11 lavori hippie da fare in viaggio, in giro per il mondo

  • sydney-rae-151447-unsplash
    Credit Sydney Rae
  • toa-heftiba-250947-unsplash
    Credit Toa Heftiba
  • tran-phu-572268-unsplash
    Credit Tran Phu
  • gnomo david-martin-1141624-unsplash
    Credit David Martin
  • rustic-vegan-756637-unsplash
    Credit Rustic Vegan
  • max-rovensky-545700-unsplash
    Credit Max Rovensky
  • akshar-dave-613564-unsplash
    Credit Akshar Dave
  • helena-lopes-633154-unsplash
    Credit Helena Lopes
  • aditya-chinchure-1043591-unsplash
    Credit Aditya Chinchure
  • whereslugo-453550-unsplash
    Credit Whereslugo
  • renee-fisher-1113986-unsplash
    Credit Renee Fisher
  • fancycrave-307432-unsplash
    Credit Fancycrave
  • ravi-sharma-490718-unsplash
    Credit Ravi Sharma

Frikkettoni di tutto il mondo, unitevi! Questo è il post che fa per voi! 🙂

Che tu sia frikkettone o meno, questo post potrebbe ispirarti se viaggi, o decidi di farlo, per lunghi periodi con piccolo budget. Sono cresciuta in una famiglia molto singolare e i miei genitori da giovani erano parecchio figli dei fiori, sono venuta su come una piccola hippie, libera e selvaggia e questa parte vive sempre dentro di me. E stamattina ha scalpitato per scrivere questo post, con una bella dose di verità  e un’altra d’ironia.

Alterno periodi lunghi in Salento a periodi lunghi in viaggio ma trovo sempre il modo per sbarcare il lunario e, a questo proposito, ho anche scritto un post su Viaggiare senza soldi (o quasi) si può. Mi sono resa conto che viaggiando per periodi lunghi, mantenendo uno stile di vita sobrio, posso spendere molto meno che in Italia. Dipende anche dalla meta, sicuro. Mi sto perdendo molto in chiacchiere, meglio passare al sodo!

Ecco la lista di 10 lavori hippie da fare in viaggio!

1. Raccogliere le mele, o la frutta in generale, fare la vendemmia

Ho conosciuto diversi viaggiatori, e viaggiatrici, che svolgono lavori stagionali per poi mettere da parte i soldi e partire verso mete esotiche per il meritato riposo, e divertimento. La prima volta ne sentii parlare, da bambina, dai miei genitori hippies poco più che ventenni (ma c’è anche una parte della famiglia borghese e intellettualoide, non ci facciamo mancare nulla).

In quell’occasione fu narrato che mia mamma, adolescente, lasciò un biglietto a sua nonna (con cui viveva e che era andata a lavorare nei campi) avvisandola che:

Sto andando in Trentino a raccogliere le mele.

Roba da farti venire un infarto. Mele non ne trovò ma in compenso, al ritorno c’ero io nella pancia. Insomma una fuitina parecchio alternativa. Che si tratti di una leggenda metropolitana di famiglia, o mera realtà, io sono cresciuta con la fissazione di raccogliere le mele in Trentino, tra gli gnomi  e le fate, e non l’ho ancora fatto.

Credit Sydney Rae

2. Lavorare per uno dei tanti host di workaway

Se non lo conosci ancora (perché è possibile, non possiamo sapere tutto), workaway è una piattaforma che permette di visionare tantissimi progetti sparsi nel globo e decidere di aderirvi. Si va dal lavoro in orto in Nepal, al progetto di agricoltura in Brasile, alle lezioni a bambini salvati dalla strada in una scuola indigena in Guatemala, alle pulizie negli studi di yoga in India, al lavoro con i cavalli e i bambini in una foresta nel nord della Svezia eccetera eccetera.

Solitamente è richiesto un aiuto di 4 o 5 ore al giorno per 5 o 6 giorni a settimana. Non c’è una retribuzione, si basa sullo scambio, ma viene offerto vitto, alloggio (spesso si dorme in camera con altre persone), quasi sempre wifi (perché probabilmente te lo stai chiedendo eheheh). Soprattutto si ha la possibilità d’immergersi nella cultura locale, stando a stretto contatto con la gente del posto. Questa è una grandissima ricchezza.

