A volte la scelta la più coraggiosa è non partire – scegliere di perdere il volo

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    Credit Edho Pratama, Unsplash
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    Credit Suhyeon Choi, Unsplash
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    Credit Natasha Ong, Unsplash

Scegliere la meta del cuore, o del momento, mettere i soldi da parte. Cercare quel volo, trascorrendo anche notti a monitorare i voli, confrontando le offerte. E poi quei momenti di emozione, mentre stai pigiando il tasto acquista. La sensazione di aver fatto una cosa fantastica, l’attesa. I preparativi, le piccole cose da acquistare che serviranno in viaggio.

E poi accade qualcosa, piccoli campanelli d’allarme. Segnali per alcuni impercettibili ma che tu non puoi ignorare. E così, seguendo l’intuizione, ti ritrovi a scrivere un post come questo, mentre il tuo volo è già in direzione Marrakech. Questa volta ti racconto di quando la scelta più coraggiosa è non partire. Scegliere di perdere un volo, stare a casa con quello che c’è. Confrontarsi con le sensazioni scomode e accettarle, sapendo di aver fatto, in ogni modo, la scelta giusta.

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Se segui il blog da tempo sai che per il Marocco ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine. Me ne sono innamorata a prima vista, nonostante 20 giorni in questa terra, da viaggiatrice zaino in spalla, non siano stati una passeggiata. Questa è la mia esperienza, altre saranno diverse. Ogni viaggio ci offre quello che cerchiamo e io a questo, come altri, avevo dato una direzione precisa. Più di due settimane per esplorare una porzione di Africa, ascoltare me stessa in confronto con un mondo totalmente diverso dal mio, cercando possibili punti di contatto.

Dare una direzione

In viaggio è importante, se lo fai in modo slegato da tour di gruppo e agenzie. Perché sei senza protezione e dare un intento ti aiuterà. Almeno, questo è il mio approccio  – in continua evoluzione – non posso condividere se non quella che sono e sperimento. Ma il mio intento si è sgretolato per strada mentre i segnali dicevano di non partire. Li ho messi da parte, continuando con i preparativi. Intanto osservavo.

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Campanelli d’allarme

Una telefonata importante che riguarda una questione da risolvere. Un genitore che non sta benissimo. Una cancellazione inaspettata dell’hotel, come se nella mia carta non ci fossero soldi. L’hotel in cui sono già stata che, stranamente, dice di non offrire il servizio taxi. E tante altre cose che tengo per me. Così mi ritrovo a non partire, ascoltando me stessa e, nonostante il forte processo interiore che ho dovuto attraversare in questi giorni, so di aver fatto la scelta giusta.

A volte è meglio perdere il volo

Sapere di partire e lasciare delle questioni in sospeso non mi faceva sentire tranquilla, oltre a tutto ciò che, come ho detto su, tengo per me. Resto e affronto tutto. Rimando questo viaggio, dopo l’estate, e mi piace pensare che una parte di me, adesso, stia volando su quell’aereo. E che stasera quella parte di me attraversi piazza Jemaa El Fna, tra ronde musicali, giocatori d’azzardo, baracchini di cibo fumante, e vada verso il mio albergo. Quello spartano ma che ha una vista sulla piazza, quel grande circo. Da lì in pochi minuti, la mattina, posso raggiungere il mio bar preferito. E ordinare un caffè italiano al mio amico A. che mi accoglie con un sorriso sfrontato dicendomi nel suo italiano arabeggiante: “Alloraaa?”.

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A volte è meglio perdere il volo, nonostante i sacrifici fatti per acquistare quel biglietto. Perché partire così allo sbando, e intendo come sensazione interiore, non fa più per me. Perché non posso partire se, a casa, tutto non è ok e se non lo è nemmeno nel luogo che dovrò raggiungere.

E tu hai mai perso un volo? Che sensazioni hai provato?

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Sara Chandana

 

 

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

5 Risposte

  1. rosy ha detto:

    Concordo in pieno con te. Io non ho perso un volo ma ho perso un weekend che dovevo fare con degli amici a Firenze. Purtroppo quel periodo mio padre non stava bene e di frequente dovevamo scappare in ospedale. Preferisco non partire perché tanto poi avrei il pensiero di quello che ho lasciato a casa e non mi godo la vacanza.

  2. Valentina ha detto:

    Non mi sono mai trovata in una situazione simile, ma al posto tuo credo che avrei fatto esattamente lo stesso, non sarei partita! Intanto mi auguro che la tua mamma o il tuo papà stiano bene e che tu riuscirai presto a tornare in Marocco (ti capisco bene, anche io me ne sono innamorata e non vedo l’ora di tornarci)

    Un abbraccio

  3. Giovy Malfiori ha detto:

    Partire senza avere un progetto, fosse anche di crescita personale senza che ci sia un itinerario sotto, non ha davvero mai senso. Non ce l’ha a nessuna età. Il viaggio è sempre qualcosa di più.

  4. Clara Nubile ha detto:

    Hai fatto benissimo, cara amica. Anche non partire è una scelta coraggiosa, molto.

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