Pasqua, una celebrazione con radici molto antiche – Ostara

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    Credit Laurentiu Iordache, Unsplash

Aneddoti

Questa volta il post settimanale dedicato alla meditazione, e alla spiritualità in generale, è dedicato alla Pasqua, intesa come Rinascita. Oggi è Pasqua, una festa molto sentita dai Cristianesimo. Sono cresciuta a pane e insegnamenti cristiani. Mia nonna era insegnante di catechismo, tra i migliori amici di mio nonno c’era un prete e 3 fratelli falegnami. Quando non era in casa lo si poteva trovare in sagrestia oppure nella falegnameria a cantare con i suoi amici. Nella biblioteca di mio nonno, cattolico infervorato, non mancavano testi sacri appartenenti ad altre religioni o filosofie, oltre ai suoi amati autori greci e latini.

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A volte la mamma, quando ero adolescente, mi raccontava di quanto le aveva riferito l’amico turco della zia che leggeva i fondi del caffè ed io ascoltavo incuriosita. O mi suggeriva libri interessanti. O ancora, spesso quando tornavo a casa da scuola, mi raccontava qualcosa riguardo le chiacchierate con un Testimone di Geova, che in quel periodo  passava porta a porta. In altri periodi mio padre apriva casa ai Mormoni con cui amava intrattenersi, oppure raccontava delle sue domeniche con gli Hare Krishna, sempre accoglienti con tutti. Una famiglia cristiana molto aperta e rispettosa dei percorsi altrui, in questa dimensione sono cresciuta, questi sono i miei ricordi. Abbracciare un percorso non significa necessariamente affermare: “La strada che seguo è la migliore, l’unica giusta”. Può essere quella giusta per te ma non per tutti. Stiamo attenti a non creare, nel piccolo, i nostri fondamentalismi, a non essere rigidi. Perché poi tutto questo potrebbe riflettersi nel mondo, in maniera amplificata.

Maestri e maestre provenienti da cammini diversi

“Di che religione sei? Vedo diversi maestri e maestre” Mi ha chiesto, l’altra sera, una ragazza che ha partecipato ad un cerchio di donne che ho organizzato, e guidato, in occasione della luna piena. Mi sono sentita di risponderle che non abbraccio totalmente nessuna religione ma rispetto ciascuna. Che mi piace prendere il meglio da ogni sentiero perché tutti  portano ad un’unica verità. E che la meditazione fa parte integrante del mio percorso, perché ha a che fare con la conoscenza profonda di me stessa. Siamo noi uomini, e donne, a voler monopolizzare, ad abbellire le parole dei santi e dei profeti, a far scattare le guerre, da secoli, in nome delle religioni. Ad incolpare, quando succede qualcosa, quelli che abbracciano una fede diversa (e ultimamente avviene troppo spesso).

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Creare ponti

Ho un bellissimo mazzo di Oracoli dove sono rappresentati diversi maestri e maestre e lo trovo meraviglioso. Puoi pescare una carta e ricevere un insegnamento da parte di Buddha, o di Gesù o di Ganesh, oppure dalla Madonna, da Maddalena o da Kali. Chi lo ha creato, e disegnato, lo ha fatto con grande amore verso l’umanità. Amo il Lotus Temple a Delhi, un tempio bellissimo a forma di Fiore di Loto, dove sono stata, e che ha vinto numerosi premi di architettura. Costruito secondo i principi della fede Bahá’íè è un luogo dove chiunque viene invitato ad entrare e raccogliersi, pregare e riunirsi, a prescindere dalla propria religione o dal suo cammino spirituale. Un grande esempio di umanità e civiltà. E di unione.

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Pasqua in Salento

Nel Salento, dove vivo, la Pasqua è molto sentita. Vivere la settimana santa qui può rivelarsi un’esperienza suggestiva e toccante. Durante la settimana vengono svolti diversi riti e celebrazioni, in passato ho partecipato diverse volte. A Galatina, la mia città, la notte tra venerdì santo e il sabato santo passano per le strade degli uomini con i tamburi e la tromba che emette un suono paragonabile ad una sorta di lamento. Sembra di sentire la Madonna che si aggira, addolorata, per i quartieri, piangendo Gesù. La mattina, all’alba, la statua della Madonna viene portata per le strade, accompagnata dai fedeli, dagli scouts e diverse confraternite. La banda continua a suonare una musica grave e intensa. Quante volte, nella notte, mi sono svegliata spaventata per via di questo lamento! Fortunatamente, poi, arriva la Resurrezione di Cristo e l’atmosfera cambia.

Tutto questo mi fa anche pensare alla Rinascita che avviene dopo la lunga notte dell’anima, metafora presente in diversi cammini spirituali.

Ostara

Trovo preziose le nostre tradizioni, eppure a me piace scavare, studiare, andare ancora più indietro. Non mi accontento mai di quello che mi dicono, non mi fermo ai primi strati, in generale. Prima di Pasqua esisteva Ostara, una festa pagana (non ho mai compreso perché alcuni attribuiscano al Paganesimo una connotazione negativa. Molti riti attuali si sono sostituiti ad antichi riti pagani) che deriva da Eostre, dea della fertilità. Interessante notare la connessione tra Eostre ed Estia, dea greca, o Vesta, dea romana. Questa festa coincide con l’equinozio di primavera e sancisce la rinascita della natura e dell’essere. Durante Ostara veniva accesa una candela dalle sacerdotesse pagane, simboleggiante la fiamma dell’esistenza.

Da Ostara deriva Easter, in inglese, e Ostern, in tedesco che significa Pasqua. Al giorno d’oggi abbiamo ereditato i simboli di fertilità del coniglio e le uova. L’uovo è considerato un archetipo cosmogonico che possiamo ritrovare i diverse civiltà antiche e anche in India dove rappresenta, in parole spicciole, l’anima del mondo. Queste connessioni mi fanno riflettere che siamo profondamente collegati gli uni agli altri e che tutti i percorsi, se siamo consapevoli, possono essere integrati verso un’unica Verità. Chiamatemi pure sognatrice… 🙂

Credit Annie Spratt, Unsplash

Conclusioni

Auguro a te che leggi, in qualsiasi tempo, una serena Rinascita!

E come dicono in India:

Lokah Samastah Sukhino Bhavantu

Che tutti gli esseri, di tutti i mondi, siano felici

 

 

 

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

3 Risposte

  1. Noemi Bengala ha detto:

    Leggerti è sempre un piacere per me. Condivido pienamente il tuo pensiero, la necessità di creare ponti e soprattutto di prendersi le responsabilità rispetto alle guerre e alle brutture che noi uomini facciamo su questa terra. È stato bello anche conoscere la Ostara. Non ne sapevo nulla ed è una festa che invece ha molto fascino.

    • Sara ha detto:

      Carissima Noemi, sono felice che ti piacciano le mie condivisioni. Mi sono chiesta cosa:”Cosa posso fare per il mondo?”. Scrivere è una cosa che mi viene naturale, così come condividere e creare ponti, così eccomi qui. Amo i ponti. 🙂

  2. Veronica | Lost Wanderer ha detto:

    Ho un’amica Pagana, spesso mi spiega le feste legate al suo credo e quindi sapevo a grandi linea da dove derivasse Ostara ma ho trovato interessante leggere di come la tua famiglia fosse molto aperta ad ascoltare persone di altre religioni, senza imporre la loro (come spesso fanno molti cristiani).
    Ho assistito in Puglia ad una delle processioni e l’ho trovate emozionalmente simili a quelle che abbiamo anche noi in Sicilia.

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