Emigrando in India – il ritorno

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E così si torna in India! Il biglietto è fatto. Sono emozionata, si tratta del mio terzo viaggio nel subcontinente indiano, chissà cosa mi aspetta. Mi sto preparando da tempo e mi sento pronta anche se sono certa che poi Mamma India mi stupirà. Il primo viaggio è stato soft, un volo leggiadro di un mese. Mamma India è stata gentile e me la sono cavata abbastanza bene. Ho seguito il consiglio di miei cari amici che la vivono da oltre 40 anni e sono atterrata a Goa, lo shock culturale è stato minimo e poi da lì mi sono spostata con i bus: Hampi, Mysore, Tiruvannamalai, Pondicherry…

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Poi, dopo due anni, è arrivato il secondo viaggio. Ben tre mesi, aeroporto d’arrivo Delhi: tutta un’altra storia. Primi giorni a Faridabad e poi diretta a Varanasi in una lurida sleeper class in treno con i topi che sgattaiolavano vicino ai piedi. Quasi un mese a Varanasi ( ho anche avuto la dissenteria ) e successivamente Goa, dove ho vissuto per un po’ in un’ashram nella giungla per poi approdare sulla spiaggia di Arambol in quel marasma hippie/spiritual chic dove tra un gruppo di tantra e l’altro non mancano i rave sulla spiaggia ( che ho evitato).

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Arambol ti amo e ti detesto, prima o poi faremo la pace – ma non in questo viaggio – perché ancora sogno le colazioni a base di frutta da Happy Banana e i sandwich all’avocado al baracchino sulla strada polverosa dove con poche rupie ero felice sorseggiando un chai.

Progetto questo terzo viaggio da quando sono tornata e sento che sarà diverso perché io non sono più quella del primo e del secondo. Si tratta di un viaggio di sola andata, tornerò quando ne avrò voglia o quando finirò i soldi che sto mettendo da parte da un bel po’, rinunciando a tante cose. Eppure non si tratta di rinuncia, è una scelta. La mia scelta di vivere la vita che desidero, nonostante qualche senso di colpa verso chi rimarrà a casa.

La vita è qui e adesso e quando un giorno sarò vecchia vorrò dire ai miei nipoti: ” Ho vissuto la vita che desideravo e non ho nemmeno un rimpianto”. Così ce ne dovremmo andare via tutti.

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Questa volta so che dovrò ascoltarmi di più, prestare più attenzione al mio corpo, questa macchina meravigliosa che ha bisogno di mangiare bene, riposarsi, dormire, rilassarsi. Non voglio strafare, mi rendo conto che a volte posso anche chiudermi in camera per lasciar sedimentare quello che vedo, annuso, sperimento. Voglio scegliere delle camere carine e non accontentarmi della prima bettola che trovo per risparmiare qualche rupia. Ma non voglio nemmeno andare in un hotel, voglio un’India senza filtri, così come sono io.

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Parto in coppia ma sono consapevole che potrei tornare anche da sola perché l’India è imprevedibile e rimescola le carte, ti pone davanti a situazioni che non potresti mai immaginare. Più ti opponi, peggio è… qui mi sento di dire a me stessa: “Occhio a quello che pensi, sai bene che in India ogni pensiero si materializza all’istante. Medita piuttosto”. Questa volta non voglio resistere ma avere fiducia che la grande Mamma India sa più di me, mi affido alla corrente.

Parto sapendo che troverò volti nuovi ma anche visi familiari e ci saranno molti abbracci. Parto lasciando la zavorra e questo necessita di un atto psicomagico: abbandonare anche molti oggetti che ho accumulato negli anni, vestiti… Eppure parto sapendo assolutamente nulla perché l’India non ammette calcoli, conosce solo l’istinto. Non parto con la paura della malaria, della sporcizia o altro. Non sono interessata a porre la mia attenzione sui determinati argomenti e al prossimo che nominerà i Marò non so come potrei rispondere.

Piuttosto, a queste persone,  mi sento di dire:”Spegni la televisione, non credere a quello che dicono i tg… pianifica un viaggio oppure fai una pazzia e parti domani dove ti va. Sperimenta in prima persona”. Parto con le bandierine tibetane nello zaino, da appendere in camera come protezione insieme a qualche mandala tessuto da me e con l’intenzione di aggiornare questo blog ogni volta che mi sarà possibile.

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E tu, che passi da qui, sentiti pure libera – o libero – di commentare e lasciare una traccia. Non hai idea di quanto sia importante  e piacevole leggere un tuo commento, mi sostiene nel continuare con questo progetto, a pubblicare foto, a migliorare questo spazio. E ti ringrazio da ora per il tempo che mi concedi, per il tuo fermarti a leggere, per il tuo stare. E se non hai molto tempo torna tra un’ora o domani, io sono sempre qui.

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Namaste!

Chandana Sara.

 

Sara Chandana

Nomade sognatrice immersa nei colori

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15 Risposte

  1. clara ha detto:

    Cara carissima Chandana, sono molto contenta di leggere che tornerai in India. Fai benissimo, non riesco a dire altro.
    Per me, tornare è un’esigenza, come respirare, e ogni volta è diverso… e io ci torno ormai da quasi vent’anni!!! Che l’India ti doni tutta l’imprevedibile bellezza di cui sa essere capace, e che ti disorienti (in positivo). A presto! Clara
    ps. non me li nominare quei dannati marò!!!

