno (all’inizio era difficile per me) ha permesso un avvicinamento a me stessa in modo nuovo. Di conseguenza mi ha portata ad affrontare, tra diversi aspetti, grandi paure come quella della morte (che mi causava pesanti attacchi di panico, in seguito a due lutti).

Ho partecipato, nel corso degli anni, a gruppi di lavoro interiore proprio sulla morte – prima non sapevo nemmeno esistessero – secondo la concezione tibetana (a questo proposito ti suggerisco Il Libro Tibetano dei Morti, se ti appassionano le letture spirituali).

Credit Austin Ban JuHay

Man mano che andavo avanti scivolava via qualcosa di superfluo dentro di me, o almeno questa era la sensazione, e scoprivo aspetti nuovi del mio essere. Parlo al passato ma è così anche oggi.

Le cristalline acque del Gange a Rishikesh

Dopo poco tempo, qualche anno, che andavo a meditazione ho ricominciato a viaggiare e poi, un giorno, ho realizzato un sogno che credevo impossibile: sono volata in India, il mio grande amore.

La meditazione mi ha letteralmente salvato la vita e aperto diverse porte magiche, su mondi nuovi.

Credit Elizabeth Gottwald, Unsplash

Dietro una di queste porte c’erano proprio i viaggi di consapevolezza.

In questi viaggi, così come nella vita quotidiana, meditazione e natura, due aspetti molto importanti nella mia vita, vanno a braccetto. Il rapporto con la natura è costante e fondamentale (dopotutto da bambina e ragazza ero una giovane esploratrice dell’Agesci e di bagni nel verde ne ho fatti tanti).

Almeno una volta all’anno devo fare qualcosa di avventuroso, mi devo immergere totalmente nel verde e disintossicarmi da tutto e tutti. Di solito lo faccio all’interno di un viaggio lungo, insomma quel tipo di viaggi che mi piacciono tanto. 🙂

Viaggi spirituali

Chi mi conosce da tempo lo sa: per me sono molto importanti i viaggi consapevoli, spirituali (se vai a curiosare su Oltre le Parole Blog di Simona troverai proprio un’intervista che si chiama Viaggi Spirituali nel Mondo insieme a Sara!). Questa modalità di viaggio mi appassiona e riempie di nuova linfa vitale.

Utilizzo il viaggio come strumento di conoscenza di me stessa e lo faccio in diversi modi.

Credit Kinga Cichewicz, Unplash

Niente di religioso, ma per fare un esempio capita, quando visito un paese, di accostarmi alla religione praticata, perché amo cogliere il filo che collega tutte le religioni nella storia dell’Umanità.

Dopo il mio primo viaggio in Marocco ho iniziato a leggere il Corano: trovo in alcune sure siano di una poesia meravigliosa. Ho raccolto informazioni sull’Islam che ho scoperto più vicino al Cristianesimo di quanto potessi immaginare.

In India mi sono accostata alla Baghavad Gita, una sorta di Vangelo dell’India e questo mi ha aiutata a conoscere meglio anche la complessa società indiana.

Amo profondamente le differenze, ne ho già parlato sul blog, e la curiosità mi spinge ad andare ogni giorno oltre i miei limiti personali e culturali ed appassionarmi al diverso che indossa diverse forme.

Credit Clay Banks, Unsplash

Per questo i viaggi che compio sono un mix tra diversi fattori/passioni e si evolvono con me.

Mete adatte per i viaggi di consapevolezza

Ci tengo a dire che ogni esperienza, e destinazione, può essere vissuta come spirituale, e come una meditazione – anche un lavoro in banca – ma ci sono delle mete dove può essere più semplice contattare noi stessi.

Come l’India ma anche il Portogallo scelto come base dal maestro Mooji e meta amata da yogini e surfisti (che considero uno sport spirituale, non a caso viene abbinato allo yoga).

Dove la natura si esprime in tutta la sua travolgente bellezza si può respirare spiritualità. Immagina, se non lo hai già fatto, di camminare in luoghi come le Azzorre, circondati dall’incanto! Non è una meditazione super potente quella?

Credit Ishan Seefromthesky

E, senza andare lontano, anche vicino casa tua ci sarà un luogo che merita di essere meta di alcuni piccoli, grandi viaggi spirituali o, comunque, un posto adatto per tirare fuori le tue passioni e viverle.

Per me è sempre stato il Salento, dove vivo e base di rientro dopo i viaggi.

Una terra suggestiva e con radici profondamente magiche, con il suo percorso megalitico, le memorie di antiche guaritrici, il mare diamantino, la natura acerba.

(Ti invito a visitarlo, ci sono diverse strutture ricettive dove coccolarti e potresti noleggiare un auto per girarlo nei luoghi ancora poco esplorati, quelli amati dalla gente del posto).

Questo mi appassiona delle partenze: i viaggi, la conoscenza di me stessa ma sempre in contesti diversi, che sia in natura oppure a contatto con popolazioni.

Genti che hanno tradizioni anni luce lontane dalle mie eppure nelle quali ritrovo sempre qualcosa che mi riguarda, o che ha a che fare con le mie radici, con gli avi.

Credit Dorota Dylka

E poi mi appassiona: scoprire la cucina locale, specialmente le ricette vegetariane, la musica tipica, gli aspetti magici. Trovare le connessioni tra piatti, melodie, rituali.

Cosa ti appassiona dei viaggi?

Sarebbe bello leggerlo nei commenti, perché questo blog è un po’ di tutti e, a modo suo, rappresenta un viaggio nell’oceano del web.

