Perché la meditazione ti aiuta a superare meglio i problemi

La meditazione va molto di moda in questo periodo, mi verrebbe da aggiungere insieme all’alimentazione vegetariana/vegana (si, dai c’è pure chi lo fa per moda) e quell’alone di santità new age e vestiti bianchi che avvolge tutto questo. Sorrido quando penso che, anni fa, agli albori della mia pratica, ero vista da amici e conoscenti come una pazza scatenata. Probabilmente ai loro occhi sono ancora così ma me ne sono fatta una ragione. 🙂

Fate ancora parte di quella religione?

Chiedevano a me e alla mia migliore amica, colpevole (ma no, sto scherzando! Hai fatto bene!) di avermi portata in quel luogo che si chiama centro di meditazione e che frequentiamo ormai da… abbiamo perso il conto. C’è chi pensa basti una app sul cellulare per meditare, o seguire una visualizzazione guidata su youtube per carpire i tranelli dell’ego. Magari! In realtà questi sono giochini che possono permetterci di avvicinarci ad un mondo oceanico e meraviglioso (e rilassarci un attimo. Niente di più).

Il magico mondo del contatto con noi stessi. 🙂

Che tu scelga un ritiro di vipassana, una tecnica antica e sempre attuale (ce ne sono diversi in Italia e ad offerta libera, se ti interessa sto preparando un articolo che riguarda questo percorso), le meditazioni attive di quel burlone di Osho o altri approcci, meditazione dopo meditazione la qualità della tua vita cambierà.

Credit Ashley Bats, Unsplash

Una precisazione fondamentale

Quella che noi chiamiamo meditazione è una tecnica che ci conduce sulla soglia. La meditazione vera e propria accade ed è uno stato naturale dell’essere. Gli indiani utilizzano una parola per indicare questo stato naturale: Dhyāna. Un maestro inglese che ho seguito dal vivo, Avasa, ci diceva sempre che le tecniche sono giocattoli. Potevamo utilizzarli, per diletto, ma la meditazione vera e propria è un’altra cosa.

La meditazione vera e propria accade ed è Dhyāna.

Credit Chris Ensey, Unsplash

Quindi che fare con questi giocattoli?

Li abbiamo, quindi utilizziamoli! E non siamo presuntuosi credendo che possiamo fare tutto da soli. I maestri e i facilitatori all’inizio (e per inizio intendo anni) servono. Per verificare se stiamo effettuando bene la tecnica, per farci notare quando l’ego incede e lo stiamo scambiando per altro (le famose fantasie spirituali, dicesi anche pipponi). Come avrebbe fatto, per esempio, Obi Wan Kenobi senza il maestro Yoda? (Se non hai ancora visto Star Wars e ti interessa la spiritualità dovresti rimediare. Non è solo un film di fantascienza, ma una saga che contiene insegnamenti esoterici e può essere guardata secondo diversi strati di comprensione).

Che la Forza sia con te!

Credit Jim Tegman, Unsplash

Ogni maestro, o maestra, prima di accendere la sua maestria interiore, ha avuto i suoi punti di riferimento. Vedo gente che guida meditazioni come niente fosse.  Senza aver praticato più di tanto. Purtroppo la presunzione è una brutta bestia, anche in questo mondo ci sarebbe una gavetta da seguire.

Se però hai voglia di apprendere, e imbocchi il percorso giusto per te, con il maestro o il facilitatore – ma anche maestra o facilitatrice – preparato e consapevole (e sottolineo preparato), affine al tuo modo di essere, la meditazione ti cambierà la vita. Perché, tecnica dopo tecnica entrerà a far parte della tua routine quotidiana, diventerà come una fragranza che si sprigiona da ogni tua azione.

Imparerai a non lasciarti più pilotare dalle emozioni ma attiverai una tua bussola interiore. Essa ti guiderà nei momenti più difficili e nebbiosi e ti porterà a compiere le scelte giuste per il tuo percorso. E se non saranno giuste riuscirai subito a parare il colpo!

A volte mi ritrovo a compiere delle azioni senza nemmeno sapere perché, poi scopro, con il senno di poi, che andava bene così. Perché la bussola interiore ci muove senza pensare, è istinto puro e non mente.

A Rishikesh

I meditatori e la rabbia

C’è questo luogo comune che se mediti non ti puoi arrabbiare e devi essere sempre gentile e con il sorriso serafico anche con chi ti pesta i piedi. Questa è ipocrisia. Se mediti ti arrabbi lo stesso, ogni tanto. Però ti rendi conto di quello che ti sta accadendo e puoi decidere se canalizzare questa forte energia (perché di questo si tratta) in un determinato modo come ho scritto nell’articolo sulla meditazione dinamica, uno strumento meraviglioso che ci insegna a non giudicare la rabbia, non averne paura e contattarla in modo creativo, in uno spazio protetto.

