Come affrontare il ritorno da un lungo viaggio – manuale di sopravvivenza

Sara Chandana

Una zingarella vegetariana a spasso per il mondo

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39 Risposte

  1. Gabriella ha detto:

    La fine di un viaggio mi sempre messo tristezza, a volte addirittura quando ero più piccola, con vere e proprie crisi di pianto… ora so che i viaggi sono un arrichimento per lo spirito e per la mente, da tenere come tesoro….

  2. Non ho un metodo per affrontare i giorni dal ritorno di un viaggio. Ho sempre pensato di fare qualche “giorno cuscinetto” ma non di più. Per il resto ho trovato i tuoi consigli molto preziosi❤️

  3. alessia ha detto:

    Io amo viaggiare ma amo anche tornare. Forse il fatto che amo la montagna e la mia vita mi permette di non veder l’ora di tornare per fare quel trekking qui li e là….insomma pensiamo avanti e pensiamo positivo 😀

  4. Nicoletta ha detto:

    Ciao Sara, il tuo post è molto preciso e completo, e comprendo le sensazioni di cui parli nonostante non sia mai stata lontana da casa più di un mese. Tutti i suggerrimenti che dai tu sono perfetti, soprattutto trovo che il contatto con la natura, che ricerco spesso con lo sport, possa riportarci facilmente nella dimensione del viaggio e della riflessione. Ma per me c’è solo un modo per “resistere” al ritorno da un viaggio: pensare al prossimo! Avere già una nuova data di partenza, un itinerario da programmare o un Paese da studiare, è il mio stimolo preferito per resistere alla “gabbia” quotidiana.

  5. L’unico modo di affrontare al meglio il rientro da un viaggio è sicuramente quello di ripartire per un’altra avventura immediatamente. Ma purtroppo non sempre è possibile, quindi quando rientro da un viaggio, metto in ordine tutte le esperienze e le pubblico sul mio blog.

  6. Dani ha detto:

    Il rientro è sempre difficile. Io cerco di affrontarlo pensando alla prossima partenza 🙂

  7. Complimenti davvero, un bel post profondo. Mi hai dato tanti spunti di riflessione, come quello dei giorni cuscinetto (che non prendo mai per mancanza di tempo) e di non ricardere sempre nella solita routine con chi non viaggia mai per paura. Che poi mi fanno pure sentire in colpa!
    p.s. Io uso l’app CALM per meditare, è pure gratutita e mi fa bene, devo essere onesta.

  8. Letizia Valeri ha detto:

    Il rientro dalle vacanze è sempre traumatico…. le valigie da disfare, il ritorno alla quotidianità ed al lavoro… però con questi piccoli accorgimenti che ci hai scritto tutto sarà più soft e leggero. Grazie di questa guida.

  9. Giulia | Little Miss Spaghetti ha detto:

    Interessantissimo! Io soffro parecchio della depressione post vacanza/rientro e penso che questi consigli che dia siano super utili! grazie!

  10. mayad ha detto:

    Ciao! Tornare da un viaggio e tornare alla routine quotidiana non è sempre facile ma credo che il nuovo bagaglio di esperienze possa dare la spinta giusta per riprendere.
    Mayad

  11. diparaffo ha detto:

    il lato oscuro dei bei viaggi è rappresentato dal “ritorno alla realtà”. ottimi consigli per affrontare il problema. complimenti

  12. stamping the world ha detto:

    in genere viaggio per lunghi periodi, da un paio d’anni non viaggio se non per minimo un mese e mi ritrovo a farlo spesso. a volte per me la fine del viaggio è triste da un lato, ma anche un bisogno di vedere casa! 🙂

    • Sara Chandana ha detto:

      Si, comprendo benissimo il bisogno di vedere casa. Il bello è che mi passa dopo qualche giorno. Il richiamo del viaggio è troppo forte e se potessi ripartirei subito. Bellissimo partire per almeno un mese, si viaggia in modo totalmente diverso.

  13. Sofia ha detto:

    Io sono molto preoccupata per il rientro dal giro del mondo. Non so se potrò abituarmi 😉

  14. Raffi ha detto:

    Sono davvero tutti ottimi consigli. Qualcuno lo attuo da diversi anni, ma qualcuno proprio non lo avevo pensato e cercherò di inserirlo nella mia lista di “To do”. Grazie

  15. Questo post è sempre attuale e solo chi viaggia davvero vivendo il viaggio può comprenderlo. Il rientro è sempre la parte più difficile ed odiata…

  16. Mi ritrovo, in tutto. A me è successo non solo di ritorno da viaggi intensi come quello in India, ma anche e soprattutto dopo il lungo ritiro a Plum Village, dove ho sperimentato una pace e gioia del cuore, unite a una totale Presenza, come mai era stato, fino a quel momento. Il ritorno è stato impegnativo, ma sono assolutamente consapevole che la pratica – e il Viaggio – più importanti, sono quelli della vita di tutti i giorni.

    L’immersione nella natura – che fa capolino ovunque, anche in città – la meditazione, le pratiche energetiche, ma soprattutto la pratica della gentilezza e dell’empatia, con noi stessi, con gli “altri” e verso Madre Terra, sono la chiave del (V)viaggiare .

