Decolonizzare il viaggio: parole, mappe e stereotipi
Decolonizzare il viaggio, parole, mappe e stereotipi.
Viaggiare consapevolmente
Ormai viaggiamo tutti, o quasi. Molti hanno iniziato dopo la pandemia e da un lato è ammirevole vedere tanta curiosità e voglia di esplorare. Tuttavia, questa improvvisazione di viaggio porta anche risvolti poco piacevoli ed è sempre più importante parlare di viaggi rispettosi. Spesso il viaggiatore non conosce il contesto in cui si muove e rischia di avere un impatto aggressivo sui luoghi e sulle comunità ospitanti.
Se un tempo solo scrittori, giornalisti e travel blogger raccontavano i viaggi, e quindi con un bagaglio di studio, preparazione, e voglia di ascoltare e vedere, oggi tutti hanno un telefono e canali social per condividere le proprie esperienze. Il problema è che senza consapevolezza e conoscenza, anche il racconto sarà pieno di stereotipi, strafalcioni e luoghi comuni che si amplificano online e si perpetuano. Dobbiamo invece imparare a viaggiare con sensibilità culturale, partendo dalle nostre menti e, di conseguenza, dal nostro linguaggio.
Un esempio: SWANA e il potere delle parole
Come europei, occidentali, non ci rendiamo spesso conto di essere intrisi di eurocentrismo, tanto da usare ancora termini poco adatti come “Medio Oriente”, recentemente sostituito dall’area SWANA (sigla che significa South West Asia and North Africa). Essa comprende:
Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Mauritania, Sahara Occidentale, Palestina, Giordania, Libano, Siria, Iraq, Iran, Kuwait, Bahrain, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Yemen.
Non è solo una questione di etichetta: parole diverse cambiano lo sguardo, e lo sguardo è ciò che raccontiamo agli altri. Chiamare un luogo “Medio Oriente” implica una visione eurocentrica che riduce milioni di vite, storie e paesaggi a un concetto generico e vago.

Cairo, Egitto. Credit Omar Elsharawy, Unsplash
Termini da riconsiderare
Ci sono parole, espressioni, atteggiamenti che fanno parte del nostro linguaggio comune e stile di vita e utilizziamo, pratichiamo, senza nemmeno renderci conto del peso che portano. Alcuni esempi:
- “Africa del Nord”: spesso ignora la ricchezza culturale e linguistica dei singoli Paesi;
- “Asia Minore”: può cancellare l’identità moderna della Turchia;
- “Oriente” o “Paesi orientali”: annulla differenze enormi tra culture e lingue;
- “Tribù”: usato in maniera romantica o esotica per comunità complesse, rischiando di sminuirne la realtà sociale;
- “Persone di colore”: riduttivo e generico, meglio parlare di specificità o nazionalità;
- Foto con bambini locali: evitare di trattarli come attrazioni turistiche; immagina la stessa cosa al contrario;
- Ospitalità: rispettarla senza abusarne, non cercare tutto gratis, non comportarsi da scrocconi (va detto).
Praticamente
Quali sono i piccoli gesti concreti per parlare, viaggiare e condividere con consapevolezza? Eccone alcuni:
- Usare SWANA invece di Medio Oriente;
- Nominare i Paesi invece di raggrupparli in etichette vaghe;
- Evitare parole stereotipate;
- Ascoltare prima di scrivere, dare spazio alle voci locali;
- Prestare attenzione ai social: ogni parola condivisa raggiunge più persone di qualsiasi articolo accademico.
Potrebbe anche interessarti: Scrivere di viaggi, raccontare un luogo con il cuore
Conclusioni
Viaggiare non è solo muoversi fisicamente, ma anche spostare lo sguardo, la mente e il linguaggio. Decolonizzare il viaggio non è un obbligo morale, è un atto di responsabilità: verso i luoghi, le comunità e verso noi stessi. Cambiare le parole con cui raccontiamo il mondo ci aiuta a vederlo più chiaramente e a rispettarlo davvero.
La prossima volta che parti, scrivi o racconti un viaggio, chiediti: le mie parole rispettano chi incontro? Oppure rafforzano vecchi stereotipi? Prova a usare SWANA, a nominare i Paesi, a lasciare spazio alla complessità. Piccoli cambiamenti nel linguaggio possono fare una grande differenza. Ovviamente questo vale anche per me. 🙂
Se ti fa piacere scrivimi una mail con le tue riflessioni a hello@drinkfromlife.it o un messaggio in DM su instagram @sarainmoroccoland
Ti invito anche nel gruppo Telegram
Alla prossima puntata con DrinkFromLife!
Sara
Se ritieni utile questo articolo puoi sostenere il blog con un caffè attraverso la campagna di crowdfunding su Ko-fi.







