ScegliAMO di essere guerrieri e guerriere arcobaleno

Avete visto l’ennesimo articolo che parla dell’ultimo disastro ambientale e vi siete messi le mani tra i capelli? Spesso quando ascoltiamo notizie simili crediamo che tutto avvenga al di fuori di noi ma non è così. Il mondo è un riflesso di noi stessi, o almeno così dicono i grandi maestri. Scegliamo quindi di essere guerrieri e guerriere arcobaleno, coloro che custodiscono la Madre Terra.

Credo fortemente nella frase di Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e ne ho fatto la mia filosofia di vita. Ogni giorno mi chiedo come posso inquinare meno e se posso fare qualcosa di buono per Madre Terra. Mi rendo conto che la società non esiste al di fuori di me, la società sono io. Cerco di compiere azioni consapevoli.

Immagine dal documentario Trashed

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Non so tutto, al contrario ho tanto da imparare e per fortuna sono circondata dalla gente giusta. Devo dire che la vita di campagna mi sta insegnando tanto. Seguo la direzione che avevo scelto, quella di rispettare la Madre Terra e mi rendo conto che questo stile di vita sia naturale anche per le mie esigenze, per i valori che ho.

Da quando vivo in contrada inquino molto meno. Mi nutro dei prodotti dell’orto, di stagione e a chilometro zero. Si tratta di vegetali coltivati secondo agricoltura naturale, senza pesticidi. Quindi non sono ogm -organismi geneticamente modificati- per fortuna.

Se manca qualcosa nell’orto la acquisto da chi la coltiva nello stesso modo. Con le bucce di arance biologiche noi felici abitanti della contrada abbiamo potuto preparare dei buonissimi canditi perché non avevano la cera sopra per sembrare più belle come quelle del supermercato, che arrivano chissà da dove.

… L’altro giorno, passeggiando con G. e i cani abbiamo notato un contadino gettare della polverina bianca sul suo terreno, sotto gli ulivi. La sua terra sembrava un deserto, aveva assunto un colore innaturale, al contrario dei campi vicini.

G. gli ha chiesto gentilmente cosa stesse gettando e se facesse male e lui ha risposto che si trattava di solfato di ammonio. Ha poi aggiunto candidamente che assolutamente quella roba che lui stava lanciando a mani nude non si poteva ingerire… ma che quasi per magia quella stessa polvere, una volta assorbita dall’albero, in qualche modo si sarebbe trasformata. (Davvero?).

Quindi, secondo la sua visione, nessun problema per le olive. Quell’uomo, ogni volta che compie questo gesto, si avvelena con le sue stesse mani e questo accade per pura ingenuità, per disinformazione.

Ho letto che il solfato di ammonio è un veleno violento per la pianta e per l’uomo. La pianta lo assorbe e di conseguenza lo assorbe chi mangia i frutti di quella pianta. Ho chiesto il parere di un esperto in agricoltura biologica e mi ha dato la conferma che si tratta di un veleno, un concime chimico a bassissimo costo, a base di azoto, i cui danni, alla pianta e al terreno, sono noti nel Salento, dove vivo.

Quindi la scelta di cibarsi dei frutti dell’agricoltura organica si rafforza. Così la scelta vegetariana, adottata naturalmente da qualche anno. Inoltre, consumando in gran parte vegetali anche la spazzatura diminuisce. Ieri ho preparato una bella zucca al forno, salvando i semi al suo interno, che ho tostato. Ho gettato la buccia nella terra, andrà a decomporsi e restituirà ai campi quello di cui hanno bisogno.

 

Non solo cibi bio ma anche cosmetici, shampoo, bagnoschiuma, sapone per i piatti.

E poi… qui in contrada si beve acqua dal pozzo e questo vuol dire che non si produce plastica… e non solo. A questo riguardo potrebbe interessarvi il video su la storia dell’acqua in bottiglia.  Quando abitavo in paese non bevevo l’acqua del pozzo, ovviamente, ma la prendevo al distributore pubblico e in questo modo riempivo sempre le stesse bottiglie di vetro.

Sempre a proposito d’acqua, in contrada accendiamo lo scaldino solo quando ci serve, poco prima della doccia che comunque non è mai  lunga. Fin da piccola cerco di essere parsimoniosa con acqua e luce, grazie a un opuscolo che lessi al riguardo, non ha senso tenere tutto acceso.

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Amo il progresso, non amo le esagerazioni. Per esempio, i piatti  e i bicchieri di plastica dovrebbero essere utilizzati, semmai, per emergenza eppure vedo che anche per quanto riguarda questi il consumo è smodato. Si al vetro, ai piatti di ceramica. In ashram in India, o quando andavo agli scouts, ognuno aveva il suo piatto e le sue posate che lavava dopo l’uso.

Noi figli della società dei consumi abbiamo assimilato dei comportamenti dannosi. Si tratta di abbandonare quello che abbiamo assorbito dal consumismo, i falsi bisogni, la falsa immagine di come siamo o come dovremmo essere e tornare alla nostra vera essenza. Possiamo scegliere di essere dei guerrieri dell’arcobaleno, come dice la profezia dell’arcobaleno rotante.

Amiamo Madre Terra e rispettiamola, noi siamo la Natura! I grandi disastri naturali sono lo specchio dei piccoli disastri naturali.

Che ogni nostra scelta sia consapevole  e che scaturisca dall’Amore.

 

 

 

 

 

 

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Nessuna risposta

  1. Emme ha detto:

    Ho un’amica che ogni volta che sono capitata a pranzo da lei ha apparecchiato la tavola con piatti di plastica… per non stare a lavarli :O Sono quelle situazioni un po’ imbarazzanti in cui mi trovo spaccata dal desiderio di dire qualcosa e il timore di far sentire le persone giudicate, o avere come risultato che quando ci sono io mi dia i piatti in ceramica e continui a usare la plastica gli altri giorni. 🙂
    Sono d’accordissimo con te: si fa un gran parlare di ambiente e magari proprio mentre ne parli butti la cicca di sigaretta per terra. Certo, non puoi paragonare i disastri ambientali con la tua cicca per terra, ma è sintomo di una predisposizione, che se nel piccolo di fa buttare qualche cosa per terra per il tuo tornaconto personale (non fare la fatica di cercare un bidone) su larga scala fa si che questo tornaconto crei gli abomini che sappiamo.

    Essere ciò che si vorrebbe fosse il mondo è un buon modo di vivere, perché non riguarda solo noi, ma anche chi ci sta intorno: spesso si puo’ essere contagiosi. E’ vero però che è molto dura e a volte la sensazione di essere una goccia nel mare ed essere ininfluenti è forte. Per questo credo sia molto utile avere una comunità di riferimento (anche virtuale): sapere di essere in tanti e tante sulla stessa strada aiuta nei momenti di sconforto 🙂

  2. Chandana Sara ha detto:

    Si, ti capisco per quanto riguarda l’amica. Sai, tante volte basta l’esempio. Le persone che mi hanno ispirata di più sono quelle che mi hanno trasmesso qualcosa attraverso o l’esempio amorevole o chiacchierate sull’argomento in questione ma mai giudicando o attaccando. Magari puoi dire gentilmente alla tua amica che il cibo nei piatti di ceramica ha un sapore più buono e puoi offrirti di lavarli 🙂 Sta al tuo sentire, a quello che senti che sia giusto dire o non dire.

    Si, è utilissimo avere una comunità di riferimento per sostenersi e crescere insieme 🙂

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