La Valigia delle Indie – da Londra a Bombay passando da Brindisi

ll treno delle Indie, il treno degli inglesi, la Valigia delle Indie, il Peninsular Express erano nomi diversi che indicavano però la stessa cosa: il treno meraviglioso che attraversava un continente dall’inizio alla fine, faceva i conti con tre lingue diverse e, giunto a destinazione, consegnava i passeggeri ai piroscafi della P&O al porto di Brindisi per la traversata finale. Prima di arrivare a Bombay, quei vapori solcavano le acque di quattro mari, tre laghi, due golfi e quelle placide di un maestoso canale artificiale frutto del lavoro di milioni di braccia.

Un mondo intero, quindi, roba da non credere, qualcosa di favoloso; sostanze umane e materiali, sentimenti, affari e diplomazie, amori e furbizie internazionali sostavano per cinque minuti, ogni domenica, al binario numero uno della stazione della contadina città di Foggia.

 da Questionario per il destino


Credit clamfer.it

Le rotte di viaggiatori mi hanno sempre affascinata, la fantasia inizia a sbizzarrirsi immaginando storie di vita che si snodano lungo determinati percorsi. Adoro immaginarle, leggerle, scriverle. Quando ho scoperto l’esistenza di un tragitto che da Londra portava a Bombay, passando per Brindisi, nella mia Puglia ho stentato a crederci per qualche istante. E ho desiderato una macchina del tempo, che mi portasse lì. Il nome del tragitto era La Valigia delle Indie, in inglese Indian Mail, e venne utilizzato dal 1870 al 1914, per poi vedere la sua fine con lo scoppio della prima guerra  mondiale.

Si trattava di un percorso misto che includeva una parte in treno e una in nave, attraversando una porzione del nostro meraviglioso pianeta.

A bordo del Peninsular Express

Il treno postale Peninsular Express partiva da Victoria Station, la stazione ferroviaria di Londra, ogni venerdì alle 20.45, per arrivare a Brindisi dopo 45 ore circa. Le tappe erano:

  • Londra
  • Calais, Parigi
  • Dijon
  • Macon
  • Modane
  • Susa
  • Torino
  • Alessandria
  • Piacenza
  • Bologna
  • Brindisi

Da Brindisi, ogni domenica alle 14.00, i passeggeri venivano imbarcati su un piroscafo postale, appartenente alla compagnia inglese Peninsular and Oriental Steam Navigation Company, diretto a Porto Said, in Egitto. Passava attraverso il Canale di Suez per giungere nell’Oceano Indiano e quindi attraccare a Bombay. La navigazione durava 17/20 giorni circa, un bel viaggio! Chissà quante storie si snodavano lungo il viaggio, aneddoti dolci e amari.

Credit inabruzzo.com

Certamente si poteva percorrere lo stesso itinerario al contrario, se capitava durante il periodo monsonico ci potevano essere dei rallentamenti causa maltempo. Di sicuro tanti erano i beni, e la posta, che arrivavano in Europa sulla Valigia delle Indie!

Un viaggio speciale

Immagina di salire a bordo di una carrozza finemente arredata con stile inglese, camminare su un soffice tappeto e sederti su una comoda poltroncina. Caratteristici lumini ad olio emanano luce tremula negli ambienti, non resisti alla tentazione di sbirciare fuori dalle tendine, anche se è già buio. Per molte ore abiterai un piccolo spazio con altri passeggeri, condividerai i pasti con loro nella carrozza ristorante, parlerete di affari, di pettegolezzi o di niente.

Dopo diverse tappe arriverai a Brindisi e da qui ti imbarcherai per un lungo viaggio in mare, che ti porterà in un paese ammaliante, quasi incontaminato, ben diverso da quello che conosciamo oggi, probabilmente ancora più affascinante e selvaggio: l’India.

Probabilmente sei l’inviato speciale di un giornale o un commerciante oppure ricopri una carica importante come amministratore dello stato o ufficiale. O sei la moglie di uno di loro o una scrittrice ribelle che è riuscita a rompere gli schemi dell’epoca e partire. O ancora un diplomatico che cura i rapporti con la colonia inglese in India, dove ancora oggi sono ben visibili i segnali e le tracce del lungo stanziamento britannico.

Ci penso quasi ogni volta che, in India, stringo un bicchierino di chai caldo tra le mani, il classico tè speziato mischiato con latte e addolcito con chili di zucchero raffinato, oppure quando qualcuno, per cortesia, mi chiama Mam strappandomi un sorriso amaro.

Perché La Valigia delle Indie?

Probabilmente la tratta era conosciuta con questo nome perché i passeggeri partivano con una valigia, di cuoio, che si chiudeva con un lucchetto. Un bagaglio minimal che serviva a trasportare quanto bastava, a quei tempi, per una lunga avventura. Immagino che, al ritorno, il bagaglio aumentasse di numero. Chissà quante pietre preziose, souvenirs, stoffe pregiate, spezie venivano custodite all’interno di valigie e bauli! Il convoglio ferroviario, inoltre, veniva chiamato anche con altri nomi, come annunciato nella citazione iniziale: treno degli inglesi, treno delle Indie e con il suo nome Peninsular Express.