Credit Ravi Sharma

3. Vendere energy balls al tramonto, a Pushkar in India

Questo si che è lavoro hippie con i controcaxxi! 🙂

Ora non intendo creare concorrenza alla giovane viaggiatrice che vendeva energy balls (quei gustosi dolcetti vegani a forma di pallina che dicono siano anche così sani!) al tramonto a Puskar, in Rajasthan. Però l’ho stimata perché è stata creativa e si è inventata un’attività da svolgere in viaggio, per pagarsi che ne so, la guesthouse o i pasti.

Ogni giorno uno degli inviti più diffusi a Pushkar è: “Ci vediamo al Sunset!”. E con questa frase si intende un punto preciso sui ghat che scendono nel magnificente lago sacro, dove turisti e locali si radunano per guardare un poetico tramonto e salutare il sole tra musica, danze e allegria.

Ci andavo spesso, anche da sola. Questa ragazza, che veniva non so da quale parte del mondo, passava proprio in quel breve lasso di tempo. Aveva un gran sorriso sulle labbra e porgeva il suo vassoio d’acciaio tipico indiano, stracolmo di energy balls e adornato con petali di rose di Pushkar (una varietà di rosa profumatissima) guardando le persone una ad una. E vendeva, oh se vendeva!

Non solo al tramonto ma anche nei baretti indiani, chiamiamoli così. Lasciava le sue energy balls in conto vendita. Lo so perché una mattina, ero stravaccata per terra (stavo lavorando ma non sembrava) nel mio localino preferito, a conduzione familiare, lei entrò per accordarsi con il gestore. Non male come idea, no?

Credit Toa Heftiba

4. Dare lezioni di yoga, o meditazione o di qualsiasi altra cosa, sulla spiaggia

Ho visto fare questo sulla spiaggia di Arambol, ormai ex paradiso hippie a Goa ma un amico mi ha parlato del Cile e so che lo fanno ovunque sia possibile. Un insegnante di yoga, così come un artista o un massaggiatore, ha la possibilità di portare ovunque il proprio lavoro. Perché non arricchire lo scenario che si visita con i propri talenti?

C’è chi insegna a costruire un acchiappasogni, chi offre lezioni di cucina…

Personalmente ho insegnato a tessere ojos de dios/mandala nella verandina della mia dignitosa capanna sulla spiaggia, proprio ad Arambol e questo mi ha permesso di pagare la nottata lì. Come ho pagato le altre notti? Passa al punto successivo.

Credit David Martin

5. Vendere artigianato sulla spiaggia, o dove ti pare

Sempre ad Arambol, ogni giorno, al tramonto (il momento del tramonto è molto acclamato in India, salutare il sole è una cosa seria) si svolge sulla spiaggia un mercatino incantevole dove artigiani di tutto il mondo espongono le loro fantasiose creazioni. Tutto è in regola, passano degli impiegati indiani con un blocchetto e una ricevuta, all’epoca ho pagato 20 rupie, l’equivalente di qualche centesimo. Vendevamo mandala, eravamo in 2, che tessevamo sul momento o qualche ora prima.

Non si guadagnava chissà cosa ma con quelle rupie potevamo coprire il costo di una nottata, o di un pasto, e lo trovavamo divertente. Era anche una bella occasione per fare rete con altri viaggiatori, e artigiani, scambiare chiacchiere, risate e consigli, conoscere gente nuova anche tra chi passava.

Credit Tran Phu

6. Vendere tranci di pizza in spiaggia in Sud America

Si, ancora vita da spiaggia ma cosa ti aspetti da una salentina? 🙂

Non sono stata, ancora, in Sud America ma alcuni amici fidati mi hanno raccontato questo. Si prepara una pizza (anche cruda e vegan), una focaccia, o qualsivoglia, e si va in spiaggia. Molto importante essere puliti, sorridenti e amichevoli. E prima di gettarsi in questa impresa fare un giro di ricognizione per capire quali sono le regole del luogo, perché non vogliamo fare i fuorilegge, vero?

