Viaggiare senza soldi (o quasi). Si può.

C’era una volta, una segretaria annoiata, senza occhiali, che lavorava in un fumoso scantinato popolato da buffi personaggi. La segretaria era felice di avere un lavoro ma una strana sensazione iniziava a farsi strada dentro di lei, giorno dopo giorno: insofferenza. Insofferenza era un’amica ma la segretaria annoiata, e senza occhiali, questo lo capì col senno di poi. Al lavoro c’era un ragazzo che non parlava molto ma una sera, inaspettatamente, iniziò a raccontare alla segretaria annoiata dei suoi viaggi.

La segretaria annoiata era abbastanza stupita. Quel ragazzo che salutava a malapena e che trascorreva ore al pc battendo freneticamente sui tasti (come adesso sto facendo io che sono la Voce Narrante) viaggiava?

Quella sera avvenne LA CONVERSAZIONE. E la segretaria annoiata iniziò a capire molte cose e comprese che la Vita le stava parlando attraverso quel ragazzo entusiasta che amava vedere paesi nuovi viaggiando in treno.

Perché, diceva, quando viaggi in treno entri nel cuore del paese e lo fai gradualmente, vedi il paesaggio cambiare e ti trovi in situazioni particolari. Ti metti alla prova. 

La segretaria era sempre più esterrefatta, allora la vita non doveva essere per forza così uguale! C’erano altre possibilità! Era proprio come le storie nei blog che leggeva durante le pause morte al lavoro.

Così un bel giorno la ragazza si svegliò e decise che doveva cambiare vita.

Quella ragazza ero io, adesso è passato qualche anno ma ho deciso di fare quello che mi piace (e questo vuol dire, in molti casi, avere anche i soldi contati) come viaggiare, per esempio. Ho capito che posso avere la mia base qui, nel Salento, dove la vita è meno cara, e ogni tanto fare un viaggio. E i miei viaggi sono quasi sempre improvvisati, senza itinerari, parto all’avventura, quasi senza soldi e me la devo cavare. Mi ingegno, vedo cosa posso fare.

Non capisco perché la gente non viaggi di più, a volte basterebbe rinunciare al cellulare ultima moda o agli occhiali da sole firmati. O alla pizza fuori. Si può fare in casa.

Lo scorso anno ho vissuto per un mese in Austria, per stare con il mio ragazzo ex che viveva lì. Sono partita con i soldi contati eppure, una volta lì, ci siamo messi a vendere le nostre creazioni, mandala intrecciati, nei parchi e nei posti più impensabili! Perfino in un negozio di lana!

 

Subito dopo il mese in Austria, il tempo di tornare per una settimana nel Salento e siamo volati per l’India. Verso metà del viaggio, durato tre mesi, avevamo quasi finito i soldi e così ci siamo messi a vendere i nostri mandala  sulla spiaggia di Arambol, a Goa. A volte, grazie a quei mandala, abbiamo pagato qualche notte e da mangiare.

Mi è capitato anche di tenere lezioni di tessitura di mandala, guadagnando qualcosina in più. Prima di partire, lui ha venduto tutti i mandala che ci erano rimasti ad un locale sulla spiaggia e con gli ultimi risparmi abbiamo comprato delle borse che abbiamo rivenduto quest’estate nel Salento o in giro con la bancarella. Ingegnarsi, questo è il segreto. E adattarsi.

Mercatino del tramonto ad Arambol, goa

Mercatino del tramonto ad Arambol, goa

Noi due alla bancarella, di sera ad Arambol

Noi due alla bancarella, di sera ad Arambol

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Foto scattata da Jasmine in ashram a Goa

Ad agosto volevamo tanto partecipare a un ritiro di meditazione in Umbria ma avevamo solo i soldi contati per il viaggio. Non sapevamo nemmeno dove avremmo dormito ma per sicurezza ci eravamo portati dietro la tenda e qualcosa da mangiare.

Avevamo FIDUCIA che in qualche modo ce la saremmo cavati. Una volta arrivati (dopo rocambolesche avventure) abbiamo trovato posto per dormire in agriturismo con nuovi amici, partecipanti al ritiro. Dormendo sul divano, in sala da pranzo, avremmo pagato solo 11 euro a notte! Per noi un lusso. In casa avevamo due bagni, una cucina ed eravamo immersi nel verde. Abbiamo vissuto in quella comune improvvisata per tutto il ritiro.

E durante il ritiro abbiamo messo i nostri mandala e le borse indiane su un banchetto e li abbiamo venduti. Così abbiamo potuto pagare l’agriturismo, pagare la spesa comune e il viaggio di ritorno. Non avevamo programmato nulla ma abbiamo avuto fiducia e seguito le nostre intuizioni.

 

Se vuoi fare veramente qualcosa, nulla può fermarti. Nemmeno la scusa dei soldi. Certo, ci vuole spirito di adattamento ma è anche questo che, secondo me, contraddistingue il viaggiatore dal turista.

 

Chandana

 

 

 

 

 

 

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