Piccole felicità insignificanti

Sara Chandana

Nomade sognatrice immersa nei colori

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2 Risposte

  1. clara ha detto:

    Commento qui anche il bel post su Hampi, che visitai nel lontano 1999, durante il monsone, con le nuvole basse e minacciose, le rovine di un impero, la storia che si faceva poesia sotto i miei passi incerti. Hampi fu la mia prima indimenticabile India, scandita dalle bizzarrie del monsone. Gli alberi verde acido coi fiori rosso a Hampi, sullo sfondo di antiche rovine, fantasmi, scimmie e la bontà di un ragazzino indiano che cucinava per noi, assieme a sua nonna.
    La vita che non si conteneva negli zaini. Anche quelle furono piccole felicità insignificanti, come quelle che raccogliamo ancora a piene mani in India, ecco perché si finisce per tornare, sooner or later.
    Grazie per la bellezza di questi post (e penso alla dolcezza delle labbra su una tazza di tè caldo, al miele, alle fiamme calde e ristoratrici dietro al stufa accesa).
    Grazie cara, per questo post e per gli altri

    • Sara Chandana ha detto:

      Questo tuo commento mi ha fatto venire un tuffo al cuore, per parole e l’energia arrivata, tanto che ho dovuto prendere tempo per rispondere. Grazie a te, di cuore, per leggere, condividere e scrivere su questo spazio. L’ho letto in un momento di sconforto,tempismo perfetto, e mi sono ripresa subito. Ti abbraccio.

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