Vivo come voglio

Piove giorno e notte. Sono chiusa in casa perché, dopo il cerchio di donne, si è scatenata l’influenza. Mi consigliano di prendere medicine ma mi sembra così assurdo. La febbre è uno sfogo dell’organismo e con una pillola bloccherei questa meravigliosa macchina naturale in funzione. Il corpo si autoregola e sento chiaramente che si sta depurando, certo c’è un pochino di sofferenza ma arriverà la rinascita.

Credevo di trascorrere gli ultimi tempi qui alla contrada immersa nel verde, invece ecco che proprio verso la fine devo prendermi cura, stare in casa, non uscire perché fuori c’è vento, stare al calduccio. So bene cosa mi dice il corpo, di riposare, e so perché. La natura tutto intorno a me si risveglia, me lo dice l’albero fuori dalla finestra che ogni mattina mi dona un buongiorno diverso.

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 Quando siamo arrivati era spoglio e adesso si arricchisce, mano a mano, di fiori e boccioli. Confesso che la preoccupazione di quello che arriverà dopo mi tocca, ogni tanto, nonostante poi cerchi di tornare al momento presente. L’idea di tornare a vivere nel cemento non mi alletta per niente. Ho bisogno di spazi ampi, dove la mia anima possa respirare, gioire, danzare.

Valuto diverse possibilità ma ancora non ho scelto. Questa è la vita dei vagabondi, che non sanno finché non si trovano direttamente sul momento di scegliere, che pur facendo programmi sono consapevoli che le sorprese della vita potranno mandarli all’aria, perché se passa un treno non si tirano indietro nascosti sotto mille resistenze. Non c’è nemmeno la paura dei soldi, tanto come ogni volta, se una cosa si deve fare arrivano sotto forma di quel lavoro artistico o altro.

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Non ho paura di vivere così, mi fa più paura avere una vita programmata, dove sai sempre quello che ti succede dopo… quello mi ucciderebbe. Però è normale che ogni tanto passi una preoccupazione, la mente in qualche modo deve farsi sentire. Non siamo mica robot, e per fortuna.

So che questo periodo qui è magico, importante. So che, come ogni viaggio, raccoglierò dopo i semini. So che fioriranno, almeno alcuni. Sento questo come un momento di passaggio tra la fine di una fase e l’inizio di un’altra. Stiamo a vedere cosa accadrà 🙂

Sara Chandana

Nomade sognatrice immersa nei colori

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