Credit Rustic Vegan

7. Dare sessioni di massaggi, o reiki in location da cartolina

Quando si viaggia a lungo in determinati luoghi si può cogliere l’occasione per frequentare corsi di discipline olistiche (e che magari in Italia costerebbero un occhio della testa). Se hai fatto questo, o se possiedi già almeno uno di questi titoli o competenze, puoi offrire sessioni in viaggio. Che sia nel tuo appartamento, sulla spiaggia o dove ti pare, lanciati! La trovo una buona occasione per fare esperienza e per sbarcare il lunario.

Sempre informandosi circa le regole del luogo o, al massimo, chiedendo un’offerta libera.

Credit Max Rovensky

8. Organizzare momenti musicali per cantare insieme tra le palme da cocco

Se sei un musicista, o una cantante, puoi organizzare momenti musicali tra le palme da cocco ma anche tra gli ulivi. 🙂

Parla con il gestore di un locale che trovi ispirante, o un centro che può ospitarti. Quando ero a Goa (sempre lì perché ci sono tornata diverse volte e ho vissuto quasi 2 mesi, di follia) un tizio occidentale teneva incontri di canto di mantra, per occidentali, al mattino. Aveva chiesto uno spazio disponibile presso il villaggetto yoga nel quale dormivo in quelle notti e faceva pagare questi incontri anche a caro prezzo.

A me sembrava una cavolata, ma andava alla grande tra le occidentali in vacanza che cantavano estatiche in coro con lui. Un giorno una di loro mi disse:” Questo percorso mi sta aprendo il cuore”. Beata lei ma soprattutto… beato lui!

Credit Akshar Dave

9. Dare una mano in un ostello, o in un locale

Durante uno dei miei soggiorni a Goa ho notato che diverse occidentali, soprattutto russe, lavoravano nei locali turistici. Io stessa avrei avuto la possibilità di farlo (nonostante non sia russa ma piccola e nera 😛 ). Con paga indiana, certamente. Matteo, mio fratello, era con un’amica a Varanasi quando i gestori del locale che frequentavano ogni giorno chiesero loro se avessero voglia di lavorare lì. Volendo, avrebbero potuto farlo. A loro fa piacere un volto straniero dietro il bancone, di certo non sono razzisti.

Credit Helena Lopes

10. Vendere chai nei festival o artigianato nella pirate zone 🙂

Mi trovavo ad un festival psy-trance (avevamo allestito la cultural area e holistic area con i mandala) quando al mattino, mentre aprivo la cerniera della tenda, sentii una voce: “Chai, chai!”. Si finì a bere chai con un’amabile coppia che si era inventata questa dignitosa attività per pagarsi le spese (lo faceva anche Mooji, maestro risvegliato, al mercato di Londra). Dopo qualche mese eravamo in India a casa loro, circondati da un giardino lussureggiante.

C’è chi propone artigianato nella pirate zone, e chi vende nella zona ufficiale. Insomma, c’è sempre una soluzione!

Credit Aditya Chinchure

11. Tagliare erba in California, magari con la musica di Bob Marley come sottofondo

Ed eccolo, il più hippie dei lavori! Un sogno da realizzare! Mi sono informata prima  (Ne parla pure il Rolling Stone, ma pensa) di scrivere questo stralcio, da gennaio 2018 in California è diventata legale la vendita della marijuana a scopo ricreativo. Quindi non accusarmi di essere una ragazzaccia. Scherzi a parte, non vedevo l’ora di arrivare a questo punto per scriverlo, questo è il massimo della mia trasgressione.

Non ho idea di come funzioni, nello specifico, questo lavoro di giardinaggio quindi prendilo con le pinze e, come ho già detto su, informati sulle leggi nazionali. Ho parlato, in viaggio, con diverse persone che hanno affermato di averlo svolto ma non è una mia esperienza. Anche perché non sono mai stata in California!

E qui scatta l’aneddoto…

Credit Whereslugo

 

Non posso dimenticare una coppia conosciuta in Germania in aeroporto, davanti la fermata del bus. Erano appena sbarcati, freschi di California. Lei tedesca e lui israeliano. I loro vestiti intrisi completamente di quell’odore, loro pacifici e sorridenti stavano andando dalla famiglia di lei per il grande incontro. Noi stavamo andando ai mercatini di Natale a Karlsruhe.