  2. Emanuela ha detto:

    Sai che ti seguirò, seguirò i tuoi spostamenti, le tue storie, i tuoi incontri,guardero’ le tue foto,vivro’ con te il tuo viaggio. In India e dentro te stessa.
    Con tanto amore
    Emanuela

    • Sara Chandana ha detto:

      Dolce Emanuela, grazie per il tuo sostegno. Cercherò di aggiornare questo spazio il più possibile, la Bellezza va condivisa e la Bellezza, oltre i dualismi, per il mio sentire va di pari passo con la Verità. E in India la verità è rimandata di continuo, come uno specchio potentissimo. Ti mando tanto tanto amore, anche alla tua famiglia.

  3. natadimarzo ha detto:

    Carissima,
    sto proprio scrivendo un post che parla di viaggi e di come ogni viaggiatore li viva diversamente. Sono molto affascinata dal tuo modo di viaggiare, e questo richiamo della Mamma India di cui parli sempre mi rende solo più curiosa di andarci (e lo farò, è una promessa); mi rendo conto che per me viaggiare vuol dire anche portare poi tutto a casa, perché i tesori, le emozioni e i miei ricordi trovano sotto il tetto di casa mia un luogo perfetto dove riposare…questo per dirti che non sono fatta per i biglietti di sola andata, però chissà, forse i tuoi racconti (che spero di leggere presto) mi saranno d’ispirazione per vivere il prossimo viaggio con un mood un po’ diverso, con meno programmi, lasciando che le cose vadano un po’ più con la corrente. Buon Viaggio :*

    • Sara Chandana ha detto:

      Ciao mia cara, ti auguro di visitare l’India che è un luogo – contenitore di tanti altri luoghi – così ricco di sfaccettature, con un’energia pazzesca. L’India ti penetra dentro e ti cambia. O meglio, ti avvicina alla tua essenza perché infrange tutte le sovrastrutture che ci siamo creati. A meno che non si vada ben corazzati… ma anche in questo caso, solitamente, lei trova sempre uno spiraglio dal quale entrare e sconvolgere. Anche quando mi ha sconvolta in negativo poi si è rivelato in positivo. Forse non sei fatta per i biglietti sola andata ma puoi anche fare andata e ritorno e poi nella vita non si sa mai 🙂

  4. Daniela ha detto:

    Ciao Sara, spero che questo commento venga pubblicato… Sono molto felice per te di saperti in partenza per la tua amata India! Sei una persona molto coraggiosa, non temi la novità né tantomeno di lasciare la tua terra (amata anche quella, no?) e le tue abitudini. Un viaggio di sola andata, sento tutta la forza che ti anima in questa frase che hai scritto, sento l’entusiasmo e la grande apertura di cuore che hai. Certo, magari il destino indiano mescolerà le carte, ma sono certa che la tua vita l’avrai vissuta fino in fondo in ogni caso. Scrivi appena puoi, sai che sei gli occhi di chi rimane qui 😀
    Un grande abbraccio! Dani

    • Sara Chandana ha detto:

      Grazie Daniela! Si, forse sono coraggiosa, ma ne parlavamo in questi giorni con G., ci vorrebbe più coraggio nel vivere la stessa identica vita per molti anni, come alcune persone che conosciamo. Se di coraggio possiamo parlare. Non potrei rimanere qui un altro inverno, nonostante ami profondamente la mia terra. Sono uno spirito irrequieto che ha sempre bisogno di nuovi stimoli, e se non li riceve dall’ambiente se li crea. Partire, spogliarsi e poi tornare arricchiti per condividere, questo mi piace tanto.
      Grazie di cuore per le tue parole, ti abbraccio mia cara.

  5. natadimarzo ha detto:

    Carissima,
    sto proprio scrivendo un post che parla di viaggi e di come ogni viaggiatore li viva diversamente. Sono molto affascinata dal tuo modo di viaggiare, e questo richiamo della Mamma India di cui parli sempre mi rende solo più curiosa di andarci (e lo farò, è una promessa); mi rendo conto che per me viaggiare vuol dire anche portare poi tutto a casa, perché i tesori, le emozioni e i miei ricordi trovano sotto il tetto di casa mia un luogo perfetto dove riposare…questo per dirti che non sono fatta per i biglietti di sola andata, però chissà, forse i tuoi racconti (che spero di leggere presto) mi saranno d’ispirazione per vivere il prossimo viaggio con un mood un po’ diverso, con meno programmi, lasciando che le cose vadano un po’ più con la corrente. Buon Viaggio :*
    (PS: ho problemi ad inserire i commenti ultimamente, quindi l’ho postato due volte per essere sicura che arrivi, cancella pure quello di troppo 😉 )

  6. valentina ha detto:

    Che bellezza! Quando parti? Io ci passerò in barca, non so quando, non so dove, so solo che ci passerò 🙂 sicuramente nell’anno nuovo 🙂

  7. Francesca ha detto:

    Ciao carissima, sei una forza della natura! Coraggiosa e capace! Ti auguro il meglio per il tuo cuore e per la tua anima. Manda tante belle foto, e tante condivisioni. Un abbraccio e buona India.

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