Credit Tim Goedhart, Unsplash

La meditazione insegna a sdrammatizzare

Quando mediti da qualche anno (e non dopo qualche giorno o qualche app, a meno che tu non sia Buddha in persona) impari a sdrammatizzare le situazioni e anche a prenderti poco sul serio. Ti rendi conto di essere molto di più del personaggio che, involontariamente, hai sempre recitato. E che, dentro te, c’è qualcosa che va oltre la personalità. Ti ridimensioni e vedi quali sono le vere priorità della vita.

Problem solving a me!

Di natura sarei abbastanza emotiva ma, anche in situazioni estreme, mi ritrovo ad avere sangue freddo e problem solving. Un bel respiro profondo e via. Spesso la soluzione è oltre i soliti schemi e meccanismi, e trascende la famigerata zona di comfort. Senza la meditazione non sarei riuscita ad andare oltre, o forse si ma chissà tra quanti anni.

Chi può meditare?

Chiunque, dai bambini agli anziani! Non importa il tuo cammino o religione di provienienza. La meditazione è un bene universale. Yoda, il tuo maestro interiore sta aspettando a braccia aperte la tua epifania spirituale. 🙂

Hai mai meditato?

Credit Victor Garcia, Unsplash

 

Sara Chandana

Macara vagabonda, ama aggirarsi nelle medine arabe, nei templi indiani, nei borghi salentini o sperduti nel mondo a sentimento, collegata con la Terra e il Cuore.

11 Risposte

  1. mamma naturale ha detto:

    io ho fatto yoga kulandini e meditazione per diversi anni e ne traevo davvero numerosi benefici, ho fatto anche i primi due livelli di reiki e quando praticavo con costanza il mio corpo ne giovava davvero così come la mia mente, ora ho molto meno tempo col bambino piccolo ma mi sono ripromessa di essere più costante

  2. Sabina Samogin ha detto:

    Sono anni che dico che dovrei fare meditazione seriamente per contenere la mia impulsività. Ma ancora non mi sono decisa, Yoga o qualche altra disciplina (non conoscevo vipassana) gioverebbero sicuramente al mio corpo oltreché alla mia mente. Ma, leggo, che si può fare anche da anziani quindi sono ancora in tempo….

  3. Valeria ha detto:

    Ci ho provato tante volte e con diversi maestri ma ci ho rinunciato troppo presto. Il mio essere troppo occidentalmente incline al metodo filosofico del dubbio, troppo razionale, poco capace di abbandono del controllo, mi impedisce di ottenere dei risultati anche se sono molto attratta da questo mondo che mi sfugge.

  4. Silvia Faenza ha detto:

    Io faccio Yoga da anni e mi aiuta tantissimo a sentirmi meglio e anche a vedere un po’ dentro di me e nella mia mente. Oltre allo yoga sono appassionata anche di meditazione indiana, che veramente permette di ritrovare se stessi.

  5. Dany M ha detto:

    Ciao! Io ho fatto yoga alcuni anni fa, ma per pochissimo tempo e mi sono stupita del potere che ha sulla persona.. Quasi non ci credevo!Ps. ma tu avevi un blog che si chiamava chandana blog ? perchè ti leggevo quando ho iniziato!

  6. M.Claudia ha detto:

    Questo argomento mi affascina e mi incuriosisce molto. Purtroppo io vivo in un paese dove niente di tutto questo esiste, ma visto che esistono addirittura delle app o dei video su youtube (puoi indicarmi qualche canale?) approndirò l’argomento.

  7. Noemi Bengala ha detto:

    Sai che mi piacerebbe fare un’esperienza in un ritiro meditativo? Io pratico il Buddismo da tanto tempo e ogni giorno mi sembra come se fosse il primo per le csoe che imparo. Mi piace quando dice che la meditazione è un fatto naturale. la penso anche io così.

    • Sara ha detto:

      Ciao Noemi, allora un ritiro di vipassana potrebbe essere l’ideale! Almeno una volta all’anno partecipo ad un ritiro di meditazione, o ne faccio uno da me in natura. Ormai è una necessità. 🙂

  8. sara scagnoli ha detto:

    Non ho mai fatto meditazione ma è un argomento che mi ha sempre affascinato moltissimo, pultroppo vivo in un paese dove non ci sono nemmeno corsi di questo tipo.

  9. thessss ha detto:

    Ho incominciato un paio d’anni a fare meditazione! e devo dire che mi sento molto meglio rispetto a prima, oltre a piu centrata con i miei pensieri visto che ho un mente frenetica ossia faccio 4 cose alla volta la maggior parte del temp….

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