Befana a chi? – Il significato esoterico dell’Epifania

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    Sol Invictus. Immagine da web, fonte sconosciuta.

Befana, questa parola per anni significava svegliarci tutti la mattina del 6 gennaio, io con fratelli e cugini, e andare in pigiama nel salone pomposo della nonna paterna dove sul grande tavolo di legno erano ben disposti doni a volontà. E lei che ci diceva: “Sono la Befana!”.  Che bei ricordi. La nonna, fortunatamente, è ancora viva, vegeta e pimpante ma questa tradizione familiare è andata persa man mano che siamo cresciuti.

Il giorno della Befana resta una celebrazione che mi piace tantissimo e mi spinge a documentarmi sul passato e creare i miei riti personali.


Le origini della Befana

Epifania deriva dal greco , si legge epifaneia, e significa manifestazione, presenza divina. Presso l’antica Roma, durante questa giornata, si concludevano le celebrazioni per i Saturnalia, in onore del dio Saturno. I Saturnalia ricordavano i tempi in cui le genti vivevano in pace e serenità e c’era abbondanza per tutti. Si trattava di un’epoca d’oro, detta era aurea. Rievocare tali tempi a cavallo tra la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo era una sorta di atto psicomagico di rigenerazione del tempo e di capovolgimento delle regole consuete. Non a caso, in quei tempi si parlava di tempo sacro, come eternità racchiusa nel momento presente.

12 notti dopo il solstizio d’inverno, quando i Saturnalia erano al culmine, il popolo romano celebrava l’Epifania come manifestazione della scintilla divina. Per l’occasione venivano praticati diversi riti, tra i quali mi ha colpito uno, risalente al II secolo, in cui gli animali sono protagonisti.

Gli animali, infatti, diventavano gli ospiti di un banchetto preparato dai loro padroni e da loro venivano serviti e riveriti. Lo scopo del rito era quello d’impedire loro di iniziare a parlare. 🙂 Chissà quante ne avrebbero dette! In quei giorni era comune, soprattutto per le genti che vivevano nelle campagne, accendere dei grandi falò in onore della Dea Madre, un’usanza che resiste anche oggi in Salento – dove vivo – sebbene la Dea non sia mai nominata. Bruciata dal fuoco solare rinasce in primavera come una fenice risorge dalle proprie ceneri.

La Befana è, nel suo significato esoterico, una strega buona e generosa, simbolo di Madre Terra. Le sue sembianze, una vecchina secca secca con il volto rugoso, simboleggiano l’essersi svuotata per dare doni a profusione al mondo. Scarica di energie necessita riposo ma prima di ritirarsi, per rigenerarsi, elargisce gli ultimi doni. Essi simboleggerebbero l’Asse del Mondo inteso come origine del Tutto e per i popoli antichi corrispondente al Sole.

Befana a San Cesario di Lecce

In Salento, per le strade è consueto vedere pupazzi a misura di donna rappresentanti la Befana, camioncini ai bordi delle strade con venditori di calze colorate da riempire con dolci, cioccolatini e carbone per i bimbi monelli. Di solito un pezzo di carbone non manca mai nella calza! 😀

L’Epifania è il simbolo della manifestazione divina sulla terra, di una soglia che si apre e, se varcata, permette di vivere l’età d’oro tornando al regno perduto, al risveglio della Coscienza, alla Sorgente.

In questo giorno si celebra anche la visita dei Re Magi a Gesù, per gli antichi il Sol Invictus, il Sole Bambino. Secondo il significato esoterico Sarebbero dei Rishi, saggi, dell’Oriente che avanzano seguendo la Stella che conduce al Vero Essere. Ci sarebbe altro da dire ma un post non basterebbe…

Sol Invictus. Immagine da web, Briar.

Buona Epifania a tutti!

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Sara Chandana

 

 

 

Sara Chandana

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

4 Risposte

  1. Silvia ha detto:

    Interessante questo post! Spesso viviamo le
    Cose senza interrogarci del perché!

  2. Giovy Malfiori ha detto:

    Non a caso tutte le più importanti feste cristiane sono collocate in esatta corrispondenza con le antiche festività pagane. Io mi trovo molto in linea con quest’ultime.

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