    • Sara Chandana ha detto:

      Plum Village è un luogo che affiora spesso nella mia mente, non so perché. Sicuramente il ritorno da un ritiro del genere deve essere forte. Ricordo il mio ritorno in Salento da un ritiro sul risveglio. Mi sentivo proprio come descrivi tu ma l’ambiente circostante era su un’altra frequenza e non fu facile. Eppure il gioco continua anche fuori dal viaggio e dai ritiri. Durante queste esperienze acquisiamo degli strumenti importanti che possono essere un grande sostegno dopo, una delle tante chiavi del (V)viaggiare, come dici tu. Un abbraccio.

  17. Stefania Ciocconi ha detto:

    Io non sto mai molto lontano da casa ma già mi sento triste l’ultimo giorno di viaggio pensando che devo tornare alla routine quotidiana. La gente poi non sembra capire il bisogno che ho di visitare nuovi posti, mi fanno i conti in tasca su quando spenderò e criticano i luoghi dove vado!

  18. Valeria A ha detto:

    Viaggiare fa crescere, sono esperienze di vita che fanno fatte per confrontarsi con il mondo e anche con se stessi. I viaggi si devono vivere 🙂

  19. Silvia ha detto:

    Questo tuo articolo mi piace molto, ha tanti spunti di riflessioni. Il rientro da un viaggio, che sia di pochi giorni oppure di mesi è sempre traumatico.

  20. Claudia ha detto:

    Io quando torno da un viaggio inizio a pensare al prossimo. Per me è difficile lavorare giorno dopo giorno senza un viaggio come obiettivo. Facendo così mi godo per i mesi che mi restano le sensazioni del precedente viaggio buttandomi a capofitto nell’organizzazione del successivo.

  21. Veronica ha detto:

    Che sensazione brutta, a volte quasi non viaggerei per evitare il ritorno. La tattica dei giorni cuscinetto l’adotto anch’io!

  22. Valentina ha detto:

    Ottimi consigli, per nulla scontati, su come affrontare un periodo che a volte si può rivelare particolarmente difficile e provante! Vedrò di farne tesoro! 🙂

  23. Clara Nubile ha detto:

    Bello questo approfondimento. I ritorni dall’India sono pesanti, difficili da smaltire, sembra di essere catapultati da una dimensione all’altra, e facciamo così tante resistente a ritornare. Però possiamo cambiare pelle e abituare chi ci sta accanto a una nuova versione di noi, quella arricchita dal viaggio. Eppure, diventa difficile. Mi è successo di tornare da viaggi lunghi e intensi, e di non poter condividere con gli altri, perché il bisogno degli altri era inglobarmi nella loro routine… subito, e a tutti i costi… e quindi mi ritrovavo come una macchina a riprendere la mia vita in occidente. Che grosso errore! Poi, altre volte, tornavo ma con la mente e con il cuore ero altrove, e ciò mi provocava sofferenza e insofferenza 😉 lasciavo gli orologi del computer e del telefono sull’orario indiano, ecc ecc. Anche quello è sbagliato, perché aumentava le distanza tra me e gli altri.
    Condivido la necessità di giorni cuscinetto. Per smorzare, addolcire. A questo ritorno, come sai, mi è stato impossibile, ma mi riprometto di atterrare su un dolce cuscino una volta che finalmente sarò in Puglia. Grazie, come sempre, per gli spunti

    • Sara Chandana ha detto:

      Carissima Clara, condivido ogni parola di quello che hai scritto.
      Quando vado in India, invece, metto l’orologio anche sull’orario italiano (ho una doppia opzione sullo smartphone) perché mi piace immaginare cosa stiano facendo i miei famigliari. 🙂
      Il dolce cuscino ti attende per un riposo ristoratore. Ti abbraccio.

  24. Faenza Silvia ha detto:

    Davvero un bellissimo post, i tuoi consigli sono davvero preziosi specialmente dopo un lungo viaggio riprendersi diventa un po’ difficile! Io dal ritorno dagli USA, sono stata triste per mesi perché avrei voluto trasferirmici!

  25. Lucrezia ha detto:

    Anche io come molte ho apprezzato l’idea dei giorni cuscinetto comunque sicuramente resta il punto che il rientro, dopo un lungoviaggio intenso, non è facile. Forse potrei dire che cerco di apprezzare le piccole cose che ho solo a casa: un buon caffè o la risata con una collega o un amica con cui ho un’intesa unica. Il senso di spaesamento dei primi giorni resta comunque, non lo supero

  26. Un viaggio come il tuo ti ha fatto rientrare diversa, ne lascia traccia. Ogni viaggio secondo me regala sempre un accrescimento. Rientrare e tornare alla quotidianità è sempre difficile

  27. Raffaella ha detto:

    Che bella riflessione: dice tante sacrosante verità! Ti capisco perfettamente quando parli della sensazione di come la tua realtà ti stia stretta dopo che torni da un’esperienza di viaggio impattante. Mi sembra però che tu abbia anche trovato degli ottimi strumenti per gestire questa situazione.

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