Salimmo su flixbus (pubblicità gratuita a flixbus, evvai! Datemi lo sconto!) poco dopo, ci eravamo incontrati per caso alla fermata. Non li vidi più dopo un incursione d’impatto cinematografico della corpulenta, e gentilissima devo ammettere, polizia tedesca a bordo, i cani puntarono direttamente loro! Che se li siano mangiati?

A onor del vero i poliziotti decisero di perquisire il bagaglio ad alcuni passeggeri stranieri, ovviamente c’ero anche io. Italiana super colorata con lo zainone viola. Uscii al freddo e, bestemmiando dentro di me, posai lo zaino sul tavolo che avevano appena montato per l’allegra occasione. Un poliziotto frugò, con estremo tatto, nella mia roba. Fu molto gentile, lo devo ammettere. Io ero super tranquilla ma molto infreddolita. Cosa ne poteva sapere lui di avere di fronte una blogger? 😛

Alla fine mi disse, sorridente:

Benvenuta in Germania!

Oh, Danke!

Sorrisi, molto shanti. Avrei voluto rispondere:

Benvenuta un paio di palle!

(E stavolta non intendevo quelle energetiche, scusa se oggi sono scurrile).

Quante avventure questa donna! 🙂

Credit Renee Fisher

Chiude così l’allegra carrellata di lavori hippie ma prima di salutare ci tengo a precisare che:

  • Nessun hippie è stato maltrattato per scrivere questo post, o per ricevere informazioni circa lavori strani.
  • Gli hippies non sono sporchi e senza voglia di lavorare, sfatiamo questo stereotipo, e sfatiamo gli stereotipi in generale. I fannulloni svogliati che non si lavano esistono da che mondo e mondo e sono etichettati in diversi modi.
  • Anzi, ci sono addirittura hippies laureati! Pensa un po’.
  • Gli hippies non sono ipocriti figli di papà con il conto in banca. Magari tra coloro che si presentano come hippies (Hey, ciao sono un hippie!) ci sono delle persone che hanno genitori ricchi, magari sono ricchi anche loro. Qualcuno può essere ipocrita ma a noi cosa frega. Vivi e lascia vivere.
  • Gli hippies mi sono simpatici, tranne quelli che si definiscono hippies e non si lavano e si abbracciano per ore dicendo cose del tipo:” Ohhhh ahhhhh, che bella energia” e poi palpano (tra questi ci sono anche diversi sannyasin, a cui voglio bene, nonostante tutto) contribuendo ad alimentare lo stereotipo.
  • Questo è un post ironico ma tutti i lavori, o presunti tali, sono veri.
  • Ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale, forse.

E tu, conosci o hai svolto qualche lavoro strano?

A presto!

Peace and Love!

xxx

Sara

 

 

 

 

 

Sara

Zingara. Amante della natura. Yogini. Minimalista. Amo il caffè e cantare da mattina a sera.

31 Risposte

  1. Simona ha detto:

    Io voglio vendere le energy balls in India al tramonto! Sarebbe un modo per lavorare sempre con vista tramonto. Mi sono piaciuti tutti però devo ammetterlo ahahah

  2. Julia ha detto:

    Non ho mai svolto questi lavori, se dovessi sceglierne uno sicuramente opterei per la raccolta della frutta, un po’ perchè mi piace farlo e un po’ perchè credo mi si addica di più

  3. Manuela ha detto:

    Oddio che bello satebbe mollare tutto e girare il mondo,fare questi lavoretti ed essere liberi davvero…

  4. stefy ha detto:

    io ho insegnato yoga e pilates in spiaggia qui vicino a casa (romagna) ma come location non è un granchè, lo farei volentierissimo in una spiaggia con la sabbia bianca, le palme, al tramonto… presente? tutta un’altra cosa!

  5. Roberto Forcina ha detto:

    Alcuni li ho trovati molto bizzarri come lavori…ma per il resto fanno molto selfmade-man!

