Io uso la coppetta/ eco-life

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    Coppetta mestruale
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    Immagine da http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2014/01/il-mio-primo-ciclo-ovvero-chi-ha-paura.html
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La coppetta, non tutte le conoscono ma chi ha avuto il piacere di stringere amicizia con lei è pienamente soddisfatta di questa relazione 🙂 Di cosa si tratta? È una coppetta mestruale, in morbido silicone, che sostituisce assorbenti e tamponi. Si inserisce in maniera simile a un assorbente interno ma è possibile tenerla per 12 ore e svuotarla. La considero il mio sacro Graal e mi piace versare il contenuto, ricco di proprietà, nelle piante che crescono verdi e rigogliose.

Facevo questo anche quando utilizzavo gli assorbenti lavabili e una mia cara amica mi mostrò una confezione degli stessi acquistati in Argentina. C’erano dei bellissimi disegni sopra che fungevano anche da spiegazione su come utilizzarli e invitavano a restituire il sangue alla Madre Terra versandolo nelle piante. In Occidente si è dimenticata l’importanza e la sacralità del ciclo mestruale ed esso è visto più che altro dalle donne come una scocciatura, un ostacolo da superare il prima possibile.

Leggi anche Kit Girl Power e salvaslip lavabili

Per me è stata molto importante la lettura del libro Luna Rossa di Miranda Gray, regalo di un’altra cara amica, che ha segnato l’inizio di un percorso di consapevolezza del ciclo. Questo mi ha anche portata a organizzare, di tanto in tanto e quando ho la spazio adatto,  cerchi di donne in occasione della Benedizione Mondiale del Grembo canalizzata dalla stessa Miranda Gray o ispirati al suo lavoro. Contattatemi se volete organizzarne uno! 🙂

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Nel corso degli anni cercavo già di utilizzare assorbenti biologici, quando li trovavo, ma non ero soddisfatta, volevo consumare meno rifiuti. Poi al Biosalus di Urbino, un bellissimo festival dedicato al biologico e al benessere olistico, vidi la coppetta e la acquistai, a caro prezzo per quei tempi. Al tempo però avevo troppi pregiudizi e tabù e quindi, a parte una prova veloce, la misi nel cassetto, fino a un mese fa.

Quando mi sono sentita veramente di utilizzare la coppetta ho capito, prima di tutto, che avevo bisogno di tempo e calma. Le prime volte dovevo concentrarmi e avevo anche paura, non fondata, di non riuscire più ad estrarla! Posso dire una cosa? Una volta presa dimestichezza mi sono chiesta perché non l’ho fatto prima! Adesso sono ancora più felice di avere il ciclo e non vedo l’ora di utilizzarla, è diventata una piccola meditazione che mi permette di avere maggiore consapevolezza del mio corpo!

Il corpo ormai la riconosce e inserirla ed estrarla è diventato molto semplice.

La devo svuotare solo due volte al giorno e posso tenerla pure la notte, mi è concesso andare al mare, fare yoga e tutto quello che voglio. E poi penso ai viaggi futuri! Per esempio a quei lunghi viaggi in India in bus, sleeper class… o alle mie spedizioni in Austria, sempre in treno… viaggi lunghissimi…(Si, mi piace il treno!). Se in passato avessi utilizzato la coppetta sarebbe stato molto più semplice!

E poi…

Mi sono documentata. In 10 anni una donna utilizza almeno 3600 assorbenti, interni o esterni per una spesa di circa 600 euro. La coppetta si cambia ogni 8/10 anni. Se dovessimo mettere uno sull’altro i tamponi che utilizziamo nell’arco della nostra potremmo costruire almeno 5 torri Eiffel! Inoltre il silicone della coppetta è di origine naturale e possiamo sterilizzarla in acqua una volta al mese.

Gli assorbenti inquinano, qualcuno tempo fa mi disse che ormai sono così tanti al punto da orbitare nello spazio… brrr! Per non parlare delle isole di spazzatura negli oceani! Da quando utilizzo la coppetta mestruale il mio ciclo è a impatto 0! Che gioia 🙂 Volete mettere poi la libertà di non camminare con un assorbente tra le gambe? Quindi sono diventata una sostenitrice della coppetta, nessuno mi paga per questo, ma credo che il suo utilizzo potrebbe migliorare la qualità della vita di molte donne e dare una mano al Pianeta Terra che ci ospita.

Vorrei farvi vedere una foto della mia coppetta ma la sto indossando… condivido questa vignetta di Mariko perché esprime il mio sentire: utilizzare la coppetta è anche un atto d’amore. Amore per noi stesse e per l’ambiente.

Coppetta mestruale

Coppetta mestruale

Sara Chandana

Nomade sognatrice immersa nei colori

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2 Risposte

  1. natadimarzo ha detto:

    Verissimo! La uso da anni, e anche durante l’ultimo viaggio (ero in Giappone) ho ringraziato per la sua esistenza! Santa coppetta!
    La pubblicizzo sempre fra le amiche e se ne ho l’occasione lo faccio anche con qualche paziente, anche se (e questo è un problema culturale che non riuscirò mai a capire e che dobbiamo cercare di risolvere), c’è ancora in giro un’ottusità sconcertante riguardo il proprio corpo, la propria anatomia e la propria fisiologia, anche fra le ragazze giovani.
    Il primo commento che ho sentito da molte donne (compresa mia madre, che è infermiera e non rientra nella categoria delle ottuse di cui sopra) è :”ma è igienica?” in alternativa a “ma che schifo”…mentre non si sono mai poste il problema con gli assorbenti esterni che sembrano loro la cosa più pulita del mondo (un tessuto di plastica non traspirante, sporco, a contatto con la pelle per ore…oggi non riesco a immaginare di usarlo!) o tanto meno con i tamponi (come rovinare la propria flora batterica, squilibrare il ph della mucosa e predisporla ad irritazioni e infezioni in poche ore).
    Per fortuna ci sono anche molte donne open minded a cui si può proporre una soluzione del genere, che la apprezzano e la consigliano a loro volta 🙂

  2. Sara Chandana ha detto:

    Oh che bello leggere il commento di una donna entusiasta! Poi se non sbaglio, e spero qui di non fare una figuraccia, sei anche una dottoressa! Speravo che qualcuna commentasse questo post come feedback per le aspiranti indossatrici di coppetta 😀 Anche io avevo tanti pregiudizi eppure adesso non potrei farne a meno. Non vedo l’ora di portarla in viaggio anch’io, intanto mi ha semplificato la vita al lavoro, al mare e in tante occasioni. Un bacio.

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