Conclusioni

Credit Ratish Gandhi

Rapita dalle storie che ho immaginato a bordo del leggendario Treno delle Indie, mi sono lasciata andare a riflessioni profonde. Chissà quanti amori sbocciati lungo viaggi come questi e quanti figli sono nati, a simboleggiare l’unione di diverse parti del mondo e culture. Sono convinta che l’Essere Umano, di natura, sia nomade. Seguendo l’anelito della scoperta, e il desiderio di conquista, si è spostato, dall’alba dei tempi, fino a terre inesplorate per conoscere ciò che fino a qualche tempo prima non poteva nemmeno immaginare. La curiosità e la voglia di conoscenza, uniti all’istinto di sopravvivenza, lo hanno spinto all’evoluzione. Non ci sarebbe stata evoluzione, e progresso, se fosse rimasto barricato dentro i propri confini, sostando nella zona di comfort, parlando solo con i propri simili. Si sarebbe impantanato.

Appartengo all’unica razza che conosco, quella umana

Albert Einstein

 

 

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

27 Risposte

  1. Simona ha detto:

    Un viaggio con un treno così lo farei anche adesso sai? Già mi immagino e sinceramente immagino anche te, partire con un piccolo zainetto in spalla ma con gli occhi e il cuore pieno di entusiasmo e aspettative verso l’India. Che atmosfera che ci sarebbe su quella carrozza, che sogno!
    ps. Einstein era un genio, non che ci fosse bisogno di dirlo, ma hai scelto una delle sue citazioni più belle in assoluto! 😉

    • Sara ha detto:

      Per un attimo ho immaginato io e te partire all’avventura sul Treno delle Indie!
      E annotare,su un taccuino, emozioni e riflessioni. Come due scrittrici dell’epoca che hanno rotto gli schemi. 🙂 Mi piace moltissimo questa immagine.
      Il bello di Einstein è che era un genio con il cuore grande, da quello che traspare. 🙂

  2. Clara Nubile ha detto:

    Se ci fosse ancora questo mitico Treno delle Indie, con partenza in nave da Brindisi, io sarei già a bordo 🙂 Grazie per questo bel post! Buon anno, cara amica nomade

  3. Greta ha detto:

    davvero un viggio super…… mi piacerebbe davvero farlo in compagnia di mio marito e di una coppia di nostri amici….. vediamo se riesco ad organizzare

  4. Francesca Maria ha detto:

    Che cosa affascinante rivivere certe esperienze .. ad essere sincera sarebbe bello da fare anche ai nostri giorni =)

  5. Pass for Two ha detto:

    Che meraviglia, non sapevo di questa antica tratta… se solo ci fosse ancora sarebbe stupendo andare!

  6. Giovy Malfiori ha detto:

    A volte mi dispiace proprio essere nata in un’epoca di tanta modernità (solo a volte, però). Avrei adorato poter fare quel percorso in treno. I treni turistici inglesi erano una grande cosa. Pensa che esisteva un Londra- St.Moritz diretto.

  7. Aura di luna ha detto:

    E’ bello leggerti e ritrovarti, regali sempre sogni! Un abbraccio e un augurio di cuore di buon anno

  8. m.claudia ha detto:

    Dal tuo racconto è come fare un bel sogno nel passato. Mi sarebbe piaciuto molto viaggiare in quel modo

  9. Noemi Bengala ha detto:

    Ma questa cosa non la sapevo affatto! Ci credo che ne sei rimasta affascinata. Lo sono anch’io e, anche io, mi ritrovo sempre a fantasticare in queste storie di tempi passati 🙂

  10. Roberto Forcina ha detto:

    woow! Sarà sicuramente un viaggio affascinante e tu come sempre hai saputo raccontare ogni cosa molto bene. Stando sul mediterraneo siamo un Paese crocevia per molte cose…per fortuna questa è per una cosa piacevole!

    • Sara ha detto:

      Grazie, Roberto. Vero, siamo in un paese Crocevia. Solo il Salento nel corso degli anni ha visto il passaggio di diverse popolazioni. Mi chiedo, infatti, chissà se nel mio dna ci siano tracce di altri popoli. 🙂

  11. Sara Grillenzoni ha detto:

    wow che meraviglia di percorso!

  12. Annalisa ha detto:

    Questo articolo è meraviglioso! Mi hai fatto sognare ed emozionare! Io lo prenderei oggi stesso il treno per le Indie. Davvero complimenti, fantasticherò tutto il giorno su chi potesse essere il mio ideale compagno di viaggio.

  13. Francesca ha detto:

    Cosa darei per rivivere quel periodo, un viaggio quasi senza fine. Meraviglia!

  14. Davvero un peccato che il Treno delle Indie non ci sia più, altrimenti il prossimo passo era prenotare un viaggio.
    Grazie per il tuo articolo!

  15. Giorgia ha detto:

    Sto sognando ad occhi aperti, immaginando questo viaggio, il treno, i paesaggi…
    Da un po’ di tempo mi sto informando su treni storici simili a questo, su lunghe tratte, ancora esistenti, perchè penso che un’esperienza di questo tipo sia stupenda e, in un’epoca frenetica e domincata dalla tecnologia come la nostra, anche un po’ mistica!

  16. Elisa Scuto ha detto:

    Che fascino, non conoscevo esattamente questa tratta! E conta che sono appena stata reduce dal viaggio in Treno Oslo/Bergen e dal postale dei fiordi

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