  6. Sara ha detto:

    Ho trovato molto carini come lavori e soprattutto divertenti! Qualcuno sicuramente avrei provarlo a farlo ma non so se sarei riuscita

  7. Stefania Manfredi ha detto:

    di queste esperienze ne ho fatte solo 3, ma spero di farne ancora tante! 😉 Lo sapevo che in fondo ero un’hippie! 🙂

  8. Giovy Malfiori ha detto:

    Fare lavori del genere è sempre affascinante, almeno nell’idea che essi portano con sé. Il fatto è che, in molti stati esteri, se vieni beccato a lavorare illegalmente, potresti davvero passartela male. Tipo, in California, ma non solo: anche molti stati del Sud America sono molto restrittivi in questo senso. Bella l’idea ma occhio, davvero.

    • Sara ha detto:

      Si, per questo ho avvisato di controllare sempre le leggi locali e di prendere alcune informazioni per le pinze.
      E poi, non scordiamoci l’ironia del post. 🙂

  9. Pass for Two ha detto:

    Ma che bellezza, ben oltre i soliti lavori da fare in viaggio, queste sono sicuramente esperienze fuori dal comune e divertenti! Complimenti per l’originalità come sempre 🙂

  10. Giulia ha detto:

    Ho trovato questo video super interessante, mi hai dato tantissime idee!

  11. Francesca Maria ha detto:

    Sai che non conoscevo la possibilità di lavorare per gli host di workaway? Non conoscevo proprio il progetto? Interessantissimo ..

    • Sara ha detto:

      Credo che workaway sia davvero una gran cosa, lo trovo anche io molto interessante e poi permette d’immergersi totalmente in un’altra cultura.

  12. Raffi ha detto:

    Io non so come ti siano venuti in mente, ma devo dire che ognuno meriterebbe un libro. Sono certa che ne basterebbe uno infatti per raccogliere storie da raccontare fino alla fine del mondo. 😉

  13. Greta ha detto:

    io forse ho un animo hippie perchè questi lavori mi attirano tutti……. chissà in un’altra vita 😀

  14. M.Claudia ha detto:

    Questo tuo post mi ha incuriosito veramnete tanto. Mi hai fatto scoprire un modo di viaggiare alk quale non avevo mai pensato

  15. Lost Wanderer ha detto:

    Mi hai lasciato un gran sorriso alla fine dell’articolo con i tuoi punti sugli hippies e i lavori catalogati sono tutti molto interessanti!

  16. iltuopostonelmondo ha detto:

    Ehehe mi sono divertita troppo a leggere il tuo articolo, sai?
    Io mi sono subito ritrovata nel dare lezioni di yoga sulla spiaggia. Io direi che non è affatto male come lavoro, tu che dici?

  17. Raccogliere le pere è stato per molto tempo il lavoro di un mio amico (un po’ hippy in effetti!) che si è trasferito in Australia e poi in nuova Zelanda. Faticoso, ma lui ha trovato davvero un altro mondo là, e la felicità vera!

  18. Rita Amico ha detto:

    Che vita avventurosa la tua! Ma anche tanto creativa, da esempio per chi davvero non sa godersela come si dovrebbe!

  19. Sabina Samogin ha detto:

    Che bell’articolo! Complimenti! be’ vorrei farli tutti anche l’11…. Ma mi tocca sicuramente cominciare dal 9.

  20. Valentina ha detto:

    Un articolo davvero stimolante e ricco di tantissima energia positiva! E di interessanti proposte, non avevo mai pensato a tutte le opportunità che esistono per viaggiare e fare esperienze lavorative insieme! Io voglio vendere le energy balls sulle spiagge indiane! Oppure dare lezioni di yoga e pilates (su quest’ultima cosa sto pensando di mettermici a lavorare seriamente).. insomma, quanti bellissimi spunti che mi hai dato! <3

  21. sandra chiappa ha detto:

    secondo te che lavoro posso fare su una fredda spiaggia irlandese? Forse solo raccogliere sassi colorati! Però mi piacerebbe un sacco lavorare in un ostello, lo trovo davvero interessante e sopratutto un bel modo per inocontrare bella genete! grazie Sara per la tua ironia!

    • Sara ha detto:

      Ottima idea, raccogliere sassi, decorarli e venderli 😀
      Io spero che questo post, oltre i lavori che ho visto (o sentito) fare, faccia capire che attingendo alla nostra immensa risorsa di creatività possiamo cavarcela in diverse situazioni. E che tutti possiamo viaggiare se lo desideriamo, basta organizzarsi. 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!