Il mal India

Un’amica anni fa mi scrisse che l’India è una malia, a proposito del nostro mal d’India. Ebbene si, oltre al mal d’Africa, esiste anche il mal d’India, qualcosa che non si può spiegare ma che rende vano ogni tentativo di portare l’India a casa attraverso incensi, spezie, musiche… non funziona perché nemmeno l’incenso acquistato lì ha lo stesso odore qui!

Mentre sogno il terzo viaggio mi capita di rielaborare ancora il secondo, quante cose emergono mesi dopo, addirittura anni! Sensazioni che s’infilano nelle pieghe del corpo emozionale e vengono fuori in momenti impensabili… magari mentre sto facendo altro il mal d’India mi tende un agguato e parla attraverso suggestioni e colori.


Sono partita in India, la seconda, più di anno fa. Eravamo in 4, tra cui mio fratello Matteo. Dopo due settimane a Varanasi lui è partito per il Nepal con una nuova amica dal Cile, io sono rimasta a Varanasi ancora un po’.

Credevo che avrei viaggiato insieme a lui, invece l’India mescola e rimescola le carte e disintegra ogni programma.
In India si sa, tutto è possibile e niente è certo… quante volte l’avrò scritto questo! 

Leggi  viaggio a Varanasi per saperne di più

È curiosa la vita, Matteo, molto più giovane di me, viaggia per la prima volta fuori dall’Italia e si ritrova negli Emirati Arabi, poi  in India e in Nepal, solo perché ha seguito l’invito di sua sorella. Gli si spalanca un modo nuovo che trasmette attraverso le fotografie che scatta. E pensare che a volte rifiutiamo gli inviti per paura, nascondendoci dietro mille scuse.

La separazione da mio fratello mi ha portata a vivere per un mese in ashram a Goa, un’esperienza per me più formativa di libri, corsi o conferenze. Ben vengano, ma credo a u certo punto si debba integrare con altro… nulla è migliore dell’esperienza! La racconto nel post  destinazione Goa.

Mi ritrovo nella frase di un amico: “L’India è uno stato dell’essere” e in esso mi riposo e rigenero. L’India come una malia, l’India che ti afferra e ti seduce, mal d’India.

una lunga camminata tra Assi Ghat e Manikarnika Ghat foto di Matteo Benegiamo

Ho voglia di esplorare ancora, di conoscere, di mettermi in gioco. Così ho deciso, l’India mi avrà ancora perché il mio mal d’India sarà curato omeopaticamente… solo l’India cura l’India, quindi da un lato ben venga il mal d’India se poi ti spinge a ripartire in quel mondo capovolto, assecondando la ricerca dell’Anelito, della verità ma anche l’avventura.

 

 

 

 

 

6 Risposte

  1. Emanuela ha detto:

    Che bella sei sara!che bello l’entusiasmo e la serenità che arrivano dalle tue parole e, ancora prima, dai tuoi pensieri.
    Quando parli dell’India mi sembra di ascoltare Silvia….
    Non ti fermare, continua questo tuo percorso così bello, pieno, profondo e continua a donarci
    Un abbraccio immenso e sempre tutto il mio amore
    Emanuela
    Ps……e se prima o poi vorrai salire quassù…..

  2. Chandana Sara ha detto:

    Ciao Emanuela! Ti ho pensata in questi giorni, mi chiedevo come stai 🙂 Grazie, ti verrò a trovare, perché no 🙂 Ormai mi sembra quasi di conoscere Silvia, spero davvero di abbracciarvi di persona un giorno! Grazie per l’incoraggiamento, è importante! Ti abbraccio forte.

  3. Emme ha detto:

    Sai che tocchi un nervo scoperto… sono affascinata dal modo in cui l’India ti è entrata dentro. Io come ti dicevo non so bene cosa mi abbia lasciato, se non l’idea di qualcosa di enorme e difficilmente comprensibile in un mese. Anche per questo sono molto interessata al tuo racconto sull’ashrma, attendo paziente! E in bocca al lupo per questa nuova avventura 🙂

  4. Chandana Sara ha detto:

    Ciao cara! Hai già letto il post Destinazione Goa? Un abbraccio

  5. marina ha detto:

    L’India… è un sogno, un’idea da raggiungere. Vivere in un ashram, finora l’avevo letto solo in “Mangia prega ama”, ma in effetti è qualcosa di vero, che in tanti praticano, per cui attraverso le tue parole assume una sua forma, una sua realtà. voglio dire, non è più una cosa da libro o da film, ma qualcosa di estremamente reale.

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