Alla prossima puntata con drinkfromlife!

xxx

Sara Chandana

Post in collaborazione con Momondo #admomondo #owtravelers

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

22 Risposte

  1. Sara ha detto:

    Io amo scoprire la cucina del posto, le loro tradizioni. Mi piace anche moltissimo il loro modo di vestire, in parte anche un po’ portarmi via un pezzetto del posto e lasciare un pezzetto del mio cuore li.

  2. Ho sempre pensato che il viaggio non potesse ridursi ad un semplice spostarsi da un punto ad un altro. In realtà ogni viaggio, che sia in un posto vicino o in uno lontano, può essere occasione per riscoprire se stessi e rinascere se necessario. Spesso mi reco nel mio piccolo angolo di spiaggia semplicemente per respirare e pensare. Credo che tutti dovremmo ritagliarci dei momenti così per cogliere noi stessi per quello che siamo e scoprire ciò che abbiamo o ci manca.
    Maria Domenica

  3. Raffi ha detto:

    La cosa che amo di più dei viaggi sono le storie che “catturo” guardandomi intorno e parlando con la gente. C’è sempre qualcosa di bello che mi porto a casa.

  4. Ilaria Fenato ha detto:

    Bellissimo post! ❤️
    Io dei viaggi adoro il mistero della scoperta, assaggiare la cucina locale e parlare con persone del posto quando possibile. Quando capita di fare delle belle chiacchierate con qualcuno conosciuto per caso, torno a casa sempre con il carico di felicità doppio

  5. La cucina, i balli tipici, i dialetti, i colori… viaggio perché la mia piccola città mi sta stretta, chiusa nel bigottismo tipico del sud italia. Nel mondo respiro, anche se le radici non si rinnegano, mai.

  6. MARTINA BRESSAN ha detto:

    Anch’io ho iniziato qualche anno fa a fare meditazione, e devo dire che la cosa mi ha aiutato sotto diversi aspetti. Sono riuscita a collegarmi con una parte di me più intima e profonda. Mi ha aiutato molto a guardarmi dentro.
    Sono stata anche Tibet, dove ho fatto un bellissimo viaggio, in parte molto spirituale. Non conoscevo il Libro Tibetano dei Morti, penso proprio che lo leggerò.

    • Sara Chandana ha detto:

      Chissà che viaggio importante in Tibet!
      Il Libro Tibetano dei Morti è una lettura difficile ma esistono versioni semplificate, consiglio quelle.
      Mi rivedo in quello che dici, riguardo la meditazione.

  7. Claudia e Mattia ha detto:

    Mi piacerebbe imparare a fare meditazione, ma non riesco mai. Magari non ho mai provato nel posto giusto ..chi lo sa..

  8. Rodí ha detto:

    Articolo molto interessante, spero di poterli visitare un giorno!

  9. Veronica ha detto:

    Come al solito sai utilizzare le parole in maniera emozionante! Mi piacerebbe riuscire ad avvicinarmi di piú alle varie culture come fai tu, con i tuoi viaggi consapevoli. Dei viaggi solitamente mi appassionano la cucina, l’architettura e la bellezza della cittá e dei suoi abitanti.

  10. Non conosco le tecniche di meditazione ma ce ne parla spesso l’insegnante di yoga, disciplina che ho iniziato lo scorso anno e che trovo molto impegnativa. Quando lo racconto la gente ride perché non è abituata al concetto di “impegnativo” nella stessa frase di yoga. Ma per me riuscire a fermarmi, concentrandomi per un tempo abbastanza lungo, richiede molta concentrazione, cosa che secondo me è ancora più importante nella meditazione. Mi piacerebbe saperne di più, partendo proprio dal quotidiano.

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao Silvia, per quanto riguarda la concentrazione, che è un’attività mentale:non ha nulla a che vedere con la vera meditazione. Se ti stai concentrando non stai meditando perché la meditazione accade nello spazio della non mente. Tutte le tecniche sono preparatorie a questo momento, ci portano sulla soglia. Tuttavia non demordere, ci vuole tempo e pazienza. Un abbraccio

  11. Virginia ha detto:

    Bellissimo il concetto dei “viaggi consapevoli”. Penso che ogni viaggiatore prima o poi arrivi a questo, proprio perché viaggiare apre la mente e permette un’evoluzione ed un’introspezione che a volte si trova con difficoltà nella “vita di tutti i giorni”

  12. Sara ha detto:

    Io mi rendo conto di aver viaggiato troppo poco per arrivare a questa consapevolezza.
    Quest’anno mi sono promessa di iniziare ad organizzare dei viaggi consapevoli, spero proprio di riuscirci.

  13. M.Claudia ha detto:

    La cosa che amo dei viaggi é scoprire culture e tradizioni, non che stili di vita diversi dal mio. Qundo si torna a csa, si vede tutto con occhi diversi

  14. silvia terracciano ha detto:

    il percorso di ognuno di noi io penso sia dentro la propria anima ognuno sa cosa deve fare e dove deve andare, la meditazione e lo stare in natura aiutano ad averne consapevolezza

  15. Monica ha detto:

    Mi sono avvicinata più volte alla meditazione ma ho sempre avuto difficoltà a praticarla. Eppure continuo ad esserne attratta e nel frattempo ho iniziato a praticare yoga. Anch’io per lunghi anni ho inseguito una vita più “tradizionale”:lavoro, casa, ricerca di un figlio. Ma le cose non sono andate come speravo e forse era destino che fosse così perché non mi sono mai sentita completamente a mio agio in ciò che facevo. Solo quando mi sono ritrovata libera da certi vincoli mentali e ho iniziato a lavorare con i viaggi mi sono sentita me stessa. Ora mi piacerebbe fare quel passo in più con la meditazione.

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